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23 de octubre

Sant' Ignacio

Patriarca de Constantinopla

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e conversione monastica

Il santo nacque a Costantinopoli con il nome di battesimo Niceta e apparteneva a una famiglia di nobile lignaggio. Era infatti il figlio minore dell'imperatore d'Oriente Michele I e, per parte di madre, risultava nipote di un altro imperatore, Niceforo I. Gli eventi politici del tempo mutarono radicalmente il suo destino nell'anno 813, quando il padre Michele I fu deposto dal trono. A seguito di questa deposizione paterna, Niceta e suo fratello subirono la mutilazione e furono confinati all'interno di un convento. In questo contesto di profonda prova, Niceta decise di abbracciare la vita monastica, assumendo il nome di Ignazio. La sua dedizione e il suo spirito di preghiera lo portarono a essere scelto come abate del suo monastero, ponendo le basi per il suo futuro ministero di guida spirituale nella capitale dell'impero.

Il patriarcato e i primi conflitti

Nel corso del 846, Ignazio divenne patriarca di Costantinopoli, assumendo la guida della Chiesa orientale in un periodo di grande complessità. Egli era un uomo pio ma di temperamento piuttosto tirannico, e pose grande zelo nella riforma della Chiesa e nella disputa sul culto delle immagini. Questo comportamento rigoroso gli creò molti nemici, aprendo una fase della sua vita piena di conflitti. Già nel 848 depose un arcivescovo sgradito di nome Gregorio Asbestas di Siracusa, senza tuttavia riuscire a ottenere il necessario appoggio di Roma per tale decisione. Nel frattempo, scoprì che si stava formando a corte un partito anti-ignaziano, e i rapporti con i vertici dello stato si rovinarono progressivamente, preannunciando le tempeste istituzionali che avrebbero segnato il suo episcopato.

La deposizione e l'ascesa di Fozio

La tensione culminò nell'anno 857, quando Ignazio rifiutò pubblicamente la comunione al reggente Bardas, che era zio del sedicenne imperatore Michele III e si macchiò della colpa di incesto. Per ritorsione, Bardas persuase l'imperatore a far allontanare il patriarca, inventando accuse contro di lui. Ignazio fu depostò ed esiliato, sebbene alcuni ritengano che il vescovo stesso possa essersi dimesso, nei dettagli non del tutto chiari di una misura forse intesa come temporanea. Bardas sostituì Ignazio con il suo segretario Fozio, il quale si fece consacrare da Gregorio di Siracusa e si mise subito in aperto contrasto con Ignazio, aprendo un'epoca di dure lotte. Fozio era un candidato ideale per molti versi, assai istruito, religioso e capace come amministratore, ma ebbe la colpa di lasciarsi manovrare dalla fazione di corte. Questa fazione voleva vendicarsi di Ignazio, confermare la propria autorità sulla Chiesa e indebolire la posizione dei rigoristi che auspicavano un'istituzione totalmente indipendente dallo Stato.

Lo scisma e l'intervento di Roma

Dal contrasto tra Fozio e Ignazio nacque il cosiddetto scisma foziano tra Costantinopoli e Roma. Storicamente, questo scisma è spiegabile come una lotta di potere all'interno della Chiesa stessa d'Oriente, pur essendo tradizionalmente visto in Occidente come un tentativo di indipendenza dal papa. Entrambe le parti in causa si appellarono a papa Niccolò I affinché giudicasse la controversia. Il pontefice incaricò alcuni suoi inviati di investigare sull'intera faccenda, ma costoro oltrepassarono i limiti del mandato prendendo parte a un sinodo a Costantinopoli che condannò e depose Ignazio. Respingendo tale esito, il papa dichiarò nulla la sentenza e convocò un concilio romano nell'anno 863. In quella sede, il papa reintegrò Ignazio nel patriarcato e depose Fozio insieme a tutti i suoi nominati, sebbene non vi fosse un esito effettivo immediato di tale decreto.

Nuove contese e il concilio ecumenico

Sorse un ulteriore motivo di contesa con l'invio di predicatori latini in Bulgaria, poiché ci si contendeva se i nuovi battezzati dovessero essere sotto l'obbedienza del papa o del patriarca. La situazione precipitò nell'anno 867, quando un concilio a Costantinopoli depose e scomunicò il papa. Gli equilibri politici mutarono quando Basilio il Macedone salì al trono dopo aver assassinato Michele III, provvedendo a reintegrare Ignazio al posto di Fozio. Successivamente, il quarto concilio di Costantinopoli tenutosi tra l'869 e l'870, riconosciuto come l'ottavo concilio ecumenico della Chiesa, scomunicò Fozio e ripristinò ufficialmente Ignazio come patriarca.

Gli ultimi anni e il ritorno alla casa del Padre

Ignazio riprese i propri compiti con zelo ed energia, sebbene non sempre con prudenza, incoraggiando il principe Boris di Bulgaria a espellere sacerdoti e vescovi latini per sostituirli con greci inviati da lui. Nell'anno 870, Ignazio consacrò un arcivescovo e dei vescovi per le sedi bulgare, provocando la reazione di papa Giovanni VIII, che arrivò a minacciarlo di scomunica. Nell'anno 877 giunsero a Costantinopoli i delegati papali con un ultimatum, ma giunti a destinazione scoprirono che Ignazio era già morto. Il patriarca si era spento il ventitré ottobre nel monastero dei Santi Arcangeli, un edificio che era stato costruito dallo stesso patriarca. Fozio, suo antico nemico, gli succedette e finì per canonizzarlo. Un successivo concilio di Costantinopoli celebrato nel biennio 879-880, alla presenza dei delegati papali, revocò la sentenza del precedente concilio. Nella Chiesa d'Oriente Ignazio è venerato insieme a Fozio, e la tradizione ricorda come nel martirologio a Costantinopoli egli fu oggetto di molti oltraggi da parte dell'imperatore Barda per avergli rimproverato di aver ripudiato la moglie, affrontando l'esilio prima di essere richiamato dal papa san Nicola I e riposare infine in pace.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Ignazio Patriarca di Costantinopoli?

La sua ricorrenza liturgica si celebra il 23 ottobre.

En Constantinopla, san Ignacio, obispo, que, objeto de muchos ultrajes por parte del emperador Barda, al cual había reprochado haber repudiado a la esposa, fue mandado al exilio, pero, llamado por el papa san Nicolás I, reposó finalmente en paz. — Martirologio Romano