18 de agosto
Sant' Elena
Madre de Constantino
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini umili e l'ascesa imperiale
I dati biografici di Elena sono scarsi, ma la tradizione attesta che visse nel quarto secolo, essendo nata verso la metà del terzo secolo, forse a Drepamim in Bitinia. Santa Elena discendeva da umile famiglia e, secondo sant'Ambrogio, esercitava l'ufficio di stabularia, ovvero locandiera con stalla. In questa modesta locanda ella conobbe l'ufficiale romano Costanzo Cloro e lo sposò con matrimonio morganatico, nonostante fosse di grado sociale inferiore. Intorno al 280, a Naisso in Serbia, Elena partorì Costantino e lo allevò con amore materno. Successivamente, nel 293, il marito Costanzo divenne cesare e per ragioni di Stato fu costretto a sposare Teodora, figliastra dell'imperatore Massimiano Erculeo. A causa di questi mutamenti politici, Elena Flavia fu allontanata dalla corte e rimase umilmente nell'ombra, mentre il figlio Costantino fu allevato alla corte di Diocleziano per un futuro di prestigio. Nel 305 Costanzo Cloro divenne imperatore per la tetrarchia e Costantino lo seguì in Britannia contro i Pitti. Alla morte del padre, avvenuta nel 306, Costantino fu acclamato dai soldati e ne assunse il titolo e il comando. Divenuto imperatore, Costantino richiamò Elena presso di sé conferendole il titolo di Augusta. Il merito di Costantino fu di aver dato libertà di culto ai cristiani, perseguitati e uccisi per trecento anni, sebbene non sia noto quanto Elena abbia influito sull'emanazione dell'editto di Milano del 313 da parte del figlio. A riguardo, esistono due storiche ipotesi: Eusebio afferma che Elena fu convertita dal figlio Costantino, mentre sant'Ambrogio sostiene il contrario. Costantino ricevette poi il battesimo soltanto in punto di morte nel 337.
La generosità e la fede operosa
Costantino colmò la madre di onori, dandole libero accesso al tesoro imperiale e facendo incidere il suo nome e la sua immagine sulle monete. Elena Flavia Augusta beneficò generosamente persone di ogni ceto e intere città, distinguendosi per una bontà operosa che soccorreva i poveri con vesti e denaro. Tra le sue opere di misericordia si ricorda la liberazione di molti condannati dalle carceri, dalle miniere e dall'esilio. Elena fu donna di splendida fede e visse in modo esemplare, attuando virtù cristiane e buone opere. Ella partecipava umilmente alle funzioni religiose, mescolandosi in abiti modesti tra la folla, ed entrava piamente in chiesa con analoga semplicità. La sua carità si manifestava anche nell'invitare spesso i poveri a pranzo nel suo palazzo, servendoli con le proprie mani. In Oriente e in Occidente il suo esempio rimase impresso nei secoli e, nell'iconografia orientale, sant'Elena è spesso raffigurata insieme al figlio Costantino ai lati della Croce. Nel tempio di San Pietro in Vaticano santa Elena è ricordata con una colossale statua in marmo situata alla base dei quattro enormi pilastri che sorreggono la cupola di Michelangelo, insieme a quelle di sant'Andrea, la Veronica e san Longino. Tali pilastri fanno da corona all'altare della Confessione, sotto il quale si trova la tomba dell'apostolo Pietro.
Il pellegrinaggio in Terra Santa e il ritrovamento della Croce
Durante gli anni imperiali, Elena mantenne un atteggiamento prudente nel corso della tragedia familiare che colpì la casa di Costantino. Nel 326 Costantino fece uccidere il figlio Crispo su istigazione della matrigna Fausta e poi la stessa Fausta. A settantotto anni, nel 326, forse a causa di questi foschi episodi, Elena intraprese un pellegrinaggio penitenziale ai Luoghi Santi in Palestina. Durante questo viaggio, Elena si adoperò con singolare impegno nell'assistenza ai poveri e per la costruzione delle Basiliche della Natività a Betlehem e dell'Ascensione sul Monte degli Ulivi. A Gerusalemme Elena onorò il presepe e la croce del Signore, e Costantino ornò splendidamente le basiliche fatte costruire dalla madre. La tradizione narra che Elena salì sul Golgota per purificare il luogo sacro dagli edifici pagani dei romani ed Elena avrebbe inoltre indotto Costantino a costruire la Basilica dell'Anastasis o della Resurrezione. Il merito principale di Elena fu il ritrovamento della Vera Croce di Cristo, avvenuto facendo giacere su di essa il cadavere di un uomo che ritornò miracolosamente in vita. Insieme alla Croce furono ritrovati tre chiodi, i quali furono donati a Costantino, che ne forgiò uno per il morso del suo cavallo e uno nella Corona Ferrea del duomo di Monza. L'intento di Elena era consigliare moderazione al figlio e ricordargli che ogni sovrano terreno è sottomesso a Cristo. L'episodio del ritrovamento della Croce è raffigurato da molti artisti, tra cui nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma e nel ciclo di Piero della Francesca ad Arezzo.
Il transito, le reliquie e il culto
Elena morì a circa ottanta anni, assistita dal figlio, verso il 329, sebbene alcune fonti indichino il 330. Il corpo di Elena fu trasportato a Roma e sepolto sulla via Labicana ai due lauri, località corrispondente all'odierna Torpignattara; il martirologio colloca santa Elena proprio a Roma sulla via Labicana. La salma fu posta in un sarcofago di porfido all'interno di un mausoleo circolare con cupola. Elena fu considerata santa fin da subito e con questo titolo fu conosciuta nei secoli successivi. I pellegrini in arrivo a Roma visitavano il sepolcro di sant'Elena, situato vicino al portico d'ingresso della Basilica dei Santi Marcellino e Pietro, mentre il grandioso sarcofago di porfido fu trasferito nell'undicesimo secolo al Laterano e oggi si trova nei Musei Vaticani. La storia delle reliquie di Elena ha avuto vicende complesse e separate. Già dopo due anni dalla sepoltura a Roma, il corpo di Elena fu trasferito a Costantinopoli e posto nel mausoleo che l'imperatore aveva preparato per sé. Le notizie storiche sulle reliquie successive sono discordanti e presentano tre tradizioni. Una prima tradizione riferisce che nell'840 il presbitero Teogisio dell'abbazia di Hauvilliers di Reims trasferì le reliquie in Francia. Una seconda tradizione afferma che verso il 1140 papa Innocenzo II trasferì le reliquie nella Basilica romana dell'Aracoeli. Una terza tradizione sostiene che il canonico Aicardo portò le reliquie a Venezia nel 1212. È probabile che il percorso originario delle reliquie sia stato Roma lungo la via Labicana, poi Reims, e dopo la Rivoluzione Francese le reliquie furono definitivamente collocate nella Cappella della Confraternita di Santa Croce nella chiesa di Saint Leu a Parigi, sebbene qualche frammento sia giunto anche nei luoghi della basilica dell'Aracoeli a Roma e a Venezia. Gli strumenti della Passione ritrovati da Elena furono custoditi e venerati nella Basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme, edificio fatto costruire da Elena proprio allo scopo di custodire tali reliquie. Il culto di sant'Elena si diffuse largamente in Oriente e in Occidente, e l'agiografo Usuardo inserì per primo il nome di Elena nel suo Martirologio alla data del diciotto agosto, dal quale il nome è passato nel Martirologio Romano alla medesima data. In Oriente Elena è venerata il ventuno maggio insieme al figlio imperatore Costantino. Sant'Elena è venerata con un culto speciale anche in Germania nelle città di Colonia, Treviri e Bonn, e in Francia ad Elna, località che in origine si chiamava Castrum Helenae. In Russia si usa seminare il lino nel giorno della festa di santa Elena affinché cresca lungo come i suoi capelli.
Su vida y el camino imperial
La andadura terrenal de Elena comenzó en Drepamim, Bitinia, donde transcurrieron sus primeros años. Su destino se unió al de Costanzo Cloro, de cuya unión nació en Naisso su hijo Costantino. A pesar de las vicisitudes políticas y las separaciones que la alejaron temporalmente de la corte, la providencia guio sus pasos cuando su hijo ascendió al trono imperial. Al recibir el distinguido título de Augusta, Elena no buscó la gloria personal ni el aislamiento en la opulencia, sino que asumió su dignidad como un llamado al servicio.
Con el tesoro imperial a su disposición, la piadosa madre se convirtió en protectora de los desvalidos. Su generosidad se extendió por diversas regiones del imperio, especialmente en Roma, donde su presencia se asoció siempre a la caridad evangélica. En su madurez, impulsada por un ardiente deseo de oración, emprendió un viaje que marcaría la historia de la Iglesia. Su peregrinación a la Tierra Santa la llevó a Betlemme y a Gerusalemme, donde financió la construcción de las basílicas que custodiarían los misterios del Nacimiento y la Resurrección. En el Golgota, su fe fue recompensada con el hallazgo de la Vera Cruz y de los chiodi de la Pasión, reliquias que devolvió al mundo antes de entregar su alma a Dios en el año 329.
Veneración y legado
El culto a Santa Elena comenzó a difundirse rápidamente tras su muerte, consolidándose como un faro de devoción tanto en el ámbito litúrgico occidental como en el oriental. Su vida de caridad y su incansable búsqueda de los testimonios de la Pasión inspiraron a generaciones de creyentes que veían en ella el modelo de la perfecta peregrina. La piedad popular la adoptó como intercesora en las tareas cotidianas de la vida, vinculándola especialmente a los oficios de la metalurgia y a las necesidades más humanas del alma.
A través de los siglos, la devoción a la santa emperatriz ha permanecido unida a la contemplación de la Cruz. Su intercesión es invocada con confianza por aquellos que buscan encontrar lo que se ha perdido, reflejando espiritualmente su propio hallazgo en la colina del Calvario. Su memoria sigue uniendo a los cristianos de diversas tradiciones en una misma fe compartida.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia sant'Elena?
Sant'Elena si festeggia il diciotto agosto nel Martirologio Romano, mentre in Oriente viene venerata il ventuno maggio insieme al figlio imperatore Costantino.
Di cosa è patrona sant'Elena?
Santa Elena è considerata la protettrice dei fabbricanti di chiodi e di aghi, ed è invocata da quanti cercano gli oggetti smarriti.
En Roma, en la vía Labicana, santa Elena, madre del emperador Constantino, que se esforzó con singular empeño en la asistencia a los pobres; piadosamente entraba en la iglesia mezclándose con las multitudes y en una peregrinación a Jerusalén en busca de los lugares de la Natividad, de la Pasión y de la Resurrección de Cristo honró el pesebre y la cruz del Señor construyendo venerables basílicas. — Martirologio Romano