15 de agosto
Beata Juliana Puricelli de Busto Arsizio
Religiosa
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la chiamata
I genitori della beata Giuliana appartenevano a una famiglia di contadini e la loro abitazione era situata a Cascina Verghera, un territorio compreso tra Busto Arsizio e Gallarate. Tuttavia, il luogo esatto della nascita viene identificato dallo studioso Bondioli nella Cascina dei Poveri, situata nel comune di Busto Arsizio e denominata da qualche anno Rione Beata Giuliana. Per contro, il religioso e studioso Sevesi individua il luogo natale a Verghera, frazione di Samarate, e riconosce l'appartenenza della beata alla famiglia Puricelli. Il padre di Giuliana era un uomo rozzo e violento, il quale si opponeva fermamente al desiderio della figlia di consacrarsi al Signore, pretendendo invece che ella si sposasse. Nonostante le forti pressioni e le avversità familiari, la giovane maturò una vocazione profonda e irremovibile. Il 14 ottobre 1454, giorno della festa di san Callisto, Giuliana aveva ventisette anni quando decise di compiere un atto risolutivo per la sua fede. Si recò di nascosto al Sacro Monte di Varese, luogo in cui si pose sotto la direzione spirituale della beata Caterina da Pallanza, la quale vi conduceva una vita eremitica già da qualche anno. Giuliana divenne così la prima compagna della fondatrice delle Romite Ambrosiane del Sacro Monte di Varese.
La vita religiosa e le virtù
La vita consacrata di Giuliana si svolse in un convento eretto presso il santuario di Santa Maria del Monte, noto come Sacro Monte di Varese. Il 10 agosto 1476, grazie all'autorizzazione concessa da papa Sisto IV, la beata intraprese ufficialmente il cammino della vita monastica. Visse come semplice conversa e, sebbene fosse analfabeta, seppe eccellere nella comprensione delle cose divine attraverso la pratica quotidiana delle virtù. Visse eroicamente in umiltà, spirito di penitenza, ubbidienza e servizio del prossimo. Nel suo lungo percorso terreno, che la vide trascorrere ventidue anni in eremitaggio e venticinque anni in monastero, nutrì nel cuore una devozione profonda a Gesù crocifisso e alla Beata Vergine Maria. Tra le sue mansioni e i gesti di carità verso i viandanti, vi era l'offerta di acqua fresca ai pellegrini assetati tramite la ruota del monastero. Questa particolare pratica di accoglienza e carità viene portata avanti ancor oggi dalle Romite Ambrosiane. Nel governo della comunità monastica, Benedetta Biumi succedette alla beata Caterina nel 1478 e fu superiora della beata Giuliana per ventitré anni, lasciando in seguito una breve Vita dedicata proprio alla sua consorella. Il martirologio la indica a Pallanza presso Novara come beata Giuliana da Busto Arsizio, vergine dell'Ordine di Sant'Agostino, definendola insigne per l'invitta forza d'animo, la mirabile pazienza e l'assidua contemplazione delle realtà celesti.
Il transito e il culto
La morte la rapì il 15 agosto 1501 all'età di settantaquattro anni, dopo aver vissuto quarantasette anni di vita religiosa. Dapprima il corpo della beata fu sepolto nel cimitero della comunità. Successivamente, il 23 ottobre 1650, la salma fu traslata solennemente nel coro del monastero delle Romite Ambrosiane. Un ulteriore trasferimento avvenne nel 1729, quando i resti mortali furono deposti insieme a quelli della beata Caterina in un oratorio appositamente eretto presso il vicino santuario mariano, dove tuttora si trovano esposti alla venerazione dei fedeli. Il culto fu confermato la festa di Pentecoste del 1729 insieme a quello della beata Caterina da Pallanza per opera del vescovo di Bobbio, agendo in qualità di delegato dell'arcivescovo di Milano Benedetto Odescalchi. Nel 1769 lo stesso culto fu riconosciuto come esistente ab immemorabili dalla Sacra Congregazione dei Riti e da papa Clemente XIV. Riguardo alla celebrazione liturgica, la festa della beata Giuliana inizialmente ricorreva il 23 ottobre a ricordo della solenne traslazione del 1650. A partire dal 1770 la festa fu fissata al 14 agosto, mentre il Martyrologium Romanum ha stabilito la data di culto al 15 agosto. Nella diocesi di Milano, infine, la sua memoria liturgica si celebra tradizionalmente il 27 aprile.
La vita
Juliana Puricelli nacque nel 1427 presso Cascina Verghera, nel territorio di Busto Arsizio. Fin dalla giovinezza, il suo cuore fu orientato verso una ricerca profonda di Dio, che la portò a compiere una scelta decisiva per il suo cammino spirituale. Il 14 ottobre 1454, Juliana lasciò la casa paterna per consacrarsi alla vita religiosa, intraprendendo un percorso di umiltà e rinuncia che avrebbe caratterizzato tutti gli anni a venire. Dopo un lungo periodo di preparazione, il 10 agosto 1476 ebbe inizio la sua vita monastica presso il Sacro Monte di Varese, luogo che divenne la sua dimora definitiva e il teatro della sua ascesa spirituale.
Nel silenzio e nel raccoglimento del monastero, la Beata Juliana si distinse per la sua dedizione al servizio. Un aspetto centrale della sua missione quotidiana fu l'assistenza ai pellegrini che salivano al Sacro Monte, i quali trovavano in lei un sostegno premuroso presso la ruota del monastero. Attraverso questo gesto semplice, ma intriso di carità cristiana, ella seppe trasmettere la luce della fede a quanti cercavano conforto e speranza. La sua esistenza terrena si concluse nel 1501, presso il Sacro Monte di Varese, lasciando una traccia indelebile di santità. Successivamente, nel 1650, il suo corpo fu oggetto di una traslazione solenne all'interno del coro del monastero, atto che confermò la venerazione profonda che la comunità nutriva verso questa donna di Dio. Il riconoscimento ufficiale della sua virtù giunse nel 1769, quando Papa Clemente Quattordicesimo la elevò agli onori degli altari, confermando la bontà del suo cammino di vergine consacrata.
Il culto
Il culto della Beata Juliana Puricelli si è consolidato nel tempo, mantenendo viva la memoria della sua intercessione. La Chiesa celebra la sua memoria con diverse date, che riflettono la devozione locale e universale: il Martyrologium Romanum la ricorda il 15 agosto, mentre in altre tradizioni è festeggiata il 14 agosto. La diocesi di Milano, in particolare, ne celebra la memoria il 27 aprile, offrendo ai fedeli un'ulteriore occasione di preghiera e meditazione.
La presenza della Beata Juliana al Sacro Monte di Varese continua a essere un richiamo per i pellegrini contemporanei, che vedono in lei un modello di perseveranza e di dedizione. La traslazione delle sue spoglie nel coro del monastero, avvenuta nel 1650, testimonia il desiderio della Chiesa di onorare chi ha saputo trasformare la propria vita in un'offerta gradita al Signore. Attraverso la preghiera e il ricordo della sua vita, i fedeli sono invitati a riscoprire la bellezza del servizio umile, seguendo l'esempio di colei che ha dedicato ogni istante della sua esistenza alla gloria di Dio e all'accoglienza del prossimo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la beata Giuliana Puricelli?
La sua memoria si celebra il 14 agosto, il 15 agosto nel Martyrologium Romanum e il 27 aprile nella diocesi di Milano.
Di cosa è patrono la beata Giuliana Puricelli?
Nei dati biografici storici non risultano specificati titoli di patronato per la beata Giuliana.
En Pallanza cerca de Novara, beata Juliana de Busto Arsizio, virgen de la Orden de San Agustín, insigne por la invicta fuerza de ánimo, la admirable paciencia y la asidua contemplación de las realidades celestes. — Martirologio Romano