17 de abril
Sant' Inocencio de Tortona
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e le persecuzioni
La Valle Sant'Innocenzo si trova a pochi chilometri da Tortona, presso Rocca Grue. All'inizio del quarto secolo sorgevano nella zona alcune ville di campagna lungo il torrente Grue, appartenenti a nobili famiglie del patriziato tortonese. La villa Floriaca apparteneva alla famiglia cristiana dei Quinzio. La villa Floriaca era luogo abituale di preghiera e di rifugio durante le persecuzioni. La famiglia Quinzio godeva di un'altolocata posizione, forse appartenendo alla classe senatoria. La famiglia Quinzio beneficiava della tacita compiacenza dei prefetti romani di Dertona. Quinzio, la moglie Innocenza e il figlio Innocenzo furono protettori dei cristiani tortonesi. La famiglia Quinzio soccombette durante l'ultima persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano. Le persecuzioni avvennero nell'anno 303. La Chiesa tortonese fu scossa profondamente dalle fondamenta nel 303, come mai era avvenuto prima. Il vescovo di Dertona san Giuliano e il diacono san Malliodoro furono arrestati a Villa Floriana. Giuliano fu decapitato fuori di Porta Ticinese sulla via per Viqueria. Malliodoro riuscì a nascondersi durante gli arresti. Innocenzo, all'età di ventidue anni, fu imprigionato durante la persecuzione. I beni di famiglia di Innocenzo furono confiscati. La successione dei vescovi di Tortona si interruppe per quindici anni dopo il 303.
Il ritorno alla luce e l'episcopato
Con la pace di Costantino e la fine delle persecuzioni nel 313, i cristiani rialzarono il capo. Malliodoro tornò a Dertona come vescovo. Malliodoro fu ordinato dal vescovo di Milano san Materno nel 318. Innocenzo si recò a Roma per riottenere dall'imperatore i beni paterni confiscati. Innocenzo ottenne l'appoggio del Papa san Silvestro per la sua causa. Papa san Silvestro ordinò diacono Innocenzo e lo tenne alcuni anni presso di sé. Papa san Silvestro consacrò personalmente Innocenzo come vescovo di Tortona il 24 settembre 325. Sant'Innocenzo ritornò alla terra natale inaugurando una nuova primavera per la Chiesa tortonese. Innocenzo si prodigò per confermare nella fede i cristiani e guadagnare a Cristo i pagani. Innocenzo riorganizzò i fedeli della città e delle campagne. Innocenzo diede per la prima volta nella storia una definitiva fisionomia territoriale alla diocesi. Innocenzo fece dono dei suoi beni di famiglia alla diocesi.
Le opere edilizie e i luoghi di culto
Innocenzo fece edificare una grande basilica sul colle che sovrasta la città, presumibilmente nell'area dello stadio odierno. La basilica fu dedicata ai Santi Sisto e Lorenzo come omaggio ai martiri della Chiesa di Roma. La basilica sul colle giunse fino ai tempi moderni. La basilica sul colle fu distrutta nel 1609 a causa di un fulmine che incendiò le polveri durante un temporale, essendo stata inglobata nelle fortificazioni del castello come polveriera dagli Spagnoli. Nel corpo della basilica sul colle trovò sepoltura lo stesso Innocenzo. La basilica sul colle servì da Cattedrale a partire dal X secolo. Innocenzo edificò successivamente la chiesa dei Dodici Apostoli. Innocenzo edificò la chiesa in onore del primo martire Santo Stefano. Le fondamenta della chiesa di Santo Stefano sono state individuate tra le vie Sada, Zenone e piazza Malaspina. Innocenzo edificò il battistero e la chiesa di Santa Maria alle pendici del colle che sovrasta la città. Alcuni storici hanno identificato la chiesa di Santa Maria con una precedente chiesa mariana nell'area di Santa Maria Canale. Il battistero aveva forma ottagonale ed era circondato da ventiquattro colonne di marmo. Il battistero fu collocato in una zona ricca di sorgenti e rivi per consentire il battesimo per immersione. La zona circostante la chiesa di Santa Maria Canale conserva toponimi legati all'acqua. La chiesa di Santa Maria Canale è detta popolarmente La Canale. La piazza sovrastante la chiesa di Santa Maria Canale è indicata come Il Lavello. Dove sorge l'istituto Dante esisteva anticamente la chiesa di San Giovanni in Piscina. Innocenzo amava officiare le divine liturgie nella chiesa di Santa Maria. Nella chiesa di Santa Maria Innocenzo compì il prodigio delle braci. La donna di fede Senatrice trasportò le braci per i riti sacri nel proprio grembo senza subire danni né per sé né per gli abiti. Innocenzo fece demolire la sinagoga. Sull'area della sinagoga, Innocenzo costruì la Cattedrale fuori Porta Ticinese. La Cattedrale fuori Porta Ticinese fu edificata presso il luogo del martirio del vescovo san Giuliano, all'incrocio tra l'attuale via Emilia e la strada per Castelnuovo. La Cattedrale fuori Porta Ticinese funzionò fino al X secolo. La Cattedrale fuori Porta Ticinese fu abbandonata nel X secolo a causa delle incursioni degli Ungari, trovandosi fuori dalle mura e quindi non sicura.
La cura della famiglia e le pie donne
Innocenzo aveva una sorella. La sorella di Innocenzo prese il nome della madre, Innocenza, secondo l'usanza dell'epoca. Innocenza desiderava seguire il Signore. Innocenza si consacrò alla preghiera e alla carità. Innocenza visse in penitenza accanto al fratello vescovo. Innocenzo costruì un palazzo per la sorella. Il palazzo fu edificato sul colle dove oggi sorge il convento dei Cappuccini. Il palazzo fu dotato di pozzi e acqua corrente. L'acqua fu convogliata attraverso un'ampia cisterna. Altre donne pie si unirono presto ad Innocenza condividendone gli ideali. Queste donne formarono il nucleo originario del futuro monastero di Sant'Eufemia, nato secoli dopo con l'organizzazione della vita religiosa nella Chiesa.
Il ritrovamento di San Marziano
La tradizione tortonese attribuisce a Sant'Innocenzo la grandissima gloria del ritrovamento del corpo di San Marziano. San Marziano fu il primo vescovo di Tortona. San Marziano fu un evangelizzatore vissuto subito dopo l'età apostolica. San Marziano subì il martirio nel 122. Il corpo di San Marziano era stato sepolto in segreto dal cavaliere romano san Secondo. San Secondo subì il martirio ad Asti pochi giorni dopo la sepoltura di Marziano. Il luogo di sepoltura di San Marziano rimase ignoto per tre secoli. Innocenzo cercò con cura la tomba negli antichi cimiteri e nelle necropoli lungo le vie consolari. Le ricerche di Innocenzo furono inizialmente vane perché nessuna tomba rivelava la sepoltura del martire. Il ritrovamento avvenne grazie a un intervento celeste. Il prete Giacomo stava celebrando l'eucaristia nella chiesa di Santa Maria. Durante la messa, a Giacomo fu rivelato in visione il luogo del sepolcro di San Marziano. Il sepolcro non si trovava lungo le grandi vie di collegamento tra la Dertona romana e mezz'Europa secondo la consuetudine latina. Il sepolcro si trovava a lato di un polveroso viottolo che scendeva tra orti e sterpaglie fino allo Scrivia, sotto un sambuco. Sant'Innocenzo accorse immediatamente sul luogo indicato. Innocenzo portò con sé i diaconi Celso e Gaudenzio. Il diacono Celso sarebbe diventato in seguito il biografo di Innocenzo. Il sepolcro fu trovato sotto le radici del sambuco. La tomba era povera e disadorna, coperta unicamente da una lastra di terracotta. Sulla lastra di terracotta vi era l'iscrizione qui riposa il corpo di Marziano. Innocenzo radunò il clero e il popolo. La tomba fu aperta al canto di inni e salmi. All'interno della tomba furono rinvenute le ossa del martire. All'interno della tomba furono trovate anche la spugna usata per lavare il corpo e l'ampolla con il sangue. Innocenzo provò grande gioia per quella grazia soprannaturale. Innocenzo sostituì la tomba originaria con un sepolcro in pietra più degno. Innocenzo fece edificare sopra la tomba una grandiosa basilica. La basilica fu ultimata nel giro di un anno. La basilica divenne nei secoli successivi la potente abbazia di San Marziano. L'abbazia fu visitata da re, papi e imperatori.
La conclusione del cammino terreno
Sant'Innocenzo morì il 17 aprile del 353. Innocenzo resse la Chiesa tortonese per ventotto anni. Innocenzo rese la Chiesa tortonese grande, florida, feconda di santità e salda nella fede. Il successore di Innocenzo fu sant'Esuperanzio. Sant'Esuperanzio fu un fiero oppositore dell'eresia ariana insieme a sant'Ambrogio e sant'Eusebio. Il martirologio ricorda a Tortona in Piemonte sant'Innocenzo vescovo.
Su vida y ministerio
La trayectoria de Sant' Inocencio comenzó en Villa Floriaca, un lugar que vio crecer a quien más tarde se convertiría en un pilar de la Iglesia en Tortona. Su testimonio de fe comenzó a forjarse en momentos críticos, como ocurrió durante la persecución decretada por el emperador Diocleciano en el año trescientos tres, cuando sufrió el dolor del encarcelamiento a causa de su testimonio público. Esta experiencia de sufrimiento fortaleció su espíritu y preparó su corazón para las responsabilidades que la Iglesia le confiaría años después.
En el año trescientos veinticinco, su vocación fue plenamente reconocida cuando fue ordenado diacono y posteriormente consagrado obispo por el Papa Silvestre en Roma. Tras este importante acontecimiento, regresó a su tierra para asumir el pastoreo de la diócesis de Tortona. Su labor como obispo fue incansable y metódica; se dedicó con esmero a la reorganización administrativa y espiritual de su comunidad, impulsando la construcción de numerosas iglesias que sirvieron como centros de oración y encuentro para los fieles.
Uno de los hitos más significativos de su episcopado fue el hallazgo de las reliquias de San Marziano, el primer obispo de la ciudad. Con este gesto, Sant' Inocencio no solo rescató del olvido a su predecesor, sino que unió a la comunidad de su tiempo con los orígenes apostólicos de la fe local. Su vida concluyó en el año trescientos cincuenta y tres en Tortona, ciudad que lo acogió desde su nacimiento y que continuó venerando su memoria como un modelo de santidad, entrega y rectitud en el ejercicio del ministerio episcopal.
El culto y la memoria
La figura de Sant' Inocencio de Tortona ha sido preservada a través de la tradición local, que reconoce en él a un guía providencial para la diócesis. Su memoria, arraigada profundamente en el corazón de los fieles de Tortona, se manifiesta en la veneración que se le profesa desde hace siglos. Aunque su reconocimiento como santo proviene de la antigua tradición de la Iglesia local, su ejemplo continúa interpelando a los cristianos de hoy sobre la importancia de la perseverancia en la fe y el cuidado de la casa de Dios.
La celebración de su fiesta es un momento de unidad para toda la comunidad, permitiendo que los fieles recuerden el legado de quien, en el siglo cuarto, supo edificar tanto templos de piedra como una comunidad viva y unida en torno al Evangelio. Su intercesión es invocada con devoción por los habitantes de Tortona, quienes ven en él un protector cercano y un modelo de servicio humilde y constante.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Innocenzo di Tortona?
Sant'Innocenzo di Tortona si festeggia il diciassette aprile.
Di cosa è patrono Sant'Innocenzo?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati per Sant'Innocenzo oltre al suo ruolo fondamentale di vescovo e guida della Chiesa tortonese.
En Tortona, en Piamonte, san Inocencio, obispo. — Martirologio Romano