La devoción al Santísimo Nombre de María evoca con profunda gratitud la figura de la Madre de Dios, quien en el siglo primero acogió con humildad y fe la llamada del Altísimo. Recordar su nombre es honrar la gracia de su maternidad divina, un misterio de amor que transformó la historia humana y que sigue ofreciendo consuelo y esperanza a los creyentes en su caminar cotidiano.
Esta conmemoración litúrgica nos invita a contemplar la pureza y la entrega de aquella que llevó en su seno al Salvador. Su vida, marcada por la obediencia silenciosa y el amor incondicional, permanece como un faro de devoción para la Iglesia universal, recordándonos la cercanía constante de una madre que intercede con ternura por cada uno de sus hijos en todo momento.
San Guido de Anderlecht visse nell'undicesimo secolo, con una cronologia incerta che colloca la sua esistenza tra l'anno novecentocinquanta e l'anno mille dodici, nella regione belga del Brabante. Nato da una famiglia di umili contadini, fu un giovane mite e generoso che scelse fin da subito la via del distacco dai beni terreni, comprendendo profondamente il pericolo insito nel denaro, persino quando questo veniva impiegato per compiere atti di carità verso gli indigenti. La sua figura si staglia nel panorama della spiritualità cristiana come quella di un laico dedito all'ascesi, alla preghiera costante e al servizio del prossimo, che seppe trasformare ogni momento della sua esistenza in un cammino di fede autentica. Dopo un periodo trascorso come sacrestano e un tentativo di commercio volto unicamente ad aiutare i poveri, San Guido intraprese un lungo e faticoso pellegrinaggio di sette anni attraverso l'Europa, visitando Roma e spingendosi fino alla Terrasanta, per poi fare ritorno nella sua terra natale dove concluse la sua vita terrena.
Oggi San Guido è ricordato con profonda devozione non soltanto nei luoghi che calpestò durante il suo pellegrinaggio, ma in modo particolare ad Anderlecht, la cittadina presso Bruxelles che accolse le sue spoglie e alla quale il suo nome rimane indissolubilmente legato. La memoria del suo transito, avvenuto intorno all'anno mille dodici, fu inizialmente custodita nel silenzio e la sua tomba rimase trascurata per molto tempo, prima che il ripetersi di prodigi celesti risvegliasse la fede dei fedeli e portasse alla costruzione di una grande chiesa per custodirne le reliquie. La Chiesa cattolica ne celebra la memoria il dodici settembre, rinnovando una tradizione secolare che unisce la comunità locale in una festa annuale ricca di spiritualità e di folklore, durante la quale si svolgono una solenne processione e la tradizionale benedizione dei cavalli. La sua intercessione è invocata con fiducia dai lavoratori dei campi, dai campanari, dai sacrestani e dai cocchieri, oltre che da quanti soffrono nel corpo a causa della dissenteria, confermando la perdurante attualità di un santo che seppe farsi pellegrino sulle strade del mondo per guadagnare le ricchezze del Cielo.
Sant'Ailbeo di Emly, vissuto nel corso del VI secolo, occupa un posto di rilievo nella storia della Chiesa in Irlanda. Come vescovo, la sua missione fu caratterizzata da uno zelo instancabile, che lo portò a predicare il Vangelo attraverso tutto il territorio irlandese, portando la luce della fede in terre che attendevano ancora l'annuncio cristiano. La sua opera non si limitò alla sola evangelizzazione, ma si estese all'organizzazione della vita ecclesiale e monastica, lasciando un'impronta indelebile nella spiritualità del suo popolo.
Egli è ricordato con profonda gratitudine non soltanto per aver fondato la sede episcopale di Emly, che divenne un importante centro di irradiazione spirituale, ma anche per la sua saggezza nel governo pastorale. Sant'Ailbeo si distinse infatti per la redazione di una regola monastica, guida sicura per coloro che cercavano la perfezione nella vita comune, e per il suo spirito di carità, manifestato nella mediazione che permise a Sant'Enda di ottenere le isole Aran. Il suo transito verso la casa del Padre, avvenuto nell'anno 528 a Emly, segnò il compimento di una vita spesa interamente al servizio del Regno di Dio, lasciando ai posteri una testimonianza di dedizione apostolica e di pace.
San Francisco Ch'oe Kyong-hwan nacque nel 1804 nella città di Taraekkol, situata nel distretto dello Hongjugun nella provincia del Chungcheong, nell'attuale Corea del Sud. Vissuto durante il diciannovesco secolo, il santo spese la sua esistenza come laico, distinguendosi come catechista e subendo il martirio per la fede a Seul il 12 settembre 1839, all'età di trentacinque anni. La sua vita fu profondamente segnata dalla dedizione alla dottrina cristiana, dalla carità verso i bisognosi, dalla coraggiosa accoglienza dei sacerdoti stranieri e da una straordinaria fermezza durante la persecuzione religiosa. La Chiesa cattolica ne onora la memoria il 12 settembre, ricordandolo nel martirologio come catechista martire a Seul.
La figura di San Francisco Ch'oe Kyong-hwan rimane un punto di riferimento luminoso nella storia della Chiesa in Corea, suggellata dalla canonizzazione avvenuta nel 1984 da parte di papa Giovanni Paolo II insieme a un gruppo di centodue martiri. Il suo cammino umano e spirituale, condiviso con la moglie Maria e coronato dalla vocazione sacerdotale del figlio Tommaso, testimonia una fede vissuta con coerenza radicale in ogni circostanza della vita quotidiana, dal lavoro nei campi della coltivazione del tabacco fino alle privazioni e alle torture estreme patite nel carcere di Seul. Il suo culto continua a essere vivo e fecondo sia nelle comunità coreane sia attraverso le espressioni artistiche e devozionali a lui dedicate nel mondo.
Il Beato Ruggero, al secolo Pierre-Sulpice-Christophe Faverge, nacque a Orléans il 25 luglio 1745 da Pierre-Sulpice Faverge e Cathérine Legont. A causa del pericolo di vita, fu battezzato d'urgenza subito dopo la nascita, mentre le cerimonie suppletive si tennero il giorno seguente nella chiesa di Santa Euverta a Orléans. Cresciuto studiando come alunno dei Fratelli delle Scuole Cristiane, decise di abbracciare la vita consacrata entrando nel noviziato dell'ordine a Maréville, nei pressi di Nancy, nel mese di agosto del 1769. Assunto il nome religioso di Fratel Ruggero, emise la professione religiosa il 18 ottobre 1778, distinguendosi nel servizio come maestro e successivamente come direttore della scuola di Moulins. La sua esistenza fu segnata dalla fedeltà radicale al Vangelo e alla Chiesa durante gli anni della Rivoluzione francese, periodo in cui scelse la via della persecuzione e della morte pur di non tradire la propria fede, affrontando la dura prigionia sui pontoni di Rochefort e la deportazione.
Oggi il Beato Ruggero è ricordato con profonda venerazione come religioso lasaliano e martire, inserito tra i sessantaquattro martiri dei pontoni di Rochefort grazie al ritrovamento di documenti storici. Rifiutandosi di prestare il giuramento sulla Costituzione Civile del Clero e il giuramento di Libertà e Uguaglianza, condivise la sorte di tanti sacerdoti e religiosi perseguitati per aver protetto l'unità della Chiesa ed evitato la nascita di un clero ridotto a funzionario statale. Morì il 12 settembre 1794 sull'isola Madame, consumato dalla dedizione verso i compagni sofferenti, e fu beatificato da Papa san Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1995. La sua testimonianza di carità eroica e di fermezza spirituale rimane un punto di riferimento luminoso per la Chiesa universale e per i Fratelli delle Scuole Cristiane.
La Beata María Luisa Angélica Prosperi, al secolo Gertrude, nacque a Fogliano di Cascia il 19 agosto 1799 da una famiglia della piccola nobiltà locale. Monaca benedettina nel monastero di Santa Santa Lucia a Trevi, visse una profonda esperienza mistica segnata dall'amore per il Crocifisso e dalla dedizione totale alla Regola, guidando la comunità come badessa con carisma, dolcezza e autorevolezza fino alla morte, avvenuta il 12 settembre 1847.
Ricordata per il suo spirito di preghiera, per il rigore spirituale unito a una straordinaria umiltà e per la capacità di rinnovare la vita monastica tra ristrettezze ed esperienze mistiche straordinarie, la sua causa di beatificazione culminò con la solenne celebrazione del 10 novembre 2012 nella cattedrale di Spoleto, dopo il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione da parte di Papa Benedetto XVI.
El beato Juan Roig Diggle fue un joven laico nacido en Barcelona en el año 1917, cuya vida se convirtió en un testimonio luminoso de fidelidad cristiana durante el convulso siglo veinte. Como miembro activo de la Federacion de los Jovenes Cristianos de Cataluna, desarrollo una profunda espiritualidad que lo llevo a comprometerse plenamente con su fe en medio de un contexto social y politico sumamente hostil. Su existencia, aunque breve, quedo marcada por una madurez espiritual ejemplar que le permitio afrontar los desafios de su tiempo con una entereza admirable.
Es recordado hoy por su heroica valentia al custodiar la Eucaristia durante la persecucion religiosa desatada en la guerra civil espanola. Su entrega culmino en el sacrificio supremo de su vida, al ser ejecutado por odio a la fe. Beatificado por el papa Francisco el siete de noviembre de dos mil veinte, Juan Roig Diggle permanece en la memoria de la Iglesia como un modelo de coherencia para los jovenes, un testimonio de amor inquebrantable hacia el Santisimo Sacramento y un intercesor constante para quienes buscan vivir su fe con autenticidad en cualquier circunstancia.
En Omura en Japón, beatos Apolinar Franco, de la Orden de los Hermanos Menores, Tomás Zumárraga, de la Orden de los Predicadores, sacerdotes, y cuatro compañeros, mártires, que en odio a la fe cristiana fueron arrojados a la cárcel y luego quemados en la hoguera.
Sant’ Autónomo
Obispo y mártir
En Bitinia, en la actual Turquía, san Autónomo, obispo y mártir.
Santi Cronide, Leoncio y Serapión
Mártires
En Alejandría de Egipto, santos Crónide, Leoncio y Serapión, mártires, que se dice que fueron ahogados en el mar por haber confesado el nombre de Cristo bajo el emperador Maximino.
Beato Francisco Maqueda López
Seminarista, mártir
San Serapión de Catania
Obispo
Beato Giacomo Bushati
Sacerdote y mártir
San Tewdrig
Rey de Gwent y de Glywysing
Sant’ Eboncio
Obispo
Sant’ Ailbe
Obispo irlandés
Del Martirologio Romano
Santísimo Nombre de la beata Virgen María: en este día se recuerda el inefable amor de la Madre de Dios hacia su santísimo Hijo y es propuesta a los fieles la figura de la Madre del Redentor para que sea devotamente invocada. — Martirologio Romano