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6 de febrero

Santi Tomás Cesaki, Antonio de Nagasaki y Lodovico Ibarki

Niños, mártires

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini della fede in Giappone

Anni prima degli eventi luttuosi, era arrivata in Giappone una nave con dei portoghesi che si erano stabiliti a Nagasaki dando vita a una comunità sempre più numerosa. La comunità di Nagasaki aveva ospitato missionari e San Francesco Saverio, che riuscì a portare il Cristianesimo in quelle terre. I cristiani si moltiplicarono, alcuni re vennero battezzati alla nuova fede e mandarono ambascerie a Roma. Dopo i Gesuiti arrivarono in Giappone anche i Francescani. L'imperatore Taicosamaci accolse i frati minori nelle sue terre permettendo loro di creare case e chiese. Tuttavia, in seguito, l'imperatore cambiò idea e cominciò a perseguitare missionari e seguaci facendoli imprigionare.

Il cammino verso il martirio

Agli inizi del millesinguinto novantasette la cittadina di Osaka era in fermento per l'arrivo dell'imperatore Taicosamaci con il figlioletto di cinque anni. Una lunga processione di soldati, cavalieri e dignitari precedeva il principino. Dall'altra parte della città si snodava un altro corteo composto da ventisei persone povere, lacere e sfinite dal lungo viaggio. Il gruppo era formato da giovani e anziani prigionieri con volti solari e illuminati da felicità interiore. I prigionieri erano cristiani e venivano oltraggiati per la loro fede durante il cammino. Furono fatti prigionieri tre Padri Gesuiti, alcuni catechisti e terziari avviati in catene verso Nagasaki. Durante il viaggio verso Nagasaki i prigionieri cantavano e salmodiavano gioiosi. Tra i prigionieri c'erano i giovani Tommaso di quattordici anni, Antonio di tredici e Lodovico di undici. Nel lungo cammino a piedi i prigionieri attraversarono terre ricoperte di ghiacci e steppe, passando per innumerevoli città e paesi. Il loro esempio durante il cammino fece altri adepti al Cristianesimo.

Il supplizio a Nagasaki

Il Governatore di Carazu ebbe compassione di loro e propose di rinnegare Cristo per aver salva la vita, ma nessuno accettò. Giunti a Nagasaki il governatore ripeté la proposta, ma essi rifiutarono ancora. I prigionieri furono condotti al luogo del supplizio, una piccola altura fuori città con ventisei croci diverse da quelle tradizionali. I genitori di Antonio attesero il figlio sul luogo per convincerlo a salvarsi. Antonio rifiutò di salvarsi, incoraggiò i genitori a sopportare il dolore della sua morte, li abbracciò, regalò loro la sua sopravveste e ricevette la loro benedizione. I tre piccoli martiri si avviarono verso le croci cantando inni. Quando le voci tacquero, i carnefici iniziarono a trafiggerli con le lance. I martiri morirono a Nagasaki in Giappone il cinque febbraio millesinguinto novantasette.

I prodigi e la memoria

I fedeli si accostarono alle croci per raccogliere il sangue dei martiri e promisero di tornare a pregarli. I fedeli tornarono il giorno dopo nell'ora in cui uno dei sacerdoti uccisi soleva dire la Messa, servita dal piccolo Antonio. Sulle croci mancavano i corpi del sacerdote e di Antonio. Altri fedeli raccolti nella chiesa dei francescani videro all'altare il sacerdote ucciso in atto di celebrare la Messa, servito dal piccolo chierico. Il prodigio dell'apparizione si ripeté nei giorni seguenti finché le salme non furono staccate dalle croci e interrate. Varie persone interrogarono le guardie per sapere dove fossero stati deposti i due corpi. Le guardie affermarono di aver veduto i corpi sparire e ricomparire al loro posto. Papa Benedetto XIV parlò di questo fatto nella sua opera De Canonizzazione Sanctorum definendolo grande miracolo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggiano i Santi Tomás Cesaki, Antonio de Nagasaki e Lodovico Ibarki?

La loro ricorrenza liturgica si celebra il sei febbraio, mentre il martirio avvenne il cinque febbraio del millesinguinto novantasette.