12 de agosto
Sant' Euplo (Euplio) de Catania
Diácono y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
L'arresto e la testimonianza
Nel contesto della persecuzione ordinata dall'imperatore Diocleziano, il diacono Euplo si trovava nello spazio dietro il velario del tribunale della sua città natale, Catania, quando decise di manifestare apertamente la propria fede. In quel frangente solenne, egli gridò ad alta voce di essere cristiano e di desiderare ardentemente di morire per il nome di Cristo, offrendo così una limpida testimonianza pubblica. La tradizione conservata nel Martirologio ricorda che egli fu gettato in carcere dal governatore proprio perché fu trovato con il libro dei Vangeli tra le mani. Il governatore della città, indicato dalle fonti nei nomi di Calviniano o Calvisiano, convocò immediatamente il diacono dinanzi al proprio tribunale per procedere all'interrogatorio ufficiale. Dopo un breve preliminare, il governatore ordinò a Euplo di leggere un brano tratto dai libri che portava con sé al momento della cattura. Con voce ferma e sicura, Euplo lesse il passo evangelico che recita: Felici quelli che soffrono persecuzione per la giustizia, poichè di essi è il regno dei cieli. Subito dopo la lettura, il diacono spiegò ai presenti che si trattava della legge del suo Signore, così come gli era stata fedelmente trasmessa dalla comunità dei credenti.
Il martirio e la professione di fede
Di fronte a quella coraggiosa confessione, il governatore Calviniano ordinò che il diacono Euplo fosse sottoposto a tortura per piegare la sua determinazione. Durante lo svolgersi del supplizio corporale, le autorità istituirono un secondo interrogatorio, accompagnato dall'esplicito invito a ritrattare la precedente confessione di fede. Nonostante le sofferenze inferte dai carnefici, Euplo trovò la forza di segnarsi la fronte con la mano rimasta libera, confermando con assoluta risolutezza di essere cristiano e di continuare a leggere le divine Scritture. Mentre i carnefici infierivano brutalmente sul suo corpo, il martire non smise di pregare, ringraziando Cristo e chiedendo la salvezza proprio in virtù delle sofferenze patite per il suo nome. Il Martirologio attesta inoltre che fu ripetutamente interrogato e infine battuto a morte per aver risposto di serbare con santo vanto il Vangelo nel proprio cuore. Vedendo la sua irremovibile costanza, il governatore ordinò una pausa nelle torture e tentò un ultimo estremo sforzo per convincere Euplo a offrire sacrifici agli dei pagani Marte, Apollo ed Esculapio. Con profonda fermezza spirituale, Euplo rispose di adorare un unico Dio in tre persone, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e la Santa Trinità, affermando con forza che non esiste altro Dio all'infuori di lui. Il diacono dichiarò inoltre di voler offrire se stesso in sacrificio unicamente a Cristo Dio, aggiungendo che i tentativi del governatore si rivelavano del tutto vani.
La condanna e la sepoltura
Di fronte a tale rifiuto definitivo, il governatore pronunciò la sentenza di condanna alla decapitazione per il diacono catanese. Per ordine delle autorità, al collo di Euplo fu legato il Vangelo che egli portava con sé al momento dell'arresto, affinché quel libro divenisse il segno della sua presunta colpa agli occhi del mondo. Mentre il condannato veniva condotto al supplizio, un araldo camminava davanti a lui gridando a gran voce che egli era cristiano, nonché dichiarato nemico degli dèi e degli imperatori romani. Sant'Euplo camminava contento, ripetendo senza posa la giaculatoria Grazie a Cristo Dio e affrettando il passo con la gioia nel cuore, quasi si stesse recando a ricevere un'incoronazione regale. Una volta arrivato sul luogo stabilito per l'esecuzione, il martire si mise in ginocchio e si abbandonò a una lunga e intensa preghiera prima di consegnare la propria vita al Padre. Euplo presentò infine la testa al boia e fu decapitato, compiendo così il suo sacrificio supremo il dodicesimo giorno del mese di agosto del anno trecentoquattro. Più tardi, alcuni cristiani coraggiosi recuperarono il corpo senza vita del martire e, prima di procedere alla sepoltura definitiva, provvidero a imbalsamare le sue sante spoglie con grande devozione.
La vita e la testimonianza
Nato a Catania, Sant' Euplo esercitò con dedizione il suo ministero di diacono, servendo la comunità cristiana in un periodo segnato dalla dura persecuzione ordinata dall'imperatore Diocleziano. La sua vita fu segnata in modo indelebile dal possesso dei libri sacri, i Vangeli, la cui custodia costituiva all'epoca un atto di estrema resistenza spirituale e civile. Proprio a causa di questo possesso, egli fu arrestato e condotto davanti al governatore Calvisiano per essere interrogato.
Davanti al tribunale, Sant' Euplo non esitò a professare pubblicamente la propria fede, dichiarando con fermezza la propria appartenenza a Cristo. Il governatore, cercando di piegare la sua volontà, impose al diacono di offrire sacrifici agli dei pagani, esortandolo ad abbandonare le sue convinzioni. Di fronte al rifiuto categorico e sereno del santo, le autorità ordinarono l'applicazione di torture atroci, sperando di ottenere un atto di abiura che non giunse mai. La fermezza di Sant' Euplo non vacillò sotto le sofferenze, dimostrando una fortezza d'animo che stupì i suoi persecutori. Condannato infine alla decapitazione, egli accolse la sentenza con animo riconciliato. Si narra che, fino al momento del trapasso, la sua voce risuonasse nel luogo dell'esecuzione elevando preghiere e lodi a Cristo, offrendo la sua vita come un sacrificio gradito a Dio nell'anno trecentoquattro.
Il culto e la devozione
Il ricordo di Sant' Euplo è profondamente radicato nel cuore dei fedeli, che ne celebrano la memoria liturgica ogni anno il dodici agosto, giorno in cui la Chiesa ne commemora il vittorioso martirio. La sua figura è onorata con particolare intensità in diverse località, dove la sua intercessione viene invocata per rinnovare la fede e la speranza.
Egli è riconosciuto come patrono di Catania, la sua città natale, che conserva con cura la memoria del suo illustre concittadino. Il suo patronato si estende inoltre alle comunità di Francavilla di Sicilia e di Trevico, luoghi in cui la devozione verso il diacono martire si tramanda di generazione in generazione. La testimonianza di Sant' Euplo continua a interpellare i credenti, ricordando a tutti che il possesso della Parola di Dio è un dono prezioso, da custodire con la vita e da testimoniare con le opere, specialmente nelle prove più difficili del cammino terreno.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Euplo?
La ricorrenza liturgica di Sant'Euplo si celebra il 12 agosto, data che ricorda il giorno del suo martirio avvenuto nel 304.
Di cosa è patrono Sant'Euplo?
Sant'Euplo è protettore e compatrono di Francavilla di Sicilia, protettore di Trevico e compatrono della città di Catania.
En Catania, san Euplo, mártir: según la tradición, durante la persecución del emperador Diocleciano, fue arrojado a la cárcel por el gobernador Calvisiano por haber sido encontrado con el libro de los Evangelios entre las manos; interrogado varias veces, fue golpeado hasta la muerte por haber respondido que guardaba con orgullo el Evangelio en su corazón. — Martirologio Romano