19 de septiembre
Sant' Emilia Maria Guglielma de Rodat
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza
Maria Guglielma Emilia nacque nel castello di Druelle, vicino a Rodez, nel sud della Francia, il 6 settembre 1787, primogenita di Gian Luigi de Rodat e di Enrichetta de Pomeyrols, esponenti dell'antica nobiltà. Non aveva ancora compiuto due anni quando scoppiò la Rivoluzione Francese. Per motivi di sicurezza, i genitori la portarono dalla nonna materna, che viveva nell'appartato castello di Ginals, nei pressi di Villefranche de Rouergue, lontano dagli sconvolgimenti della Rivoluzione prima e di quella napoleonica poi. Con la nonna viveva anche una zia monaca visitandina, secolarizzata a causa delle soppressioni religiose. Emilia trascorse l'infanzia in quel contesto rurale durante la monarchia costituzionale, la guerra, il terrore e la reazione al terrore, crescendo con un carattere vivace e in condizioni agiate, pur mantenendo sempre profondi sentimenti religiosi. Nel 1798, a undici anni, ricevette la prima comunione in modo semiclandestino, in un clima ancora insicuro tra congiure, polizia, processi ed esecuzioni. Nel 1802, a quindici anni, visse la riapertura delle chiese di Francia al culto, sancita quando il primo console Napoleone Bonaparte partecipò alla Messa di Pasqua a Notre Dame di Parigi, dopo che i rivoluzionari avevano precedentemente inscenato il culto della Dea Ragione nella stessa cattedrale. Tale riapertura avvenne in un contesto di divisioni tra sacerdoti per i comportamenti tenuti durante la Rivoluzione e di visioni pastorali contrastanti, mentre ordini e congregazioni si ricostituiscono in mezzo a grandi difficoltà.
All'ingresso in società, a sedici anni, Emilia sentì insofferenza verso lo stile di vita austero in cui era cresciuta e, a seguito di un cambio di confessore che generò un inevitabile scontro con la nonna, fece ritorno dai genitori, dove dovette comunque adeguarsi alle abitudini monotone della casa. Nel 1804, durante la festa del Corpus Domini, all'età di diciassette anni, visse la sua maturazione spirituale e decise che avrebbe speso a gloria di Dio tutta la vita, scegliendo di farsi suora. Compiuti i diciotto anni, nel 1805, ritornò a Villefranche de Rouergue per un primo contatto con le sue prime educatrici, le suore di Saint Cyr, dove aveva precedentemente studiato. L'istituto di Saint Cyr era gestito da religiose di differenti congregazioni soppresse durante la Rivoluzione, le quali non seguivano un'unica Regola, vivevano tra incertezze e contrasti ed erano poco propense ad accettare idee innovative a causa dell'età avanzata. Il desiderio di unirsi a quella comunità risultò di difficile attuazione. Inizialmente Emilia provò senza successo in altre congregazioni, recandosi inutilmente dalle Dame di Nevers a Figeac, a Cahor, dalle Suore della Carità di Moissac, oltre a tentativi con le religiose dell'Adorazione Perpetua e della Misericordia. Emilia non riusciva a decidersi tra i molti modelli di vita proposti e tornava ogni volta a Villefranche con molta incertezza e profonda pena nel cuore. In questo percorso stabilì un ottimo rapporto con l'abate Antonio Marty, cappellano della scuola, il quale le suggerì per tre volte di realizzare la propria vocazione altrove.
La fondazione e le opere
La svolta arrivò nella primavera del 1815, durante la visita a un'ammalata. Emilia ricevette un segnale chiaro comprendendo il reale disagio economico e morale in cui vivevano i poveri dei paesi circostanti e i loro figli privi di istruzione, condannati all'indigenza. Comprese che il modo più duraturo per migliorare le condizioni dei figli dei poveri era istruirli, e l'istruzione dei poveri divenne lo scopo della sua vita, sostenuta dall'importante incoraggiamento dell'abate Marty. Iniziò la sua opera raccogliendo i primi quaranta bambini in una piccola stanza dell'Istituto Saint Cyr. L'iniziativa suscitò molta ammirazione ma anche malumori in alcune religiose della casa e in parte del clero locale. Emilia, con l'aiuto del Marty, non si scoraggiò e l'anno successivo aprì una scuola gratuita in un locale preso in affitto. Poco dopo, le religiose di Saint Cyr lasciarono interamente i locali alla Rodat. Nel frattempo, tre giovani donne costituirono il nucleo della futura congregazione seguendo il suo esempio e, insieme ad altre compagne, pronunciarono pubblicamente i voti religiosi, assumendo il nome di Suore della Sacra Famiglia, o di Villefranche. I bambini accolti salirono a cento e l'istituto nacque per la formazione della gioventù femminile e l'assistenza ai poveri.
Nel 1819 Madre Emilia acquistò un monastero abbandonato. In quell'anno si verificò un momento di lutto e di profonda crisi a causa della morte prematura di alcune suore e orfanelle colpite da un'epidemia, un evento che fece scandalo e spinse Emilia, sentendosi indegna di portare avanti un progetto tanto ambizioso, a pensare di porre fine al nascente istituto confluendo nell'Ordine delle Figlie di Maria, da poco fondato. Tuttavia, le compagne e le consorelle la convinsero a non fermarsi e a portare avanti l'opera necessaria. L'istituto si sviluppò ulteriormente mentre la fondatrice perdeva le forze. In quegli anni iniziarono per Emilia disturbi di salute durati tutta la vita, tra cui un tumore al naso e un ronzio permanente all'udito. Nonostante il progredire della malattia, le suore iniziarono a essere richieste anche in altre città. La Madre aprì una casa ad Aubin, dove si era recata per farsi curare, portando avanti il progetto nonostante il dissenso dell'abate Marty, la cui collaborazione si era interrotta poiché chiamato ad altri incarichi come vicario generale della diocesi di Rodez. Il numero delle case crebbe progressivamente e le suore si dedicarono all'insegnamento, all'assistenza ospedaliera e carceraria.
Gli ultimi anni e il culto
Accanto all'intensa attività apostolica, Emilia amava soprattutto la preghiera contemplativa. Per tutta la vita affiancò l'azione alla contemplazione, chiedendo alle consorelle innanzitutto l'impegno della preghiera e del silenzio, ed ebbe anche l'ispirazione di fondare alcune comunità di claustrali come motore silenzioso di tutta l'opera. Madre Rodat era un punto di riferimento per tutti, sebbene il suo carattere forte e a tratti austero a volte causasse malumori, ma ella trovava sempre la soluzione a ogni problema con cortesia e arguzia. Temendo di peccare d'orgoglio, visse gli ultimi anni in modo eccessivamente dimesso. Nell'aprile del 1852 il tumore le attaccò l'occhio sinistro. Consapevole della gravità della malattia, Emilia lasciò l'incarico di superiora generale. La sua salute peggiorò costantemente fino a quando, il 19 settembre 1852, morì a Villefranche de Rouergue, venendo accolta tra le braccia del Padre Celeste pochi mesi dopo aver abbandonato la carica. Al momento della sua morte l'istituto era presente in Francia con trentasei case.
Molti fedeli iniziarono a ottenere grazie per sua intercessione e la sua tomba divenne meta di pellegrinaggi. Il corpo di santa Maria Guglielma Emilia è custodito a Villefranche nella Casa madre dell'Istituto. L'opera di Santa Emilia è oggi presente in varie parti del mondo attraverso la Congregazione delle Suore della Santa Famiglia. Fu beatificata nel 1940 e canonizzata il 23 aprile dell'Anno Santo 1950 da Papa Pio XII, che la proclamò santa, riconoscendo la santità di una vita spesa interamente per Dio e per i fratelli più bisognosi.
Su vida y misión
Santa Emilia Maria Guglielma de Rodat nació en el año mil setecientos ochenta y siete en Druelle. Su camino terrenal fue una constante respuesta al llamado divino, consolidando su vocación en la Francia del siglo diecinueve. El hito fundamental de su trayectoria ocurrió en el año mil ochocientos quince, momento en el cual fundó la Congregación de las Suore della Santa Famiglia. Este instituto religioso nació con el propósito claro de atender las carencias materiales y espirituales de su tiempo, convirtiéndose en un refugio de esperanza para los desfavorecidos.
Su compromiso con la caridad se materializó de manera ejemplar en Villefranche-de-Rouergue, donde abrió una escuela gratuita destinada a los niños pobres, brindándoles acceso a la formación que de otro modo les habría sido negada. Con el paso del tiempo, y bajo su guía, la congregación experimentó una notable expansión en lugares como Ginals y Aubin. Esta obra no se detuvo en las aulas, sino que abarcó una atención integral que incluyó la asistencia en hospitales y el acompañamiento en las cárceles, sin descuidar nunca la dimensión contemplativa que sustentaba toda su actividad externa.
Hacia el final de su vida, enfrentó la enfermedad con la misma entereza que caracterizó su apostolado. En el año mil ochocientos cincuenta y dos, presentó su dimisión como Superiora General, aceptando con humildad las limitaciones que el cuerpo le imponía antes de su fallecimiento en Villefranche-de-Rouergue. Su vida, sencilla y profunda, fue reconocida oficialmente por la Iglesia cuando el Papa Pío Duodécimo la canonizó en el año mil novecientos cincuenta, elevándola a los altares como modelo de santidad activa.
El culto y su legado
La veneración a Santa Emilia Maria Guglielma de Rodat se centra en la fecha de su festividad litúrgica, el diecinueve de septiembre. Desde su canonización en el año mil novecientos cincuenta, su figura ha sido honrada como una intercesora cercana, especialmente para aquellos que dedican su vida a la enseñanza y al servicio de los enfermos y los encarcelados. Los lugares donde desarrolló su obra, como Druelle, Ginals, Villefranche-de-Rouergue y Aubin, guardan hoy la memoria viva de su carisma, que sigue inspirando a quienes buscan en el Evangelio una respuesta concreta a las necesidades del prójimo. Su vida es un recordatorio constante de que la verdadera grandeza reside en el servicio humilde y en la capacidad de ver en los pobres el rostro de la Santa Familia.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Maria Guglielma Emilia de Rodat?
La sua ricorrenza si celebra il 19 settembre.
Di cosa è patrona Santa Maria Guglielma Emilia de Rodat?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati.
En Villefranche en el territorio de Rodez en Francia, santa María Guglielma Emilia de Rodat, virgen, que fundó la Congregación de las Hermanas de la Sagrada Familia para la formación de la juventud femenina y la asistencia a los pobres. — Martirologio Romano