14 de noviembre
Santi Nicolás Tavelic, Esteban de Cuneo, Deodato Aribert de Ruticinio y Pedro de Narbona
Sacerdotes franciscanos, mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Orígenes y formación de los cuatro franciscanos
Las historias personales de cuatro franciscanos missionari s'intrecciarono nel 1383, cuando confluirono nel convento francescano di Mont Sion en Palestina, un lugar donde L'Ordine di San Francesco es da secoli custode dei Luoghi Santi del cristianesimo a Mont Sion. I missionari provenivano da diversi luoghi d'Europa. Nicolás Tavelic nacque verso il 1340 a Sebenico, en Dalmazia. Desde adolescente, Nicolás entró fra i Frati Minori di San Francesco, llegó a ser sacerdote y fue missionario en Bosnia junto a padre Deodato da Ruticinio. En Bosnia, Nicolás y Deodato predicarono per circa 12 anni contro i bogomili. I bogomili erano una setta eretica che aveva la sua roccaforte in Bosnia, la cual contrapponeva il mondo dello spirito a quello della materia, considerado espressione della forza del male. Dicha secta negaba la Trinità, la natura umana di Cristo y l'Antico Testamento, además de no reconocer los riti, i sacramenti del battesimo e matrimonio, ni la gerarchia ecclesiastica. Nel 1383, Nicolás Tavelic fu inviato alla Missione palestinese di Mont Sion a Gerusalemme, donde encontró a padre Stefano da Cuneo e padre Pietro da Narbona.
Por su parte, Deodato Aribert da Ruticinio era un francescano della Provincia d'Aquitania. La fecha de nacimiento de Deodato no es nota, ma es posta probabilmente intorno al 1340. El país natal de Deodato, llamado Ruticinio en latino, es identificado por algunos con Rodez en Francia, mientras que otros identifican el país natal de Deodato con el Roussillon, región histórica de la Francia meridional dependiente entonces de la Catalogna. Nel 1372, Deodato fu inviato come missionario in Bosnia, donde conoció a padre Nicola Tavelic, legandosi a lui da sincera amicizia e predicando contro i bogomili. Nel 1383, Deodato fu destinato al convento di Mont Sion a Gerusalemme con su confratello Nicola, y allí encontró a los padres Stefano da Cuneo e Pietro da Narbona.
En cuanto a Pietro da Narbona, se sabe que apparteneva alla Provincia francescana di Provenza, nella Francia meridionale. Pietro scese in Italia attratto dalla Riforma dell'Osservanza francescana avviata in Umbria nel 1368, la cual fue avviata dal beato Paolo o Paoluccio Trinci da Foligno. Pietro trascorse circa quindici anni nell'eremo umbro di Brogliano, situato tra Foligno e Camerino. Nell'eremo di Brogliano Pietro visse in preghiera e meditazione la spiritualità di san Francesco. Nel 1381 partì come missionario in Terra Santa, siendo accolto nel convento di Mont Sion a Gerusalemme, donde en 1383 conoció a Nicola Tavelic, Deodato da Ruticinio e Stefano da Cuneo.
Las informazioni sul santo francescano martire a Gerusalemme Stefano da Cuneo provengono dalla Relazione del padre Guardiano del convento di Mont Sion. Padre Stefano da Cuneo apparteneva alla Provincia francescana di Genova. Trascorse otto anni nella vicaria in Corsica prima di essere trasferito a Gerusalemme nel 1383. A Gerusalemme svolse la sua attività apostolica fra i musulmani per altri otto anni prima del martirio. Subì il martirio insieme ai confratelli francesi Deodato da Ruticinio e Pietro da Narbona e al croato Nicola Tavelic. La ciudad d'origine de Stefano, Cuneo, sembra dubbia. Uno storico rinascimentale asserì di aver raccolto una tradizione locale secondo cui el santo era nativo di Fiumorbo in Corsica, specificando l'appartenenza alla famiglia Prunelli. El mártir es comunque conocido da ben 600 anni come Stefano da Cuneo.
La vida en Tierra Santa y el martirio
I quattro frati minori coinvolti furono Nicola Tavelic, Deodato Aribert da Ruticinio, Stefano da Cuneo e Pietro da Narbona. I frati vissero per otto anni nel convento di Mont Sion secondo la Regola di san Francesco. I frati lavorarono nei compiti affidati per la custodia dei Luoghi Santi della vita e morte di Gesù. I frati cercarono di fare apostolato nel mondo musulmano, dove Mont Sion era circondato dall'Islam. Fare apostolato con i musulmani era infruttuoso a causa della radicalizzazione della loro fede poco aperta al dialogo interreligioso. I quattro frati minori decisero di portare il Vangelo ai maomettani esponendo pubblicamente le tesi del cristianesimo e confrontandole con quelle islamiche. I frati si consultarono con due teologi per preparare una memoria dettagliata, ricca di riferimenti storici e teologici. La memoria preparata dai frati esponeva meticolosamente la dottrina cristiana confutando l'islamismo.
L'11 novembre 1391 i frati si recarono davanti al Cadì di Gerusalemme. Alla presenza di molti musulmani, i frati lessero il loro elaborato con grande coraggio. I presenti ascoltarono attentamente ma non accettarono quanto detto, andando in escandescenze. I frati furono invitati a ritirare quanto detto e, al loro rifiuto, furono condannati a morte. I frati furono rinchiusi in carcere per tre giorni e subirono sevizie di ogni genere. Il 14 novembre i frati furono ricondotti in piazza e fu chiesto loro di ritrattare quanto detto contro l'Islam. Di fronte a un nuovo rifiuto, i frati furono ammazzati, fatti a pezzi e bruciati. I musulmani fecero scomparire ogni resto e le ceneri per evitare che fossero onorati dai cristiani. La muerte ocurrió a Gerusalemme il 14 novembre 1391. I quattro sacerdoti furono arsi nel fuoco per aver predicato coraggiosamente nella pubblica piazza la religione cristiana davanti ai Saraceni, professando con fermezza Cristo Figlio di Dio. Il martirio fu descritto minuziosamente in una relazione del Custode di Terra Santa padre Geraldo Calveti due mesi dopo la morte.
El culto y la canonización
Il culto nell'Ordine Francescano risale sin dal XV secolo. Nel 1889 papa Leone XIII confermò il culto del solo Nicola Tavelic. Nicola Tavelic ebbe grande venerazione in Jugoslavia, sua patria. Nel 1966 papa Paolo VI confermò il culto anche per gli altri tre martiri francescani. Paolo VI fissò la festa dei tre martiri al 17 novembre, mentre il Martirologio Francescano mantenne il 14 novembre. Il 21 giugno 1970 a Roma papa Paolo VI elevò tutti e quattro agli onori degli altari proclamandoli santi. La celebrazione liturgica è stata portata per tutti al 14 novembre e inserita nel Martirologio Romano alla stessa data. Essi sono i primi santi martiri della Custodia di Terra Santa. Nicola Tavelic è il primo santo della nazione croata. El Martirologio ricorda a Gerusalemme i santi Nicola Tavelic, Deodato Aribert, Stefano da Cuneo e Pietro da Narbonne come sacerdoti dell’Ordine dei Minori e martiri.
Una vida de misión
La trayectoria de estos cuatro sacerdotes franciscanos refleja la vocación itinerante de la orden en el siglo catorce. Nicolás Tavelic, nacido en Sebenico en mil trescientos cuarenta, desarrolló una intensa labor misionera en Bosnia, donde trabajó incansablemente contra la influencia de los bogomilos. De manera similar, sus compañeros Esteban de Cuneo, Deodato Aribert de Ruticinio y Pedro de Narbona recorrieron diversos territorios, incluyendo Francia, la Provenza, la región de Umbría y Córcega, llevando el mensaje cristiano a comunidades alejadas. Sus caminos se entrelazaron en el servicio, preparándolos para la misión final que habrían de cumplir en Tierra Santa.
En mil trescientos ochenta y tres, los cuatro fueron destinados al convento del Monte Sion en Jerusalén. Allí, su vida estuvo marcada por la oración y el estudio, pero sobre todo por un profundo deseo de compartir su fe. Este compromiso culminó cuando decidieron exponer públicamente la doctrina cristiana ante el Cadí, la autoridad local. Al ser interrogados sobre sus creencias, mantuvieron una postura inquebrantable, negándose a retractarse de lo que consideraban la verdad revelada. Esta firmeza los condujo a la condena a muerte, siendo ejecutados en mil trescientos noventa y uno. Su muerte no fue un acto de imprudencia, sino la consecuencia última de una vida consagrada a la misión de anunciar a Cristo, aceptando las consecuencias que su testimonio público implicaba en un contexto de gran complejidad religiosa y política.
El recuerdo de su sacrificio
La Iglesia reconoce en estos cuatro mártires la fuerza del espíritu franciscano, capaz de trascender fronteras y superar los temores humanos. Su canonización, realizada por el papa Pablo Sexto en mil novecientos setenta, permitió que su testimonio fuera elevado a los altares de la cristiandad universal, rescatando su memoria del paso de los siglos. La sobriedad de su entrega, lejos de buscar protagonismo, revela la esencia de una fe que se hace carne en el servicio y en la disposición al sacrificio.
Hoy, la figura de Nicolás Tavelic es honrada especialmente por la nación croata, que lo reconoce como patrono y protector. Su recuerdo invita a los fieles a reflexionar sobre la importancia de la coherencia personal y el valor de la palabra dada. Al conmemorar su martirio cada catorce de noviembre, los cristianos encuentran en estos sacerdotes un modelo de fidelidad, recordándonos que el testimonio de la verdad, incluso en las circunstancias más difíciles, es la mayor ofrenda que un discípulo puede presentar a su Señor.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santi Nicolás Tavelic, Esteban de Cuneo, Deodato Aribert de Ruticinio y Pedro de Narbona?
La festividad litúrgica se celebra el 14 de noviembre en el Martirologio Romano y en el Franciscanoy.
Di cosa è patrono Santi Nicolás Tavelic, Esteban de Cuneo, Deodato Aribert de Ruticinio y Pedro de Narbona?
Son patronos de la Custodia di Terra Santa y de Croacia.
En Jerusalén, santos Nicolás Tavelic, Deodato Aribert, Esteban de Cuneo y Pedro de Narbona, sacerdotes de la Orden de los Menores y mártires, que fueron quemados en el fuego por haber predicado valientemente en la plaza pública la religión cristiana delante de los Sarracenos, profesando con firmeza a Cristo Hijo de Dios. — Martirologio Romano