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23 de mayo

Sant' Honorio de Subiaco

Abad

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le fonti storiche e il ruolo a Subiaco

San Gregorio Magno elenca gli informatori sulla vita di San Benedetto all'inizio del secondo libro dei Dialoghi, collocando Sant'Honorio al quarto posto tra di essi e definendolo come colui che allora guidava la cella in cui San Benedetto aveva vissuto in precedenza. Il nome di Honorio ricorre al quindicesimo capitolo dei Dialoghi in merito al colloquio tra San Benedetto e il vescovo Sabino di Canosa, un dialogo che trattava delle imprese di Totila e della sorte di Roma. Gregorio attinse la notizia del colloquio da Honorio, il quale non fu testimone diretto ma ne fu informato dai confratelli, e queste notizie menzionate rappresentano le uniche informazioni autentiche sul santo. I testi gregoriani attestano che tra il cinquecentonovantatré e il cinquecentonovantaquattro Honorio era ancora alla guida della cella e del monastero in cui visse San Benedetto. I commentatori concordano nell'identificare tale cella con uno dei monasteri di Subiaco, e precisamente con il monastero in cui il patriarca risiedette abitualmente prima di trasferirsi a Montecassino. La critica recente, basata sugli studi di Morghen e Carosi, colloca il monastero negli spazi della villa neroniana sulla destra del fiume Aniene. Le cronache sublacensi attestano che il complesso originariamente si chiamava monastero di San Clemente. Honorio modificò il nome del monastero in Santi Cosma e Damiano dopo aver eseguito lavori di ampliamento e ricostruzione della chiesa.

La critica concorda sul fatto che il primo successore di San Benedetto fu il discepolo Mauro, e il discepolo Mauro menzionato nei Dialoghi è identificato come il figlio di Equizio. Il Chronicon Sublacense del quattordicesimo secolo menziona un abate di nome Leonas, peraltro sconosciuto, che avrebbe governato San Clemente prima di Honorio, il quale viene invece considerato il terzo successore di San Benedetto. La successione come terzo abate risulta coerente con il fatto che, quando San Benedetto lasciò Subiaco intorno al cinquecentoventinove, Honorio era giovanissimo e non idoneo alla carica. L'anno esatto dell'elezione abbaziale di Honorio non può essere stabilito con precisione, ma l'espressione cronologica di San Gregorio suggerisce che nel cinquecentonovantatré Honorio fosse a capo del monastero già da molto tempo. La tradizione sublacense, documentata da un testo apocrifo dell'undicesimo secolo e dalle cronache, sostiene che San Gregorio Magno fece ampie donazioni di beni personali e della madre Santa Silvia ai monaci di Subiaco. La tradizione vuole inoltre che il pontefice si sia recato a Subiaco per consacrare la chiesa dei Santi Cosma e Damiano edificata da Honorio, sebbene la base documentaria di tali donazioni e della consacrazione risulti estremamente fragile, nonostante l'ipotesi mantenga una certa probabilità. La tarda tradizione sublacense fissa la morte di Honorio nell'anno cinquencentonovantotto all'età di novantacinque anni.

Evoluzione del culto e memorie monastiche

La nascita e l'evoluzione del culto di Honorio risultano incerte, così come la sorte delle sue reliquie, e i secoli settimo e ottavo delle fondazioni sublacensi sono avvolti nell'oscurità storica. I documenti successivi e le cronache tarde non menzionano mai il monastero di San Clemente né ricordano Honorio, ad eccezione dell'apocrifo gregoriano. Il monastero di San Clemente, ridenominato Santi Cosma e Damiano, sopravvisse sino agli inizi del tredicesimo secolo, quando un violento terremoto lo ridusse in rovina, trasformandolo in una cava di marmo per la sovrastante abbazia di Santa Scolastica. Honorio viene definito santo nelle cronache e nell'Index chronologicus abbatum del sinodo sublacense del millesenseicentosettantacinque. Il nome di Honorio è tuttavia assente nei più antichi libri liturgici sublacensi e in tutti i martirologi, menologi e calendari benedettini fino a quello recente di Zimmermann, il quale inserì la commemorazione al sedici gennaio attingendola da Lechner. Lechner aveva introdotto tale data forse confondendolo con l'omonimo abate di Fondi venerato nello stesso giorno. Alla metà del diciannovesimo secolo l'abate sublacense Pietro Casaretto ritenne di aver rinvenuto le ossa di Honorio nella sacrestia di Santa Scolastica. Casaretto racchiuse le presunte ossa in una piccola urna di marmo e le sistemò nella cripta di Santa Scolastica, sul fondo di una grotta. Di fronte all'urna fu eretto un altare in onore del santo e fu collocata una statua in stucco raffigurante Honorio giacente in meditazione. In precedenza, Honorio era stato inserito nel Proprio sublacense con Messa e Ufficio fissati al ventinove marzo, con l'approvazione della Sacra Congregazione dei Riti, e tale inserimento risulta dal Proprio del millesimoottoquarantuno e dal Messale monastico del millesimoottonovantadue. La festa liturgica è stata successivamente spostata al ventitré maggio per evitarne la coincidenza con il periodo quaresimale.

Sant'Honorio è rappresentato più volte con l'aureola e l'appellativo di santo al santo Speco, ed è raffigurato a volte accanto a San Benedetto. Il santo è presente nelle pitture della chiesa inferiore risalenti al secolo tredicesimo e nella seconda crociera della chiesa superiore negli affreschi del secolo quindicesimo. Nel Martirologio viene commemorato Sant'Honorio presso Subiaco nel Lazio. Sant'Honorio fu abate ed è ricordato come colui che fu a capo della comunità che era stata in precedenza di San Benedetto, suggellando con la sua vita e il suo governo la continuità spirituale del luogo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Honorio de Subiaco?

La festa liturgica viene celebrata il ventitré maggio. In passato la ricorrenza era stata fissata al ventinove marzo e al sedici gennaio.

Quale fu il ruolo di Sant'Honorio a Subiaco?

Sant'Honorio fu abate e guidò per lungo tempo la cella e il monastero che erano stati in precedenza di San Benedetto, ampliando il complesso originario di San Clemente.

En Subiaco en el Lazio, conmemoración de san Honorio, abad, que fue a la cabeza de la comunidad que había estado en precedencia de san Benito. — Martirologio Romano