23 de septiembre
Beata Emilie Tavernier Gamelin
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza
Emilie Tavernier nacque a Montreal il 19 febbraio 1800. Maria Emilia Tavernier è nata a Montreal il 19 febbraio 1800. Ella è l'ultima di una schiera di quindici figli nati dall'unione Tavernier-Maurice. I genitori di Emilie erano modesti ma virtuosi e lavoratori. I genitori morirono presto, lasciando ai figli un'educazione cristiana segnata dalla presenza della Provvidenza. All'età di quattro anni, Emilie fu affidata alle cure di una zia paterna. La zia riconobbe subito nella nipote una sensibile e amorevole tendenza verso i poveri e i derelitti. All'età di diciotto anni, Emilie sentì il dovere di andare ad aiutare un fratello rimasto vedovo. Emilie non chiese alcuna remunerazione per l'aiuto al fratello. Emilie pose la condizione di poter avere sempre una tavola preparata per i mendicanti che si presentassero. Ella chiamò amorevolmente questa tavola la Tavola del Re.
Matrimonio e cammino di dolore
Nel 1823, Emilie sposò Jean-Baptiste Gamelin, di professione coltivatore di mele. Jean-Baptiste Gamelin era un amico dei poveri, in pieno accordo con le aspirazioni di Emilie. Emilie e suo marito ebbero tre figlioli. La gioia di Emilie fu offuscata dalla morte dei suoi tre figli e di suo marito. Emilie aveva vissuto felice e fedele al suo impegno matrimoniale con il marito. Nonostante le prove subite, Emilie non si ripiegò su se stessa e sulla sua sofferenza. Essa cercò e trovò nella Vergine Addolorata il modello sul quale orientare tutta la sua vita. La preghiera e la contemplazione della Vergine Maria ai piedi della croce aprirono per lei la via a una carità compassionevole per i sofferenti. I bisognosi presero il posto dei suoi figli e di suo marito nella sua vita. Maria Emilia Tavernier ha perso il marito e i figli.
La Casa della Provvidenza
Un povero handicappato mentale e sua madre aprirono la lista dei beneficiari delle sue risorse, del suo tempo, della sua dedizione, del suo benessere e della sua salute. La sua casa divenne la casa dei bisognosi. Emilie cercò di aumentare i locali per accogliere indigenti, anziani, orfani, prigionieri, immigrati, senza lavoro, sordomuti, giovani o coppie in difficoltà, e handicappati fisici e intellettuali. La sua dimora fu chiamata spontaneamente Casa della Provvidenza. Emilie stessa era considerata una vera provvidenza. A casa, nelle prigioni, presso gli ammalati e anche dai sani, Emilie fu accolta col sorriso perché portava conforto e assistenza. Parenti ed amici si strinsero attorno a lei per assecondarla ed aiutarla. Altri invece, vedendola aprire altre case, interpretarono male la sua opera criticandola aspramente. Durante un periodo di quindici anni, essa moltiplicò i suoi atti di eroismo e di dedizione. Maria Emilia Tavernier si è dedicata all’assistenza dei bisognosi.
Fondazione della Congregazione
Agì sotto lo sguardo benevolo, riconoscente e compiaciuto del Vescovo Jean-Jacques Lartigue prima, e poi del secondo Vescovo di Montreal, Monsignore Ignace Bourget. In occasione di un viaggio a Parigi nel 1841, Monsignore Bourget sollecitò rinforzi tra le suore di San Vincenzo de' Paoli per l'opera di Emilie Gamelin e per una nuova comunità. Alla risposta affermativa, a Montreal fu costruito un nuovo edificio per accogliere le suore. All'ultimo momento le religiose attese non vennero. Il Vescovo Monsignore Bourget si rivolse alla propria diocesi e le giovani ragazze canadesi furono inviate alla Signora Gamelin. Ella formò le giovani all'opera della carità compassionevole e alla missione di Provvidenza. Nella Casa della Provvidenza le suore della Provvidenza incominciarono la loro opera nella Chiesa di Montreal. Émilie Tavernier-Gamelin si unì al gruppo delle prime religiose come novizia, poi come Madre e Fondatrice. La prima professione religiosa ebbe luogo il 29 marzo 1844. Maria Emilia Tavernier ha fondato la Congregazione delle Suore della Provvidenza al servizio degli orfani, degli anziani e dei malati di mente.
Ultime prove e compimento
I bisogni dei poveri, degli ammalati e degli emigranti continuavano ad aumentare in una società in via di sviluppo. La comunità nascente conobbe ore oscure a causa dei decessi durante le epidemie che ridussero gli effettivi. Il Vescovo Bourget mise in dubbio, sotto l'influenza di una religiosa ombrosa e sospettosa, la buona volontà della superiora. La Fondatrice restò salda ai piedi della croce sull'esempio della Vergine Addolorata. Il Vescovo riconobbe la sua grandezza d'animo e la sua generosità spinte sino all'eroismo. La nuova comunità si è sviluppata per rispondere ai bisogni del momento. Il numero delle Suore della Provvidenza è cresciuto e si è moltiplicato sino a cinquanta. La fondatrice è deceduta vittima di un'epidemia di colera nel 1851. La morte della fondatrice è avvenuta otto anni soltanto dopo l'inizio della comunità della Provvidenza. Le figlie spirituali hanno raccolto dalle labbra morenti della madre il suo ultimo testamento basato su umiltà, semplicità e carità. Sessantuno quarantasette giovani ragazze si sono impegnate alla sequela di Émilie Tavernier-Gamelin dopo il modesto inizio. Maria Emilia Tavernier è morta a Montréal nel Québec in Canada il 23 settembre 1851.
Diffusione e beatificazione
Le suore della congregazione si trovano oggi in Canadà, Stati Uniti, Cile, Argentina, Haïti, Cameroun, Egitto, Filippine e El Salvador. Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha promulgato il decreto sulle virtù eroiche il 23 dicembre 1993. Il riconoscimento ufficiale di un miracolo attribuito alla sua intercessione è avvenuto il 18 dicembre 2000. Il Sommo Pontefice l'ha proclamata beata il 7 ottobre 2001. Émilie Tavernier-Gamelin è stata proposta al popolo di Dio come modello di santità per una vita spesa al servizio dei fratelli e sorelle più poveri della società. La festa liturgica è stata fissata al 23 settembre, giorno anniversario della sua morte avvenuta il 23 settembre 1851.
Il cammino di fede
Emilie Tavernier nacque a Montreal nel 1800, in un contesto sociale che richiedeva una profonda dedizione verso i più deboli. Il suo percorso umano fu profondamente trasformato dagli eventi dolorosi che segnarono la sua giovinezza, in particolare la morte del coniuge e dei tre figli. Invece di chiudersi nel dolore, Emilie scelse di aprirsi alle sofferenze altrui, riconoscendo in esse il volto del Signore. Questa scelta di vita la portò a fondare la congregazione delle Suore della Provvidenza, un'opera di misericordia che rispose alle necessità concrete di una Montreal in forte crescita.
Il 1844 segnò un passo decisivo nel suo cammino, con l'emissione della professione religiosa, atto che suggellò la sua totale consacrazione al servizio dei poveri, degli orfani, degli anziani e dei malati. La sua capacità di organizzare il soccorso e di infondere speranza nei cuori afflitti fu straordinaria. Durante l'epidemia di colera che devastò la città nel 1851, Emilie non indietreggiò davanti al pericolo, restando accanto a chi soffriva fino al momento della sua morte. Il suo sacrificio finale divenne una testimonianza indelebile della sua fede incrollabile, confermando come la carità sia il dono più alto che una creatura possa offrire a Dio e ai propri fratelli. La Chiesa ha riconosciuto la santità della sua missione, elevandola agli onori degli altari nel 2001.
Il culto e la memoria
La memoria della Beata Emilie Tavernier Gamelin è viva e costante, specialmente nella città di Montreal, dove la sua opera prosegue attraverso l'impegno delle suore che seguono il suo carisma. Il culto a lei dedicato invita i fedeli a riflettere sul valore della Provvidenza Divina, che agisce attraverso le mani di chi si dedica al bene comune. La Beata è invocata come patrona dei poveri, degli orfani, degli anziani e dei malati, a testimonianza di una vita spesa interamente per queste categorie di persone.
La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il 23 settembre, giorno che coincide con l'anniversario della sua nascita al Cielo. Questa data rappresenta per la comunità un momento privilegiato di preghiera e di gratitudine per il dono della sua vita. La sua canonizzazione, avvenuta per mano di San Giovanni Paolo II, ha sancito il valore universale del suo operato, ricordando a ogni cristiano che il servizio verso il prossimo è la via più nobile per incontrare Dio. La figura di Emilie rimane un faro di luce per quanti cercano di vivere la carità in modo autentico, sobrio e perseverante, nonostante le avversità che la vita può porre sul cammino quotidiano.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Émilie Tavernier Gamelin?
La festa liturgica è stata fissata al 23 settembre, giorno anniversario della sua morte avvenuta il 23 settembre 1851.
En Montreal, Quebec, Canadá, beata María Emilia Tavernier, religiosa, que, perdidos el marido y los hijos, se dedicó a la asistencia de los necesitados y fundó la Congregación de las Hermanas de la Providencia al servicio de los huérfanos, los ancianos y los enfermos mentales. — Martirologio Romano