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2 de abril

Beata María de San José (Laura Alvarado Cardozo)

Virgen y fundadora

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Infanzia, giovinezza e primi voti

Laura Evangelista Alvarado Cardozo nacque il venticinque aprile 1875 a Choroní, un piccolo paese situato sulla costa dell'Oceano Pacifico nello Stato di Aragua, in Venezuela. Era la prima dei quattro figli nati dal matrimonio tra Clemente Alvarado e Margarita Cardozo. Il padre, originario delle Isole Canarie, operava nel campo del commercio e non era cattolico praticante, mentre la madre era una donna venezuelana e fervente cristiana. A soli due anni di età, la piccola Laura ricevette il Sacramento della Cresima. Successivamente, per poter garantire un'appropriata educazione ai figli, la famiglia decise di trasferirsi nella città di Maracay. Qui Laura frequentò le scuole locali, distinguendosi fin da subito per la sua intelligenza precoce e per l'ottimo carattere. La sua formazione spirituale fu profondamente segnata dalla religiosità della madre e della nonna paterna. Sentendo nel proprio cuore il desiderio profondo di consacrarsi interamente a Dio, manifestò questa intenzione, ma si scontrò con la ferma opposizione paterna che bloccò temporaneamente il suo proposito. A tredici anni, l'otto dicembre 1888, ricevette la Prima Comunione e, in quello stesso giorno memorabile, emise un voto privato di verginità. Terminiati gli studi nel 1892, la giovane confidò al proprio parroco e direttore spirituale, don Justo Vicente López Aveledo, il vivo desiderio di farsi suora di clausura. Don Vicente, tuttavia, le consigliò di attendere con pazienza. L'otto dicembre 1892, Laura rinnovò il voto di verginità e ricevette lo Scapolare del Carmelo. Dovette però accantonare definitivamente l'aspirazione al convento di clausura a causa della totale mancanza di tali strutture nel territorio del Venezuela.

La carità eroica e le Samaritane

Le circostanze della storia e la Provvidenza divina indirizzarono i passi di Laura verso il servizio diretto dei più deboli. Don Vicente aprì un piccolo ospedale nella città di Maracay allo scopo di soccorrere gli abitanti colpiti da una grave epidemia di vaiolo. Questa terribile malattia seminava desolazione e morte, mietendo vittime soprattutto tra le persone più povere e indifese. A partire dal tre novembre 1893, Laura prestò servizio con dedizione in quell'ospedale, spendendo generosamente tutte le sue energie fisiche e spirituali. Insieme ad altre quattro amiche, operò gratuitamente all'interno della struttura sanitaria per quasi nove anni consecutivi. Si sentiva interiormente spinta da un amore fortissimo verso i poveri e le orfanelle, nutrendo la speranza di poter fondare, prima o poi, un istituto specifico dedicato proprio alla loro cura. Quel generoso gruppo di volontarie assunse ben presto il nome di Samaritane, e Laura fu chiamata a svolgere il ruolo di direttrice del gruppo. L'undici febbraio 1901, dopo aver ottenuto il necessario permesso da parte dell'arcivescovo di Caracas, le volontarie iniziarono a fare vita comune. Questa convivenza fraterna rappresentava l'attesa della nascita di una vera e propria congregazione dedicata all'assistenza e alla cura dei malati, degli orfani e degli anziani bisognosi. Il ventidue maggio 1902, monsignor Críspulo Uzcátegui, arcivescovo di Caracas, consegnò a Laura e alle sue compagne la regola di sant'Agostino. Lo stesso arcivescovo ricevette in quella solenne occasione i voti religiosi emessi da Laura e dalle compagne. Il nome scelto per la nuova comunità fu Suore Ospitaliere di Sant'Agostino. In quel momento, Laura assunse il nome religioso di suor Maria di San Giuseppe e fu nominata prima superiora della congregazione. Il ventotto settembre 1903, la Sacra Congregazione dei Religiosi approvò ufficialmente gli statuti delle Suore Ospitaliere.

Espansione delle opere e vita di preghiera

Madre Maria di San Giuseppe percorse quasi tutto il vasto territorio del Venezuela per portare il conforto della fede e della carità. Fondò più di trentacinque case destinate all'accoglienza dei poveri, inaugurando la prima nel 1905 con una specifica dedizione alle orfanelle. Nelle sue case trovavano sempre un rifugio sicuro gli scartati dalla società, coloro che nessuno voleva. La madre era solita ripetere alle sue figlie spirituali che i rifiutati da tutti e quelli che nessuno vuole appartengono a loro per diritto d'amore. Nonostante possedesse un fisico esile e un volto ascetico che la facevano apparire debole e malaticcia, era in realtà ricolma di una straordinaria forza interiore e di un'ardente carità. Le sue giornate erano interamente scandite dalla cura amorevole dei poveri e delle bambine, ma trovava il tempo per trascorrere lunghe ore in adorazione immobile davanti al Tabernacolo. Era proprio da quel dialogo silenzioso con il Signore che traeva l'inimmaginabile forza da mettere costantemente al servizio dei bisognosi. L'approvazione diocesana della congregazione arrivò il diciassette settembre 1927, e per effetto di tale riconoscimento la denominazione cambiò in Suore Ospedaliere Agostiniane. Successivamente, il dieci maggio 1950, la congregazione fu aggregata all'Ordine degli Agostiniani Recolletti su specifica richiesta della fondatrice. Il quindici novembre 1952 l'istituto divenne congregazione di diritto pontificio, assumendo il nuovo nome ufficiale di Suore Agostiniane Recollette del Sacro Cuore. Nel 1960 madre Maria di San Giuseppe, giunta all'età di ottantacinque anni, fu sostituita nella carica di superiora generale. Si ritirò umilmente nella Casa di Maracay, dove trascorse gli ultimi anni della sua lunga vita alternando momenti di intensa preghiera alla fabbricazione manuale delle ostie necessarie per la parrocchia di Maracay e per altre parrocchie vicine, ostie che soleva distribuire sempre in modo totalmente gratuito.

Il transito, i funerali e la glorificazione

Il due aprile 1967, essendo malata da tempo, fu colpita da una trombosi e morì serenamente, pochi giorni prima di compiere novantadue anni. I suoi solenni funerali si trasformarono in una vera e propria apoteosi, caratterizzata dalla massiccia partecipazione delle autorità civili e religiose e di una folla immensa. Durante le esequie, alcuni aerei sorvolarono la zona lanciando petali di rose sulla folla commossa. La beata aveva espressamente chiesto di essere sepolta nella cappella dell'Asilo Immacolata Concezione, e fu tumulata proprio nella cappella dell'asilo in cui si trovava. Il diciannove gennaio 1994, i suoi resti mortali furono riesumati allo scopo di effettuare la ricognizione canonica prescritta. Durante tale operazione, i resti furono trovati miracolosamente incorrotti. Nel settembre dello stesso anno, i resti vennero ricollocati all'interno della cappella in un pregevole sarcofago di cristallo e bronzo. Il percorso verso gli altari era iniziato molto tempo prima: il dieci giugno 1893 la Santa Sede aveva concesso il nulla osta per l'avvio della causa di beatificazione e canonizzazione. Il nove ottobre 1983 si aprì ufficialmente l'inchiesta diocesana a Maracay, che si concluse il tredici giugno 1986. Gli atti di quell'inchiesta furono approvati il tredici novembre 1987. La Positio super virtutibus venne consegnata nel 1990 e fu attentamente esaminata dai Consultori teologi della Congregazione delle Cause dei Santi il quindici giugno 1991. Il sette gennaio 1992 la documentazione fu esaminata dai cardinali e dai vescovi della medesima Congregazione. Il sette marzo 1992 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile la madre Maria di San Giuseppe. Il caso preso in esame come possibile miracolo per la beatificazione riguardò suor Teresa Silva, entrata tra le Agostiniane Recollette del Cuore di Gesù nel 1952 e ammalatasi di osteoartrosi due anni dopo essere entrata nell'ordine. Madre Maria di San Giuseppe aveva esortato la religiosa ad attendere il compimento dei cinquant'anni per guarire. Il diciassette settembre 1992, dopo ventisei anni di malattia e quattro trascorsi su una sedia a rotelle, la suora riuscì miracolosamente ad alzarsi in piedi. L'inchiesta diocesana sul miracolo venne convalidata il tre aprile 1992. La Commissione medica della Congregazione delle Cause dei Santi si espresse favorevolmente circa l'inspiegabilità scientifica dell'accaduto il dieci febbraio 1993, e i Consultori teologi emisero parere positivo sul nesso tra la guarigione e l'intercessione della fondatrice. La plenaria dei cardinali e dei vescovi confermò il parere positivo il cinque ottobre 1993, e il ventitré settembre dello stesso anno Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che definiva la guarigione inspiegabile, completa, duratura e ottenuta per intercessione della madre Maria di San Giuseppe. Papa Giovanni Paolo II ha beatificato la madre Maria di San Giuseppe il diciassette maggio 1995. Oggi le sue figlie spirituali gestiscono asili, orfanotrofi e ospedali, dedicandosi con amore all'insegnamento e producendo e distribuendo gratuitamente le particole per la Messa, esattamente come faceva la fondatrice negli ultimi anni della sua vita terrena. Le suore possiedono case in varie zone del Venezuela, mentre la casa generalizia della congregazione si trova attualmente a Los Teques.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata María de San Giuseppe?

La memoria liturgica della Beata María de San Giuseppe si celebra il 2 aprile, giorno della sua nascita al Cielo.

Chi era la Beata María de San Giuseppe?

Nata come Laura Alvarado Cardozo in Venezuela, fu una vergine e fondatrice delle Suore Agostiniane Recollette del Sacro Cuore, votata interamente all'assistenza dei poveri, degli anziani e delle orfane.

En Maracay, Venezuela, beata María de San José (Laura) Alvarado, virgen, que fundó las Agustinas Recoletas del Sagrado Corazón y fue siempre amorosamente solícita hacia las chicas huérfanas, los ancianos y los pobres abandonados. — Martirologio Romano