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17 de agosto

Santa Clara de la Cruz (de Montefalco)

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Infanzia e primi passi nella vita spirituale

Chiara nacque a Montefalco, in provincia di Perugia, nel 1268, seconda figlia di Damiano e di Giacoma. Fin dall'età di quattro anni, Chiara mostrò una forte inclinazione all'esercizio della preghiera, trascorrendo intere ore immersa nell'orazione e ritirata nei luoghi più riposti della casa paterna. La bambina ebbe sin da piccola una profonda devozione per la Passione di Nostro Signore, e la sola vista di un Crocifisso rappresentava per lei un monito di continua mortificazione. Chiara si abbandonava volentieri a questa via, infliggendo al corpo innocente le più dure macerazioni con dolorosi cilici. Già a circa sei anni, ella possedeva la forza interiore necessaria per sopportare il tormento delle macerazioni corporali.

Sentendo una chiamata sempre più forte, Chiara si consacrò interamente a Dio. Volle così seguire l'esempio della sorella Giovanna, chiedendo di poter entrare nel locale reclusorio. La sua richiesta fu accolta e Chiara fu ammessa nel reclusorio nel 1275. La santità della piccola Chiara e le elette virtù di Giovanna fecero accorrere sempre nuove aspiranti nel reclusorio di Montefalco. Questo notevole afflusso rese necessario intraprendere la costruzione di un edificio più grande, i cui lavori ebbero inizio nel 1282. La costruzione del nuovo reclusorio si protrasse per ben otto anni, affrontando opposizioni, contrasti e difficoltà di varia natura.

A causa delle ristrettezze finanziarie che gravavano sull'opera, per qualche tempo Chiara fu incaricata di andare alla questua durante i lavori. Finalmente, nel 1290 il nuovo reclusorio fu terminato. Nello stesso anno si pensò che sarebbe stato più opportuno erigere un monastero, affinché la comunità facesse parte di una religione approvata. Giovanna interessò della questione il vescovo Gerardo Artesino, il quale riconobbe la nuova famiglia religiosa con decreto del dieci giugno 1290. Il vescovo diede alla comunità la regola di sant'Agostino, autorizzando inoltre l'accettazione di novizie. Su proposta di Giovanna, il novello monastero fu chiamato della Croce e la stessa Giovanna venne eletta immediatamente badessa.

Il governo del monastero e i doni mistici

La vita della comunità subì una svolta dolorosa quando Giovanna morì il ventidue novembre 1291. Alla morte della sorella, Chiara fu chiamata immediatamente a succederle nella carica di badessa. Chiara assunse questo delicato incarico contro la sua volontà e nonostante la sua giovane età. Nonostante ciò, esercitò il suo governo sempre con illuminata fermezza, sapendo tenere vivo nella comunità, sia con la parola che con l'esempio, un grande desiderio di perfezione spirituale. Santa Chiara resse così il monastero di Santa Croce, distinguendosi per il suo fervido amore per la Passione di Cristo.

La sua unione con Dio fu arricchita da singolari grazie mistiche, come visioni ed estasi. Chiara ricevette doni soprannaturali che profuse generosamente sia dentro sia fuori le mura del monastero. Tra questi doni vi fu la scienza infusa, concessa dal Signore per favorirla grandemente. Grazie a questa grazia straordinaria, Chiara poté offrire dotte soluzioni alle più ardue questioni propostele da teologi, filosofi e letterati dell'epoca. La sua fama di santità e di sapienza spirituale varcò i confini del monastero.

Tra la fine del 1306 e gli inizi del 1307, Chiara compì un'importante opera di discernimento e difesa della fede, scoprendo ed eliminando una setta eretica chiamata dello Spirito di libertà. Tale setta eretica stava diffondendo per tutta l'Umbria pericolosi errori quietistici. Chiara suscitò una grandissima fama di sé e delle sue virtù già in vita, confermando la limpidezza della sua testimonianza cristiana.

Transito, prodigi postumi e riconoscimento della santità

La morte di Chiara avvenne a Montefalco il diciassette agosto 1308, nel monastero della Croce. Subito dopo la sua dipartita, Chiara fu venerata come santa dal popolo. Una tradizione leggendaria riferisce che nel cuore della santa si credette di scorgere i simboli della Passione. Il cuore di Chiara era di eccezionali dimensioni e in esso i presenti ritennero di riconoscere il Crocifisso, il flagello, la colonna, la corona di spine, i tre chiodi, la lancia e la canna con la spugna. Inoltre, nella cistifellea della santa si sarebbero riconosciuti tre globi di uguali dimensioni, peso e colore, disposti in forma di triangolo come simbolo della Santissima Trinità.

Erano trascorsi solo dieci mesi dalla morte di Chiara quando il vescovo di Spoleto, Pietro Paolo Trinci, ordinò di iniziare il processo informativo. Il processo sulla vita e sulle virtù di Chiara fu ufficialmente ordinato il diciotto giugno 1309. Molti fecero viva istanza presso la Santa Sede per ottenere la canonizzazione, spinti dai nuovi miracoli e dalla crescente devozione popolare. Berengario di Sant'Africano fu nominato procuratore della causa di canonizzazione e, nel 1316, si recò ad Avignone da Papa Giovanni XXII per perorare la causa. Papa Giovanni XXII deputò il cardinale Napoleone Orsini, legato a Perugia, a informarsi e riferire sui fatti.

Un nuovo processo cominciò il sei settembre 1318, ma esso non poté avere seguito a causa di circostanze esterne. Il cammino canonico riprese secoli dopo: nel 1624 Urbano VIII concesse di recitare l'Ufficio e la Messa con preghiera propria in onore di Chiara, estendendo il culto dapprima all'Ordine il quattordici agosto 1624 e poi alla diocesi di Spoleto il ventotto settembre dello stesso anno. Il nome di Chiara fu inserito nel Martirologio Romano da Clemente X il diciannove aprile 1673. Nel 1736 Clemente XII ordinò la ripresa della causa e, nel 1737, la Santa Congregazione dei Riti approvò il culto ab immemorabili di Chiara. Nel 1738 fu istruito un nuovo processo apostolico sulle virtù e i miracoli, ratificato dalla Congregazione dei Riti il diciassette settembre 1743.

Un ulteriore processo apostolico fu incominciato il ventidue ottobre 1850 e si concluse il ventuno novembre 1851. La Congregazione dei Riti si espresse favorevolmente il venticinque settembre 1852. Infine, la beata Chiara da Montefalco fu solennemente canonizzata da Leone XIII l'otto dicembre 1881. Il Martirologio colloca santa Chiara della Croce a Montefalco in Umbria, confermando il legame indissolubile tra la santa e la sua terra.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Chiara della Croce?

La memoria della santa ricorre il diciassette agosto. Inoltre, il trenta ottobre si celebra la festa dell'Impressio Crucifixi in corde sanctae Clarae.

Qual era l'appartenenza religiosa di Santa Chiara?

Santa Chiara era una vergine appartenente all'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino e resse come badessa il monastero di Santa Croce in Montefalco.

En Montefalco, en Umbría, santa Clara de la Cruz, virgen de la Orden de los Ermitaños de San Agustín, que rigió el monasterio de Santa Cruz y fue ardiente de amor por la pasión de Cristo. — Martirologio Romano