21 de julio
Beata Lucrecia García Solanas
Mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vita e il legame con il convento
Lucrecia García Solanas nacque ad Aniñón, presso Saragozza, il 13 agosto 1866 nel corso del ventesimo secolo, sebbene la formulazione cronologica delle schede indichi le coordinate del ventesimo secolo per il suo epilogo. Il 9 ottobre 1910 Lucrecia si sposò con José Gaudí Negre, condividendo con lui un tratto importante della propria esistenza terrena. Successivamente, José Gaudí Negre morì nel 1926, lasciando Lucrecia vedova. Non è noto se Lucrecia avesse figli, ma la sua vita proseguì in un contesto di profonda spiritualità. Dopo la vedovanza, Lucrecia visse nel convento delle monache Minime di Barcellona, stabilendosi in una sua abitazione che era tuttavia esterna alla clausura del convento. La scelta di risiedere in quel luogo fu dettata dal desiderio di stare vicino a sua sorella, madre Maria di Montserrat. Lucrecia era sempre a disposizione delle monache e accorreva in portineria a ricevere i messaggi per loro, dimostrando uno spirito di servizio costante. Essendo una donna molto religiosa, si era abituata a seguire la preghiera della comunità, integrando la propria quotidianità con i ritmi di preghiera e di silenzio delle religiose.
La persecuzione e la fuga nella torre
Allo scoppio della guerra civile spagnola, la situazione precipitò e Lucrecia fu costretta ad abbandonare il convento per sfuggire alla violenza montante. Si rifugiò insieme alla sorella e ad altre otto monache in un edificio vicino chiamato Torre Arnau. A Lucrecia era stata offerta la probabile e concreta possibilità di rifugiarsi presso alcuni parenti a Barcellona, ma ella rifiutò di abbandonare madre Maria di Montserrat e le altre consorelle, preferendo condividere il loro destino di pericolo. Il 19 luglio 1936, alle nove del mattino, una donna avvisò le religiose di scappare perché i responsabili della persecuzione anticattolica stavano bruciando le chiese di Barcellona. La madre superiora fece indossare abiti civili alle suore e le nascose in una torre vicina appartenente al padrone del terreno. Il rifugio scelto fu una cantina dove il proprietario teneva gli attrezzi da lavoro. Dalla cantina le donne sentivano i miliziani del Fronte popolare che cercavano le vittime con l'aiuto dei cani, pronte a scovare ogni possibile rifugio.
La violenza e il tradimento
Il ventuno luglio un gruppo armato fece irruzione nel monastero forzando il portone con la dinamite. I repubblicani entrarono nella chiesa adiacente, la profanarono e la bruciarono, mentre setacciavano il monastero per saccheggiarlo metodicamente. Durante la perquisizione, i repubblicani profanarono i corpi di due suore sepolte pochi mesi prima, lasciandoli esposti al pubblico ludibrio. Il ventidue luglio il gruppo delle religiose aumentò con il ritorno di alcune suore che non potevano più rimanere nelle loro case. Purtroppo, il ventitré luglio il portinaio del convento, Esteban, che conosceva il nascondiglio, tradì le donne rivelandone la posizione. Alle tre e mezza della notte del ventitré luglio, i miliziani assaltarono la torre in cerca di dieci monache. I miliziani entrarono nella sala da pranzo e trovarono nove donne che recitavano il Rosario, intente nella preghiera notturna.
L'arresto e il martirio
I miliziani chiesero chi fosse la superiora per ottenere i valori del convento. La badessa si fece avanti e offrì la propria vita in cambio di quella delle consorelle, dimostrando un amore eroico. La badessa disse ai miliziani che Lucrecia era una laica, ma non fu ascoltata nella sua supplica. I miliziani vollero sapere dove fossero le altre suore e le trovarono in cantina in ginocchio a pregare, in un atteggiamento di totale abbandono a Dio. Tutte le donne furono arrestrate dai repubblicani, che le insultarono pesantemente, strinsero loro i rosari al collo e le misero in fila per trascinarle in strada. Una sola monaca si salvò perché sorella di un famoso anarchico. Le altre donne furono spinte in strada e gettate su un camion come sacchi di patate con violenza tale da rompere loro le ossa, secondo la testimonianza oculare di Amparo Bosch Vilanova. Delle monache e una donna di nome Lucrecia furono torturate da individui definiti rossi. Le monache e Lucrecia temettero più lo stupro che la morte durante le torture, affrontando una prova di inimmaginabile durezza. Sui corpi delle vittime furono trovati i segni di una lotta durissima, a testimonianza della ferocia subita. Il camion si diresse a San Andrés, dove le donne furono sottoposte a lunghe torture e infine uccise. Verso le sette di sera del ventitré luglio si udirono diversi spari che posero fine alla loro vita terrena. I corpi delle suore furono trovati accatastati in numero di dieci, nove suore più una laica. I corpi presentavano ferite da armi da taglio sul petto e nelle parti intime, e vestiti strappati e bucati da colpi di arma da fuoco. Al momento del martirio Lucrecia aveva settant'anni.
Il coraggio e il culto dei testimoni
Una testimone riferì che i repubblicani rimasero sconvolti dal coraggio delle donne, incapaci di comprendere tanta fermezza d'animo. I repubblicani, dopo averle martirizzate, commentarono in un bar la morte coraggiosa delle suore, manifestando una sorta di turbamento interiore di fronte a quel sacrificio. Secondo altri testimoni, le dieci martiri trascorsero la vita pregando in ginocchio per il perdono dei loro carnefici, testimoniando fino all'ultimo la carità cristiana. Lucrecia fu beatificata a Tarragona il 13 ottobre 2013 insieme alle sue compagne di martirio. Il suo martirio rientra nel gruppo dei cinquecentoventidue martiri della guerra civile spagnola. L'autore della scheda biografica che ricostruisce questi fatti è Emilia Flocchini, la quale ha consegnato alla memoria storica i dettagli di questa testimonianza di fede.
Su camino de fe
La vida de la beata Lucrecia García Solanas se desarrolló en el contexto social y espiritual de la España del siglo veinte. Nacida en la localidad de Aniñón, Lucrecia recorrió un camino caracterizado por la sobriedad y la humildad. Tras contraer matrimonio en 1910, compartió sus años con su esposo hasta que, en 1926, la viudez marcó una nueva etapa en su existencia. A partir de entonces, su entrega se volcó de manera especial hacia la vida contemplativa, convirtiéndose en una colaboradora externa indispensable para el convento de las monjas Minimas en Barcelona. Este servicio no solo fue una tarea de apoyo material, sino un verdadero apostolado que nutrió su vida interior y la preparó para el testimonio final.
Cuando la guerra civil española estalló, sumiendo al país en un periodo de profunda persecución religiosa, Lucrecia buscó resguardo en la Torre Arnau, esperando hallar seguridad. Sin embargo, su identidad como cristiana y su vinculación con la vida religiosa la convirtieron en blanco de los milicianos del Frente popular. Fue arrestada y sufrió torturas físicas antes de ser ejecutada. Su fallecimiento el 23 de julio de 1936 en San Andrés, Barcelona, fue consecuencia directa del odio a la fe que imperaba en aquel tiempo. A pesar de la violencia de los hechos, su memoria ha perdurado como un testimonio de paz y coherencia, siendo reconocida oficialmente por la Iglesia católica mediante su beatificación el 13 de octubre de 2013, bajo el pontificado del Papa Francisco.
El culto y la memoria
La Iglesia rinde tributo a la beata Lucrecia García Solanas como una mujer que supo integrar su fe en cada circunstancia de su vida. Su memoria litúrgica se celebra el día 23 de julio, fecha en la que es recordada junto a otros mártires de la guerra civil española, compartiendo el sacrificio y la gloria de haber permanecido fiel hasta el extremo. La comunidad cristiana encuentra en ella un modelo de valentía laical, recordándonos que la santidad no es ajena a las dificultades del mundo, sino que se forja precisamente en la capacidad de mantener la esperanza y la caridad cuando todo parece desmoronarse. Su beatificación representa un reconocimiento de la dignidad de su sacrificio y un estímulo para todos los fieles.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Lucrecia García Solanas?
La memoria liturgica della Beata Lucrecia García Solanas si celebra il 21 luglio, insieme ai martiri della guerra civile spagnola.