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17 de agosto

Santi Giacobo Kyuhei Gorobioye Tomonaga y Miguel Kurobioye

Mártires

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il contesto storico del cristianesimo in Giappone

La storia ecclesiastica del Giappone custodisce tre date di fondamentale importanza: il 1549, il 1600 e il 1640. Nel 1549 San Francesco Saverio arrivò in Giappone, inaugurando un periodo che, durato fino al 1614, offrì un clima relativamente favorevole. In quegli anni San Francesco Saverio, i Gesuiti, i Francescani, i Domenicani e gli Agostiniani costruirono una comunità cristiana fiorente. Già nel 1600 in Giappone vi erano più di trecentomila cristiani, inclusi membri delle classi influenti. Dal punto di vista politico, la religione originaria del paese era lo Shintoismo, basato sul culto degli spiriti della natura e sull'imperatore come discendente della Dea solare Amaterasu. Nel sesto secolo entrarono dal Giappone il Buddismo e il Confucianesimo, facendo decadere lo Shintoismo e il prestigio dell'imperatore. Tale declino portò al feudalismo, lasciando all'imperatore solo un ruolo morale e religioso, mentre il potere effettivo passò a un dittatore guerriero chiamato Shogun. L'autorità dello Shogun si diluiva tra diversi signori feudali chiamati daimyò, padroni assoluti dei loro territori. Al servizio dei daimyò stavano i samurai, mentre ai livelli sociali inferiori vi erano contadini, artigiani, commercianti e operai poveri e privi di diritti. I daimyò si dedicavano spesso a guerre tra di loro, e la frammentazione dei feudi favorì inizialmente l'evangelizzazione, permettendo ai cristiani espulsi da un feudo di fuggire in un altro. Negli ultimi venticinque anni del sesto secolo due Shogun aprirono la strada a un movimento di unificazione: Oda Nobunaga e Toyotomi Hideyoshi. Oda Nobunaga governò dal 1568 al 1582, fu nemico dei buddisti e simpatizzante per il cristianesimo. Toyotomi Hideyoshi governò dal 1582 al 1598, ma divenne inaspettatamente persecutore del cristianesimo e ordinò l'esecuzione dei ventisei Protomartiri di Nagasaki. Alla morte di Hideyoshi il cristianesimo poté riprendere a respirare tra speranze e timori. La vittoria di Sekigahara nel 1600 diede il potere e lo shogunado a Tokugawa Yeyasu, il quale inaugurò la dinastia legata al suo nome e governò dal 1600 al 1616. A Yeyasu successero il figlio Hidetada tra il 1616 e il 1622, il nipote Yemitsu tra il 1622 e il 1651 e una lunga serie di discendenti fino al 1868. Yeyasu realizzò l'unificazione nazionale e diede al paese una solida struttura legale e amministrativa, facendo governare il Giappone da un'autorità centrale pur mantenendo l'autonomia feudale dei daimyò. La politica dei Tokugawa mostrò tuttavia diffidenza verso la lealtà dei daimyò sottomessi ma non domati. I sospetti dello shogunado aumentavano a causa dei commercianti spagnoli e dei religiosi cattolici, mentre gli olandesi accusavano i cattolici di essere la punta avanzata di una conquista e insurrezione, cosa mai avvenuta. Nel 1614 Yeyasu, giudicando la fede dei sudditi sulla base del buddismo e circondandosi di ministri confuciani, emise l'editto di persecuzione generale. Hidetada e Yemitsu intensificarono l'avversione al cristianesimo con una cruenta persecuzione, che coincise con gli anni più gloriosi dello shogunado, un regime frutto di vari fattori religiosi, politici e sociali. Questo drammatico percorso culminò nel 1640, quando il Giappone chiuse le sue porte al mondo occidentale, isolandosi per due secoli.

La vita e il ministero di San Giacomo Kyuhei Gorobioye Tomonaga

Giacomo Kyushei Gorobioye Tomonaga di Santa Maria nacque nel 1582 in Giappone da una nobile famiglia cristiana. Cresciuto in un ambiente fervente, studiò presso i Gesuiti e divenne catechista, mettendo le sue doti al servizio dell'annuncio evangelico. Nel 1614, a causa delle prime avvisaglie della bufera persecutoria, partì dal Giappone e si recò nelle Filippine. Nelle Filippine divenne terziario francescano e successivamente fu ammesso all'Ordine Domenicano, seguendo una profonda chiamata alla vita religiosa e sacerdotale. Fu ordinato sacerdote nel 1626 e, dopo la sua consacrazione, fu inviato a Formosa, dove svolse il suo generoso apostolato per tre anni. Ritornò a Manila nel 1630, continuando a prepararsi per il momento in cui avrebbe potuto riabbrciare il suo gregge d'origine. Nel 1632 partì nuovamente per il Giappone insieme ad altri dieci missionari, sfidando i pericoli mortali imposti dalle leggi imperiali. All'arrivo a Satzuma nel Kyushu, il gruppo fu denunciato alle autorità locali. I missionari riuscirono tuttavia a fuggire e ad avviare il ministero tra i cristiani perseguitati che vivevano nella clandestinità. Padre Giacomo fu arrestato una seconda volta nel luglio del 1633, a causa della confessione estorta al suo catechista Michele Kurobioye. La condanna a morte fu motivata dalla sua condizione di religioso e dall'aver diffuso la fede evangelica sotto il comando supremo di Tokugawa Yemitsu. Il quindici agosto fu sottoposto alla tortura della forca e della fossa e morì dopo due giorni di agonia, il 17 agosto 1633. Il suo corpo fu cremato e le ceneri vennero disperse in mare per impedire che i fedeli potessero raccoglierne le reliquie, ma la sua testimonianza rimase incancellabile nel cuore della Chiesa.

Il martirio di San Michele Kurobioye e la testimonianza dei compagni

Accanto a Padre Giacomo si distinse la figura di San Michele Kurobioye, un laico di origine giapponese che lavorò per alcuni mesi come catechista a fianco del sacerdote. Alla fine di giugno del 1633, Michele fu imprigionato e sottoposto a severa tortura affinché rivelasse il nascondiglio del sacerdote. Sotto la violenza della prova, rivelò il nascondiglio, ma in seguito se ne pentì amaramente, dimostrando un profondo dolore interiore. Decise così di rimediare affrontando coraggiosamente il martirio insieme a Padre Giacomo. Subì anch'egli la crudele tortura della forca e della fossa il quindici agosto 1633 e morì dopo due giorni di agonia, suggellando con il sangue la sua piena riconciliazione e la sua adesione a Cristo. I santi Domenico Ibáñez, Giacomo Kyushei Tomonaga, Lorenzo Ruiz e altri quattordici compagni formano un gruppo di martiri in Giappone tra il 1633 e il 1637 a Nagasaki. Questo gruppo segue cronologicamente quello dei duecentocinque martiri di Omura-Nagasaki uccisi tra il 1617 e il 1632. Le inchieste processuali sui nove sacerdoti domenicani si tennero a Manila e Macao tra il 1636 e il 1637. Tali documentate inchieste andarono smarrite per trent'anni e furono ritrovate all'inizio del ventesimo secolo in copia autentica negli archivi domenicani di Manila. La documentazione ritrovata rese possibile la ripresa della causa di canonizzazione. Tra il 1977 e il 1978 fu preparata la Posizione storica sul martirio, pubblicata nel 1979, e la causa fu sottoposta agli esami storico-teologici della Congregazione dei Santi tra il 30 ottobre 1979 e il primo luglio 1980.

La beatificazione e la canonizzazione dei martiri

Il primo gruppo di martiri del Giappone fu beatificato da Pio IX nel 1867, aprendo la via al riconoscimento della santità fiorita in terra asiatica. Un secondo gruppo, di cui fanno parte i santi Giacomo Kyuhei Gorobioye Tomonaga e Michele Kurobioye insieme ad altri compagni, fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II il 18 febbraio 1981 a Manila. Il gruppo beatificato da Giovanni Paolo II è composto specificamente da tredici domenicani e tre laici. Lo stesso Papa Giovanni Paolo II li proclamò solennemente santi il 18 ottobre 1987. Oggi il Martirologio ricorda i santi martiri Giacomo Kyuhei Gorobioye Tomonaga e Michele Kurobioye a Nagasaki, rammentando che Giacomo era un sacerdote dell'Ordine dei Predicatori e che entrambi affrontarono la morte per Cristo. La loro memoria continua a ispirare i fedeli di ogni continente, ricordando che la grazia del Signore sostiene i suoi testimoni in ogni circostanza della storia umana.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Giacomo Kyuhei Gorobioye Tomonaga?

La memoria liturgica dei santi Giacomo Kyuhei Gorobioye Tomonaga e Michele Kurobioye si celebra il 17 agosto.

Chi erano San Giacomo Kyuhei Gorobioye Tomonaga e San Michele Kurobioye?

San Giacomo era un sacerdote domenicano giapponese e San Michele un catechista laico; entrambi subirono il martirio a Nagasaki nel 1633 durante le persecuzioni anticristiane.

En Nagasaki en Japón, santos mártires Jacobo Kyuhei Gorobioye Tomonaga, sacerdote de la Orden de los Predicadores, y Miguel Kurobioye, condenados a muerte por Cristo bajo el comandante supremo Tokugawa Yemitsu. — Martirologio Romano