7 de diciembre
Beata Daria (Josefa Engracia) Andiarena Sagaseta
Religiosa y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza
Josefa Engracia Andiarena Sagaseta nacque il 5 aprile 1879 a Donamaría, nella regione spagnola di Navarra. Venne battezzata il giorno successivo alla nascita nella parrocchia di Nuestra Señora de la Asunción. I suoi genitori si chiamavano Nicolás e Francisca. I genitori le inculcarono i valori della fede cristiana sin dalla prima infanzia, ponendo le basi per quella profonda spiritualità che avrebbe caratterizzato tutta la sua esistenza terrena e il suo futuro cammino di consacrazione al servizio del prossimo.
Ingresso nella vita religiosa e primi anni di missione
A ventitré anni, il 9 novembre 1902, entrò come Postulante nella casa di San Sebastián dell'Istituto delle Suore Serve di Maria Ministre degli Infermi. L'Istituto delle Suore Serve di Maria Ministre degli Infermi fu fondato da suor Maria Soledad Torres Acosta, la quale fu successivamente canonizzata nel 1970. Successivamente si trasferì per il Noviziato nella Casa Madre situata a Madrid. Emise i voti temporanei il 4 maggio 1905. Dopo i voti temporanei venne destinata a Saragozza. A Saragozza rimase fino al marzo 1910 vivendo in completa dedizione agli ammalati secondo il carisma dell'Istituto. Trascorse un breve tempo nella casa di Ciudad Real. Tornò a Madrid dove compì la Professione Perpetua il 5 maggio 1913.
Umiltà nella malattia e servizio alle novizie
Durante il suo cammino si ammalò di ulcera allo stomaco. La malattia fu per le altre suore occasione di notare la sua profonda umiltà. Considerava eccessivo tutto ciò che si compiva per alleviarle il dolore. Nel 1922 venne destinata al Noviziato di Casa Madre come Ausiliare della Madre Maestra per le suore coadiutrici. Le suore coadiutrici erano denominate anche converse, ossia suore provenienti da famiglie povere. Si comportò con le novizie da vera madre sacrificandosi per esse e diventando un punto di riferimento. Si dedicò a questa missione per otto anni. Dopo gli otto anni passò alla comunità di Pozuelo de Alarcón in qualità di Consigliera e Segretaria. Il suo comportamento affabile edificava quante la incontravano a Pozuelo de Alarcón.
La persecuzione e la testimonianza estrema
Nel luglio 1936, al sorgere della guerra civile, le suore dovettero disperdersi presso famiglie amiche. Le suore furono sottoposte a una strettissima sorveglianza e non potevano comunicare tra loro neppure per pregare. Le suore furono costrette a deporre l'abito per motivi di sicurezza. La casa che ospitava suor Daria custodiva altre tre religiose. Suor Aurora López González era la più anziana dell'intero Istituto. Suor Aurelia Arambarri Fuente era stata superiora in molte comunità. Suor Agostina Peña Rodríguez aveva trentacinque anni ed era incaricata di badare a suor Aurelia. La famiglia ospitante dichiarò che i miliziani vennero a catturarle e le insultarono sospettando che fossero suore in incognito. Suor Daria affermò ai miliziani che erano effettivamente religiose e potevano disporre di loro. Suor Daria supplicò i miliziani di non far nulla alla famiglia ospitante. La famiglia le aveva accolte per carità, trovandosi senza casa e con l'autorizzazione del Comitato di Pozuelo. Il Comitato era l'organizzazione civile che sostituiva il Municipio. Suor Daria e le altre due compagne morirono probabilmente nella notte fra il 6 e il 7 dicembre 1936 ad Aravaca, presso Madrid. Suor Agostina venne uccisa il giorno prima rispetto alle altre. Alle consorelle parve che quell'evento costituisse il coronamento di un'intera esistenza. Suor Daria diceva spesso di volere il martirio del sacrificio quotidiano e di voler morire martire per Dio.
Decreto e beatificazione
Il 3 giugno 2013 papa Francesco firmò il decreto che riconosce l'uccisione in odio alla fede di suor Daria e delle sue tre compagne. La cerimonia di beatificazione di suor Daria e delle compagne si tenne il 13 ottobre 2013 a Tarragona, iscrivendo ufficialmente la sua memoria nella lode della Chiesa universale come modello di dedizione e di fedeltà evangelica sino al sangue.
Il cammino di fede
Josefa Engracia Andiarena Sagaseta nacque a Donamaría nel 1879. Animata da un profondo desiderio di consacrazione, nel 1902 fece il suo ingresso nell'Istituto delle Suore Serve di Maria, dando inizio a un percorso di vita religiosa caratterizzato dall'umiltà e dalla dedizione. La sua vocazione si radicò profondamente nel tempo, conducendola a emettere la professione perpetua a Madrid nel 1913. Durante gli anni del suo ministero, prestò servizio in diverse località spagnole, tra cui San Sebastián, Saragozza e Ciudad Real, offrendo il proprio contributo alla missione dell'Istituto con spirito di obbedienza.
Per otto anni ricoprì l'importante ruolo di ausiliare della Madre Maestra, un incarico che le permise di formarsi e di accompagnare altre consorelle nel cammino di perfezione spirituale. La sua vita si svolse nell'ordinarietà del servizio, sempre rivolta al bene delle anime e alla cura dei bisognosi, secondo il carisma della sua congregazione. Anche quando le circostanze storiche si fecero difficili e violente, la beata Daria mantenne ferma la sua dedizione. La sua permanenza a Pozuelo de Alarcón fu l'ultima tappa di un pellegrinaggio terreno vissuto in costante unione con Dio, fino al momento della prova suprema. La sua vita, sebbene segnata dalla tragedia della guerra civile, rimane un esempio di dedizione totale che non si lasciò piegare dalle minacce esterne, restando fedele alla promessa fatta al Signore il giorno della sua professione religiosa.
Il martirio e il ricordo
Nel dicembre del 1936, mentre la Spagna era dilaniata dal conflitto civile, la beata Daria fu catturata dai miliziani. Nonostante la gravità della situazione, scelse di testimoniare la sua appartenenza religiosa fino alla fine. Il suo sacrificio avvenne ad Aravaca, dove fu uccisa in odio alla fede, offrendo la propria vita come martire. Questo atto di estrema fedeltà al Vangelo ha reso la sua memoria un punto di riferimento per la comunità cristiana.
La Chiesa ha onorato la sua testimonianza con la beatificazione avvenuta il 13 ottobre 2013. La sua festa liturgica, celebrata il 7 dicembre, la inserisce nel gruppo dei martiri della guerra civile spagnola, ricordandoci come la santità possa fiorire anche nelle ore più buie della storia. Il suo ricordo invita ogni credente a riflettere sul valore della coerenza e della perseveranza, ricordandoci che la vita donata per amore di Dio non è mai perduta, ma diventa seme di speranza per il mondo intero.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Daria?
La sua memoria liturgica si celebra il 7 dicembre di ogni anno.
Di cosa è patrona la Beata Daria?
Non sono stati attribuiti patronati ufficiali nei dati biografici registrati.