16 de septiembre
Santa Eufemia de Calcedonia
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il martirio e la testimonianza storica
La data esatta del martirio di santa Eufemia è testimoniata con precisione dai Fasti Vindobonenses priores, i quali collocano l'evento durante il settimo consolato di Diocleziano e il quinto di Massimiano. In quel drammatico periodo del consolato di Diocleziano e Massimiano, le chiese furono demolite, i libri sacri bruciati e la santa affrontò il supplizio. Il compimento del martirio avvenne il sedici settembre del trecentotre, sotto il proconsole Prisco. Esistono tuttavia testi anteriori al concilio di Calcedonia che godono di maggiore credito perché immuni dall'ondata di devozione post-conciliare. Tra questi, Asterio, vescovo di Amasea tra il trecentottanta e il quattrocentodieci, attesta l'esistenza del culto di santa Eufemia nella sua undecima omelia. I cristiani concittadini di Asterio eressero alla santa un monumento sepolcrale e i fedeli celebravano ogni anno la ricorrenza con un grande concorso di popolo. Durante la festività, i sacri ministri raccontavano nelle omelie i particolari del martirio, e tali omelie festive costituiscono la fonte primaria di ogni trattazione agiografica sulla vergine. Nello stesso periodo, Asterio di Amasea ammirò alcune pitture nel porticato o nartece di una chiesa che raffiguravano le scene drammatiche del martirio. Una prima pittura descrive il processo della santa, in cui il giudice appare circondato da sgherri e segretari, mentre guarda con volto truce la vergine ammantata del pallio filosofale, il cui aspetto fa trasparire la purezza e il coraggio dell'animo. Una seconda pittura raffigura la tortura di santa Eufemia, mostrando un carnefice che tiene il capo della santa rovesciato all'indietro mentre un altro le spezza e le strappa i denti. Un'altra scena dipinta mostra la vergine gettata in prigione e assorta in preghiera con il segno della croce risplendente sul capo. L'ultima scena ritrae la santa mentre consuma il martirio sul rogo con le braccia levate al cielo e il volto ilare.
Il concilio, il culto e le feste
Il concilio di Calcedonia ebbe una grande influenza sulla diffusione del culto di santa Eufemia e delle notizie su di lei. Dopo il concilio, la festa della santa iniziò ad estendersi gradualmente in tutta la cattolicità e sorsero ovunque chiese dedicate alla sua memoria. Nel periodo del concilio fu anche scritta la passio di santa Eufemia, catalogata con il numero seicentodiciannove nel repertorio BHG, la quale condizionò quasi tutta la successiva letteratura agiografica sulla santa. La festa dell'undici luglio di santa Eufemia, celebrata come protettrice dell'ortodossia, nacque proprio in relazione al concilio celebrato nel suo Martyrion. Tale ricorrenza dell'undici luglio è attestata in Occidente dal Martirologio Geronimiano e dal Calendario marmoreo di Napoli, ed è accolta in quasi tutti i calendari d'Oriente. Il Sinassario Costantinopolitano racconta i particolari di un miracolo ricordato proprio in questa festa. Il prodigio narrato nel Sinassario consiste nella prova delle due professioni di fede, ortodossa ed eutichiana, poste dentro l'urna sigillata sul petto della santa. Dopo alcuni giorni dall'immissione delle professioni di fede, l'urna fu riaperta e il testo ereticale fu trovato ai piedi della martire, mentre quello ortodosso era stretto fra le sue mani. Attualmente la festa principale di santa Eufemia si celebra il sedici settembre.
La vita e il martirio
Santa Eufemia visse nel quarto secolo, un periodo segnato da dure prove per coloro che professavano la fede cristiana. La sua vicenda terrena giunge a compimento nell'anno 303, durante l'intensa persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano contro i fedeli. Condotta davanti al proconsole Prisco nella città di Calcedonia, la santa affrontò con fermezza il processo, rifiutando di rinnegare il suo Signore nonostante le pesanti minacce e le pressioni subite. La sua testimonianza non vacillò di fronte alla crudeltà dei suoi persecutori.
Il percorso di Santa Eufemia fu segnato da sofferenze atroci, poiché fu sottoposta a torture fisiche che intendevano piegare la sua volontà. Nonostante le avversità, ella mantenne intatta la sua dedizione, fino a subire la prova suprema della morte sul rogo. Questo atto di coraggio estremo sigillò la sua esistenza, elevandola alla gloria dei martiri. La sua vita, seppur breve nel tempo, ha lasciato un segno indelebile, trasformando la città di Calcedonia in un luogo di memoria viva. Nel corso dei secoli, il ricordo di Santa Eufemia ha superato i confini della sua terra natale, arrivando a essere onorato in luoghi distanti come Rovigno d'Istria e Piacenza, dove la sua figura viene celebrata con devozione. La memoria storica della santa si intreccia in modo indissolubile con gli eventi cruciali della Chiesa, in particolare quando il suo Martyrion divenne la sede del Concilio di Calcedonia tra il 451 e il 452, confermando la sua intercessione come una presenza costante e protettrice per i cristiani che si riunivano per difendere la retta dottrina.
Il culto e la memoria
Il culto di Santa Eufemia è profondamente radicato nella tradizione cristiana, dove viene celebrata come una testimone coraggiosa della fede. La liturgia ricorda il suo sacrificio principale il 16 settembre, data che segna il compimento del suo martirio. Oltre a questa ricorrenza solenne, esiste una commemorazione specifica fissata per l'11 luglio, legata storicamente agli eventi del Concilio di Calcedonia che si svolsero proprio nel luogo che custodiva le sue spoglie mortali.
La devozione verso Santa Eufemia è particolarmente sentita all'interno dell'Ortodossia, che la riconosce come patrona e modello di virtù. La sua figura non è solo oggetto di venerazione storica, ma rappresenta un ponte spirituale che lega il presente alla testimonianza dei primi secoli. Il fatto che il suo Martyrion sia stato scelto come sede per un evento così significativo per la storia della Chiesa sottolinea come la sua presenza sia stata percepita, fin dall'antichità, come un segno di benedizione e di stabilità dottrinale. I fedeli, nel rivolgersi a lei, trovano conforto nell'esempio di una donna che ha saputo offrire tutto per amore di Dio, rimanendo fedele fino alla fine dei suoi giorni terreni.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Eufemia de Calcedonia?
La festa principale di santa Eufemia si celebra il sedici settembre, mentre l'undici luglio si celebra la festa in onore della sua protezione dell'ortodossia.
Di cosa è patrono Santa Eufemia de Calcedonia?
Santa Eufemia è riconosciuta e ricordata come protettrice dell'ortodossia.
En Calcedonia, en Bitinia, en la actual Turquía, santa Eufemia, virgen y mártir, que bajo el emperador Diocleciano y el procónsul Prisco, superados por Cristo muchos suplicios, llegó con strenuo combattimento a la corona de gloria. — Martirologio Romano