Santa Begga visse durante il settimo secolo e compì il suo cammino terreno come religiosa e vedova, lasciando un segno profondo nella storia della Chiesa e del Belgio. Ella nacque da una famiglia nobilissima, essendo figlia del beato Pipino di Landen, morto nel seicentoquaranta, e di santa Itta o Iduberga, morta nel seicentocinquantadue e fondatrice del monastero di Nivelles. La tradizione e le fonti storiche tramandano la memoria della sua nobile stirpe, segnata anche dal fratello Grimoaldo, morto nel seicentoquarantatré vittima di intrighi cortigiani, e da sua sorella santa Gertrude, che fu badessa a Nivelles fino alla sua morte nel seicentocinquantanove. Santa Begga visse ad Andenne nel Brabante, nell'odierno Belgio, dove la sua memoria liturgica si celebra il diciassette dicembre nel Martirologio Romano. Subito dopo la morte, avvenuta nel anno settecentonove secondo quanto riportato dalla Vita leggendaria, Santa Begga fu onorata come santa, sebbene il suo nome fosse assente negli antichi martirologi prima di passare dai calendari dell'undicesimo secolo al Martirologio Romano. Nel corso dei secoli la sua figura fu associata a diverse tradizioni e, a partire dal quindicesimo secolo, per la somiglianza dei nomi, fu considerata iniziatrice del movimento delle beghine, un legame nato in realtà dal fatto che le beghine scelsero proprio Santa Begga come patrona, originando una pia letteratura, specie nei paesi fiamminghi, che illustra e difende questa teoria sull'origine delle medesime.
La figura di Santa Begga viene ricordata per la sua opera di fondazione monastica e per la sua dedizione spirituale che trasse ispirazione dal comportamento della madre Itta, la quale si era rinchiusa nel monastero di Nivelles da lei fondato dopo la morte del marito. Dopo la morte di suo marito Ansegiso, avvenuta nel seicentottantacinque, Santa Begga fondò un monastero ad Andenne-sur-Meuse in Belgio, intitolato a Notre-Dame e sorto su un terreno di proprietà della stessa santa. Per dare vita e sostentamento a questa fondazione, ella si rivolse ad Agnese, badessa di Nivelles, per ottenere libri, reliquie e suore, mentre il personale e i beni così ottenuti servirono a sostenere la comunità. A Santa Begga si attribuiva inoltre la fondazione di sei oratori disposti intorno alla chiesa principale, i quali rappresentavano le sette basiliche di Roma, e tale disposizione valse ad Andenne il nome di sept-églises o ad septem ecclesias. Per comprendere la complessa evoluzione della memoria di Santa Begga, la Vita sanctae Beggae viduae fu redatta nel dodicesimo secolo fondendo elementi da una Vita di santa Gertrude dell'ottavo secolo, reminiscenze classiche e invenzioni fantastiche, tra cui la menzione di un viaggio a Roma sotto il papa Adriano I, eletto in realtà nel settecentosettantadue. Nello stesso periodo della redazione della Vita, il monastero di Andenne fu secolarizzato e affidato a canonichesse nobili con prebende, e l'autore della Vita descrisse il regime delle canonichesse come se fosse quello della fondazione originaria, offrendo ai posteri una testimonianza ricca e articolata della devozione e delle trasformazioni storiche legate a questa insigne vedova e fondatrice.