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26 de diciembre

Beata Agnese (Margherita) Phila

Virgen y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e la formazione

Margherita Phila nacque nel 1909 presso il villaggio di Ban Nahi, in Thailandia, da Gioacchino Thit Son ed Anna Chum. In seguito, la sua famiglia decise di emigrare nel villaggio di Viengkhuk, una località che vantava una maggioranza di popolazione cristiana. Fu in questo contesto che Margherita ricevette il Sacramento del Battesimo nel 1924. Un legame particolare segnò quel giorno sacro, poiché la sua madrina di battesimo fu la zia di suor Lucia di Gesù e del Cuore Immacolato, una dei celebri tre veggenti di Fatima. Desiderosa di consacrare la sua esistenza al Signore, il sette dicembre compì il suo ingresso nella congregazione delle Amanti della Croce presso Siengvang, nel vicino Laos. Due anni dopo, il ventisei novembre, ebbe inizio il suo periodo di postulandato. Il cammino di consacrazione proseguì quando, il dieci novembre 1927, assumendo il nome di suor Agnese, varcò la soglia del noviziato. Questo tempo di intensa preparazione spirituale si concluse con la professione solenne dei voti religiosi il sedici novembre 1928, consacrandola definitivamente al servizio di Dio e del prossimo.

La missione e la persecuzione

Nel 1932, suor Agnese fu inviata come insegnante presso la scuola cattolica di Song Khon, dove svolse con dedizione il proprio apostolato educativo. Otto anni dopo la sua llegada, la comunità fu arricchita dalla presenza di suor Lucia Khambang, che la raggiunse nello stesso villaggio. Nel mese di agosto del 1940, la quiete della missione fu turbata quando un gruppo di gendarmi raggiunse in barca, attraversando il fiume Mekong, il villaggio di Song Khon. I gendarmi constatarono che gli abitanti professavano una religione considerata straniera e presero a fare pressione affinché abiurassero la loro fede cristiana. Le tensioni crebbero ulteriormente quando, il ventinove novembre, il sacerdote francese incaricato della missione fu espulso dal paese. Nonostante l'assenza della guida sacerdotale, tutti i membri della comunità rimasero fermi nella fede grazie al costante incoraggiamento del catechista Filippo Siphong Onphitak e delle due suore coraggiose.

La testimonianza eroica

Sul far della sera del sedici dicembre, il catechista Filippo venne ucciso a tradimento da Lu, uno dei gendarmi che lo stavano scortando verso la località di Mukdahan. Questa uccisione avvenne secondo gli ordini ricevuti tramite una lettera e faceva parte di un piano ben preciso ordito per eliminarlo. La sera successiva, la notizia della morte di Filippo si sparse rapidamente a Song Khon, provocando una grande tristezza tra i fedeli. I soldati cominciarono allora a minacciare di morte i residenti sparando in aria, sperando così di ottenere una loro immediata conversione. Suor Agnese e suor Lucia capirono ben presto che sarebbe arrivato anche il loro momento di dare l'estrema testimonianza. Il gendarme Lu cercò con ogni mezzo di persuadere le suore ad abbandonare la loro religione, ma esse accettarono soltanto di deporre gli abiti religiosi, rifiutandosi categoricamente di smettere d'insegnare il catechismo ai fanciulli.

Le ultime ore e il martirio

Il giorno di Natale, il gendarme venne personalmente nella casa delle suore e scoprì che continuavano a istruire i bambini. Furibondo, gridò alle religiose di non parlare di Gesù e di non menzionare Dio in Thailandia, minacciando di ucciderli tutti. Suor Agnese, la più anziana tra le religiose presenti, affrontò il poliziotto chiedendogli conferma delle sue intenzioni di ucciderli unicamente perché cattolici. Lu replicò che le avrebbe uccise tutte se avessero continuato a parlare di Dio. Con tono alterato e indignato, suor Agnese gli disse di fare in modo di avere fucili e proiettili a sufficienza per il loro intento. Il poliziotto ribatté che ne avevano abbastanza per tutte, e la religiosa rispose invitandolo a lucidare le canne dei fucili per evitare che i proiettili restassero incastrati. Più tardi, il gendarme convocò l'intero villaggio davanti alla chiesa per comunicare l'ordine di distruggere la cristianità a costo di uccidere i fedeli. La sera di Natale, le suore prepararono dell'olio di cocco e lo mandarono ai poliziotti in una boccetta per pulire e lucidare i fucili, mentre cominciavano a prepararsi alla morte insieme alle ragazze loro affidate e a quante le avevano raggiunte, cantando e pregando continuamente. Durante la notte, suor Agnese rivestì nuovamente l'abito religioso. Ella scrisse inoltre una lettera a Lu chiedendogli di concludere l'ordine contro di loro e ribadendo la ferma prontezza a morire per la fede. Nella missiva scrisse che erano liete di restituire la vita a Dio, implorando l'apertura delle porte del paradiso e affermando di agire secondo i comandamenti divini; nella parte finale invocò il Signore chiedendo di essere sue testimoni autentiche.

Il sangue versato a Song Khon

Lu tornò al convento nel primo pomeriggio del ventisei dicembre chiedendo se avessero intenzione di abbandonare il loro Dio. Tutte le presenti ribatterono con fermezza che non lo avrebbero mai abbandonato. A quel punto, il gendarme ordinò loro di seguirlo presso il fiume Mekong. Suor Agnese domandò allora di poter morire in un luogo più adatto, ovvero presso il camposanto locale. Con suor Agnese si avviarono suor Lucia, la cuoca del convento Agata Phutta e le ragazze che non erano fuggite nel frattempo. Il gruppo si mise in fila cantando inni sacri e manifestando una profonda gioia interiore. La gente del villaggio le seguì, ma i soldati mandarono indietro quanti volevano stare loro vicino. Il padre di una delle ragazze, di nome Suwan, corse a portare via la figlia; la giovane si aggrappò a suor Agnese chiedendo aiuto, ma il padre riuscì a strapparla da lei e la rinchiuse in una stanza. Giunte al cimitero, le condannate s'inginocchiarono contro un tronco d'albero caduto, continuando a pregare e a cantare. Suor Agnese si rivolse ai membri del plotone di esecuzione ringraziandoli per averle mandate in paradiso insieme alle compagne, affermando che da lassù avrebbero pregato per i soldati. I poliziotti fecero quindi fuoco contro le condannate e ordinarono alla gente del villaggio di seppellire i corpi come se fossero cani. Prima della sepoltura, i corpi furono scossi per verificare il decesso. Maria Phon, una delle ragazze andate volontariamente al convento, era gravemente ferita e si riscosse. Anche suor Agnese si riscosse e mandò a dire ai poliziotti di non essere ancora morta. I poliziotti tornarono immediatamente e diedero il colpo di grazia a Maria Phon e a suor Agnese, mentre suor Lucia, Agata, Cecilia e Viviana Hampai morirono sul colpo. La giovanissima Sorn fu l'unica sopravvissuta poiché si trovava all'ultima posizione della fila e non fu sfiorata dalle pallottole; Sorn tornò al villaggio e in seguito divenne catechista. I corpi delle sei vittime furono sepolti nello stesso cimitero teatro del loro glorioso martirio, avvenuto nel villaggio di Song Khon in Thailandia il ventisei dicembre 1940 a causa del rifiuto di rinnegare la fede cristiana. Nel cimitero di Song Khon furono in seguito traslati anche i resti del catechista Filippo, ritrovati nel 1959.

Il processo di beatificazione

L'inchiesta diocesana per la beatificazione e canonizzazione di suor Agnese e delle sue compagne si svolse a partire dal ventitré novembre 1983. Dal ventisette settembre 1985 la causa di suor Agnese e delle compagne fu unita a quella del catechista Filippo Siphong Onphitak. Il ventisette febbraio 1986 fu emesso il decreto di convalida del processo informativo e della stessa inchiesta diocesana. La Positio super martyrio fu consegnata nel 1988. I consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi esaminarono la Positio e diedero parere positivo l'undici marzo 1988, parere che fu successivamente confermato il ventuno giugno dello stesso anno dai cardinali e vescovi membri della Congregazione. Il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò il primo settembre 1988 la promulgazione del riconoscimento ufficiale del martirio di Filippo, di suor Agnese e delle compagne. Papa Giovanni Paolo II beatificò i martiri nella basilica di San Pietro a Roma il ventidue ottobre 1989. La memoria liturgica dei sette beati fu fissata al sedici dicembre, mentre il Martirologio Romano ricorda suor Agnese e le sue compagne il ventisei dicembre. I resti mortali dei sette martiri sono oggi conservati e venerati con devozione presso il Santuario di Nostra Signora dei Martiri della Thailandia a Song Khon. Le beate Agnese Phila e Lucia Khambang erano vergini appartenenti alle Suore Amanti della Croce, mentre Agata Phutta, Cecilia Butsi, Viviana Hampai e Maria Phon furono le compagne fucilate insieme a loro nel cimitero locale.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Agnese Phila?

La memoria liturgica si celebra il 26 dicembre per suor Agnese e le sue compagne, mentre la memoria dei sette beati è fissata al 16 dicembre.

Dove riposano le reliquie della Beata Agnese Phila?

I resti mortali dei sette martiri sono conservati e venerati presso il Santuario di Nostra Signora dei Martiri della Thailandia a Song Khon.

En el pueblo de Song-Khon en Tailandia, beatas mártires Agnese Phila y Lucia Khambang, vírgenes de las Hermanas Amantes de la Cruz, y Agata Phutta, Cecilia Butsi, Viviana Hampai y Maria Phon, fusiladas en el cementerio local por haberse negado a renegar la fe cristiana. — Martirologio Romano