9 de julio
Santa Maria Amandina (Pauline Jeurus)
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza in Belgio
Pauline Jeurus nacque a Herk-la-ville, presso Diest in Belgio, il 28 dicembre 1872. Era la settima di otto figli di Cornelius Jeurus e Agnese Thijs, onesti e agiati agricoltori tra i quali vi era un solo maschio. Quando aveva sette anni le morì la mamma. A causa della morte della madre, il padre tenne con sé i figli più grandicelli per il lavoro e affidò le tre figlie più piccole a parenti caritatevoli. Pauline e la sorellina Mathilde furono ospitate e affidate ad alcuni zii nelle vicinanze della casa paterna. Crebbero in un clima di fede. A otto anni Pauline fu condotta alla scuola delle Orsoline di Schakebroeck. La sera Pauline ripeteva e insegnava alla piccola Mathilde le preghiere imparate dalle suore. Recitava il Rosario e le litanie della Vergine con la sorella. La zia si ammalò seriamente dopo un certo tempo. Pauline assistette la zia malata con un'abnegazione superiore alla sua età. A dieci anni ricevette la Prima Comunione. A dodici anni ricevette la Cresima. Frequentava i corsi di catechismo. Si iscrisse all'associazione delle Figlie di Maria della parrocchia. La prima sorella Maria diventò Figlia della Carità di San Vincenzo de' Paoli. La sorella Maria s'interessò affinché le altre tre sorelle, Rosalie, Mathilde e Pauline, venissero accolte nel suo Istituto per ricevere un'adeguata istruzione. A quindici anni Pauline era entrata nel Terz'Ordine francescano. Pauline fu mandata a Gand ed è stata accolta dalle Figlie della Carità vincenziane. A Gand rimase due anni. A Gand aveva l'occupazione di aiutare la suora della cucina, impegnata per i pasti di circa novecento persone e per gli ammalati dell'ospedale. Il 2 agosto 1892 andò a Hasselt. Andò a Hasselt per aiutare un'altra sorella, Anna, vedova con quattro figli e gravemente malata. Rosalie scelse di entrare fra le Francescane Missionarie di Maria. Le Francescane Missionarie di Maria furono fondate da madre Maria della Passione. Madre Maria della Passione fu beatificata nel 2002. Pauline accompagnò Rosalie ad Anversa. Pauline assistette alla cerimonia in cui Rosalie prese il nome di suor Maria Onorina. Pauline decise che la congregazione delle Francescane Missionarie di Maria era la strada giusta anche per lei. Il 13 dicembre 1896 divenne Francescana Missionaria di Maria. Assunse il nome di suor Maria Amandina. Anche l'altra sorella entrò nella stessa congregazione, diventando suor Maria Serafina. Fece due anni di noviziato ad Anversa.
La preparazione e la partenza per la Cina
Passò a Marsiglia per fare pratica come infermiera nella Casa San Raffaele. La pratica a Marsiglia era in previsione di essere mandata in Cina, dove si doveva aprire un grande ospedale. A Marsiglia conobbe monsignor Francesco Fogolla. Monsignor Francesco Fogolla stava organizzando la spedizione nello Shanxi. Monsignor Fogolla richiese caldamente Pauline a madre Maria della Passione come infermiera. Madre Maria della Passione era superiora generale oltre che fondatrice. La giovane suora subì il tormento dell'anima di fronte alle scelte definitive. Ebbe la grazia di visioni speciali della Vergine, secondo le testimonianze. S'imbarcò con tutto il gruppo di suore e padri missionari a Marsiglia il 12 marzo 1899. Durante una sosta a Ceylon incontrò la sorella suor Maria Onorina. Suor Maria Onorina era impegnata nel sanatorio di Colombo tenuto dalle Francescane Missionarie di Maria. Arrivò a Tai-yuen-fu il 4 maggio 1899. Ebbe subito il compito dell'ambulatorio e del dispensario attivati in attesa dell'ospedale progettato. Lavorò per un anno e due mesi nella missione Casa di San Pasquale. Cercava di mantenersi allegra e sorridente durante il lavoro nella missione. I cinesi la chiamavano nella loro lingua la vergine europea che ride sempre. Nelle sue lettere presagiva la tempesta che si avvicinava per la cristianità in Cina.
La persecuzione e l'arresto
Il 23 aprile 1900 fece il suo ingresso a Taiyuan il viceré dello Shansi, Yu-Hsien. Il viceré Yu-Hsien era noto per il favore dato ai membri della Società di Giustizia e di Concordia. I membri della Società di Giustizia e di Concordia divennero noti in Occidente come i Boxers. I Boxers furono autori di molte stragi contro le missioni cattoliche. Dopo due mesi dall'arrivo del viceré, i Boxers comparvero a Taiyuan. I Boxers cominciarono a diffondere tra il popolo varie accuse contro i cristiani. I cristiani venivano definiti nemici della patria, avvelenatori di pozzi, seviziatori di bambini, causa della siccità e della conseguente carestia. Il viceré affisse un proclama per le strade. Il proclama del viceré dichiarava che il fetore dei cristiani era arrivato fino al cielo e per questo non cadeva più né pioggia né neve. I cristiani cominciarono a fuggire dopo questi annunci. Il vescovo invitò le suore a fuggire. Madre Maria Ermellina, la superiora, rispose che erano venute lì a dare la vita per Gesù se fosse stato necessario e che la forza l'avrebbe data Nostro Signore. I soldati del viceré portarono via con la forza le orfanelle dall'orfanotrofio. Il 5 luglio le suore, insieme ai frati, ai seminaristi e ai domestici, furono costrette dal viceré a lasciare le loro case. Il gruppo fu trasferito in un'abitazione più sicura chiamata Albergo della pace celeste. L'Albergo della pace celeste era di fatto un luogo di prigionia. I cattolici furono rinchiusi in un padiglione e i protestanti in un altro.
Il martirio e la gloria degli altari
Il 9 luglio 1900, verso le quattro del pomeriggio, gli uomini del viceré fecero irruzione nel padiglione dei protestanti e li uccisero. L'anziano vescovo monsignor Gregorio Grassi invitò tutti a prepararsi alla morte. Monsignor Gregorio Grassi impartì l'ultima assoluzione ai presenti. I Boxers arrivarono dai cattolici e li condussero al palazzo del viceré. I cattolici furono condannati a morte dal viceré. I condannati furono portati nell'ampio cortile del palazzo. L'esecuzione fu compiuta a colpi di sciabola e di arma da fuoco. Le sette Francescane Missionarie di Maria furono le ultime a subire l'esecuzione. Le sette suore assistettero alla carneficina dei compagni. Le sette suore cantarono il Te Deum abbracciandosi. Le sette suore porsero infine il collo alle spade. Suor Maria Amandina aveva ventott'anni al momento del martirio. I compagni di martirio comprendevano due vescovi, due sacerdoti e un fratello laico dell'Ordine dei Frati Minori Osservanti. Tra i compagni di martirio vi erano anche quattordici laici cinesi. Undici dei laici cinesi erano membri del Terz'Ordine francescano. Le sette suore e i loro compagni furono beatificati il 24 novembre 1946 da papa Pio XII. La memoria liturgica del gruppo fu fissata al 9 luglio, considerato il giorno della loro nascita al Cielo. A poco più di cent'anni dal martirio, papa san Giovanni Paolo II autorizzò la fusione delle cause di vari Beati martiri in Cina. La fusione incluse monsignor Gregorio Grassi e i suoi venticinque compagni in un'unica causa. Il decreto relativo alla fusione delle cause porta l'data dell'11 gennaio 2000. Undici giorni dopo, il 22 gennaio, fu firmato il decreto de signis. Papa san Giovanni Paolo II iscrisse i martiri fra i Santi il 1 ottobre successivo.
Il cammino di fede
Pauline Jeurus nasce a Herk-la-ville, in Belgio, nel 1872. Fin dalla giovinezza manifesta un orientamento spirituale profondo, che la porta a entrare nel Terz'Ordine francescano a soli quindici anni. Questo primo passo segna l'inizio di un percorso vocazionale che la condurrà, nel 1896, a diventare una Francescana Missionaria di Maria. Il suo cammino di formazione e di servizio la vede attraversare diverse località, tra cui Gand, Anversa e Marsiglia, preparandola interiormente alla missione universale. Nel 1899, la sua dedizione la spinge a partire per la Cina, una terra che avrebbe segnato la tappa definitiva della sua esistenza terrena. Giunta a Taiyuan, si dedica con umiltà e spirito di sacrificio all'assistenza dei sofferenti, prestando servizio come infermiera nel dispensario della missione. In questo luogo, tra le fatiche quotidiane e la cura dei malati, Santa Maria Amandina vive con coerenza la sua fede, dimostrando una carità che non conosce confini. La sua testimonianza si compie drammaticamente il 9 luglio 1900, quando, durante la violenta rivolta dei Boxers, affronta il martirio con la fermezza di chi ha riposto ogni speranza nel Signore. La sua vita, sebbene breve, risplende per la dedizione assoluta verso i più fragili e per la fedeltà incondizionata al carisma francescano, lasciando un'impronta indelebile nella storia delle missioni cattoliche in Oriente.
Il culto e la memoria
Il sacrificio di Santa Maria Amandina è stato riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa, che ne ha elevato la figura agli onori degli altari. Il primo ottobre dell'anno duemila, San Giovanni Paolo II ha celebrato la sua canonizzazione, inserendola nel novero dei martiri che hanno dato la vita per Cristo in terra cinese. Il culto di questa santa belga è strettamente legato al giorno del suo martirio, il 9 luglio, data che la Chiesa ha fissato come memoria liturgica per celebrarne il coraggio e la santità. La sua figura viene ricordata non solo come martire, ma come modello di dedizione infermieristica e spirito missionario che ha saputo varcare i confini del mondo conosciuto per farsi prossima ai fratelli in difficoltà. I fedeli guardano a lei come a una guida silenziosa, capace di trasformare il dolore e la prova in un'offerta gradita a Dio, invitando ogni cristiano a una costante vigilanza nella fede e a una carità sempre pronta ad accogliere le necessità del prossimo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Maria Amandina?
La memoria liturgica si celebra il 9 luglio, considerato il giorno della nascita al Cielo.