25 de marzo
Santa Margarita Clitherow
Mártir en Inglaterra
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto delle persecuzioni in Inghilterra
La storia delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, Scozia e Galles ebbe inizio nel 1535 e si protrasse fino al 1681, segnando un secolo e mezzo di profonde sofferenze per la comunità cattolica. Il re Enrico VIII fu il primo a scatenare le persecuzioni e provocò lo scisma d'Inghilterra con il distacco della Chiesa Anglicana da Roma. Tra gli artefici più o meno cruenti delle persecuzioni si susseguirono nel tempo Enrico VIII, Edoardo VI tra il 1547 e il 1553, Elisabetta I deceduta nel 1603, Giacomo I Stuart, Carlo I, Oliviero Cromwell e Carlo II Stuart. In centocinquanta anni di persecuzioni morirono migliaia di cattolici inglesi di ogni ceto sociale, i quali testimoniarono il loro attaccamento alla fede cattolica e al papa rifiutando i giuramenti di fedeltà al re come nuovo capo della religione di Stato. I primi a morire come martiri il 4 maggio e il 15 giugno 1535 furono diciannove monaci Certosini, impiccati a Tyburn, a Londra. L'ultima vittima di questo lungo periodo fu Oliviero Plunkett, arcivescovo di Armagh e primate d'Irlanda, giustiziato a Londra l'undici luglio 1681. L'odio dei nemici del cattolicesimo, tra cui re, puritani, avventurieri, ecclesiastici eretici e scismatici, e calvinisti, portò a inventare sistemi di tortura e sofferenze inaudite per i cattolici arrestati. Sacerdoti e gesuiti arrivavano clandestinamente come missionari in Inghilterra dalla Francia e da Roma per riconvertire gli scismatici, sebbene tali sacerdoti missionari fossero considerati traditori dello Stato in quanto inglesi rifugiati all'estero e preparati in appositi seminari per il rientro. Funzionari di alto rango come Tommaso Moro, Giovanni Fisher e Margherita Pole furono decapitati o uccisi velocemente. Tranne rare eccezioni, tutti gli altri subirono interrogatori estenuanti, carcere duro, e torture corporali come l'eculeo, la figlia della Scavinger e i guanti di ferro prima di una morte orribile. I condannati venivano impiccati ma liberati dal cappio prima di soffocare, sventrati da semicoscienti e poi squartati, mentre i tronconi dei corpi venivano cosparsi di pece e appesi alle porte e nelle zone principali della città. Nel 1850, con la restaurazione della Gerarchia Cattolica in Inghilterra e Galles, fu possibile affrontare la beatificazione dei martiri comprovati. Nel 1874 l'arcivescovo di Westminster inviò a Roma un elenco di trecentosessanta nomi con le relative prove, e a partire dal 1886 i martiri furono beatificati dai papi a gruppi, prima che una quarantina di essi venisse solennemente canonizzata nel 1970.
La conversione e la vita familiare a York
In questo clima di severa intolleranza nacque a York tra il 1550 e il 1556 Margherita Clitherow, figlia di Tommaso Middleton. Margherita crebbe educata al protestantesimo, ritenendola la vera fede in Cristo, e contrasse matrimonio nel 1571 con Giovanni Clitherow, che era anch'egli protestante e con il quale ebbe tre figli. Dopo circa tre anni di matrimonio, turbata dalla dottrina protestante e dalla leggerezza dei suoi ministri, Margherita studiò i principi cattolici e si convertì alla Chiesa di Roma. Il marito Giovanni rimase protestante ma non si oppose alla conversione, lasciandola libera di educare i figli nella fede cattolica, e la coppia mantenne un clima di rispetto reciproco. La figlia Agnese, nata dal loro amore, si fece in seguito suora a Lovanio, mentre i due figli maschi divennero sacerdoti. Elisabetta prima, nata nel 1533 e deceduta nel 1603, salita al trono nel 1558 aveva ripristinato con energia l'anglicanesimo nel regno, rendendo la posizione dei convertiti particolarmente pericolosa. La conversione di Margherita Middleton non passò inosservata e finì rapidamente nel mirino dei fedeli alla sovrana. Il nome di Margherita compare infatti nel 1576 nella lista dei prigionieri con l'accusa di trascurare i doveri verso Dio e la regina e di rifiutare il servizio divino nella chiesa protestante. Margherita subì il carcere varie volte, rimanendo in detenzione anche per due anni e più, ma considerò sempre quell'esperienza come un periodo di riflessione e devota conversazione con Dio. Quando era libera, pregava intensamente con i figli e ospitava di nascosto sacerdoti di passaggio in una stanza segreta all'interno della sua abitazione. Margherita approfittava della presenza dei sacerdoti per confessarsi, ricevere i Sacramenti e ascoltare la Santa Messa, adoperandosi con ogni mezzo per nascondere i sacerdoti ricercati durante il regno di Elisabetta prima.
L'arresto e il martirio
Dopo diciotto mesi di relativa libertà, la mattina del 10 marzo 1586 la sua casa fu perquisita da un drappello di sbirri. Margherita fece appena in tempo a nascondere un sacerdote in un ripostiglio segreto sotto il pavimento. Non trovando nulla di compromettente durante una prima perquisizione, gli sbirri malmenarono un servo, un ragazzo di dieci anni, che finì per indicare il nascondiglio. Il sacerdote era già fuggito nei momenti di confusione, ma nel vano furono trovati abiti ecclesiastici e arredi sacri. Margherita fu immediatamente arrestata e trascinata in prigione insieme ai figli e ai servi, sebbene questi ultimi furono liberati dopo alcuni giorni. Margherita fu rinchiusa nel carcere oscuro del castello di York, dove fu sottoposta a interrogatorio e processata da un tribunale. L'accusa mossa contro di lei era di aver nascosto dei sacerdoti, sebbene non fosse stato trovato nessuno sul momento, e l'accusa comprendeva anche l'aver ascoltato la Messa, provato dal sequestro degli arredi liturgici. Invitata ripetutamente a dichiararsi colpevole o innocente, Margherita eluse la domanda in tutte le udienze successive e rispose dicendo di non aver commesso nulla di male per cui dichiararsi colpevole. Margherita rifiutò il verdetto di una giuria, seguendo il pensiero di molti martiri dell'epoca per non coinvolgere i giurati nel pronunciare una condanna a morte e lasciare la sola responsabilità al giudice. La legge vigente prevedeva la condanna capitale e la sentenza emessa fu appunto della pena della morte. Dopo aver ascoltato la sentenza, Margherita disse ai giudici di pregare Dio di riservare loro una sentenza migliore dinanzi al suo tribunale, se la condanna era conforme alla loro coscienza. L'esecuzione avvenne la mattina del 25 marzo 1586 nei sotterranei della prigione, nel luogo del decesso comunemente indicato tra Tyburn e York. Margherita fu spogliata dei suoi vestiti nei sotterranei e indossò un abito bianco preparato da lei stessa in vista del transito. Fu quindi stesa al suolo e legata con le mani e i piedi a dei pioli, con una pietra aguzza posta sotto la schiena. Sul corpo di Margherita fu posta una porta di legno e sulla porta furono ammassati grossi pesi fino a schiacciarla mortalmente per Cristo, in un martirio che durò in tutto una quindicina di minuti. Il corpo della martire fu gettato in una fossa di acqua putrida e melmosa dopo l'esecuzione, ma i cattolici fecero ricerche del corpo per sei settimane, ritrovandolo infine ancora incorrotto, fresco e puro come il giorno della morte.
Il culto e la canonizzazione
La memoria di Santa Margherita Clitherow rimase viva nel cuore della Chiesa cattolica per i secoli successivi, alimentata dal ricordo del suo eroico sacrificio e dalla limpidezza della sua testimonianza evangelica. Riconosciuta come figura luminosa tra i cattolici inglesi perseguitati, la sua causa di beatificazione poté progredire dopo la restaurazione della gerarchia ecclesiastica. Margherita Clitherow fu beatificata il 15 dicembre 1929 da papa Pio XI e successivamente canonizzata da papa Paolo VI il 25 ottobre 1970 insieme ad altri quaranta martiri dell'epoca che avevano versato il sangue per la medesima fede in Inghilterra e Galles. Il martirologio colloca stabilmente la sua memoria e il suo martirio a York, in Inghilterra, fissandone la ricorrenza liturgica al 25 marzo. La sua vita spesa nell'educazione cristiana della famiglia e nella difesa dei ministri di Dio continua a parlare ai fedeli di ogni tempo come modello di fortezza, coerenza e amore incondizionato per la verità del Vangelo.
La vida
Margarita Clitherow vivió durante el siglo dieciséis en York, Inglaterra, en una época caracterizada por la hostilidad hacia la fe católica. Su camino espiritual estuvo definido por una conversión sincera, fruto de estudios doctrinales que le permitieron comprender y amar profundamente los fundamentos de la Iglesia. Esta convicción no se quedó en el plano intelectual, sino que transformó su vida cotidiana, llevándola a comprometerse con la defensa de la fe a pesar de los riesgos que esto implicaba en aquel contexto histórico.
La esencia de su testimonio se manifestó en su hogar, el cual transformó en un refugio seguro para los sacerdotes católicos que no podían ejercer su labor abiertamente. Al ser descubierta, su arresto no quebrantó su espíritu. Enfrentada a un proceso judicial, Margarita tomó una decisión heroica: rehusó declararse culpable ante el tribunal. Con este gesto de nobleza, buscó evitar que la jurado se viera obligada a participar en una sentencia injusta que involucraba a sus propios vecinos. Su sacrificio alcanzó su culmen el veinticinco de marzo de mil quinientos ochenta y seis, cuando fue ejecutada mediante el método del aplastamiento. Su muerte no fue un final, sino la semilla de un testimonio que perduraría por siglos, inspirando a generaciones de fieles a mantenerse firmes en sus convicciones, aun cuando el precio sea la propia existencia.
El culto
La figura de Santa Margarita Clitherow ha sido venerada por la Iglesia como un modelo de fortaleza y coherencia. Su sacrificio, que tuvo lugar precisamente el veinticinco de marzo, es conmemorado cada año con gratitud y devoción. La Iglesia reconoció oficialmente su santidad cuando el Papa Pablo Sexto procedió a su canonización en el año mil novecientos setenta, elevándola a la gloria de los altares.
Su culto es un recordatorio permanente de la importancia de la hospitalidad y de la defensa de la conciencia cristiana. Los fieles que acuden a su intercesión encuentran en ella una guía para vivir la fe en medio de las dificultades del mundo moderno. Al recordar su martirio en York, los creyentes renuevan su compromiso de servir a Dios con rectitud, honrando la memoria de una mujer que prefirió perder la vida antes que negar la verdad o comprometer la integridad de otros. Su nombre permanece como un faro de luz en la historia de la Iglesia católica.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Margarita Clitherow?
La festa di Santa Margarita Clitherow si celebra il 25 marzo.
Di cosa è patrona Santa Margarita Clitherow?
I fatti forniti non menzionano specifici patronati per Santa Margarita Clitherow.
En York, en Inglaterra, santa Margarita Clitherow, mártir, que, con el consentimiento del cónyuge, se adhirió a la fe católica, en la cual educó también a sus hijos y se esforzó por esconder en casa a los sacerdotes buscados; por este motivo fue varias veces arrestada durante el reinado de Isabel I y, rehusando tratar su causa ante el tribunal para no gravar el ánimo de los consejeros del juez con el fardo de una condena a muerte, fue aplastada a muerte por Cristo bajo un enorme peso. — Martirologio Romano