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17 de abril

Santi Simeón Bar Sabba’e, Usthazade y compañeros

Mártires en Persia

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Il ministero episcopale e l'inizio della persecuzione

San Simeone era soprannominato Bar Sabba’e, che significa figlio del follatore. Nel corso del quarto secolo, nell'anno 324, Simeone fu nominato vescovo catholicos di Seleucia-Ctesifonte in Persia, in seguito alla deposizione del vescovo precedente. Successivamente, a causa della mancata conferma della sentenza di deposizione, Simeone fu retrocesso al ruolo di ausiliario. Non è noto quando Simeone sia potuto effettivamente diventare vescovo titolare. Le date della persecuzione e degli eventi in Persia sono collocate tra il 341 e il 344. Nell'anno 340 il re persiano Sapore secondo riaccese le feroci persecuzioni contro i cristiani. Il sovrano impose ai credenti il pagamento raddoppiato delle tasse e decretò la chiusura di tutti gli edifici di culto cristiani.

L'arresto e la testimonianza di Sant'Usthazade

Costatando la povertà della maggior parte della gente, Simeone rifiutò di raccogliere il denaro richiesto dalle tasse. A causa del rifiuto di raccogliere il denaro, Simeone venne arrestato. Con lo stesso capo d'accusa, Simeone fu arrestato e incatenato per ordine del re di Persia Sapore secondo per essersi rifiutato di adorare il sole. Condotto dinnanzi al re, Simeone non volle prostrarsi al suo cospetto né adorare il dio sole. Il rifiuto di prostrarsi e adorare il sole costituì il pretesto per imprigionare Simeone con un centinaio di persone. Simeone riuscì a convertire alla fede cristiana Usthazade, eunuco della sala reale ed educatore del sovrano. Anche Usthazade patì successivamente il martirio. Sant'Ustazhad subì il martirio nella reggia di Artaserse, fratello di Sabor, alle prime avvisaglie delle persecuzioni nella provincia dell'Adiabene nel territorio dell'odierno Iraq. Usthazade e numerosi altri cristiani di ogni regione della Persia subirono il martirio per ordine del re Sapore secondo. Il martirio di Usthazade avvenne nella stanza di Artaserse, fratello del sovrano Sapore secondo, nella provincia di Abiadena o Adiabene durante il primo impeto della persecuzione.

La prigionia e il martirio dei compagni

Simeone restò a lungo incarcerato con oltre cento compagni tra vescovi, presbiteri e membri di diversi ordini religiosi. Simeone fu tenuto a marcire in prigione insieme a una folla di oltre cento compagni tra vescovi, sacerdoti e chierici. Durante la prigionia, Simeone aveva rincuorato con grande forza d'animo tutti i suoi compagni. Nel Martirologio, la passione di San Simeone bar Sabas avvenne in Persia. Il martirio di Simeone avvenne nel venerdì della Passione del Signore nell'anno 344. I compagni di Simeone furono sgozzati con la spada sotto i suoi occhi mentre lui li esortava con coraggio. Simeone fu decapitato per ultimo dopo aver visto sgozzati davanti ai suoi occhi tutti i compagni di fede e di prigionia. Dopo la morte di San Simeone, moltissimi martiri in tutta la Persia morirono trafitti con la spada per ordine del re Sabor secondo.

La memoria liturgica e i testi antichi

Nelle precedenti edizioni del Martyrologium Romanum erano citati i nomi dei sacerdoti compagni di martirio Abdhaykla e Hananya. Nelle precedenti edizioni del Martyrologium Romanum era citato l'ufficiale regio Pusayk tra i compagni di martirio. Simeone è posto quale capogruppo nel Breviarium siriano del 412. Il nuovo Martirologio Romano pone la memoria di Simeone e dei compagni al 17 aprile. Il 17 aprile il calendario cattolico dedica un'apposita citazione a Usthazade.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santi Simeón Bar Sabba’e, Usthazade e compagni?

La memoria liturgica si celebra il 17 aprile.

Di cosa è patrono Santi Simeón Bar Sabba’e, Usthazade e compagni?

Le fonti storiche e agiografiche non menzionano specifici patronati per questi martiri.

En Persia, pasión de san Simeón bar Sabas, obispo de Seleucia y Ctesifonte: arrestado y encadenado por orden del rey de Persia Sabor II por haberse negado a adorar al sol y haber dado con libertad y firmeza testimonio de su fe en Jesucristo Señor, fue primero mantenido pudriéndose durante algún tiempo en una prisión junto con una multitud de más de cien compañeros entre obispos, sacerdotes y clérigos de órdenes diferentes; luego, en el viernes de la Pasión del Señor, después de que ya todos hubieran sido degollados con la espada ante los ojos de Simeón que exhortaba entretanto a cada uno de ellos con coraje, fue finalmente también él decapitado.<BR>Igualmente se conmemoran los muchísimos mártires, que, después de la muerte de san Simeón, en toda Persia murieron por el nombre de Cristo traspasados con la espada por orden del mismo rey Sabor II; entre ellos san Ustazhad que, eunuco de corte y preceptor del mismo Sabor, sufrió el martirio en la regia de Artajerjes, hermano de Sabor, a las primeras señales de las persecuciones en la provincia de Adiabene, en el territorio del actual Irak. — Martirologio Romano