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19 de diciembre

Beata Adelaida de Susa

Marquesa

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza tra le Alpi

La Beata Adelaide nacque nel castello di Susa tra il 1010 e il 1016, oppure attorno al 1015, inserendosi fin dalle origini in un contesto di grande rilevanza strategica e militare. Ella era la figlia primogenita ed erede del conte Olderico Manfredi II, marchese di Susa e conte di Torino, mentre la madre rispondeva al nome di Berta Obertagna dei Marchesi d'Este. La madre di Adelaide morì in giovane età dopo aver dato alla luce quattro figli, lasciando una famiglia segnata da precoci dolori. I fratelli di Adelaide erano Immilla, Berta e un fratello che purtroppo morì giovanissimo nel 1034. La giovane Adelaide era inoltre pronipote di Arduino d'Ivrea, suo bisnonno che nel 976 si era distinto cacciando i saraceni dalla Valle di Susa. La potenza del marchese di Susa e conte di Torino era prevalentemente di tipo militare e non trasmettibile a una donna sola, motivo per cui la successione e la gestione dei domini richiesero decisioni complesse alla morte del capofamiglia. Alla scomparsa del padre, infatti, il marchese Olderico Manfredi II divise i suoi possedimenti fra le tre figlie rimaste dopo la vedovanza. La maggior parte dei possedimenti del padre, consistenti nelle terre comprese tra Ivrea e Ventimiglia, andò proprio alla primogenita Adelaide. Durante la sua giovinezza, Adelaide trascorse gran parte del tempo tra le armi, assistendo a guerre e stragi e arrivando persino a indossare armi e corazza per difendere i suoi territori. Gli italiani del tempo amavano Adelaide e la chiamavano con rispetto la marchesa delle Alpi Cozie, stimata dai suoi sudditi e temuta dai suoi avversari per la sua autorevolezza.

I matrimoni e la discendenza

La vita coniugale di Adelaide fu segnata da successivi legami e da dolorosi lutti che misero alla prova la sua tempra morale. Alla morte del padre, la giovane marchesa e principessa Adelaide andò in sposa nel 1035, all'età di sedici anni, ad Ermanno III duca di Svevia. Il matrimonio tra Adelaide ed Ermanno III fu tuttavia di breve durata, poiché il duca Ermanno III morì di peste nel luglio del 1038 senza aver avuto figli. Rimasta vedova, Adelaide si risposò all'età di ventidue anni con Arrigo I marchese del Monferrato. Anche questa unione ebbe termine quando Adelaide rimase nuovamente vedova nel 1044. In seguito, Adelaide sposò in terze nozze nel 1045 Oddone I, conte di Savoia, Aosta e Moriana. Oddone I nacque intorno al 1020 e morì il 19 febbraio 1059, ed era il secondogenito del capostipite sabaudo Umberto I Biancamano. Dal matrimonio tra Adelaide e Oddone I nacquero cinque figli nell'arco di quattordici anni. I figli di Adelaide e Oddone I furono Pietro I, Amedeo II, Berta, Adelaide e Oddone, quest'ultimo futuro vescovo di Asti. La prova più grande per Adelaide fu la perdita quasi totale della sua discendenza, poiché quattro dei figli nati da Oddone I le premorirono. Pietro I morì nel 1078, la figlia Adelaide morì nel 1079, Amedeo II morì nel 1080, Berta morì nel 1087, mentre Oddone futuro vescovo di Asti morì nel 1102. Adelaide soffrì profondamente la morte giovanissima della maggior parte dei suoi amati figli, trovando conforto unicamente nella fede e nella sopravvivenza dell'ultimo nato, il vescovo Oddone.

Governo, virtù e rapporti con la Chiesa

Adelaide visse ed operò alla luce delle virtù cristiane come donna, sposa, vedova e madre, guidando i suoi territori con notevole abilità e saggezza durante i lunghi anni di vedovanza. Ella rimase nuovamente vedova nel 1059 alla morte di Oddone I. Nel suo animo, Adelaide considerava la bellezza e la ricchezza cose passeggere, valutando invece le virtù come la vera gloria duratura. Dotata di un forte temperamento, Adelaide castigava la corruzione nei personaggi di alto rango della regione, compresi alcuni vescovi che non vivevano in conformità al Vangelo. Al contempo, Adelaide premiava magnanimamente le nobili imprese e le attività caritatevoli, accogliendo alla sua corte trovatori e menestrelli con la rigida imposizione che i loro canti incitassero alla virtù, alla religione e alla pietà. Molte nobili castellane del Medioevo aiutavano i bisognosi del luogo, fondavano monasteri e chiese e addolcivano l'attività di governo dei consorti, e tra queste Adelaide si distinse fondando nei suoi possedimenti molte chiese e monasteri. Tra le sue opere si ricorda il restauro della chiesa di San Lorenzo ad Oulx a Torino, che era stata distrutta dai saraceni. Molte castellane diventate vedove si dedicavano a vita ritirata presso monasteri da loro fondati in precedenza, e le badesse di comunità religiose fondate da castellane potevano includere anche le loro figlie. Per il suo costante appoggio dato alla Chiesa, Adelaide ricevette l'appellativo di figlia di San Pietro. San Pier Damiani, che fu vescovo, Dottore della Chiesa e contemporaneo di Adelaide, scrisse a lei lodandola per aver sostenuto il peso del regno senza l'aiuto di un re. San Pier Damiani disse che sotto la protezione di Adelaide i monaci vivevano come pulcini sotto le ali della chioccia, e scrisse che a lei ricorrevano quanti desideravano aggiungere il peso di una sentenza legale alle loro decisioni. San Pier Damiani invocò inoltre la benedizione di Dio onnipotente su Adelaide e sui suoi figli d'indole regia.

Il dramma di Berta e gli eventi di Canossa

La figlia Berta, nata nel 1051 e morta nel 1087, fu protagonista di uno sconvolgimento politico di vastissima portata che investì l'Impero di Germania e il Papato. Il marito di Berta si chiamava Enrico IV, nato nel 1050 e morto nel 1106, il quale era imperatore del Sacro Romano Impero, re di Germania, re d'Italia e duca di Franconia. Berta sposò Enrico IV a quindici anni il 13 luglio 1066. Enrico IV aveva un carattere vizioso e tiranno, e ben presto prese ad osteggiare la casta giovinetta Berta, mettendo in atto scontrosità, raggiri e agguati per screditarla e liberarsene. Questa situazione scatenò un'ostilità tale che portò Berta a rinchiudersi nell'abbazia di Lorscheim in attesa degli eventi. Successivamente, Enrico IV convocò un Concilio a Magonza per discutere la sua richiesta di divorzio. La madre di Enrico IV, l'imperatrice Agnese, era contraria al divorzio e si era ritirata in un convento. Il papa inviò come suo delegato il cardinale vescovo di Ostia San Pier Damiani, il quale argomentò brillantemente a favore di Berta nella discussione, convincendo tutti i convenuti. Enrico IV reagì grandemente e, non temendo l'avversione dei sudditi, continuò nei suoi propositi, finendo per incappare nella scomunica di papa San Gregorio VII. Papa San Gregorio VII era noto anche come Ildebrando di Soana ed è morto nel 1085. Berta si dimostrò di grande animo pur avendo subito gravi torti dallo sposo, e spronò il marito, con l'aiuto della sua famiglia in Piemonte, a chiedere il perdono del papa. Adelaide acconsentì, per intercessione della figlia, ad accompagnare il genero dal papa. Il pontefice era ospite della contessa Matilde nel castello di Canossa a Reggio Emilia, e il figlio Amedeo II accompagnò Adelaide e il genero dal medesimo papa. L'imperatore umiliato dovette a Adelaide, molto più che alla contessa Matilde, la concessione da parte di Gregorio VII di patti e condizioni dure ma fattibili. Il papa tolse la scomunica a Enrico IV, la quale aveva comportato la disubbidienza dei sudditi, ma Enrico IV fu lasciato per tre giorni fuori dal castello di Canossa nel pieno inverno del 1077 prima di essere ricevuto dal papa. Dopo questi eventi, Berta ed Enrico tornarono in Germania. Adelaide seppe obbedire e onorare il Pontefice senza tuttavia sinimicarsi l'imperatore, districandosi abilmente tra l'autorità spirituale e quella temporale, che allora si trovavano in lotta aperta per le investiture ecclesiastiche. Adelaide fece anche da mediatrice in una contesa sorta fra Enrico IV e Rodolfo duca di Svevia, marito dell'altra figlia di Adelaide.

Ultimi anni, transito e sepoltura

Negli ultimi anni della sua vita Adelaide conservò sempre lucida la mente, quantunque fosse assai vecchia. Lasciata ogni cura di governo al nipote Umberto II, Adelaide si ritirò forse prima a Valperga. Da Valperga, Adelaide si portava qualche volta a piedi scalzi al piccolo monastero di Colberg, distante due miglia, per onorarvi la Madre di Dio; il monastero di Colberg prese poi in seguito il nome di Belmonte. Esistono contrastanti ipotesi da parte di vari studiosi sulla fine della marchesa Adelaide di Susa. L'ipotesi più attendibile è che dopo Valperga Adelaide si spostò nel piccolo villaggio di Canischio, in provincia di Torino, forse per sfuggire alla peste che minacciava i centri maggiori. Adelaide morì a Canischio all'età di circa settantasei anni e fu sepolta nella chiesa di San Pietro il 19 dicembre 1091. Nel 1775 fu mostrato a uno studioso il meschinissimo sepolcro di Adelaide nella chiesa parrocchiale di Canischio, un luogo che rifletteva lo stato di vita modesta dei suoi ultimi anni. La chiesa di San Pietro a Canischio è stata distrutta nel tempo e del sepolcro non esiste più traccia. Un'altra ipotesi degli storici è che i resti mortali di Adelaide furono trasportati da Canischio nella cattedrale di San Giovanni Battista di Torino, sebbene anche per questa ipotesi del trasporto a Torino non esistano tracce documentarie. Il suo culto non è stato mai riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa, sebbene sia denominata in alcune cronache benedettine come Beata Adelaide, e la sua memoria liturgica rimanga fissata al 19 dicembre.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Adelaide di Susa?

La memoria della Beata Adelaide di Susa si celebra il 19 dicembre.