28 de febrero
Sante Marana y Cira
Vírgenes y eremitas
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e scelta della vita eremitica
Il paese d'origine di Marana e Cira è Berea, corrispondente all'odierna Aleppo, e le sante discendono da una razza illustre. Entrambe sono state educate secondo la loro condizione e la loro nascita, ma nonostante i privilegi mondani, Marana e Cira disprezzano tutti i vantaggi concessi loro dalla natura. Per seguire la loro vocazione, le sante si chiudono in un piccolo sito situato presso la città di Berea. Le sante fanno murare la porta del loro romitorio e vivono in un luogo angusto e recintato, esposte alle intemperie, senza neppure un modesto riparo. Al posto della porta murata, le eremite hanno soltanto una piccola finestra. Attraverso la finestrella, Marana e Cira ricevono ciò che è necessario per vivere. La morte di Marana e Cira viene collocata in Siria verso il 450.
La comunità e la disciplina spirituale
Alcune domestiche desiderano intensamente imitare il genere di vita praticato da Marana e Cira. Accogliendo questo desiderio, Marana e Cira fanno costruire una casetta adiacente al romitorio per le domestiche. Le sante ordinano alle medesime domestiche di abitare nella casetta adiacente appena costruita. Osservando gli atti delle domestiche attraverso una piccola finestra, le sante fanno fare spesso esercizi di preghiera alle domestiche stesse e le infiammano nell'amor di Dio. Le sante parlano con le donne che le visitano soltanto durante il tempo della cinquantina, ovvero il tempo pasquale. Marana trascorre tutto il resto dell'anno in continuo silenzio, essendo la sola a parlare a queste donne. Nessuno ha mai udito Cira pronunciare la minima parola nel corso della sua esistenza.
Ascesi, abiti e penitenze corporali
Cira possiede una costituzione più delicata rispetto a quella di Marana. Cira si mostra sempre curvata fino a terra senza la possibilità di rizzarsi. Le eremite portano abiti così lunghi da coprire completamente i loro piedi. Le sante indossano davanti una specie di velo che scende fino alla cintura. Il velo copre interamente il viso, le mani e lo stomaco delle eremite. Quando Teodoreto scrive, sono già quarantadue anni che Marana e Cira conducono la vita di eremite. Marana e Cira rendono la loro vita ancora più penosa portando pesanti catene. Le eremite prolungano talvolta il digiuno sino a quaranta giorni consecutivi. Le eremite osservarono il silenzio e ricevettero il vitto necessario da una finestrella.
I pellegrinaggi ai luoghi santi
Spinte dal forte desiderio di vedere i luoghi santi, le sante vanno a digiuno fino alla città di Gerusalemme. Gesù Cristo ha onorato i luoghi santi con le sue sofferenze. Durante il pellegrinaggio a Gerusalemme, le eremite mangiano soltanto dopo aver adorato Dio. Durante il ritorno da Gerusalemme, Marana e Cira riprendono a digiunare con la stessa intensità. Il cammino di ritorno da Gerusalemme richiede non meno di venti giorni di cammino. In un'altra occasione, Marana e Cira vanno in Isauria per visitare la chiesa di santa Tecla, la venerata protomartire. Col passare del tempo, Marana e Cira non rallentano affatto il loro modo di vita. Le sante vanno con un ardore senza posa rinnovellato verso la corona promessa da Gesù Cristo.
La testimonianza di Teodoreto e la memoria liturgica
Teodoreto dedica un capitolo, precisamente il numero ventinove, della sua Religiosa Historia a Marana e Cira. Marana e Cira sono ancora viventi quando Teodoreto scrive la sua opera verso l'anno 440. Teodoreto è l'unica fonte antica e si ignora la data esatta della morte di Marana e Cira. I sinassari bizantini commemorano le due sante eremite al ventotto febbraio. La data del ventotto febbraio nei sinassari bizantini è scelta tuttavia arbitrariamente. Lo studioso H. Delehaye dimostra che i trenta asceti o coppie di asceti della Religiosa Historia sono stati introdotti in blocco nei sinassari. Nei sinassari i trenta asceti compaiono nello stesso ordine con cui sono citati originariamente da Teodoreto. Le date nei sinassari per questi asceti vanno dal tredici gennaio al primo marzo.
Il culto in Occidente
In Occidente Marana e Cira non hanno uno speciale culto prima dell'intervento autorevole di Cesare Baronio. C. Baronio introduce le sante insieme al tre agosto nel Martirologio Romano. La data del tre agosto nel Martirologio Romano è del pari arbitraria. Nelle adnotationes al giorno tre agosto, Baronio fa direttamente riferimento alla testimonianza di Teodoreto. I calendari bizantini a disposizione di Baronio, in particolare il Menologio del cardinale Sirleto, non riportano la memoria di Marana e Cira al ventotto febbraio. Il Martirologio commemora le sante Marana e Cira come vergini.
Una vida de entrega y rigor
Originarias de Berea, Marana y Cira eligieron un camino de vida eremítica que las llevó a apartarse de la sociedad para refugiarse en el silencio de un pequeño sitio murado. En aquel recinto, lejos de las distracciones, dedicaron sus días a la oración constante y a la mortificación del cuerpo. Practicaron digiunos prolongados como medio para purificar el espíritu, acompañando su entrega con el uso de pesadas cadenas, un signo externo de su voluntad de someterse por completo a la voluntad divina.
Su devoción no se limitó a la clausura de su celda. Con un espíritu peregrino, emprendieron largos viajes a pie hacia lugares de gran significado espiritual. A pesar de la dureza del camino y de la falta de alimento, mantuvieron su ayuno durante sus desplazamientos hacia Jerusalén y hacia la región de Isauria. Estos viajes no fueron meras travesías geográficas, sino verdaderas procesiones de fe donde cada paso representaba una ofrenda. Su vida concluyó en Siria alrededor del año cuatrocientos cincuenta, dejando el legado de dos mujeres que supieron transformar la privación en una forma elevada de oración, demostrando que el amor a Dios puede sostener el espíritu incluso ante las mayores exigencias físicas.
La memoria en la Iglesia
La figura de las santas Marana y Cira ha sido custodiada con veneración por diversas tradiciones cristianas. Su ejemplo de vida eremítica y su dedicación a la penitencia fueron recogidos con respeto en los sinassarios bizantinos, que reservaron el veintiocho de febrero para conmemorar su tránsito a la vida eterna. Esta fecha permite a los fieles recordar su firmeza y su capacidad de renuncia.
Asimismo, el Martirologio Romano incluye su nombre en su calendario, señalando el tres de agosto como otro momento para honrar su memoria. Esta doble presencia en los libros litúrgicos subraya la importancia que la Iglesia otorga a su testimonio, invitando a los creyentes a reflexionar sobre la importancia de la austeridad y la búsqueda de Dios en medio de un mundo ruidoso. A través de los siglos, su historia continúa siendo un recordatorio de que la entrega total a la fe es un camino válido y fecundo para alcanzar la santidad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Marana e Santa Cira?
Le sante si commemorano il ventotto febbraio nei sinassari bizantini e il tre agosto nel Martirologio Romano.
Conmemoración de las santas Marana y Cira, vírgenes, que cerca de Beroea en Siria vivieron en un lugar angosto y cercado, expuestas a la intemperie, sin siquiera un modesto refugio, observando el silencio y recibiendo de una ventanilla el sustento necesario. — Martirologio Romano