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7 de diciembre

Santa María Josefa Rossello

Virgen y fundadora

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

L'infanzia e la giovinezza ad Albissola Marina

Benedetta Rossello nacque ad Albissola Marina in provincia di Savona il ventisette maggio del mille ottocento undici e fu battezzata lo stesso giorno della nascita. Era la quartogenita di una numerosa famiglia composta da dieci fratelli, guidata dai genitori Bartolomeo Rossello e Maria Dedone che lavoravano come modesti fabbricanti di stoviglie. La famiglia non possedeva beni di fortuna ma era profondamente caratterizzata da una ricca fede e da una sincera pietà cristiana. Fin da bambina, non appena ne fu in grado, Benedetta imparò a modellare la creta e si prese cura dei fratelli minori per permettere alla madre di dedicarsi alle sue numerose occupazioni domestiche e lavorative. Fin dall'infanzia si distinse nello studio, nella carità verso i poveri e in una tenera devozione verso il Crocifisso e la Santissima Vergine. Ancora giovanissima decise di iscriversi al Terz'ordine Francescano, compiendo questo passo probabilmente prima del mille ottocento trenta. Nel suo animo intanto maturava il desiderio profondo di una vita più perfetta per potersi fare santa più facilmente.

A diciannove anni entrò in una famiglia signorile di Savona, i coniugi Monleone, che non avevano figli. Benedetta vi fu accolta più come una figlia adottiva che come una domestica, e il suo compito iniziale consistette nell'assistere il padrone infermo. Rimase in quella casa per sette anni, dal mille ottocento trenta al mille ottocento trent sette, destando l'ammirazione e l'affetto profondo dei padroni e della servitù con la sua esemplare condotta. La signora Monleone, rimasta vedova, le propose di restare per sempre con lei, promettendole di farla sua erede universale. Benedetta rifiutò con decisione la generosa proposta perché sentiva di essere chiamata a un'altra vocazione e chiese di poter entrare in un istituto di carità come suora. Bussò alle porte delle Suore della Purificazione ma ricevette un doloroso rifiuto, causato dalla povertà della sua famiglia che non poteva permettersi di pagare la dote necessaria per l'ingresso. Si susseguirono allora anni di dure e pesanti prove segnati dalla morte della madre, del fratello secondogenito, della sorella Giuseppina all'età di diciassette anni e infine del padre. In mezzo a tanto dolore, Benedetta divenne il principale e insostituibile sostegno della famiglia rimasta.

La fondazione dell'Istituto e i primi passi

Nel mille ottocento trentasette Benedetta rispose prontamente a un appello rivolto dal vescovo della diocesi, monsignor Agostino De Mari, che resse la diocesi dal mille ottocento trentacinque al mille ottocento quaranta. Il presule cercava anime generose e disponibili per provvedere all'educazione della gioventù povera che versava in condizioni di grande abbandono. A ventisei anni Benedetta si presentò al vescovo e offrì con entusiasmo la propria opera. Il vescovo e Benedetta si intesero subito in modo mirabile: il prelato si sarebbe impegnato a procurare una sede adatta mentre Benedetta avrebbe cercato compagne per dare inizio alla prima scuola. Angela Pescio, Domenica Pescio e Paolina Barla aderirono con slancio al progetto, costituendo le prime tre vocazioni provenienti tutte da Albissola Marina. Monsignor De Mari trovò una modesta casa d'affitto che era già stata proprietà della commenda di Malta, stabilendo la fondazione dell'Istituto alla data del dieci agosto del mille ottocento trentasette. Angela Pescio, che era la più anziana del gruppo, fu eletta superiora, mentre a Benedetta fu assegnato l'impegnativo ufficio di maestra delle novizie, vicaria ed economa della nuova comunità. La ricchezza iniziale della piccola casa consisteva unicamente in un crocifisso, una statuetta della Madonna Mater Misericordiae e un capitale di appena cinque lire. Il ventidue ottobre del mille ottocento trentasette ebbe luogo la prima vestizione religiosa, durante la quale Benedetta ricevette dal vescovo il nome di suor Maria Giuseppa. L'istituto fu ufficialmente denominato delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia e venne solennemente consacrato alla Vergine del santuario di Savona. Lo scopo precipuo dell'istituzione era l'istruzione e l'educazione delle fanciulle povere insieme all'assistenza amorevole agli ammalati. Il due agosto del mille ottocento trentanove le prime suore pronunciarono i voti religiosi perpetui. Nel mille ottocento quaranta le suore professe erano ormai sette e le novizie quattro, e nello stesso anno suor Maria Giuseppa fu eletta superiora all'unanimità, un ufficio che mantenne con dedizione per circa quarant'anni, sino alla fine della sua vita.

La crescita delle opere e la diffusione in Liguria

La morte di monsignor Agostino De Mari, avvenuta il quattordici dicembre del mille ottocento quaranta, rappresentò una grave perdita per l'Istituto. Il vescovo aveva personalmente steso un primo abbozzo delle Regole per la comunità. Il testo definitivo delle Regole fu successivamente compilato dal padre carmelitano Innocenzo Rosciano e fu consegnato solennemente alle suore il quattordici febbraio del mille ottocento quarantasei dal nuovo vescovo di Savona, monsignor Alessandro Ottaviano Riccardi, in carica dal mille ottocento quarantuno al mille ottocento sessantasei e in seguito divenuto arcivescovo di Torino. Insieme alle Regole fu consegnato alle religiose anche il nuovo abito. Sotto la saggia direzione di suor Maria Giuseppa, l'Istituto cominciò a diffondersi rapidamente in tutta la Liguria tra il mille ottocento quarantadue e il mille ottocento cinquantacinque. Nel mille ottocento cinquantasei la santa collaborò attivamente all'opera del riscatto degli schiavi africani, promossa con grande zelo dai sacerdoti Nicolò Olivieri, vissuto tra il mille settecentonovantadue e il mille ottocento sessantaquattro, e Biagio Verri. La porta dell'Istituto si aprì così per accogliere e accudire gruppi di fanciulle negre che erano state riscattate dalla schiavitù. Nel mille ottocento cinquantanove la fondatrice aprì la Casa della Provvidenza a Savona, pensata specificamente per accogliere ragazze appartenenti alle classi più povere. La sua costante e quotidiana preoccupazione era educare le ragazze povere e favorire il loro corretto inserimento nella vita sociale. Sulla scia di questa esperienza, altre case simili furono aperte nei territori di Voltri, a Sant'Ilario, a Porto Maurizio nel mille ottocento sessanta e ad Albissola. Nella sua terra natale, ad Albissola, sorse la Seconda Provvidenza tra il mille ottocento sessantasei e il mille ottocento sessantasette. Nel mille ottocento sessantanove suor Maria Giuseppa diede inoltre inizio al Piccolo Seminario per chierici poveri a Savona. La fondazione del Piccolo Seminario fornì nel tempo alla diocesi numerosi e zelanti sacerdoti, sebbene la creazione di questa opera comportasse per la santa molta amarezza a causa di duri ostacoli e della malignità manifestata da molti oppositori. L'ultima opera sognata e realizzata quando ella era ormai defunta fu la Casa delle Pentite a Savona, fondata nel mille ottocento ottottanta come sicuro ricovero per ragazze sottratte alla pericolosa via della prostituzione. Maria Giuseppa Rossello fondò le scuole popolari gratuite nella Liguria occidentale, un'iniziativa che rappresentò una novità assoluta e una necessità urgente all'epoca nella regione.

L'espansione missionaria, la morte e il culto

La spiritualità di Santa Maria Giuseppa Rossello era profondamente caratterizzata da una fiducia illuminata nella Provvidenza divina, fondata saldamente anche sull'assistenza e sul patrocinio di san Giuseppe e su un inarrestabile spirito di iniziativa. Il motto che ella trasmesso alle sue Figlie suonava come un programma di vita: cuore a Dio e mani al lavoro. Nonostante la sua elevata carica di superiora generale, si dedicava personalmente e senza riserve ai servizi più umili per le ricoverate e per gli infermi, esercitando tali compiti con una carità paziente e perseverante. Nel mille ottocento settantasei dimostrò il grande respiro missionario dell'Istituto inviando un primo gruppo di quindici suore a Buenos Aires, in Argentina. All'epoca della sua morte l'Istituto da lei fondato contava già sessantacinque case aperte. Le fatiche apostoliche e il molto lavoro provarono duramente la sua costituzione fisica, conducendola alla morte avvenuta il sette dicembre del mille ottocento ottanta all'età di sessantanove anni. Il decesso avvenne nella casa madre di Savona a causa di complicazioni cardiache, ed ella spirò in chiaro concetto di santità. Fu sepolta inizialmente nel cimitero cittadino di Savona, ma nel mille ottocento ottantasette la sua salma fu solennemente trasferita all'interno della casa madre. La causa per la sua beatificazione fu introdotta a Roma il ventitré luglio del mille novecentoventiquattro. Venne beatificata il sei novembre del mille novecentotirantotto, al termine di un'accurata indagine e del riconoscimento ufficiale di due miracoli operati su suor Maria dello Spirito Santo e su suor Paolina Dameri. Fu successivamente canonizzata da Pio XII il dodici giugno del mille novecentoquarantanove, riconoscimento convalidato dalle guarigioni prodigiose di Teresa Rocchi in De Negri e di Pietro Molinari. Oggi le case dell'Istituto sono salite a centosettantasei, presenti in Italia e nelle Americhe, e il numero attuale delle suore è di circa un millennio. Gli scopi delle religiose comprendono asili d'infanzia, scuole elementari e medie, collegi, orfanotrofi, ospedali, assistenza alle carceri femminili, case di protezione della giovane e brefotrofi. Il Martirologio la ricorda a Savona come Santa Maria Giuseppa Benedetta Rossello, vergine fondatrice dell'Istituto delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia, che si dedicò con fervore alla salvezza delle anime confidando solo in Dio. Le sue sacre reliquie, incluso il suo cuore che fu rinvenuto intatto, sono piamente venerate nella cappella della Casa Madre delle Figlie di Nostra Signora della Misericordia a Savona, dove il corpo incorrotto è custodito nella cappella della casa generalizia.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa María Josefa Rossello?

La festa liturgica si celebra il ventisette maggio, giorno che corrisponde alla sua nascita e al suo battesimo.

Di cosa è patrono Santa María Josefa Rossello?

I testi storici non menzionano specifici patronati ufficiali oltre al suo ruolo di vergine e fondatrice.

En Savona, Santa María Josefa (Benedicta) Rossello, virgen, que fundó el Instituto de las Hijas de Nuestra Señora de la Misericordia y se dedicó con fervor a la salvación de las almas, confiando solo en Dios. — Martirologio Romano