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19 de noviembre

Santa Matilde de Hackeborn (o de Helfta)

Monja

Santa Matilde de Hackeborn (o de Helfta)

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e ingresso nel monastero

Santa Matilde nacque nel 1241 dalla nobile famiglia di Hackeborn, in Germania, vivendo nel contesto del tredicesimo secolo. Ella era una delle sorelle minori di Gertrude di Hackeborn. In tenera età, Matilde fece con la madre una visita al monastero di Rodersdorf, situato nella diocesi di Halberstadt, dove la sorella Gertrude era già monaca. La bimba settenne rimase profondamente attratta dal sacro ambiente del monastero. Presa da tale attrazione, Matilde non volle allontanarsi dal monastero e chiese di esservi ammessa. A Matilde fu consentito di entrare nel monastero. Dio ricolmò Matilde di grazie segnalatissime fin dagli anni più teneri. La sua collocazione temporale è il tredicesimo secolo e la sua vita si svolse nel monastero di Helfta nella Sassonia, in Germania.

Gertrude fu badessa della comunità dal 1251 fino al 1292. Gertrude si occupò della formazione monastica, letteraria e spirituale delle sue figlie. Ella ebbe un grande e saggio aiuto nella sorella capacissima Matilde. La comunità monastica si trasferì nel 1258 a Helfta presso Eisleben. I Domenicani del convento di Halle avevano la direzione spirituale del monastero. Il padre lettore fra Enrico di Halle faceva parte dei domenicani del convento di Halle ed è morto prima del 1294.

Vita monastica e lode liturgica

Matilde si distinse per profonda umiltà, innocenza e amabilità. Ella divenne una consigliera ricercata per le consorelle e altra gente. Matilde ebbe la direzione della scuola del monastero per le sue doti intellettuali e artistiche. Matilde fu nominata cantora del monastero. Matilde meritò il nome di usignuolo di Cristo per la sua bella voce e il fervore nel canto. La lode di Dio era l'occupazione primaria della vita di Matilde e l'espressione più profonda ed alta della sua esistenza. Tutta l'anima di Matilde vibrava religiosamente nella recita e nel canto del divino ufficio. Le parole fluivano dolci dalle labbra di Matilde e spesso veniva rapita in estasi durante l'ufficiatura. Il raccoglimento, la pietà e la devozione di Matilde convergevano verso la liturgia. Matilde ricavava ampi lumi di contemplazione e ardente amore divino dalla liturgia. Matilde si esibiva nel canto della laus Dei durante l'attiva e sentita celebrazione dell'Ufficio divino e l'assistenza al sacrificio eucaristico.

La familiare e fiduciosa conversazione di Matilde con il Signore non fu mai interrotta. Matilde custodiva i suoi sensi con diligente cura infliggendosi dure penitenze. Matilde mortificava con coraggio il suo delicato corpo per compensare generosamente il male commesso dai peccatori dinanzi alla maestà divina. Matilde si accusava talvolta di pigrizia e di tristezza nonostante l'esercizio delle virtù e i favori ricevuti dal Signore. Matilde sperimentò stati di desolazione simili a pene dell'inferno. Matilde parlò delle sue esperienze spirituali soltanto verso i cinquant'anni, in occasione di un'atroce sofferenza al capo. Matilde fu tentata da molteplici distrazioni e altre debolezze accanto alla sua alta contemplazione. Per liberarsi dalle distrazioni e debolezze, Matilde ricorse a Maria Santissima. Durante i patimenti fisici, Matilde fu consolata dal Signore. Il pensiero di potersi dedicare più tranquillamente alla preghiera nella solitudine dei patimenti era per lei un sollievo. Lo spirito di Matilde si concentrò interamente sulla lode e sull'amore di Dio.

Visioni e spiritualità

Le visioni di Matilde riguardavano la Santissima Trinità, la persona del Salvatore, la beata Vergine Madre Maria, gli angeli, i santi come Alberto Magno e Tommaso d'Aquino, le anime beate, quelle del purgatorio e quelle dannate. Quando sorgeva un'immagine interiore, Matilde la guardava attentamente ricavandone una verità o una dottrina. Nelle visioni intellettuali a Matilde mancò la possibilità di esprimersi. Una meravigliosa dolcezza oggettiva, legata ai misteri descritti, riempie senza turbamenti il mondo spirituale matildiano. Nelle preghiere di petizione Matilde abbracciava i bisogni del mondo visibile e invisibile. Nelle sue preghiere riuniva ecclesiastici, reggitori di stato, popoli, singoli, peccatori, carcerati e anime del purgatorio. Matilde applicava spesso l'aggettivo augusto a Cristo, a Maria o alle cose celesti. L'uso dell'aggettivo augusto mostra che l'idea dell'impero terreno si congiungeva con l'ordine ecclesiastico, religioso e spirituale nel suo spirito.

L'abbandono alla volontà di Dio è la condizione per l'ineffabile letizia che riempie l'anima quando diventa una con Dio, secondo una parola di Cristo a lei diretta. Matilde paragona l'unione con Dio all'assorbimento di una goccia d'acqua in un barile di vino. La spiritualità matildiana presenta in una fusione ardente e fantasiosa elementi di molteplice origine. La spiritualità matildiana include elementi provenienti dalla regola benedettina. La spiritualità matildiana include elementi domenicani per l'influsso dei direttori spirituali. La spiritualità matildiana include elementi tratti dalle letture bernardine e francescane. Sopra i vari elementi della spiritualità matildiana domina la mistica di sposa come una novità nella storia della spiritualità. La mistica di sposa non si trova nei documenti del passato prima di Matilde ma si ritrova in seguito nelle esperienze e nelle Vitae di sante religiose fino a santa Teresa e ai giorni nostri.

Il Liber specialis gratiae e la raccolta degli scritti

Gli scritti di proprio pugno di Matilde sono soltanto alcune lettere ad una matrona. Dal 1291 in poi i racconti occasionali sulle esperienze spirituali di Matilde furono raccolti da due consorelle. La raccolta fu fatta per ordine della badessa Sofia di Querfurt in carica dal 1292 al 1303. Una delle religiose che raccolse gli scritti era Gertrude, discepola di Matilde a Helfta e futura santa, diversa dalla sorella. Matilde rimase confusa e inconsolabile quando seppe che alcune discepole avevano notato tutto ciò che avevano appreso da lei sui favori e insegnamenti divini. Il Signore assicurò a Matilde che molte grazie sarebbero state elargite a quanti avessero letto quelle pagine. Matilde si applicò con molta cura a rivedere il manoscritto. Lo stile di Matilde rivela una fantasia pura, feconda, capace di nobilitare ogni cosa. Matilde sa trovare riferimenti al Diletto della sua anima anche nei fatti ordinari e negli eventi d'ogni giorno.

Il Liber specialis gratiae è lo scritto che tratta principalmente delle esperienze mistiche di Matilde. Il Liber specialis gratiae contiene in cinque libri la descrizione delle visioni e delle grazie ottenute durante la contemplazione. Nel Liber specialis gratiae sono riportati colloqui con il Salvatore, considerazioni stimolanti all'amore e alla dedizione totale e squarci escatologici. Il domenicano Teodorico d'Apolda stimò grandemente il Liber specialis gratiae e lo approvò. Le esposizioni matildiane sono ordinate secondo il ciclo dell'anno liturgico e rispecchiano uno spirito trinitario e cristocentrico. Il Liber specialis gratiae fu redatto probabilmente in latino e documenta l'alto grado di cultura letteraria e teologica delle monache di Helfta. L'autografo di Helfta non è conservato. R. Bromberg ha trattato minuziosamente della tradizione del testo latino e di quello olandese medievale. Il Bromberg presenta la ricchezza della spiritualità matildiana in undici paragrafi suggestivi.

La devozione al Sacro Cuore

Matilde riveste un ruolo particolare nella storia del culto al Sacro Cuore. Matilde era devotissima al Sacro Cuore, dal quale otteneva speciali grazie. Il titolo dell'opera di Matilde è Liber specialis gratiae. Matilde divenne lo strumento provvidenziale che attrasse santa Gertrude e le consorelle alla devozione al Sacro Cuore. La devozione al Sacro Cuore si manifestò per la prima volta in piena luce sul finire del XIII secolo per merito di Matilde e Gertrude, avendo una nuova fioritura nel XVI secolo. I temi del Cuore di Gesù, dei suoi dolori, delle sue piaghe, della sua pena di morte e della trafittura trovarono coronamento nel concetto del Cuore del Salvatore glorioso. Il Cuore del Salvatore siede alla destra del Padre ed è mediatore universale presso la Santissima Trinità. I pensieri sul Sacro Cuore fluivano dalla liturgia monastica alla spiritualità matildiana. Il Sacro Cuore concretizza per Matilde la formula liturgica Per Dominum nostrum lesum Christum. La vita morale e mistica sgorga e prende moto dal Sacro Cuore.

Le preghiere e le pratiche della devozione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore purissimo di Maria meritano un rilievo particolare. Nella storia mariana Matilde spicca per la devozione al cuore purissimo di Maria. San Pietro Canisio, morto nel 1597, possedeva un libriccino con preghiere matildiane al Sacro Cuore di Gesù. Martino da Cochem pubblicò nel 1668 un libro di preghiere delle sante Gertrude e Matilde, con aggiunta un'istruzione sulla preghiera orale.

Ultimi anni, transito e posterità

Matilde soffriva di atroci mal di testa. I mal di testa e altre infermità si aggravarono negli ultimi anni dal 1290 e più ancora dal 1295. Le infermità sottoposero Matilde a un vero martirio. Matilde ricevette l'Estrema Unzione il 18 ottobre 1299. Matilde morì il 19 novembre 1299 offrendo il suo cuore al Salvatore e immergendolo in quello di lui. Santa Matilde fu vergine, donna di squisita dottrina e umiltà, illuminata dal dono divino della contemplazione mistica.

Il nome della monaca di Helfta in tedesco è Mechthild. Il nome latinizzato della monaca di Helfta è Mechtildis. La prima edizione italiana delle visioni della monaca di Helfta reca il nome di Mettilde nel 1588. L'ultima edizione italiana delle visioni reca il nome di Metilde nel 1939. Nelle lingue italiana, spagnola e francese prevalse comunemente la forma Matelda, Mathilde, Matilda. Matilde non è mai stata canonizzata. Matilde è stata venerata come santa in vari monasteri osservanti la regola di san Benedetto. La festa di Matilde è indicata nei martirologi il 16 febbraio e il 19 novembre.

Nell'iconografia Matilde è rappresentata per lo più nell'abito dell'ordine dei cistercensi. Nell'iconografia Matilde reca tra le mani un libro, probabilmente il Buch besonderer Gnade. Un esempio iconografico è nella pala d'altare della chiesa di Santa Gertrude a Mauterndorf del 1750. Un altro esempio iconografico è la statua nel convento di Engelszell del 1759.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Matilde de Hackeborn?

La festa di Santa Matilde è indicata nei martirologi il 16 febbraio e il 19 novembre.

En el monasterio de Helfta en Sajonia en Alemania, santa Mectilde, virgen, que fue mujer de exquisita doctrina y humildad, iluminada por el don divino de la contemplación mística. — Martirologio Romano