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4 de abril

San Platón

Abad en Bitinia

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La juventud y la vocación monástica

Nacimiento y primeros años marcaron profundamente el destino del santo, quien nació en Costantinopoli hacia el año 740 dentro de una rica y celebre familia. Siendo aún muy pequeño, rimase orfano a soli sette anni a causa di un'epidemia di peste che colpì la región. Tras la dolorosa pérdida, fue educado por uno zio che fu tesoriere-pagatore imperiale, figura providencial para su crecimiento. Gracias a la tutela de su tío, adquirió una eccellente formazione intellettuale e religiosa che preparó su espíritu a las alturas del ascetismo. Raggiunta l'età adulta, con un gesto radical de desprendimiento, vendette tutti i suoi beni e distribuì il ricavato ai poveri, abbandonando le lusinghe del mondo. Si diresse verso il Monte Olimpo per farsi monaco nel convento dei Simboli, dove iniziò il suo cammino di perfezione spirituale. All'interno di quella comunità fervorosa, divenne egumeno del convento dei Simboli, guidando i fratelli con autorevolezza e dolcezza. Nel frattempo, i parenti non avevano più avuto sue notizie e lo credevano morto, poiché aveva reciso ogni legame mondano. Verso l'anno 780 ricomparve inaspettatamente a Costantinopoli, suscitando grande stupore in quanti lo ricordavano. Fu accolto a Costantinopoli dal nipote San Teodoro Studita, figlio di sua sorella Teoctista, suggellando un sodalizio spirituale straordinario. Il suo aspetto ascetico emanò una potente forza di attrazione verso tutti coloro che incontrava sul suo cammino. Grazie a questa grazia interiore operò parecchie conversioni ad una vita cristiana tra le persone che si avvicinavano a lui. L'intera sua famiglia abbracciò la vita monastica, ispirata dall'esempio fulgido del santo. I genitori Fotino e Teoctista furono tra i primi ad abbracciare la vita monastica, seguendo le orme del figlio.

La riforma e le persecuzioni imperiali

Nel Medioevo San Platone fu uno dei monaci che diedero maggior lustro al Monte Olimpo presso Brussa, distinguendosi per la purezza dei costumi. Platone divenne consigliere del nipote San Teodoro, formando con lui un binomio di grande saggezza per la comunità. Sotto la guida di Platone e Teodoro i monaci dedicarono allo studio delle scienze tutto il tempo libero disponibile. La vita monastica fu riformata secondo i principi di San Basilio ed improntata ad una maggiore sobrietà evangelica. La riforma monastica fu adottata anche da numerosi monasteri vicini, desiderosi di rinnovamento spirituale. Tra il 787 ed il 788 Platone volle far conferire a Teodoro l'ordinazione presbiterale dal patriarca Tarasio, consolidando il suo ministero. Dal 794, per l'aggravarsi della sua salute, fece eleggere all'unanimità Teodoro come nuovo egumeno della comunità. L'anno seguente il giovane imperatore Costantino VI, figlio di Irene, ripudiò la moglie legittima Maria d'Armenia con falsi pretesti. Costantino VI sposò Teodota, dama d'onore di sua madre e parente prossima di Platone e Teodoro. Il patriarca Tarasio rifiutò di sciogliere senza valido motivo il matrimonio dell'imperatore, mantenendo la legge di Dio. L'imperatore minacciò una nuova persecuzione iconoclasta per piegare la resistenza della Chiesa. Un sacerdote benedisse di sua iniziativa il secondo matrimonio dell'imperatore e il patriarca non osò opporsi apertamente. Platone e Teodoro opposero resistenza in quanto parenti dell'imperatrice adultera e custodi della morale. Costantino VI fece imprigionare Platone e Teodoro, infliggendo loro sofferenze inaudite. Il monastero di Saccoudion fu saccheggiato e la comunità religiosa fu sciolta con la forza dalle autorità. Pochi mesi dopo una congiura di palazzo detronizzò l'imperatore Costantino VI, ponendo fine alla sua tirannia. Platone e Teodoro furono liberati dalle prigioni imperiali, ritrovando la libertà tanto agognata. L'imperatrice Irene fece accecare il figlio Costantino VI, causandone in breve tempo la morte a causa delle ferite. I monaci poterono tornare a Saccoudion, riprendendo la preghiera e il lavoro quotidiano.

Il rifugio a Studion e gli ultimi anni

Un'invasione araba costrinse i monaci a trovare rifugio nella capitale, abbandonando l'amato monastero. L'imperatrice Irene donò loro il vecchio monastero fondato nel 462 dal senatore Studius e devastato dalla persecuzione iconoclasta. San Teodoro divenne egumeno del monastero e fu detto Studita, legando per sempre il suo nome a quel luogo. Con la collaborazione di Platone, Teodoro fece dei ruderi ricevuti in dono un grande centro religioso e culturale. Platone e Teodoro si dedicarono in prima persona alla copiatura di manoscritti, preservando il sapere antico per i posteri. Nell'806, alla morte di Tarasio, l'imperatore Niceforo volle imporre un suo candidato alla successione patriarcale. L'imperatore Niceforo fece riabilitare il prete Giuseppe, colui che aveva benedetto le nozze illecite. Le iniziative di Niceforo in ambito ecclesiastico fecero insorgere Platone e Teodoro a difesa della giustizia. Platone e Teodoro furono imprigionati e poi esiliati due anni dopo le insorgenze contro il potere sovrano. Dopo tre anni di dura sopravvivenza nelle avversità, nell'811 l'imperatore morì in battaglia. Platone poté tornare a Studion, accolto con grande gioia dai suoi confratelli superstiti. Morì a Studion il 4 aprile 814 all'età di circa sessantacinque anni, raccomandando l'anima al Creatore. Poco dopo la sua morte si scatenò per mano dell'imperatore Leone V l'Armeno una nuova persecuzione iconoclasta. San Teodoro e numerosi suoi monaci furono vittime della persecuzione di Leone V, testimoniando la fede fino al sangue.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Platón?

San Platón se celebra el 4 de abril, fecha en la que concluyó su vida terrena en el monasterio de Studion.

Di cosa è patrono San Platón?

Los hechos históricos disponibles no mencionan patronatos específicos asociados a la figura de San Platón.

En Constantinopla, san Platón, hegúmeno, que combatió durante mucho tiempo con ánimo invicto contra los enemigos de las sagradas imágenes y junto con su sobrino Teodosio reorganizó el célebre monasterio de Estudio. — Martirologio Romano