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9 de julio

Santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla y 24 compañeros

Mártires Chinos víctimas de los Bóxers

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il contesto storico della rivolta

Nell'Anno Domini 2000, anno giubilare, papa Giovanni Paolo II si rivolse alle migliaia di fedeli presenti in piazza San Pietro la mattina di domenica 7 maggio per la recita del Regina Caeli. Il pontefice affermò che fare memoria degli eroici testimoni della fede del ventesimo secolo significa preparare il futuro e assicurare solide basi alla speranza. Le nuove generazioni devono conoscere il costo della fede ricevuta in eredità per raccogliere la fiaccola del Vangelo e illuminare il nuovo secolo e millennio. I primi martiri del ventesimo secolo furono uccisi in Cina dai Boxer, una setta xenofoba e anticristiana. Durante la rivolta dei Boxer caddero centottanta missionari e circa quarantamila cristiani, sebbene i testi scolastici presentino gravi omissioni riguardo a questi eventi drammatici. La guerra dei Boxer fu un avvenimento di grandissima importanza storica e per l'intera umanità, inserito in un contesto in cui il nazionalismo cinese affondava le radici nel suo millenario cammino di storia. I nazionalisti cinesi definirono il loro Paese Zhongguo, che significa centro, considerando il resto del mondo una periferia popolata da barbari. La Cina si trovò in una condizione simile a quella dell'Impero Romano al suo apogeo, uno spazio di civiltà circondato dalle barbarie. Dalla metà dell'Ottocento l'Occidente sorpassò il livello tecnico della Cina. Nella guerra dell'oppio del 1839-1842 i cinesi rimasero stupefatti dalla facilità con cui gli europei ottennero la vittoria.

I Boxer erano composti da persone povere, ignoranti, di origine contadina e battellieri. I battellieri avevano una ragione personale per odiare l'Occidente poiché l'arrivo delle navi a vapore aveva distrutto il loro lavoro. I Boxer avevano connotazioni tradizionaliste, conservatrici e xenofobe. Si dedicavano alle arti marziali, inclusa una forma di boxe cinese da cui gli inglesi derivarono il nome. Il nome Boxer potrebbe derivare da denominazioni facenti riferimento al pugno come simbolo di organizzazione unitaria, come la Società dei pugni armoniosi o il Pugno della giustizia e della concordia. I Boxer rifiutavano l'uso di armi da fuoco preferendo le armi bianche della tradizione. Sbarcavano il lunario mostrando le loro abilità nelle arti marziali e indossando abiti azzurri con fascia rossa. Il movimento dei Boxer era spontaneo, privo di gerarchia d'autorità e senza un'organizzazione centrale, diffondendosi in modo incontrollato. I Boxer erano convinti che il loro stile di vita li avrebbe resi immuni dalle armi europee e che le loro lotte avrebbero trionfato sugli eserciti occidentali.

Le persecuzioni e i martiri in Cina

I martiri cattolici durante la guerra dei Boxer furono beatificati in vari gruppi dal 1746 al 2000. I martiri furono vittime delle ricorrenti persecuzioni scatenate dai vari imperatori. A migliaia morirono vescovi, sacerdoti locali, missionari europei, seminaristi, religiosi, suore, catechisti e laici di ogni categoria. Decine di migliaia di credenti cinesi morirono per la fede ma solo per una piccola parte fu istruito un processo ufficiale. Padre Cesidio Giacomantonio dei Frati Minori fu ucciso il 4 luglio 1900 a Hengzhou. Monsignor Antonino Fantosati e padre Giuseppe Maria Gambaro morirono tre giorni dopo padre Cesidio Giacomantonio. Antonino Fantosati e Giuseppe Maria Gambaro facevano parte della Missione denominata Casa di San Pasquale. A Taiyuan nello Shanxi sorgeva la Casa di San Pasquale, una struttura che comprendeva una cattedrale, un orfanotrofio con oltre duecento orfanelle, il Seminario Maggiore per il clero cinese e un convento francescano che sorgeva in un paese poco distante dalla celebre e antica città. La struttura possedeva anche un ambulatorio e un ospedale in costruzione. La Casa di San Pasquale era la residenza del Vicario Apostolico dello Shanxi, monsignor Gregorio Grassi.

Il 5 luglio 1900 i Boxer arrivarono a Taiyuan. I Boxer distrussero le case e il tempio dei protestanti. I protestanti furono saccheggiati per primi perché ritenuti più ricchi. Il vescovo Grassi e il coadiutore monsignor Fogolla cercarono di mettere in salvo cinque seminaristi. I seminaristi furono fermati alla porta Han-si della città. I seminaristi furono riconosciuti dalle talari che indossavano. I soldati del viceré Yu-Hsien condussero i religiosi al tribunale del sottoprefetto. Il viceré Yu-Hsien era crudele e capeggiava anche i Boxer. L'azione avvenne con il beneplacito della settantenne imperatrice Tzu-Hi. Fu chiesto loro di ripudiare il cristianesimo. Al loro rifiuto fu messa al collo una pesante canga, una specie di gogna e strumento di pena cinese. I religiosi furono lasciati agli insulti dei pagani fino a tarda notte. I giovani seminaristi non vollero apostatare né lasciare soli i padri e le suore della Casa di San Pasquale. Ai religiosi si aggiunsero nove domestici cristiani cinesi. I missionari furono portati nella Casa della Pace Celeste, un albergo utilizzato come carcere provvisorio. I domestici più fedeli seguirono i missionari. Nei cinque giorni di detenzione, dal 5 al 9 luglio 1900, le porte del carcere erano aperte per loro. I domestici potevano ritornare alle loro famiglie ma preferirono restare. I domestici vollero condividere la sorte dei missionari. I missionari avevano innalzato i domestici con il battesimo alla dignità di Figli di Dio. Quasi tutti i domestici erano terziari francescani.

Il martirio di Taiyuan

Il 9 luglio 1900 i ventisei martiri di Taiyuan furono portati nel cortile del tribunale con la scusa di essere interrogati. I martiri furono improvvisamente massacrati in un'orrenda carneficina a colpi di sciabolate in un mare di sangue. Quasi tutti i martiri furono decapitati. Le suore subirono il martirio per ultime. Le teste dei vescovi e di qualche padre furono innalzate alla porta Meridionale. I corpi dei martiri, tutti mutilati, furono lasciati all'offesa della plebaglia pagana fino a sera. I corpi furono ammassati in una fossa comune vicino alle mura della città, presso la Grande Porta Orientale. I corpi rimasero lì per tre giorni in pasto ai cani e agli uccelli rapaci. Per paura di una pestilenza, i corpi furono sepolti alla rinfusa fuori le mura insieme alle ossa anonime di mendicanti e giustiziati. Nel gennaio 1901 ci fu l'intervento armato delle potenze occidentali. I Boxer vennero dispersi e l'imperatrice esiliata. I corpi dei martiri furono esumati per dare loro una pietosa e degna sepoltura.

Fra i centoventi nuovi santi proclamati nel 2000 vi è un gruppo di ventisei francescani uccisi dai Boxer il 9 luglio 1900. Il gruppo di Taiyuan era capeggiato liturgicamente dal vescovo Gregorio Grassi e comprendeva due vescovi, tre sacerdoti, un fratello religioso, sette suore Francescane Missionarie di Maria e quattordici laici cinesi. Dei quattordici laici cinesi del gruppo di Taiyuan, cinque erano seminaristi e undici Terziari Francescani. Il gruppo di Taiyuan fu beatificato nel 1946 da papa Pio XII. I ventisei martiri comprendono Gregorio Maria Pier Luigi Grassi, vescovo dei Frati Minori, e Francesco Fogolla, vescovo dei Frati Minori e coadiutore di monsignor Grassi. Fanno parte del gruppo Elia Facchini sacerdote dei Frati Minori, Teodorico Balat sacerdote dei Frati Minori, Andrea Bauer religioso dei Frati Minori e sette suore Francescane Missionarie di Maria. Completano l'elenco dei martiri i seminaristi e terziari francescani Giovanni Zhang Jingguang, Filippo Zhang Zhihe, Patrizio Dong Bodi, Giovanni Zhang Huan e Giovanni Wang Rui. Seguono i terziari francescani Tommaso Shen Jihe, Simone Chen Ximan, Pietro Wu Anbang e Francesco Zhang Rong. I laici del gruppo sono Pietro Wang Erman, Giacomo Zhao Quanxin, Mattia Fen De che era coniugato e terziario francescano, Giacomo Yan Guodong e Pietro Zhang Banniu che era coniugato e terziario francescano. I santi Gregorio Grassi e Francesco Fogolla erano vescovi dell'Ordine dei Frati Minori e i ventiquattro compagni furono martiri durante la persecuzione dei seguaci della setta dei Boxer, venendo uccisi in odio al nome di Cristo a Taiyuan in Cina il 9 luglio 1900.

Il riconoscimento e la canonizzazione

Il primo ottobre 2000 Giovanni Paolo II proclamò martiri centoventi cinesi uccisi dai Boxer. Il governo di Pechino fece di tutto per screditare i martiri proclamati nel 2000. Per mesi il governo di Pechino definì i martiri nemici del popolo cinese e strumenti dell'imperialismo occidentale, proibendo di festeggiarli. Nonostante tali divieti, domenica 29 ottobre 2000 i cattolici di Hong Kong gremirono la cattedrale per una messa solenne in onore dei martiri cattolici con rito prettamente cinese. Le reliquie dei martiri furono accolte dall'assemblea con incenso, inchini, musiche tradizionali e un inno appositamente composto per l'occasione. Questa celebrazione solenne dimostrò la profonda devozione del popolo cristiano verso coloro che avevano sacrificato la propria vita per la fede in terra cinese, superando le difficoltà imposte dalle autorità locali.

La memoria di questi santi continua a rappresentare un faro luminoso per la Chiesa universale. La loro testimonianza ricorda che il Vangelo non appartiene a una sola cultura ma si radica nella storia di ogni popolo attraverso il sacrificio e l'amore sincero per Cristo. Nel ricordare il loro martirio, i fedeli di ogni continente traggono ispirazione per testimoniare la propria fede con coraggio e dedizione, custodendo la memoria di chi ha offerto la vita suprema per amore del Signore.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Gregorio Grassi?

La ricorrenza liturgica dei santi Gregorio Grassi, Francesco Fogolla e dei compagni martiri si celebra il 9 luglio.

En la ciudad de Taiyuan, en la provincia de Shanxi, también en China, pasión de los santos Gregorio Grassi y Francesco Fogolla, obispos de la Orden de los Frailes Menores, y veinticuatro compañeros, mártires, que durante la persecución de los seguidores de la secta de los Bóxers fueron asesinados por odio al nombre de Cristo. — Martirologio Romano