17 de agosto
Sant' Elías de Enna
Monje
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la schiavitù
Nato a Enna intorno all'823 o all'829, il santo fu chiamato alla nascita con il nome di Giovanni, che fu successivamente cambiato quando abbracciò la vita monastica. La sua giovinezza fu sconvolta dagli eventi storici del suo tempo, poiché fu costretto ad abbandonare la sua città natale a causa dell'assedio dei Saraceni, che portò alla conquista di Enna nell'859. In seguito a questi drammatici eventi, Elia cadde nelle mani degli invasori e fu venduto come schiavo in Africa. Dopo essere riuscito a riconquistare la libertà, si mise a predicare il Vangelo mettendo a rischio la propria vita, un impegno che lo costrinse a una nuova fuga per trovare rifugio in Palestina.
I pellegrinaggi in Oriente e il ritorno
In Palestina ricevette l'abito monastico direttamente dal patriarca di Gerusalemme, avviando un lungo percorso spirituale che lo portò a trascorrere tre anni in un monastero del Sinai. Da quel luogo santo passò ad Alessandria d'Egitto, poi in Persia, ad Antiochia e infine nuovamente in Africa. Nel frattempo, Siracusa cadde in mano degli arabi nell'878, un evento che spinse Elia a fare ritorno in Sicilia. Durante questo viaggio nell'isola si recò a Palermo per poter rivedere la sua vecchia madre, proseguendo poi verso Taormina. In questa località si unì a lui il monaco Daniele, che divenne il fedele compagno delle sue peregrinazioni ed emulatore delle sue virtù.
Le fondazioni in Calabria e l'invito imperiale
Attraversato lo Stretto, Elia si recò in Calabria, dove visse secondo le rigidità del monachesimo italo-greco. Verso l'880 fondò il monastero di Saline vicino a Reggio Calabria, un edificio religioso che prese successivamente il suo nome. Minacciato dalle incursioni saracene, fu costretto ad allontanarsi, trovando rifugio prima a Patrasso in Grecia e poi a Santa Cristina nell'Aspromonte, prima di compiere un pellegrinaggio a Roma. Al ritorno dalla Città Eterna, tra il 900 e il 901, fondò il monastero di Aulinas su un monte presso Palmi che avrebbe preso il suo nome. La fama della sua straordinaria attività, della sua predicazione e dei numerosi miracoli operati giunse infine fino in Oriente, tanto che l'imperatore Leone VI il Filosofo, vissuto tra l'866 e il 911, lo invitò a Costantinopoli.
Il transito e il culto
Ormai anziano, Elia si mise nuovamente in viaggio per rispondere all'invito imperiale, ma non riuscì a giungere a destinazione. Arrivato a Tessalonica, l'antica Salonicco nella Macedonia, si ammalò gravemente e morì il diciassette agosto del 903 o del 904. Il suo corpo fu trasportato dal fedele monaco Daniele fino ad Aulinas presso Palmi e tumulato nella chiesa del monastero secondo le ultime volontà del santo. Due secoli dopo, al nome del monastero fu aggiunto quello di san Filerete, un altro monaco siculo-greco. Il santo godette di un culto pubblico ininterrotto fino alla fine del secolo diciottesimo, quando l'edificio del monastero fu abbattuto. Oggi le sue reliquie sono custodite e venerate a Galatro, dove esisteva un monastero greco a lui intitolato, e a Seminara. Il suo nome resta inoltre legato al Monte Sant'Elia, oggi meta turistica molto frequentata dove sorge un oratorio eretto in suo onore.
Su camino monástico
La historia de Sant' Elías de Enna comienza en Sicilia, donde su juventud fue interrumpida por la dura realidad de la captura a manos de los sarracenos. Lejos de sucumbir ante la adversidad de la esclavitud en África, su corazón se orientó hacia una búsqueda espiritual más elevada. Tras alcanzar la libertad, se dirigió hacia Oriente, donde profundizó en la vida ascética, recibiendo el hábito monástico de manos del patriarca de Jerusalén. Esta etapa en Palestina y en el monte Sinaí fue decisiva para cimentar su vocación y su entrega absoluta al servicio divino.
A su regreso a Occidente, su caminar lo condujo por Roma y diversas regiones, hasta establecerse en Calabria. Allí, su impulso fundacional cobró vida con la creación del monasterio de Saline, hacia el año 880, un lugar destinado al cultivo de la oración y el estudio. Años más tarde, ya cerca del final de su vida, fundó el monasterio de Aulinas en las proximidades de Palmi, entre los años 900 y 901. Su sabiduría y reputación de santidad fueron tales que el emperador León Sexto, llamado el Filósofo, lo invitó personalmente a Constantinopla. Sant' Elías aceptó la invitación, trasladándose hasta Grecia, donde finalmente entregó su alma a Dios en la ciudad de Tessalonica en el año 903, dejando tras de sí un legado de monasterios y una vida dedicada a la búsqueda constante del Reino de los Cielos.
La memoria y el culto
La veneración a Sant' Elías de Enna se mantiene viva especialmente en las comunidades donde su presencia dejó una marca imborrable a través de sus fundaciones y su paso por estas tierras. Su memoria es honrada con especial devoción en los lugares que lo reconocen como su santo patrono, tales como Galatro y Seminara, además de la zona del monte que lleva su nombre. Los fieles acuden a su intercesión recordando su vida de monje peregrino, quien supo transitar desde la dureza del cautiverio hasta la libertad plena en Cristo. La celebración anual de su fiesta es un momento de encuentro y reflexión sobre su ejemplo de perseverancia y su capacidad para edificar la Iglesia a través del silencio y el trabajo monástico.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Elia di Enna?
La ricorrenza liturgica di Sant'Elia di Enna si celebra il diciassette agosto di ogni anno.
Di cosa è patrono Sant'Elia di Enna?
Le fonti biografiche e i dati storici disponibili non menzionano specifici patronati ufficiali per questo santo.
En Salónica, en Macedonia, en la actual Grecia, tránsito de San Elías el Joven, monje según la enseñanza de los Padres orientales, que, después de haber padecido mucho por la fe por parte de los Sarracenos, llevó con gran fuerza de ánimo en Calabria y en Sicilia una severa vida de austeridad y de oración. — Martirologio Romano