6 de agosto
Santi Felicísimo, Agapito, Jenaro, Magno, Vicente y Esteban
Mártires de Roma
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il secondo editto di Valeriano e il martirio di papa Sisto Secondo
Il secondo editto di Valeriano fu promulgato nel cinquantotto e colpiva in modo particolare i vescovi, i preti e i diaconi. Il provvedimento ebbe una sanguinosa applicazione in Roma. Sisto Secondo fu eletto papa poco dopo la promulgazione del primo editto. Papa Sisto Secondo fu ucciso sopra il cimitero di Callisto insieme con quattro diaconi. Il Liber Pontificalis identifica i quattro diaconi uccisi con Sisto come Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano. Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano furono sepolti sopra il cimitero di Callisto. Cipriano comunicò l'avvenimento tragico e glorioso all'amico Successo, vescovo di Abbir in Africa proconsolare. Cipriano scrisse a Successo che Sisto fu giustiziato nel cimitero l'otto agosto insieme a quattro diaconi.
La Depositio Martyrum attesta la deposizione di Sisto Secondo nel cimitero di Callisto alla data del sei agosto. Beda ricorda nel suo Martirologio i quattro martiri Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano derivandoli dal Liber Pontificalis. Beda presenta erroneamente Gennaro, Magno, Vincenzo e Stefano come suddiaconi. Adone riprende l'errore di Beda sui suddiaconi. Adone aggiunge un ulteriore nome, Quarto. Il nome Quarto deriva dalla lettura errata in un codice scorretto della lettera di san Cipriano dell'espressione diaconus Quartus invece di diacones quattuor. Il Martirologio Romano ha ereditato tutti questi errori e ne ha aggiunto un altro di maggiore entità.
La sorte dei diaconi Felicissimo e Agapito
I diaconi Felicissimo e Agapito sfuggirono alla prima strage. Felicissimo e Agapito furono sorpresi per via o nel cimitero di Pretestato. Felicissimo e Agapito furono massacrati poco dopo. A Felicissimo e Agapito non si poté dare sepoltura nel cimitero papale per via della sorveglianza o per volontà ignota. Con la morte di san Lorenzo, l'intero collegio diaconale di Roma fu distrutto. Il collegio diaconale romano fu colto certamente di sorpresa. La Depositio Martyrum attesta la deposizione dei due diaconi Agapito e Felicissimo nel cimitero di Pretestato alla data del sei agosto. Nel quarto secolo i pellegrini accorrevano così numericamente a visitare il sepolcro dei due diaconi in Pretestato che fu necessario ingrandire la cappella.
Un graffito tracciato su un loculo della galleria di Pretestato detta Spelunca magna invocava i martiri Gennaro, Agapito e Felicissimo. L'Itinerario Salisburgense del settimo secolo ricorda nel cimitero di Pretestato i martiri e diaconi di Sisto Felicissimo e Agapito. Gli studiosi De Rossi, Armellini e Styger hanno tentato di individuare i sepolcri in due loculi della Spelunca, ma senza certezza. Il Martirologio Geronimiano riprende i nomi di Sisto, Felicissimo e Agapito. Il Martirologio di Cartagine menziona solamente Sisto. I Sacramentari Leoniano e Galesiano contengono Messe in onore dei tre martiri.
Le memorie poetiche e le testimonianze archeologiche
Papa Damaso pose un'iscrizione monumentale nella cripta dei papi nel cimitero di Callisto in onore di numerosi martiri. L'iscrizione damasiana menziona i compagni di papa Sisto che portano trofei strappati al nemico. Papa Damaso volle riservare a Sisto e ai suoi compagni di martirio un carme speciale. Il carme speciale di Damaso si conosce attraverso la Silloge Palatina. Il carme descrive il pontefice seduto in cattedra mentre parla ai fedeli. Il carme descrive i soldati del persecutore che fanno irruzione nella pacifica adunanza. Il carme descrive i cristiani che offrono il collo alla spada. Il carme descrive il papa che, offrendo se stesso, salva il gregge.
Damaso compose un carme in onore di Agapito e Felicissimo, conservatoci dalla Silloge Turonense. L'epigrafe di Damaso per Agapito e Felicissimo fu asportata dalle catacombe probabilmente al tempo della traslazione delle loro reliquie. L'epigrafe di Felicissimo e Agapito fu ritrovata in tre pezzi nel pavimento della piccola chiesa di San Nicola de' Cesarini durante la sua demolizione nel millenovecentoventisette.
El testimonio del martirio
Los santos Felicísimo, Agapito, Jenaro, Magno, Vicente y Esteban vivieron su fe en un periodo de gran turbulencia para los cristianos, durante el siglo tercero. En el año doscientos cincuenta y ocho, la Iglesia en Roma se encontraba bajo el asedio del primer edicto de persecución emitido por el emperador Valeriano, una disposición que buscaba desarticular la organización eclesiástica y silenciar a sus pastores. En este contexto de creciente hostilidad, estos hombres permanecieron firmes junto a su obispo, el papa Sixto segundo, compartiendo con él la oración y la vida litúrgica.
El momento decisivo ocurrió durante una celebración litúrgica, cuando los soldados imperiales irrumpieron en el lugar para proceder al arresto de los presentes. Sin renunciar a su fe ni abandonar su servicio, Felicísimo, Agapito, Jenaro, Magno, Vicente y Esteban fueron conducidos al martirio. La sentencia de muerte, ejecutada mediante la decapitación, tuvo lugar en el cementerio de Calixto, lugar que se convirtió en su última morada terrenal. Su sepultura en este mismo recinto sagrado de Roma transformó el espacio en un sitio de veneración, donde la comunidad cristiana continuó honrando su memoria a lo largo de los siglos, reconociendo en su muerte el valor supremo del sacrificio por el Reino de Dios.
La memoria litúrgica
La Iglesia mantiene viva la memoria de estos mártires, cuya entrega es recordada cada seis de agosto. Esta fecha no es casual, sino que se fundamenta en la antigua tradición de la Depositio Martyrum, el registro que la Iglesia de Roma ha conservado para honrar a quienes derramaron su sangre por Cristo. La conmemoración anual de Felicísimo, Agapito, Jenaro, Magno, Vicente y Esteban sirve como un recordatorio solemne de la fidelidad que Dios espera de sus hijos en tiempos de dificultad.
Al celebrar su memoria en el cementerio de Calixto, los fieles se unen a una cadena ininterrumpida de oración que atraviesa los siglos. Su ejemplo invita a los creyentes de todas las generaciones a renovar su compromiso con el Evangelio, recordando que la paz y la libertad de la que hoy gozamos se cimentaron sobre el testimonio de aquellos que no dudaron en entregar su vida. La sobriedad de su culto, marcado por la sencillez y el respeto, nos permite acercarnos a su intercesión con la esperanza de alcanzar, al igual que ellos, la corona de la vida eterna.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggiano i santi Felicísimo, Agapito, Jenaro, Magno, Vicente y Esteban?
La loro ricorrenza liturgica si celebra il sei agosto.
Quali furono le circostanze della morte di papa Sisto Secondo?
Papa Sisto Secondo fu ucciso sopra il cimitero di Callisto l'otto agosto del duecentocinquantotto insieme a quattro diaconi, durante la persecuzione dell'imperatore Valeriano.