4 de abril
Beata Aletta
Madre de s. Bernardo de Claraval
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e vita familiare
Aletta nacque nella seconda metà del secolo undicesimo, forse intorno al 1070, da Bernardo, signore di Montbard e nobile discendente dai duchi di Borgogna. La madre di Aletta si chiamava Umberga o Umbelina di Ricey. All'età di quindici anni Aletta sposò Tescelino il Sauro, signore di Fontaine-les-Dijon e uomo di grande virtù. Dal matrimonio nacquero sette figli: Guido, Gerardo, Bernardo, Andrea, Bartolomeo, Nivardo e Ombelina. Secondo i biografi, Aletta generò i figli a Dio educandoli al chiostro. Tutti e sette i figli entrarono in convento, attratti dall'esempio del terzo figlio Bernardo. Aletta fu una sposa e madre esemplare capace di rendere i figli perfetti cristiani ed eccellenti gentiluomini.
Carità e opere di bene
Aletta dimostrò una grande carità verso i poveri visitando le case per cercare bisognosi e malati. Aletta soccorreva generosamente i malati e i poveri svolgendo personalmente i servizi più umili. Nel giorno della festa di sant'Ambrosiniano, patrono del villaggio, Aletta invitava tutti i sacerdoti al castello per offrire loro il pranzo.
Transito e traslazione delle reliquie
Aletta morì il primo settembre di un anno compreso tra il 1105 e il 1110. L'abate Geranno del monastero di San Benigno di Digione accolse il corpo di Aletta nella cripta della chiesa. Sul sarcofago di Aletta l'abate fece scolpire le immagini dei suoi figli. Secondo i biografi, per cinque anni Aletta apparve spesso al figlio Andrea. San Bernardo fu sostenuto nel momento della conversione dall'apparizione della madre. Nel 1250 l'abate Stefano di Lexington trasferì il corpo di Aletta a Chiaravalle. Il diciannove marzo 1251 le spoglie furono deposte nella chiesa della celebre abbazia presso l'altare. Le reliquie riposarono a Chiaravalle fino alla Rivoluzione Francese, quando il monastero fu distrutto e le reliquie disperse.
Il culto e la memoria liturgica
Aletta è venerata affettuosamente dal popolo, specialmente in Borgogna. Aletta è stata inserita in vari menologi e calendari cistercensi con il titolo di beata. Nel menologo cistercense del 1952 il titolo di beata è stato sostituito con quello di venerabile. Aletta viene ricordata nei calendari cistercensi il diciannove marzo, giorno della traslazione, e il primo settembre, giorno della morte. I Bollandisti hanno inserito Aletta tra i praetermissi al quarto aprile, dichiarando di attendere il giudizio definitivo della Chiesa.
La vita
La Beata Aletta nacque a Montbard nel 1070. La sua giovinezza fu segnata dal matrimonio con Tescelino il Sauro, unione che contrasse all'età di soli quindici anni. Da questo legame nacquero sette figli, la cui crescita spirituale divenne la missione principale della sua esistenza terrena. Aletta non si limitò a una semplice cura materiale dei suoi cari, ma scelse di formare il loro cuore verso la vita monastica, preparando così il terreno per la vocazione che avrebbe portato il figlio Bernardo a divenire una colonna della Chiesa.
Oltre alla dedizione riservata alla famiglia, Aletta si distinse per una pratica costante e generosa della carità. I poveri e i malati del territorio di Fontaine-les-Dijon e dei dintorni di Digione trovarono in lei un conforto concreto e costante. La sua vita, trascorsa nel silenzio di un impegno vissuto con sobrietà, si concluse a Fontaine-les-Dijon il primo settembre, in un anno compreso tra il 1105 e il 1110. La profondità del suo cammino spirituale fu tale che, secoli dopo la sua morte, le sue spoglie furono oggetto di particolare attenzione, con la traslazione delle reliquie avvenuta nel 1251 presso l'abbazia di Chiaravalle, a testimonianza della venerazione che la sua memoria continuava a suscitare nel tempo.
Il culto
La figura della Beata Aletta è celebrata con particolare affetto all'interno della tradizione cistercense, che ne conserva il ricordo come modello di madre cristiana. Pur non essendovi una canonizzazione formale nei registri universali, la Chiesa riconosce la validità del suo cammino di santità attraverso il culto liturgico che le viene riservato in date specifiche.
I fedeli commemorano la sua vita esemplare in due giorni distinti all'interno dei calendari cistercensi, il diciannove marzo e il primo settembre. Queste ricorrenze permettono di rinnovare la riflessione sulla sua missione di madre e sulla sua dedizione ai bisognosi. La presenza delle sue reliquie nell'abbazia di Chiaravalle rappresenta un legame tangibile con la storia del suo figlio più illustre, San Bernardo, consolidando la memoria di una donna che, pur vivendo nel nascondimento di una dimora familiare, ha saputo seminare frutti di santità che hanno attraversato i secoli, offrendo un esempio di vita cristiana vissuta con autenticità e spirito di servizio.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Aletta?
Aletta viene ricordata nei calendari cistercensi il diciannove marzo, giorno della traslazione, e il primo settembre, giorno della morte. I Bollandisti la collocano al quarto aprile.
Di cosa è patrono la Beata Aletta?
I fatti forniti non menzionano alcun patronato specifico per la Beata Aletta.