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lunes 23 de noviembre 2026 · Santo del día

San Clemente I Romano

Papa y mártir

San Clemente I Romano

San Clemente I Romano vivió y guio a la Iglesia durante el primer siglo de la era cristiana. La tradición y la historia antigua lo recuerdan como el tercer sucesor de Pedro, después de Lino y Anacleto, y como uno de los venerados Padres apostolici. Su figura destaca por una profunda sabiduría espiritual y por haber gobernado la comunidad de Roma en tiempos complejos marcados por los emperadores Domiziano, Nerva y Traiano. Su pontificado dejó una huella imborrable gracias a su célebre epístola enviada a la comunidad de Corinto, un documento fundamental para comprender las primeras estructuras de la autoridad eclesiástica y el primato de la Iglesia de Roma.

A lo largo de los siglos, su memoria ha permanecido viva tanto por su valioso magisterio escrito como por el testimonio de su entrega. La Iglesia continúa venerándolo en cada tiempo con el nombre de Clemente Romano, recordándolo como un pastor sabio y firme. Su legado perdura no solo en los textos antiguos que edificaron a las primeras generaciones de fieles, sino también en los espacios sagrados erigidos en su honor en la ciudad de Roma, donde su presencia espiritual sigue resonando a través del tiempo.

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Los otros santos de hoy

San Columbano

Abad

San Colombano, insigne abate vissuto tra il sesto e il settimo secolo, è ampiamente riconosciuto come l'irlandese più noto del primo Medioevo e uno dei veri e propri Padri dell'Europa. Nato in Irlanda nella provincia di Leinster, nel sud-est dell'isola, intorno all'anno 543 (con alcune fonti che ne collocano la nascita tra il 525 e il 530), egli spese la sua esistenza come monaco, missionario e scrittore, operando in vari Paesi dell'Europa occidentale con una profonda consapevolezza dell'unità culturale del Continente. Fu proprio in una sua lettera scritta intorno all'anno 600 a Papa Gregorio Magno che si trova menzionata per la prima volta l'espressione totius Europae, riferita esplicitamente alla presenza vitale della Chiesa nel territorio europeo.

La sua luminosa memoria rimane indissolubilmente legata alla straordinaria opera di fondazione monastica e di evangelizzazione che lo vide protagonista in Francia, in Svizzera e in Italia, dove eresse il celebre monastero di Bobbio. Instancabile predicatore penitenziale, uomo di grande cultura e difensore intransigente della morale, san Colombano lasciò in eredità regole monastiche di fondamentale importanza storica e spirituale. Egli è commemorato nel rito romano il 23 novembre, data che coincide con il suo transito terreno avvenuto nel monastero di Bobbio nell'anno 615.

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Santa Felicita y siete hermanos

Mártires

Santa Felicita fu una martire cristiana vissuta nel secondo secolo, morta a Roma nell'anno 165. Il documento più antico che ne attesta la memoria è il Martirologio Geronimiano, il quale colloca il suo ricordo alla data del 23 novembre presso il cimitero di Massimo sulla via Salaria Nuova. Nel corso dei secoli la sua figura si legò alla tradizione devozionale che la vuole madre di sette fratelli martiri, sebbene tale legame derivi da un racconto agiografico ispirato all'episodio biblico dei Maccabei. La sua memoria è stata onorata da papi, pellegrini e sovrani attraverso la costruzione di basiliche, la cura dei sepolcri e la diffusione di olii santi, radicandosi profondamente nella pietà popolare di Roma.

La Santa è ricordata e invocata in modo particolare come protettrice delle donne romane e delle madri che desiderano avere prole, un patrocinio nato dalla convinzione tradizionale della sua maternità numerosa. Le testimonianze archeologiche, tra cui antichi dipinti nelle catacombe e un oratorio scoperto presso le terme di Traiano, confermano la persistenza del culto tributato alla martire fin dai primi secoli dell'era cristiana. La Chiesa cattolica ne celebra la solenne memoria liturgica nel giorno ventitré del mese di novembre.

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Santi Mustiola e Ireneo

Mártires

Santa Mustiola e San Ireneo sono figure luminose del terzo secolo cristiano, ricordati con profonda devozione per la loro testimonianza di fede e il generoso martirio. La tradizione e le fonti storiche li legano indissolubilmente alla terra di Chiusi, dove la principessa Mustiola operò con carità eroica e dove affrontò la persecuzione insieme al diacono Ireneo e ad altri fedeli durante l'impero di Aureliano.

La loro memoria liturgica, custodita nel corso dei secoli attraverso catacombe, reliquie e antichi martirologi, continua a ispirare le comunità cristiane. La celebrazione unisce la rievocazione storica e la custodia delle spoglie nella cattedrale chiusina, rinnovando il vincolo spirituale con questi protettori che donarono la vita per amore del Vangelo.

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Santa Lucrecia de Mérida

Mártir

Santa Lucrecia de Mérida es una figura venerable que resplandece en la historia de la Iglesia desde el siglo cuarto. Nacida en la ciudad de Mérida, entregó su vida como mártir durante las persecuciones desatadas por el emperador Diocleciano, un tiempo de dura prueba para la fe de los primeros cristianos. Su nombre permanece unido a la fortaleza espiritual de aquellos que prefirieron la fidelidad absoluta a Dios antes que la renuncia a sus convicciones más profundas.

Es recordada principalmente por su valiente testimonio en Mérida, su tierra natal, donde enfrentó el martirio bajo la autoridad del prefecto Daciano. Su memoria, custodiada por la tradición, nos invita a reflexionar sobre la constancia en el seguimiento de Cristo. La Iglesia celebra su entrega generosa, reconociendo en ella a una mujer que, a pesar de la adversidad, supo mantener encendida la luz de la esperanza, siendo un ejemplo de integridad y valentía para las generaciones venideras que encuentran en su vida un modelo de virtud cristiana.

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San Clemente de Metz

Obispo

San Clemente de Metz es recordado por la tradición cristiana como el primer obispo de la ciudad de Metz. Su figura se sitúa entre el siglo tercero y el siglo cuarto, consolidándose como un pilar fundamental en los albores de la evangelización de esta región. Aunque los detalles precisos sobre su nacimiento y sus primeros años permanecen en el silencio de la historia antigua, su legado perdura como un testimonio de fe fundacional que ha marcado profundamente la identidad espiritual de la comunidad local.

La memoria de este santo es objeto de una veneración constante, destacando su vínculo histórico con la sede episcopal de Metz, donde su presencia se siente hasta nuestros días. Es recordado con especial solemnidad cada noviembre, fecha en la que los fieles renuevan su gratitud por el ministerio pastoral y la labor de guía que San Clemente ejerció en los primeros tiempos de la Iglesia. Su vida, envuelta en el respeto de los siglos, continúa siendo un referente de fidelidad y servicio al Evangelio.

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Santo Spes de Spoleto

Obispo

Santo Spes visse nel sesto secolo e svolse il suo ministero come vescovo di Spoleto, guidando la comunità cristiana per un periodo assai lungo pari a trentadue anni. Il suo nome latino, che corrisponde alla virtù della speranza, rappresenta l'unico caso in cui un simile nome maschile figura nei calendari della Chiesa, legandosi profondamente alla memoria cristiana spoletina. La figura di Santo Spes ci giunge attraverso un ricordo alquanto vago nella sua cronologia minuta, ma saldamente ancorato all'attestazione certa del suo nome e alla conservazione del pregevole epitaffio composto in suo onore.

Durante il suo lungo episcopato spoletino, Santo Spes seppe farsi padre affettuoso del suo popolo in mezzo alle difficoltà civili e alle ristrettezze materiali legate alla travagliata storia del tempo, distinguendosi come esemplare pastore di anime. Dopo la sua morte, avvenuta in un anno non precisato, il corpo del vescovo fu sepolto nell'antica chiesa di San Pietro a Spoleto, edificio sacro fatto costruire dal vescovo Achille nell'anno 419. Parte delle sue reliquie fu successivamente portata in Francia, nella cittadina di Aix-la-Chapelle, testimoniando così una devozione che valicò i confini locali e diffuse il culto del santo vescovo.

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Beata Margarita de Saboya

Marquesa de Montferrato, Religiosa dominicana

La Beata Margarita de Saboya nació en Pinerolo en el año mil trescientos noventa. Su vida transcurrió entre las responsabilidades del gobierno y una profunda vocación de servicio, destacando por su capacidad de mediación y su compromiso con la paz en una época marcada por las tensiones políticas. Como marquesa de Montferrato, supo ejercer el poder con prudencia, guiando al pueblo en momentos de gran incertidumbre tras el fallecimiento de su esposo, Teodoro Segundo Paleólogo.

Es recordada principalmente por su entrega a la vida religiosa y su labor como fundadora, dejando una huella imborrable en la historia espiritual de su tiempo. Su influencia alcanzó incluso los asuntos de mayor relevancia eclesiástica, contribuyendo a la pacificación de la Iglesia al mediar en la renuncia al título de antipapa de Amedeo Octavo de Saboya. Tras una vida dedicada al retiro y a la oración, falleció en Alba en el año mil cuatrocientos sesenta y cuatro, dejando un legado de fe que fue reconocido oficialmente por el Papa Clemente Noveno en el año mil seiscientos sesenta y nueve.

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San Gregorio II de Agrigento

Obispo

San Gregorio secondo di Agrigento nacque ad Agrigento nel 559 e visse nel settimo secolo, distinguendosi per una vita straordinaria dedita alla fede, alla cultura e al servizio dei poveri. Avviato fin da giovane alla carriera ecclesiastica, nutrì un profondo entusiasmo per i pellegrinaggi in Terra Santa, che lo portarono a compiere lunghi viaggi in Africa, in Asia e a Costantinopoli, dove la sua fama giunse fino all'imperatore Maurizio. Consacrato vescovo a Roma, tornò ad Agrigento nel 591 per iniziare una grandiosa opera di apostolato, sebbene dovette affrontare ingiuste accuse e dure prove dalle quali uscì pienamente scagionato grazie all'intervento del papa in un concilio di centocinquanta vescovi.

Dottissimo nelle discipline teologiche, nelle scienze fisiche, nell'astronomia e nella medicina, San Gregorio lasciò importanti scritti, tra cui omelie e orazioni, e operò guarigioni prodigiose. Negli ultimi anni della sua vita si ritirò in solitudine, spegnendosi ad Agrigento nel 630. Nel 2005 la Congregazione per il Culto Divino lo ha proclamato patrono della conservazione dei beni archeologici e architettonici. La sua memoria liturgica si celebra il 23 novembre, mentre nel calendario delle Chiese di Sicilia si festeggia il 25 novembre, ricordando la sua infaticabile dedizione alla Chiesa e ai fedeli.

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Beata Enriqueta Alfieri

Religiosa

La Beata Enriqueta Alfieri, nata Maria Angela Domenica Alfieri a Borgo Vercelli nel 1891, fu una consacrata delle Figlie della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret la cui vita si fuse indissolubilmente con le vicende del carcere milanese di San Vittore. Cresciuta in una famiglia semplice e laboriosa, seppe coltivare una profonda vocazione che la condusse a servire gli ultimi, i malati e i prigionieri con un amore instancabile e senza riserve. La sua esistenza fu segnata dalla prova della malattia, in particolare dalla tubercolosi vertebrale che la costrinse immobile a letto tra dolori atroci, seguita da una guarigione prodigiosa attribuita all'intercessione della Vergine di Lourdes.

Ricordata da tutti con i venerati appellativi di angelo e mamma di San Vittore, visse quasi trent'anni all'interno della struttura detentiva milanese, trasformandola in un luogo di redenzione e di speranza. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, la sua carità si espanse ulteriormente per proteggere e salvare ebrei, partigiani e perseguitati, affrontando il rischio dell'arresto e della condanna a morte. Beatificata nel 2011, la sua memoria liturgica si celebra il ventitré novembre.

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Beata María Cecilia (María Felicitas) Cendoya Araquistain

Virgen visitandina, mártir

La Beata María Cecilia, al secolo María Felicitas Araquistain, nacque ad Azpeitia, nei Paesi Baschi, il 10 gennaio 1910. Cresciuta in una famiglia profondamente cristiana, coltivò fin dalla giovinezza una straordinaria devozione eucaristica e mariana, maturando il desiderio di consacrarsi interamente a Dio nella vita religiosa. Entrata nell'Ordine della Visitazione di Santa Maria, visse il suo cammino di fede con esemplare umiltà, dolcezza e spirito di servizio, guadagnandosi l'affetto delle consorelle che la consideravano un piccolo angelo di carità e preghiera.

Durante la persecuzione religiosa della guerra civile spagnola, scelse di rimanere nel monastero di Madrid insieme ad altre sei consorelle per custodire la clausura e offrire la propria vita al Signore. Sottoposta a durissime prove, a una prigionia sotterranea e a ripetuti interrogatori, affrontò il martirio con incrollabile fortezza d'animo. Beatificata da San Giovanni Paolo II nel 1998, la Chiesa ne ricorda la luminosa testimonianza il ventitré novembre, celebrandone la fedeltà eroica al Vangelo e l'amore incrollabile per il Santissimo Sacramento.

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Beato Miguel Agustín Pro Juárez

Sacerdote jesuita, mártir

Il Beato Miguel Agustín Pro Juárez fue un sacerdote jesuita y mártir del siglo XX, nacido en Guadalupe, México, en el año 1891 y fallecido en Città del Messico en 1927. Su vida estuvo marcada por una profunda entrega a los más necesitados y por un valiente testimonio de fe durante el tiempo de dura persecución contra la Iglesia católica en su patria. Dotado de una vitalidad admirable y de una gran sensibilidad social cultivada desde su infancia junto a su padre ingeniero minero, el joven sacerdote supo conjugar la caridad y la justicia evangélica, llevando esperanza a los enfermos, a los moribundos y a los católicos perseguidos mediante un intenso ministerio clandestino que desafiaba los peligros cotidianos.

Recordado por su alegría inquebrantable, su ingenio para usar disfraces y su cercanía pastoral que le permitía llevar el consuelo sacramental a multitudes, el padre Miguel Agustín Pro Juárez afrontó el sufrimiento, la enfermedad y un proceso-farsa injusto con una firme fortaleza espiritual alimentada en la Eucaristía. Entregó su vida ante el pelotón de ejecución el 23 noviembre de 1927 a la edad de treinta y seis años, pronunciando las memorables palabras de fidelidad al Señor y sosteniendo en sus manos un crucifijo y un rosario. Fue proclamado beato por el Papa Juan Paolo II el 25 septiembre de 1988, dejando una huella imborrable de santidad y entrega generosa en el corazón del pueblo fiel.

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San Trudón

Sacerdote

San Trudone fu un sacerdote belga del VII secolo, nato nella regione dell'Hesbaye intorno al 628, figlio dei nobili Wicboldo e Adele. Dopo una giovinezza segnata dalla scelta della vita consacrata, che scandalizzò i suoi amici, abbandonò la caccia per seguire la sua profonda vocazione religiosa. Si recò dal vescovo abate san Remaclo a Zepperen e fu poi mandato da Clodulfo, vescovo di Metz, per completare la sua formazione nelle scienze religiose. Ordinato sacerdote nel 655, ritornò nella sua terra natia dove edificò una chiesa nella sua proprietà di Sarchinium, attorno alla quale sorse la città di Saint-Trond. Qui accolse numerosi chierici secolari che condussero sotto la sua guida una vita religiosa, e donò l'abbazia alla diocesi di Metz. San Trudone morì nell'Hesbaye nel 693, lasciando un'eredità spirituale profonda che attraversò i secoli attraverso la venerazione delle sue reliquie e la vasta bibliografia agiografica fiorita attorno alla sua figura.

La memoria di questo sacerdote del regno di Austrasia è profondamente legata alla terra delle Fiandre e dei Paesi Bassi, dove il suo culto si diffuse ampiamente e molte chiese parrocchiali continuano a riconoscerlo come patrono. La sua vita e le sue opere sono giunte sino a noi grazie a una tradizione scritta che comprende quattro edizioni della sua Vita, la prima e fondamentale delle quali fu composta verso l'ultimo quarto del secolo VIII da Donato, diacono della Chiesa di Metz, su richiesta del vescovo sant'Angelramo. La tomba del santo divenne ben presto meta di pellegrinaggi illustri, come quello di Pipino il Giovane, e le sue reliquie trovarono rifugio dalle devastazioni normanne grazie alla traslazione nella cripta avvenuta nell'anno 880, anno in cui furono anche ufficialmente canonizzate insieme a quelle di san Eucherio d'Orléans. Oggi la sua festa si celebra il ventitré novembre nella Diocesi di Liegi e nel Martirologio Romano.

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Santa Cecilia Yu So-sa

Viuda y mártir

Santa Cecilia Yu So-sa fu una luminosa testimone della fede e martire, vissuta in Corea a cavallo tra il secolo diciottesimo e il secolo diciannovesimo. Nata a Seoul nel 1761 e morta nella stessa città il 23 novembre 1839, visse la sua esistenza terrena nella condizione di donna laica e sposa, affrontando con ineguagliabile fortezza la privazione dei beni, la vedovanza e la persecuzione. Il Concilio Vaticano II ha sottolineato la chiamata universale alla santità improntata allo stile evangelico, e negli ultimi decenni la riscoperta imitazione di Cristo per tutti i cristiani ha portato al riconoscimento di numerosi fedeli laici tramite beatificazioni e canonizzazioni. Per lunghi secoli gli unici santi laici privi di abiti religiosi erano stati quasi esclusivamente sovrani di varie dinastie europee e alcuni martiri dei primi secoli. È difficile reperire numerose notizie sui primi martiri cristiani perché si è ritenuto più importante risaltare l'estrema testimonianza della fede sino all'effusione del sangue piuttosto che i dettagli dell'esistenza terrena.

La memoria liturgica di Santa Cecilia Yu So-sa si celebra il 23 novembre, mentre il calendario liturgico latino ricorda l'intero gruppo dei compagni martiri coreani il 20 settembre. Il suo cammino di fede e di sangue è profondamente legato alla sua famiglia, poiché i Santi Paolo Chong Hasang e Jung Hye furono figli di Cecilia Yu So-sa. La sua vita si concluse nel carcere di Bo-jeong, dove affrontò la morte quasi ottuagenaria dopo un intenso cammino di persecuzione. La Chiesa ha solennemente riconosciuto la sua eroica testimonianza attraverso la beatificazione, avvenuta il 5 luglio 1925, e la successiva canonizzazione celebrata da Papa Giovanni Paolo II il 6 maggio 1984.

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Sant’ Anfiloquio de Iconio

Obispo

Sant'Anfiloquio nació en la región de Capadocia entre el año 340 y el año 345. En su juventud trabajó como profesor de retórica en Constantinopli, pero debido a dificultades financieras abandonó la ciudad para trasladarse cerca de Nazianzo, donde llevó una vida tranquila y se dedicó a cuidar de su padre anciano. La principal fuente de información sobre su vida proviene de su estrecha correspondencia con San Basilio Magno y con San Gregorio Nazianzeno, quien era su cugino. Junto a ellos fue compañero de eremo, colega en el episcopado e insigne por su santidad y su doctrina, soportando numerosas pruebas en defensa de la fe católica. Gregorio lo describió memorablemente como un fiel araldo de la verdad y un obispo irreprensible.

Sant'Anfiloquio es recordado por su firme labor pastoral y doctrinal como obispo de Iconio, cargo que asumió en el año 374 con profunda riluttanza debido a la conciencia de las dificultades implicadas. Su ministerio estuvo marcado por la defensa de la ortodoxia frente a las herejías de su tiempo, el apoyo constante de sus venerables amigos y una intensa actividad sinodal. Falleció en el año 403 en Konya, situada en Licaonia, en la actual Turquía, lugar estrechamente asociado a su tránsito y a su memoria en el martirologio.

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San Sisinno (Sisinnio) de Cícico

Obispo y mártir

En Cícico, en el Helesponto, en la actual Turquía, san Sisinio, obispo y mártir, quien, según la tradición, fue atravesado con una espada después de muchos tormentos durante la persecución del emperador Diocleciano.

San Severino de París

Ermitaño

En París, en la Galia Lugdunense, ahora en Francia, san Severino, que, encerrado en una celda, se dedicó a la contemplación de Dios.

Beata Teresa de Jesús

Niña, mercedaria

Beato Bartolomé Poggio

Protomártir de la Patagonia

Beati 11 Caballeros laicos de la Orden Mercedaria

Confesores

Del Martirologio Romano

San Clemente I, papa y mártir, que rigió la Iglesia de Roma en tercer lugar después de san Pedro Apóstol y escribió a los Corintios una célebre Carta para consolidar la paz y la concordia entre ellos. En este día se conmemora la deposición de su cuerpo en Roma. — Martirologio Romano