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26 de noviembre

Sant' Húmile de Bisignano

Confesor

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e fanciullezza a Bisignano

Sant'Umile da Bisignano appartiene al popolo dei piccoli scelto da Dio. Egli fu pienamente disponibile a lasciarsi afferrare dall'amore di Dio, prendendo su di sé il giogo soave della Croce, che divenne per lui sorgente perenne di pace e di consolazione. La sua storia terrena ebbe inizio nel cuore della Calabria, poiché nacque il 26 agosto 1582 a Bisignano, in provincia di Cosenza. I suoi genitori furono Giovanni Pirozzo e Ginevra Giardino, persone laboriose che lo educarono ai sani valori della fede cristiana. Al sacro fonte del battesimo ricevette il nome di Luca Antonio. Fin da fanciullo si fece ammirare per la sua straordinaria pietà, mostrando un'inclinazione naturale verso le cose divine e una purezza di cuore fuori dal comune. La sua giovinezza fu scandita dalla partecipazione assidua alla Messa quotidiana e dall'accostamento alla mensa eucaristica in tutte le festività liturgiche. La preghiera accompagnava ogni suo istante, ed egli amava meditare la passione del Signore anche mentre lavorava duramente nei campi. La sua profonda devozione lo condusse a divenire membro della Confraternita dell'Immacolata Concezione, dove era indicato a tutti gli aggregati come un luminoso modello d'ogni virtù. Tra gli episodi della sua giovinezza tramandati nei processi canonici, viene ricordato con commozione il giorno in cui porse umilmente l'altra guancia a chi gli aveva dato un solenne ceffone sulla pubblica piazza, dimostrando una mitezza evangelica autentica e radicata.

La chiamata alla vita consacrata

Verso il diciottesimo anno di età, il giovane avvertì con chiarezza la chiamata di Dio alla vita consacrata. Tuttavia, a causa di varie circostanze e difficoltà terrene, dovette differire per ben nove anni la realizzazione dei suoi propositi di consacrazione. Durante questi lunghi anni di attesa, lungi dallo scoraggiarsi, si impegnò in una vita ancora più austera e fervorosa, custodendo nel profondo del cuore il desiderio di appartenere interamente al Signore. Superate non poche difficoltà anche per la materna intercessione della Vergine, poté finalmente entrare nel noviziato dei Frati Minori a Mesoraca, in provincia di Crotone, all'età di ventisette anni. In quel convento calabrese la formazione dei giovani era affidata a padre Antonio da Rossano in qualità di maestro e a padre Cosimo da Bisignano come Superiore della comunità. Dopo un cammino di intenso discernimento e preghiera, emise la professione religiosa il 4 settembre 1610. All'interno della comunità francescana svolse con gioia e dedizione mansioni di religioso non sacerdote, occupandosi della questua, del servizio alla mensa, della cura dell'orto e di vari lavori manuali. Fin dal noviziato si distinse per una maturità spirituale precoce e per uno zelo esemplare nell'osservanza della Regola. Si dedicò con slancio all'orazione, tenendo Dio sempre al centro dei suoi pensieri, e fu sempre obbediente, umile, docile e gioioso nella quotidiana convivenza fraterna.

Carità, estasi e doni celesti

Dopo la professione religiosa, intensificò ulteriormente il proprio impegno nella via della santità, moltiplicando le mortificazioni, i digiuni e lo zelo apostolico. La carità operosa lo rese ben presto carissimo ai confratelli, al popolo e ai poveri, ai quali distribuiva generosamente quanto la Provvidenza gli affidava tra le mani. La sua vita fu una preghiera incessante per tutto il genere umano, con invocazioni semplici ma sgorganti da un cuore profondamente innamorato di Dio. Dionisio da Canosa, che fu per molti anni il suo fedele confessore e il suo primo biografo, lo interrogò spesso su ciò che domandasse al Signore durante le sue lunghe ore di orazione. Il frate rispondeva di chiedere a Dio il perdono dei propri peccati, di essere amato come dovuto, il perdono per tutto il genere umano e che tutte le creature amassero il Creatore. Egli fu sempre pronto nell'obbedienza, coraggioso nella povertà e accogliente nell'esercizio della castità, accettando di mettersi interamente al servizio del disegno divino vivendo come san Francesco d'Assisi, senza nulla di proprio. Fin da giovane ricevette il dono di continue e profonde estasi, motivo per cui fu amabilmente chiamato il frate estatico. Questi fenomeni mistici furono inizialmente occasione di prove e severe umiliazioni da parte dei superiori, i quali intendevano accertarne con rigore l'origine divina. Egli sostenne e superò felicemente tutte queste prove, accrescendo così la fama della sua santità in ogni contrada. La grazia divina lo arricchì dei doni del discernimento dei cuori, della profezia, dei miracoli e della scienza infusa. Benché fosse analfabeta e privo di istruzione umana, dava risposte sbalorditive sulla Sacra Scrittura e sulla dottrina cattolica, sorprendendo chiunque lo ascoltasse. Per tale motivo fu sottoposto a rigorosi esami da parte di un'assemblea di sacerdoti presieduta dall'arcivescovo di Reggio Calabria, da dotti professori di Cosenza e dall'inquisitore monsignor Campanile a Napoli, alla presenza di padre Benedetto Mandini e di altri autorevoli ecclesiastici. Rispose sempre in modo tale da lasciare sbigottiti i suoi esaminatori, confermando la limpidezza della sua ispirazione celeste.

Il soggiorno a Roma e l'apostolato

Circondato da universale stima, il Ministro generale dell'Ordine, padre Benigno da Genova, lo condusse con sé per la visita canonica ai Frati Minori di Calabria e Sicilia. La sua fama giunse fino ai Sommi Pontefici Gregorio XV e Urbano VIII, che riposero in lui grande fiducia. I Papi lo chiamarono a Roma, lo fecero rigorosamente esaminare nello spirito da dotti prelati e si giovarono largamente delle sue preghiere e dei suoi saggi consigli. Si trattenne a Roma parecchi anni, soggiornando quasi sempre nel convento di san Francesco a Ripa e per pochi mesi nel convento di sant'Isidoro. Successivamente soggiornò per qualche tempo a Napoli nel convento di Santa Croce, dove profuse grande impegno nel diffondere con amore il culto al beato Giovanni Duns Scoto, figura particolarmente venerata nella diocesi di Nola. Verso il 1628 fece domanda ai superiori di poter andare a patire in terra di missioni per amore di Cristo, ma ricevette risposta negativa. Accettò con totale sottomissione questo diniego e continuò a servire il regno di Dio tra la sua gente, prendendosi cura con tenerezza dei deboli, degli emarginati e dei dimenticati. La sua vita spirituale si alimentava anche della preghiera intensa rivolta alla Santissima Trinità, all'umanità di Gesù e alla Vergine Maria, invocando altresì gli angeli, gli arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele e il proprio angelo custode affinché non lo abbandonassero mai nel combattimento spirituale.

Il transito e la gloria degli altari

Frate Umile da Bisignano percorse un cammino di luce che lo condusse alla contemplazione dell'eterna Luce il 26 novembre 1637. Il suo transito avvenne a Bisignano, nello stesso luogo in cui aveva ricevuto lo spirito della grazia all'inizio della sua avventura terrena. Nel Martirologio Romano, a Bisignano in Calabria, si ricorda sant'Umile, al secolo Luca Antonio Pirozzo, religioso dell'Ordine dei Frati Minori, insigne per lo spirito di profezia e le frequenti estasi, nato intorno al 1582 e tornato alla casa del Padre nel novembre del 1637. La sua esistenza terrena è descritta come il mistero di un Dio che opera grandi cose in una creatura che crede in Lui e si affida interamente al suo amore. Egli continua ad illuminare il mondo con i prodigi e i miracoli concessi da Dio dal luogo della sua morte. A riconoscimento della sua eroica virtù, il beato Umile fu beatificato da papa Leone XIII il 29 gennaio 1882. Successivamente, la Chiesa universale riconobbe la piena santità del suo servo e il beato Umile da Bisignano fu solennemente canonizzato il 19 maggio 2002. La memoria della sua vita mirabile e della sua intercessione continua a guidare i fedeli che guardano a lui come a un faro di umiltà, di preghiera e di totale abbandono nelle mani del Padre celeste.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Umile da Bisignano?

La festa liturgica di Sant'Umile da Bisignano si celebra il 26 novembre, giorno in cui il santo concluse la sua vita terrena nel 1637.

Quando è stato canonizzato Sant'Umile da Bisignano?

Il beato Umile da Bisignano fu canonizzato il 19 maggio 2002, dopo essere stato beatificato da papa Leone XIII il 29 gennaio 1882.

En Bisignano en Calabria, san Húmile (Luca Antonio) Pirozzo, religioso de la Orden de los Frailes Menores, insigne por el espíritu de profecía y las frecuentes éxtasis. — Martirologio Romano