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17 de junio

Sant' Imerio de Amelia

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e ministero episcopale

Il cammino di Sant'Imerio affonda le radici nel monachesimo che sul finire del quinto secolo operò con dedizione per l'evangelizzazione delle campagne umbre. Le ricerche storiche indicano che egli era forse originario dell'Abruzzo e non del Brutio, precisazione che corregge il primo autore della sua vita il quale aveva optato per la seconda ipotesi indulgendo a un vezzo classicheggiante. Prima di assumere incarichi di grande responsabilità, Imerio potrebbe essere passato in qualche comunità monastica della Valnerina o del Monteluco di Spoleto, luoghi di profondo raccoglimento spirituale. In seguito, la comunità ecclesiale lo volle come proprio pastore ed egli fu eletto vescovo di Amelia. Imerio si trovò a guidare la città di Amelia durante la guerra gotica tra il 535 e il 553, un periodo di estrema tensione e pericolo per la popolazione. In quella circostanza complessa, Imerio fu il difensore materiale oltre che spirituale della città, guidando il suo gregge con coraggio e dedizione indefessa fino alla fine dei suoi giorni terreni.

Il trasferimento delle reliquie a Cremona

La venerazione per Sant'Imerio fiorì subito dopo la sua morte, inserendosi in quella schiera di vescovi regionali venerati come santi protettori alla stregua di Cassio di Narni, Fulgenzio di Otricoli, Fortunato di Todi ed Ercolano di Perugia. Verso l'anno 965 il vescovo di Cremona Liutprando prelevò le reliquie di Imerio dall'altare in cui erano originariamente venerate. Liutprando portò le reliquie di Imerio a Cremona, evento che è accuratamente narrato dallo storico Ughelli nella sua celebre opera Italia sacra. A Cremona le reliquie di Imerio rimasero sepolte sotto le rovine della chiesa in cui erano state riposte, celate per lungo tempo agli occhi dei fedeli. Successivamente, le reliquie furono ritrovate nel 1129 a Cremona. La tradizione riferisce che numerosi miracoli avvennero davanti alle reliquie ritrovate, come narrato dal monaco cremonese Giovanni. Nel 1196 il vescovo Sicardo pose il corpo di Imerio in un ricco sarcofago di pietra per custodirlo degnamente. Nello stesso anno 1196 il vescovo Sicardo consacrò un nuovo altare in onore di Imerio a Cremona. Oggi le venerate reliquie di Imerio riposano nella cripta della cattedrale di Cremona, meta di devozione.

La riscoperta agiografica e il culto

Per molto tempo Sant'Imerio rimase sconosciuto agli antichi martirologi, una circostanza probabilmente dovuta al fatto che il suo culto era rimasto inizialmente circoscritto alla dimensione locale. La svolta per la sua memoria universale avvenne grazie al cardinale Baronio, il quale inserì Imerio nel Martirologio. Il Baronio aveva potuto leggere la vita di Imerio nel Catalogus Sanctorum scritto dal vescovo umanista trecentesco Pietro de Natalibus. Inoltre, il Baronio ebbe forse notizia diretta di Imerio anche da Amelia, raccogliendo elementi utili alla sua causa. Successivamente, tra il 1592 e il 1611, il vescovo Graziani scrisse una nuova Vita di Imerio. Questa nuova biografia redatta dal vescovo Graziani fu posta in calce al Sinodo. Il Sinodo con la Vita di Imerio fu pubblicato nel 1595, diversi anni dopo la comparsa del Martirologio baroniano. Sant'Imerio è rimasto sempre uno dei compatroni di Amelia, legando indissolubilmente il suo nome alla città umbra e alla terra lombarda di Cremona.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Imerio?

La memoria liturgica di Sant'Imerio si celebra il 17 giugno ad Amelia e il 18 giugno nella diocesi di Cremona.

Di cosa è patrono Sant'Imerio?

Sant'Imerio è patrono di Amelia e di Cremona.