24 de julio
San Balduino (Balduino) de Rieti
Abad
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini nobili e la vocazione a Chiaravalle
San Balduino nacque come figlio di Berardo decimo, conte dei Marsi, e condivise i legami familiari con il mondo monastico essendo fratello di Rainaldo, che fu abate di Montecassino. La sua chiamata interiore lo condusse a farsi monaco nel monastero di Chiaravalle, ponendosi sotto la guida e il magistero di san Bernardo. In questo luogo di preghiera e silenzio, San Balduino fu discepolo devoto di san Bernardo, assimilandone la spiritualità profonda e l'amore per la regola benedettina e cistercense.
La missione a Rieti e la fondazione di San Matteo
Nell'anno 1130, san Bernardo mandò San Balduino a Rieti per fondarvi e reggere il cenobio di San Matteo di Montecchio. Il monastero di San Matteo era situato presso il lago di Montecchio, ad un'ora di distanza da Rieti. Questa antica abbazia era particolarmente esposta alle pestilenze causate dal ristagno delle acque del fiume Velino nella piana reatina. Durante il suo servizio pastorale in quel luogo impervio, San Balduino incontrò molte difficoltà che maturarono i suoi meriti davanti al Signore. San Bernardo lo consolò e incoraggiò con la lettera duecentouno, scritta forse l'anno successivo per sostenerlo nelle prove.
Il cammino verso la santità e il transito
Nel corso del suo cammino, a riconoscimento delle sue virtù e del suo servizio alla Chiesa, San Balduino fu eletto cardinale da papa Innocenzo II nel 1138. Egli è comunemente chiamato abate di San Pastore, a causa delle successive evoluzioni della comunità da lui guidata. L'abbazia di San Matteo fu infatti trasferita presso la chiesa di San Pastore, vicino a Contigliano nel territorio di Greccio, e la nuova abbazia di San Pastore fu inaugurata ufficialmente nel 1255. La fama della nuova abbazia di San Pastore finì per oscurare quella dell'antica intitolata a San Matteo, di cui essa era succedanea. San Balduino morì nel 1140, compiendo il suo pellegrinaggio terreno e lasciando un esempio luminoso di fedeltà evangelica.
Le reliquie e il culto nella cattedrale
Dopo la sua morte, San Balduino fu seppellito nella cattedrale di Rieti, forse dal confratello Dodone, che era vescovo della città. Le sacre reliquie del santo sono oggi conservate sotto la mensa dell'altare marmoreo della cappella delle Grazie. Il capo di San Balduino è custodito separatamente in un busto argenteo che lo raffigura con le sembianze episcopali o abaziali. Durante le grandi solennità, il capo in busto argenteo viene esposto sull'altare maggiore della cattedrale insieme ad altri reliquiari per la venerazione del popolo cristiano. Nel 1701, la Sacra Congregazione dei Riti approvò ufficialmente l'Ufficio del beato con lezioni storiche, colletta propria e Messa de communi Abbatum, confermando la solidità di una memoria liturgica radicata nei secoli.
Il cammino monastico
La vocazione di San Balduino trovò il suo fondamento nell'incontro con San Bernardo di Clairvaux, presso la cui abbazia egli scelse di consacrarsi alla vita monastica. Sotto la guida del santo abate, Balduino assimilò profondamente gli ideali della riforma cistercense, caratterizzati dal silenzio, dal lavoro manuale e dalla preghiera incessante. La sua formazione non fu solo intellettuale, ma si espresse in un cammino di purificazione interiore e di accoglienza della volontà divina, elementi che lo resero un punto di riferimento per i suoi fratelli.
Nel corso del dodicesimo secolo, la sua missione si spostò verso il territorio di Rieti. Nel mille centotrenta, San Bernardo affidò a Balduino la responsabilità di dirigere il monastero di San Matteo. In questo incarico, egli dimostrò una grande capacità di discernimento e di governo, accompagnando la comunità in un momento di transizione importante, culminato nel trasferimento presso l'Abbazia di San Pastore. Questa scelta rifletteva la necessità di offrire ai monaci un luogo più adatto al loro stile di vita contemplativo. Fino al termine dei suoi giorni, avvenuto nell'anno mille centoquaranta, Balduino mantenne intatta la sua fedeltà alla regola, servendo la comunità reatina come un padre premuroso. La sua morte segnò la fine di un percorso terreno di grande rettitudine, portando alla sua sepoltura presso la cattedrale di Rieti, segno tangibile dell'affetto che la popolazione nutriva verso questo uomo di Dio.
Il culto e la memoria
La memoria di San Balduino è stata custodita con cura nel corso dei secoli, in particolare dalla Chiesa di Rieti, che ha sempre riconosciuto la santità della sua vita. Il culto tributato al santo ha ricevuto la sua approvazione ufficiale nel mille settecentouno, quando la Sacra Congregazione dei Riti confermò la venerazione di cui il santo godeva. Questo riconoscimento ha permesso di consolidare la presenza di San Balduino nella liturgia e nella devozione popolare, specialmente nel territorio reatino.
Sebbene le tradizioni liturgiche presentino variazioni, con celebrazioni che avvengono in date differenti a seconda del calendario cistercense o della consuetudine locale, il ventiquattro luglio rimane un punto di riferimento per il ricordo di questo abate esemplare. La sua figura continua ad essere un richiamo alla stabilità e alla fedeltà quotidiana, invitando i fedeli a riflettere sull'importanza di una vita vissuta in comunione con Dio e con i fratelli. La sua eredità spirituale non è legata a grandiosi eventi pubblici, ma alla perseveranza nel bene e alla capacità di guidare gli altri verso la luce della fede, rendendo il suo esempio ancora attuale per chiunque cerchi un sentiero di pace e di dedizione sincera.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Balduino?
La festa di San Balduino viene celebrata a Rieti e nella diocesi il ventuno agosto, data condivisa dai Bollandisti, mentre i Cistercensi celebrano il suo Ufficio il ventiquattro luglio e il Menologium Cisterciense lo ricorda il quindici luglio.
Di cosa è patrono San Balduino?
Le fonti storiche e biografiche fornite non menzionano alcun patronato specifico per San Balduino.
En Rieti, san Balduino, abad, que fue discípulo de san Bernardo en el monasterio de Claraval y fue por él mandado en esta ciudad para fundar y regir el cenobio de San Mateo de Montecchio. — Martirologio Romano