19 de febrero
Santa Lucía Yi Zhenmei
Catequista china, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto storico del Cristianesimo in Cina
Il Cristianesimo fu annunciato in Cina sin dal quinto secolo, ponendo le prime radici di un cammino di fede in Oriente. All'inizio del settimo secolo fu eretta la prima chiesa cristiana in terra cinese, segno di una presenza ormai stabile. Questa prima fioritura fu favorita dallo spirito profondamente religioso verso l'Essere Supremo e dalla devota e filiale pietà che il popolo cinese riservava agli antenati defunti. Nel tredicesimo secolo fu costituita la prima missione cattolica nel Regno di Mezzo, dotata di una propria sede episcopale a Belfin. A partire dal sedicesimo secolo, le comunicazioni fra Oriente ed Occidente divennero più frequenti e intense. La Chiesa Cattolica intensificò l'apporto del Vangelo in Cina inviando missionari accuratamente scelti per la loro preparazione e virtù. Tra di essi, Matteo Ricci fu un gesuita inviato in Cina per instaurare rapporti religiosi, sociali e scientifici di grande rilievo. L'imperatore K'ang Hsi, noto come figlio del cielo, emanò nel 1592 il primo decreto di libertà religiosa grazie al lavoro infaticabile dei missionari pionieri. Tale decreto permetteva ai sudditi di aderire al cristianesimo e ai missionari di predicare ovunque la parola divina. Il Cristianesimo in Cina raccolse così molte migliaia di conversioni e di cinesi battezzati, che trovarono nella fede una risposta di salvezza.
A partire dalla prima decade del diciassettesimo secolo, la situazione cambiò profondamente a causa della complessa questione dei riti cinesi e dell'influenza del Giappone, che si mostrava fortemente ostile al Cristianesimo. Le persecuzioni contro i cristiani si susseguirono in varie ondate fino alla metà del diciannovesimo secolo, portando all'uccisione di missionari e fedeli laici e alla distruzione sistematica di numerose chiese. San Francesco Fernandez de Capillas, appartenente all'Ordine dei Predicatori e martirizzato nel 1648, è giustamente considerato il Protomartire della Cina. Vari ordini religiosi, come i Domenicani, i Francescani, gli Agostiniani, i sacerdoti delle Missioni Estere di Parigi, i Lazzaristi e le Francescane Missionarie di Maria, ebbero i loro martiri tra i missionari occidentali giunti in quelle terre. I Gesuiti, pur rispettati sin dall'inizio per la loro sapienza, ebbero i loro martiri nel luglio del 1900, verso la fine del periodo di persecuzione. Anche i Salesiani di Don Bosco offrirono alla Chiesa due illustri martiri nel 1930, i santi Luigi Versiglia e Callisto Caravario. Durante quasi tre secoli di persecuzione furono martirizzati sacerdoti, seminaristi, religiosi e vescovi della giovane Chiesa Cinese, che non volle rinnegare il proprio Signore.
La giovinezza e la vocazione di Lucia
Molti fedeli cinesi resistettero e testimoniarono con il proprio sangue la fedeltà a Cristo, spesso insieme ai familiari, nonostante le dolorose apostasie dovute alla paura e alle minacce. Numerose catechiste e catechisti laici insegnarono con dedizione i principi cristiani e subirono il martirio insieme ai padri missionari. Yi Zhenmei, nota a tutti con il nome di Lucia, nacque il 17 gennaio 1815 a Mainyang, nel Sichuan in Cina. Ella era l'ultima di cinque fratelli, cresciuta in un nucleo familiare in cui suo padre era un cattolico convertito di recente dal buddismo. A dodici anni assunse il nome di Lucia e si consacrò al Signore, sebbene i suoi genitori l'avessero promessa sposa ad un uomo secondo le usanze del tempo. Per liberarsi da questa promessa di matrimonio e custodire la propria verginità consacrata, Yi Lucia si finse pazza, facendo così annullare gli accordi matrimoniali anche per il futuro. Risolto questo grave impedimento, riprese gli studi per diventare maestra di scuola e continuò a coltivare con cura la sua crescita spirituale. I missionari cattolici, notando le sue doti umane e la sua fede profonda, le affidarono l'incarico di insegnare il catechismo ai fedeli. Trascorreva le sue giornate tra le faccende domestiche, la premurosa cura degli ammalati e l'apostolato catechistico.
Da giovane adulta, Lucia decise di separarsi dalla famiglia per andare a vivere stabilmente presso le suore missionarie. Tuttavia, a causa di una grave malattia, fu costretta a fare ritorno nella casa familiare per ricevere le necessarie cure. Durante la convalescenza, alcune persone malevoli gettarono discredito sulla sua moralità, e la superiora delle suore credette alle false accuse. Lucia si oppose fermamente al desiderio di vendetta dei suoi familiari, sopportando tutto pacificamente e con grande pazienza cristiana. Successivamente, fu chiamata dal vescovo di Kweichow, il quale le affidò il compito di insegnare il catechismo nei villaggi del Vicariato. Nonostante le difficoltà poste dalla famiglia, che temeva nuovi pericoli per lei a causa del clima di ostilità, Yi Zhenmei Lucia si mise subito al lavoro con slancio. Si inserì così nell'opera missionaria, coadiuvando l'attività pastorale di padre Giovanni Pietro Néel, sacerdote delle Missioni Estere di Parigi. Padre Giovanni Pietro Néel è anche lui martire della fede e fu proclamato santo il primo ottobre del duemila insieme ad altri compagni.
Il martirio e la glorificazione della santa
I martiri locali furono uccisi per mano di connazionali, in particolare dai membri della setta dei Boxers e della Ninfa Bianca, mossi da motivi politici, economici, da intolleranza o per l'invidia dei bonzi contro la religione degli stranieri. Durante la persecuzione scatenata dalla setta Ninfa Bianca, Lucia fu catturata dai soldati insieme ad altri compagni di fede. Subì un rigoroso interrogatorio durante il quale le furono fatte proposte vantaggiose in cambio della sua rinuncia alla religione cristiana. La richiesta di abiurare la fede era appoggiata anche dal suo ex fidanzato, il quale conservava per lei un sincero affetto e una profonda stima. Lucia Yi rifiutò con fermezza e coraggio tutte le proposte, preferendo la morte all'infedeltà verso il Signore. A causa del suo irremovibile rifiuto, fu condannata alla decapitazione, sentenza che accettò con grande dignità. Si ribellò soltanto quando i carnefici vollero spogliarla prima dell'esecuzione, riuscendo così a evitare quella dolorosa umiliazione grazie alla sua fermezza. Fu decapitata il 19 febbraio 1862 a Kaiyang, nel Guizhou in Cina, all'età di quarantasette anni. Il diciotto e il diciannovesimo giorno del mese di febbraio furono uccisi padre Néel, tre catechisti uomini e la stessa Lucia Yi. Il copricapo di Lucia Yi, bagnato del suo sangue prezioso, fu portato in casa e poggiato sul corpo della nipote Paola, che era gravemente malata e guarì all'istante per intercessione della zia.
La fama della sua testimonianza cristiana continuò a vivere nel cuore della Chiesa. Fu dichiarata venerabile insieme al gruppo dei martiri di Guizhou il 2 agosto 1908. Successivamente, fu beatificata il 2 maggio 1909 da papa san Pio X, che riconobbe l'eroismo delle sue virtù. Il primo ottobre del duemila, papa Giovanni Paolo II ha proclamato santi centoventi martiri tra religiosi e laici, già beatificati in date diverse nel corso degli anni. Tra di essi brilla la figura di Yi Zhenmei, umile catechista laica cinese e degna rappresentante delle migliaia di martiri locali che hanno donato la vita per Cristo. La sua festa liturgica con il gruppo di Guizhou si celebra il 19 febbraio, mentre la sua festa con tutti i centoventi martiri canonizzati si celebra il 9 luglio. Il Martirologio Romano la ricorda in località Kaiyang presso Mianyang nella provincia di Sichuan in Cina come santa Lucia Yi Zhenmei, vergine e martire, condannata alla decapitazione per aver confessato coraggiosamente la fede cattolica.
Una vida entregada a la fe
Santa Lucía Yi Zhenmei nació en el año mil ochocientos quince en Mainyang, dentro de la provincia de Sichuan. Su camino espiritual comenzó muy pronto, cuando a los doce años tomó la decisión consciente de consagrarse al Señor, momento en el cual adoptó el nombre de Lucía. Esta elección no fue un acto pasajero, sino el inicio de una vida dedicada íntegramente al servicio de Dios y de los hermanos, reflejando una madurez espiritual poco común para su edad.
Al crecer, su vocación la llevó a convertirse en catequista, recorriendo los diversos pueblos que conformaban el Vicariato de Kweichow. En este territorio, su labor fue constante y abnegada, convirtiéndose en un pilar del trabajo misionero en la región. Su papel fue especialmente significativo al colaborar con el padre Giovanni Pietro Néel, apoyando las iniciativas de evangelización en una época marcada por los desafíos sociales y políticos para los cristianos en China.
El momento culminante de su testimonio llegó en mil ochocientos sesenta y dos, en Kaiyang, provincia de Guizhou. Al ser llevada ante las autoridades, se le exigió que renegara de su fe cristiana, una propuesta que ella rechazó con determinación. Su negativa a abandonar el camino que había elegido desde su infancia fue inquebrantable. Debido a esta fidelidad, fue condenada a muerte y ejecutada por decapitación a manos de los soldados. Su muerte no fue el final, sino la culminación de un proceso de vida que siempre estuvo orientado hacia la santidad y la coherencia con el mensaje de Jesucristo.
Memoria y veneración
La Iglesia celebra la vida y el martirio de Santa Lucía Yi Zhenmei como un ejemplo luminoso de fidelidad a la gracia bautismal. Su recuerdo es un llamado constante para los fieles a mantener la integridad de la fe incluso en las circunstancias más adversas. La santidad de su vida fue ratificada oficialmente el primero de octubre del año dos mil, cuando el papa Juan Pablo Segundo la canonizó, reconociendo el valor heroico de su entrega hasta el derramamiento de su sangre.
Su memoria litúrgica se celebra el diecinueve de febrero, día en el que se invita a los fieles a reflexionar sobre su valentía y su labor como catequista. Asimismo, es conmemorada el nueve de julio junto a los demás mártires chinos, uniendo su voz y su sacrificio al de aquellos que, a lo largo de los siglos, han dado testimonio de su amor por el Señor en tierras orientales. Su legado perdura como una invitación a la perseverancia en la oración y en el servicio a la Iglesia, recordándonos que el compromiso con la verdad del Evangelio es un camino que conduce a la vida eterna.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Lucía Yi Zhenmei?
La sua festa liturgica si celebra il 19 febbraio insieme al gruppo dei martiri di Guizhou. Viene inoltre ricordata il 9 luglio insieme a tutti i centoventi martiri della Cina.
Qual è il ruolo di Santa Lucía Yi Zhenmei nella Chiesa?
È ricordata come una catechista laica e martire cinese del diciannovesimo secolo. Ha dedicato la sua vita all'insegnamento della dottrina cristiana, alla cura dei malati e all'apostolato missionario fino alla testimonianza suprema del sangue.
En la localidad de Kaiyang cerca de Mianyang en la provincia de Sichuan en China, santa Lucía Yi Zhenmei, virgen y mártir, que por haber confesado la fe católica fue condenada a la decapitación. — Martirologio Romano