24 de julio
Beata María del Pilar de San Francisco de Borja (Jacoba Martínez García)
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e infanzia
Jacoba Martínez García nacque a Tarazona, presso Saragozza, in Spagna, il trenta dicembre 1877 ed era la minore degli undici figli nati dal matrimonio di Gabino Martínez e Luisa García. Fu battezzata lo stesso giorno della nascita e ricevette la Cresima il primo agosto 1879 nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Tarazona, ad appena due anni di età. Purtroppo otto dei suoi fratelli morirono in tenera età. Mostrò fin da piccola un orientamento verso l'ambito religioso ed era dotata di un carattere gioioso e socievole. Suo padre le chiedeva spesso perché fosse nominata da tutti in paese e Jacoba replicava che ciò accadeva perché era l'unica Jacoba in paese e attirava l'attenzione, mentre il padre ribatteva che il motivo era che lei s'impicciava dappertutto. Fece la Prima Comunione l'undici maggio 1889, giovedì dell'Ascensione, e fu preparata personalmente a questo momento da suo fratello Julián, che esercitava il ministero di parroco. A metà di novembre del 1891 si trasferì con la famiglia a Corella, in Navarra, dove continuò a vivere collaborando attivamente all'azione pastorale dello stesso fratello don Julián.
La vocazione carmelitana
A quindici anni apprese che sua sorella maggiore Severiana sarebbe entrata nel monastero di San Giuseppe delle Carmelitane Scalze a Guadalajara. Inizialmente rispondeva con un secco no a chi le chiedesse se volesse seguire l'esempio della sorella, mentre la madre la spronava a rispondere che sarebbe stato quel che Dio voleva. Jacoba obiettava che non poteva dirlo dal momento che non voleva farsi monaca e la madre insinuava cosa sarebbe successo se Dio avesse voluto che lo fosse, ma lei troncava la questione affermando di non voler diventare monaca. Nel giugno 1894 la sorella Severiana professò i voti perpetui assumendo il nome di suor Maria Araceli del Santissimo Sacramento. La professione dei voti della sorella commosse profondamente Jacoba, che iniziò a riflettere più attentamente sulla sua scelta di vita e comunicò infine ai genitori e al fratello l'intenzione di consacrarsi al Signore nello stesso monastero della sorella. Dovette aspettare quattro anni prima dell'ingresso perché il monastero era al completo e poté finalmente entrare al Carmelo di San Giuseppe il dodici ottobre 1898 all'età di vent'anni. Vestì l'abito religioso assumendo il nome di suor Maria del Pilar di San Francesco Borgia e, dopo l'anno di noviziato, fece la professione solenne il quindici ottobre 1899.
La vita nel nascondimento
Durante la sua vita da religiosa ebbe l'incarico di sagrestana e di rotaria, ovvero portinaia del monastero. Realizzava con le sue mani sandali di corda per le consorelle e splendidi ricami, mostrando una costante fedeltà alla Regola carmelitana e alla raccomandazione di san Paolo sul lavoro. Fu una suora di profonda fede e grande devozione eucaristica, innamorata del Vivente, termine con cui amava definire Gesù nel Tabernacolo. La sua vita e quella delle consorelle si consumò nell'amore di Dio e nel nascondimento. Nel 1930 scrisse un proposito di unione con Gesù e di spiritualizzazione di tutte le cose per amore di Dio, sforzandosi di concretizzarlo con gioiosa coerenza. Nel 1933 motivò la sua scelta di essere carmelitana per essere un'anima tutta di Dio e una grande santa, esclamando spesso che, se fosse nata cento volte, altrettante sarebbe stata carmelitana scalza e sempre nello stesso convento di San Giuseppe di Guadalajara.
La tempesta della guerra
La guerra civile in Spagna ebbe inizio il diciotto luglio 1936 e travolse rapidamente anche la città di Guadalajara, che cadde in mano ai miliziani comunisti quattro giorni dopo l'inizio del conflitto. Al momento della presa della città le monache stavano cenando in refettorio e corsero subito nel seminterrato per timore di bombardamenti, trascendendovi tutta la notte in preghiera. In quel frangente suor Maria del Pilar si offrì vittima a Dio per la salvezza e l'incolumità delle consorelle, accettando l'idea di un possibile martirio e affermando che se fossero state portate al martirio vi sarebbero andate cantando come le martiri di Compiègne, intonando il canto Cuore di Gesù, tu regnerai. La priora ordinò alle consorelle di indossare abiti civili per la profilarsi della necessità di fuggire, mentre don Eulogio Cascajero, il cappellano, arrivò in abiti secolari portando la Comunione in forma di viatico e nascondendo le Ostie rimaste. La suora portinaia comunicò l'arrivo di una folla con fiaccole intenzionata ad incendiare il monastero e le monache cercarono riparo a gruppi di due nel seminterrato dell'Hotel Iberia e in una pensione, trascorrendo anche quella notte in preghiera.
Il martirio
Verso le sedici del ventiquattro luglio la comunità contava diciattip monache rifugiate. La concentrazione di ben quattordici delle diciotto componenti nello stesso luogo rischiava di mettere in pericolo la padrona di casa e suor Maria degli Angeli decise di uscire dal luogo di rifugio, accompagnata da suor Teresa di Gesù Bambino e di San Giovanni della Croce e da suor Maria del Pilar di San Francesco Borgia. Le tre monache si diressero verso calle Francisco Cuesta numero cinque per cercare un nuovo riparo, ma durante il tragitto passarono accanto a un camion di miliziani che facevano uno spuntino. Una miliziana le riconobbe perché avevano i capelli troppo corti per essere scambiate per laiche e incitò i suoi compagni a sparare. I miliziani scesero dal camion e andarono a cercarle; le monache erano già entrate nel palazzo ma non trovarono le persone che avrebbero dovuto accoglierle e dovettero tornare in strada, dove i miliziani aprirono il fuoco contro di loro. Suor Maria degli Angeli fu la prima a cadere e morì quasi subito, mentre suor Maria del Pilar fece qualche passo e poi cadde al suolo. Poiché era ancora viva dopo la caduta, le spararono ancora e la ferirono a coltellate. Un poliziotto riuscì a portarla in una farmacia vicina e da lì fu trasferita in un dispensario della Croce Rossa, dove fu curata con attenzione da una dentista. Per pudore chiese di non essere toccata e continuava a esclamare che cosa mai avesse fatto, invocando il perdono per i suoi aggressori. Trasportata in ambulanza all'ospedale provinciale, presentava una pugnalata al ventre, la colonna vertebrale spezzata, una gamba spezzata e un rene scoperto. Il direttore dell'ospedale avvisò la Figlia della Carità suor Dolores Casanova che la paziente era una monaca. La suora le diede da baciare il Crocifisso e le suggeriva giaculatorie, mentre suor Maria del Pilar mormorava Padre, perdonali e Viva Cristo Re. Le ultime parole chiaramente pronunciate dalla beata furono Dio mio, Dio mio, perdonali, perché non sanno quello che fanno, spirando tra le braccia della suora infermiera all'età di cinquantotto anni. Per ultima fu uccisa la più giovane, suor Teresa del Bambino Gesù, che resistette a offerte disoneste, rifiutò d'inneggiare al comunismo e fu fucilata presso il cimitero gridando Viva Cristo Re.
Venerazione e beatificazione
I corpi delle monache furono sepolti in una fossa comune e riesumati a guerra terminata il dieci luglio 1941, venendo riconosciuti tramite i resti dello Scapolare del Carmelo e del crocifisso della professione religiosa. Due giorni dopo la riesumazione furono trasferiti solennemente al Carmelo di Guadalajara e divennero da subito oggetto di venerazione da parte dei fedeli. Il processo informativo per il riconoscimento del martirio fu condotto nella diocesi di Sigüenza-Guadalajara, aperto l'undici maggio 1955 e concluso l'otto marzo 1958. Il decreto sugli scritti fu promulgato il quattordici febbraio 1962 e il decreto di convalida del processo giunse l'undici novembre 1983, a causa del ritardo prudenziale imposto a tutte le cause relative ai martiri spagnoli morti durante la guerra civile. La Positio super martyrio fu presentata nel 1985 e valutata positivamente dai consultori teologi il dodici novembre 1985 e dai cardinali e vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi il ventuno gennaio 1986. Il decreto di approvazione del martirio fu promulgato il ventidue maggio 1986. La causa delle tre Carmelitane di Guadalajara divenne la prima in assoluto tra quelle dei martiri della guerra civile spagnola a giungere a una conclusione positiva. San Giovanni Paolo II beatificò suor Maria del Pilar di San Francesco Borgia e le sue due compagne il ventinove marzo 1987 nella basilica di San Pietro a Roma, nella stessa cerimonia in cui furono beatificati il cardinale Marcello Spinola y Maestre e il sacerdote Manuel Domingo y Sol. La memoria liturgica fu fissata al ventiquattro luglio, anniversario della loro nascita al Cielo, e il martirologio ricorda a Guadalajara in Spagna le beate Maria del Pilar di San Francesco Borgia, Teresa di Gesù Bambino e Mariangela di San Giuseppe, vergini dell'Ordine delle Carmelitane Scalze e martiri che raggiunsero la corona del martirio in tempo di persecuzione acclamando con gioia Cristo Sposo.
Su vida y entrega
Nacida en el año mil ochocientos setenta y siete en Tarazona, España, Jacoba Martínez García sintió desde joven el llamado a una vida de oración y retiro. Su camino religioso comenzó formalmente en el año mil ochocientos noventa y ocho, al ingresar en el Carmelo de San José en Guadalajara. Allí, bajo el nombre de María del Pilar de San Francisco de Borja, profundizó en la espiritualidad del Carmelo, emitiendo su profesión solenne en el año mil ochocientos noventa y nueve.
Su vida transcurrió en la sencillez del claustro, dedicada a la oración y al servicio silencioso de sus hermanas. Sin embargo, el destino de la Beata quedó sellado por los acontecimientos históricos del año mil novecientos treinta y seis, durante la guerra civil española. En medio de un clima de hostilidad, la religiosa tomó la decisión consciente de ofrecerse como víctima por la protección y el bienestar de sus consorelle. Esta entrega total se manifestó plenamente el veinticuatro de julio de mil novecientos treinta y seis, cuando fue herida de muerte por los milicianos en Guadalajara. Su sacrificio no fue solo un acto de valor humano, sino la culminación de una vida entera consagrada al amor de Cristo, cerrando su camino terrenal con la misma serenidad con la que vivió su vocación.
El culto y beatificación
La memoria de la Beata María del Pilar de San Francisco de Borja es honrada con profunda devoción por la Iglesia. Su testimonio de fidelidad fue reconocido oficialmente cuando el Papa Juan Pablo Segundo procedió a su beatificación el veintinueve de marzo de mil novecientos ochenta y siete. Este acto solemne confirmó la santidad de una mujer que, desde Tarazona hasta Guadalajara, supo transformar su existencia en una ofrenda permanente.
La Iglesia celebra su memoria litúrgica el veinticuatro de julio, coincidiendo con el aniversario de su martirio. Esta fecha permite a los fieles recordar su ejemplo de valentía y entrega. Su figura sigue inspirando a aquellos que buscan en el silencio y en el sacrificio personal una forma auténtica de vivir el Evangelio, recordándonos que el amor a Dios y al prójimo puede prevalecer incluso ante las pruebas más difíciles y dolorosas de la historia.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata María del Pilar de San Francisco de Borja?
La memoria liturgica si celebra il ventiquattro luglio, giorno anniversario della sua nascita al Cielo.
Qual era il nome secolare della Beata María del Pilar de San Francisco de Borja?
Prima di pronunciare i voti religiosi nel Carmelo, il suo nome secolare era Jacoba Martínez García.
En Guadalajara en España, beatas María del Pilar de San Francisco de Borja (Jacoba) Martínez García, Teresa de Jesús Niño (Eusebia) García García y Mariángeles de San José (Marciana) Voltierra Tordesillas, vírgenes de la Orden de las Carmelitas Descalzas y mártires, que en tiempo de persecución alcanzaron la corona del martirio aclamando con alegría a Cristo Esposo. — Martirologio Romano