23 de noviembre
Santa Felicita y siete hermanos
Mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le fonti storiche e il sepolcro
Il più antico documento che ricorda la martire Felicita è il Martirologio Geronimiano. Tale testo colloca la memoria di Felicita alla data del ventitré novembre con la specifica dicitura Romae in cimiterio Maximi, Felicitatis. Il cimitero di Massimo si trova sulla via Salaria Nuova. La notizia del Geronimiano è confermata dagli itinerari che indicavano ai pellegrini il sepolcro della martire in quel medesimo cimitero. La notizia del Geronimiano è altresì confermata dalle biografie dei papi che avevano restaurato il sepolcro nel corso dei secoli. Un frammento di epitafio attesta che due cristiani si erano scelti il sepolcro nel cimitero di Massimo. Al tempo di papa Gregorio Magno, tra il 590 e il 604, il presbitero Giovanni raccolse olii sui sepolcri dei martiri romani. Tra questi olii fu offerto alla regina Teodolinda anche l'olio della lampada che ardeva presso il sepolcro della martire Felicita. Papa Gregorio Magno fu però tratto in inganno da una pittura murale che rappresentava Felicita in mezzo a sette figure. Gregorio Magno credette erroneamente che nel sepolcro riposassero con Felicita i suoi sette figli. Lo studioso Burkitt ha preteso dimostrare, contro l'opinione comune e senza argomenti convincenti, che la Felicita del Canone romano non è la compagna di Perpetua, ricordata il sette marzo, ma la Felicita del ventitré novembre. Santa Felicita è morta a Roma nel 165. Il Martirologio attesta santa Felicita martire a Roma nel cimitero di Massimo sulla via Salaria nuova.
La tradizione dei sette fratelli
Felicita è conosciuta comunemente come la madre dei sette fratelli martiri. La passio di Felicita è pervenuta attraverso due testi differenti. Il primo testo della passio è molto breve ed è conservato in numerosi manoscritti. Il secondo testo della passio si riallaccia a una traslazione di reliquie a Benevento ed è un rimaneggiamento senza valore del primo. Secondo la passio più antica, composta tra la fine del quarto secolo e l'inizio del quinto, Felicita era una ricca vedova. Felicita fu accusata da sacerdoti pagani all'imperatore Antonino. Publio, prefetto di Roma, fu incaricato dall'imperatore di giudicare la santa. Publio cominciò ad interrogarla da sola senza ottenere alcun risultato. Il giorno dopo il giudice fece condurre la madre e i sette figli presso il foro di Marte. Felicita esortò i figli a rimanere saldi nella fede. Il giudice si fece condurre i figli l'uno dopo l'altro. I sette presunti figli di Felicita si chiamavano Gennaro, Felice, Filippo, Silano, Alessandro, Vitale e Marziale. Il giudice, non riuscendo a piegare la loro costanza, li assegnò a diversi giudici incaricati di eseguire la sentenza di morte. La sentenza di morte fu eseguita con diversi supplizi. Il racconto della passio è un'imitazione dell'episodio biblico dei sette fratelli Maccabei e non ha alcuna base storica. Gli Acta di Felicita richiamano quelli analoghi di santa Sinforosa e dei suoi sette figli. I sette nomi dati ai pretesi figli di Felicita si trovano nella Depositio Martyrum alla data del dieci luglio. Nella Depositio Martyrum i sette nomi compaiono senza alcun rapporto di parentela fra loro e con Felicita. Poiché questi martiri erano sepolti in quattro cimiteri, l'agiografo credette opportuno di scrivere che la sentenza fu eseguita da quattro giudici. L'autore della passio non dice dove fosse il sepolcro dei martiri e nemmeno il loro giorno anniversario. Damaso, nell'epigrafe in onore dei santi Felice e Filippo, mostra di ignorare la parentela con Felicita. I tre versi dell'epigrafe damasiana che si riferiscono a Felicita sono di origine dubbia.
La basilica e la devozione
Papa Bonifacio I edificò una basilica sul sepolcro di Felicita tra il 418 e il 422. Papa Bonifacio I fu sepolto nella stessa basilica, come indicano il Martirologio Geronimiano del sesto secolo e il Liber Pontificalis. La devozione di papa Bonifacio I a Felicita nacque dall'essersi rifugiato in quel cimitero e dall'avere abitato in costruzioni sopra terra durante lo scisma di Eulalio. Bonifacio I ritenne che la fine dello scisma fosse avvenuta per opera della santa. Nella basilica, san Gregorio Magno recitò un'omelia nel dies natalis della martire, facendo riferimento alla passio. I resti di un dipinto dell'ottavo secolo nella catacomba mostrano il Redentore che dà la corona a Felicita e a sette martiri. I sette martiri del dipinto dell'ottavo secolo sono gli stessi che furono erroneamente creduti figli di Felicita. Nel 1812 fu scoperto un oratorio in onore della santa presso le terme di Traiano, dal lato verso il Colosseo. L'oratorio conteneva un'immagine della santa e ad esso si recavano le matrone a pregare. Felicita era venerata come protettrice delle donne romane, come attesta l'iscrizione FELICITAS CULTRIX ROMANARUM posta ai lati del suo capo. L'oratorio di modeste dimensioni era ornato nella nicchia dell'altare da una pittura del quinto e sesto secolo. La pittura del quinto e sesto secolo rappresentava la martire eretta in figura di orante con intorno i suoi sette pretesi figli. Nella parte alta della pittura vi era la figura del Redentore che tiene nella destra una corona gemmata per cingerle il capo. Quando il dipinto venne alla luce, mostrava a destra in basso la figura di un carceriere con la chiave. La figura del carceriere era forse dovuta alla credenza che Felicita fosse stata in carcere in quel luogo prima del martirio. Lo studioso De Rossi ritiene che il sito fosse l'abitazione di Felicita. Se l'ipotesi del De Rossi corrispondesse alla realtà, si spiegherebbe la devozione delle matrone romane per quel luogo. Il Martirologio Romano commemora Felicita alla data del ventitré novembre con un elogio preso dalla passio. Felicita è invocata dalle donne che desiderano avere prole a causa dei pretesi sette figli.
La vita e il martirio
Santa Felicita è una figura centrale della storia cristiana del secondo secolo, nota per aver affrontato il martirio insieme ai suoi sette figli nell'anno centosessantacinque, a Roma. La sua vita si intreccia profondamente con la storia della città eterna, luogo dove ha compiuto il suo atto supremo di amore verso Dio. Dopo aver testimoniato la fede con il sacrificio della propria vita, il suo corpo fu deposto con venerazione nel cimitero di Massimo, situato lungo la via Salaria Nuova.
La memoria di Santa Felicita non si è spenta con la sua morte, ma è stata custodita con cura dalla comunità cristiana primitiva. Il valore del suo sacrificio è stato riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa, che ha visto in lei un modello di fortezza. La sacralità del luogo della sua sepoltura fu tale che il Papa Bonifacio I scelse di edificare una basilica proprio sul suo sepolcro, per permettere ai fedeli di onorare degnamente il luogo del suo riposo. Questa scelta sottolinea l'importanza che la santa ricopriva già nei primi secoli, consolidando il suo ruolo di punto di riferimento spirituale per i cristiani di Roma e per tutti coloro che cercavano conforto nella sua intercessione. La sua esistenza rimane una testimonianza sobria e potente di come la fede possa trasformare una storia personale in un cammino universale di santità.
Il culto e la devozione
Il culto di Santa Felicita si è diffuso capillarmente nel tempo, consolidandosi come una delle devozioni più care al popolo cristiano. La santa è venerata in modo particolare come protettrice delle donne romane, un legame che affonda le radici nella storia stessa della sua testimonianza di madre coraggiosa. La sua intercessione è invocata con fiducia dalle donne che desiderano avere prole, riconoscendo in lei una figura capace di comprendere profondamente il valore della vita e della maternità.
Il Martirologio Romano ne conserva la memoria liturgica il ventitré novembre, data in cui la Chiesa celebra il suo transito verso la gloria. La continuità di questo culto, che attraversa i secoli, testimonia come la figura di Santa Felicita sia rimasta viva nel cuore dei fedeli, offrendo un sostegno costante nelle sfide quotidiane della vita familiare. La sua presenza, discreta e solenne, continua a essere un invito alla preghiera e alla fiducia nella protezione divina.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Felicita?
La memoria liturgica di Santa Felicita si celebra il ventitré novembre.
Di cosa è patrono Santa Felicita?
Santa Felicita è invocata come patrona e protettrice delle donne romane e delle donne che desiderano avere prole.
En Roma, en el cementerio de Máximo en la vía Salaria nueva, santa Felicita, mártir. — Martirologio Romano