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13 de febrero

Beata Cristina de Spoleto

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e i primi anni

Le notizie relative al periodo precedente alla sua fuga dal mondo risultano incerte e hanno dato origine a varie denominazioni e interpretazioni biografiche. Secondo alcune versioni tramandate dagli agiografi, ella sarebbe appartenuta alla nobile famiglia dei Visconti di Milano oppure ai Semenzi di Calvisano in Brescia. Gli storici concordano sul fatto che fosse nata nei pressi del lago di Lugano tra il 1432 e il 1435, figlia del medico Giovanni Carrozzi. Sposatasi fanciulla con un artigiano locale, rimase presto vedova. Successivamente ebbe una relazione con un cavaliere milanese, da cui nacque un figlio che morì in tenera età. Si risposò in seguito, ma subì un nuovo lutto poiché il secondo marito venne ucciso da un soldato invaghito di lei. Secondo quanto riportato nel Martirologio, dopo la morte del marito, ella indulse per qualche tempo alla concupiscenza della carne, prima di compiere il definitivo passo di conversione.

La conversione e il pellegrinaggio

Intorno al 1450 la protagonista decise di cambiare radicalmente vita, abbandonando la famiglia e i luoghi in cui aveva vissuto fino ad allora. Secondo la versione che motiva tale fuga con il desiderio di sfuggire a un matrimonio indesiderato, ella cercò una nuova via per la propria anima. Vestì l'abito delle Agostiniane secolari e abbracciò l'Ordine secolare di Sant'Agostino. La sua esistenza divenne un pellegrinaggio permanente alla ricerca di un luogo per vivere nell'oblio e nella preghiera. Dimorò presso vari monasteri agostiniani senza fermarsi a lungo in nessuno di essi, poiché si allontanava da ogni comunità quando si accorgeva di essere oggetto di attenzione da parte dei fedeli. Praticava una vita intensa di preghiera e di mortificazioni, unendo a ciò opere di misericordia verso i bisognosi.

Il soggiorno a Spoleto e la morte

Nel corso del suo cammino spirituale, ella nutrì il forte desiderio di visitare i luoghi santi di Assisi e di Roma, e di spingersi fino alla Terra Santa per venerare le memorie di Cristo. Giunse infine a Spoleto in compagnia di un'altra terziaria, trovando temporaneo rifugio nella città umbra. A Spoleto soggiornò per un breve periodo, dedicandosi con totale dedizione alla cura dei malati nell'ospedale cittadino e al servizio dei poveri. Vi è accordo tra gli agiografi riguardo a queste notizie sulla sua morte e sui suoi ultimi anni trascorsi nella città umbra. Ella morì nel 1458, forse ancora ventenne, dopo aver vissuto intensamente la sua nuova vita per alcuni anni. Il suo corpo fu sepolto a spese del comune di Spoleto nella chiesa agostiniana di San Niccolò, luogo che divenne presto meta di devozione.

Il culto e la beatificazione

Il culto in onore della vergine sorse immediatamente dopo la sua morte e si diffuse rapidamente tra la popolazione locale e oltre i confini cittadini. Numerose grazie e miracoli furono attribuiti nel tempo alla sua intercessione presso Dio. Nel Martirologio romano viene chiamata beata Cristina Agostina Camozzi, unendo le diverse tradizioni sul suo nome e sulla sua famiglia d'origine. La Chiesa riconobbe ufficialmente la santità della sua testimonianza terrena quando papa Gregorio XVI ratificò il culto nel 1834, proclamandola beata e fissandone la memoria liturgica nel calendario cattolico.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Cristina de Spoleto?

La memoria liturgica della Beata Cristina de Spoleto ricorre ogni anno il 13 febbraio.

Chi era la Beata Cristina de Spoleto?

Era una vergine del secolo quindicesimo, terziaria agostiniana, nota per la sua profonda conversione, la vita di pellegrinaggio e la dedizione ai malati e ai poveri.

En Spoleto en Umbría, beata Cristina (Agostina) Camozzi, que, después de la muerte del marido, indulció por algún tiempo a la concupiscencia de la carne, para abrazar luego en la Orden secular de San Agustín una vida de penitencia, dedicada a la oración y al servicio de los enfermos y de los pobres. — Martirologio Romano