3 de abril
Beata María Teresa Casini
Fundadora
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e infanzia
Teresa Casini nacque a Frascati il 27 ottobre 1864, in una cittadina dei Castelli Romani. Era la primogenita dell'ingegner Tommaso Casini e di Melania Rayner, donna di nazionalità belga. Ricevette il Battesimo nella cattedrale di Frascati due giorni dopo la nascita. Per espressa volontà del padre, alla cerimonia battesimale partecipò una schiera di poveri, persone che Teresa aveva già visto bussare alla porta di casa, portate in braccio dal padre o da una domestica. L'ingegner Tommaso Casini fu anche il primo educatore di Teresa, ma morì quando la bambina aveva circa dieci anni. Dopo la scomparsa del padre, Teresa dovette trasferirsi con la madre a Grottaferrata, dove vissero presso i nonni materni. I nonni materni si erano stabiliti definitivamente in Italia dopo un periodo trascorso in Russia.
La chiamata e la clausura
Nel 1875 Teresa diventò alunna del Collegio di Santa Rufina a Roma, un istituto tenuto dalle Dame del Sacro Cuore. Nel collegio avvertì vivamente il desiderio di consacrarsi a Dio e, il 7 maggio 1876, giorno della sua Prima Comunione, promise a Gesù che sarebbe stata sua per sempre. Rientrata in famiglia per motivi di salute, visse un periodo di grande disagio: per ubbidire alla madre dovette frequentare la vita di società, avvertendo però un vuoto nel cuore che riusciva a colmare soltanto con la preghiera. Si affidò alla direzione spirituale di padre Arsenio Pellegrini, abate dell'abbazia basiliana di Grottaferrata, il quale l'aiutò a guardare dentro di sé. La svolta nel suo percorso avvenne una domenica, dopo la Messa cantata: mentre era assorta in meditazione, le si presentò l'immagine concreta del cuore di Gesù trafitto da una spina. Udì una voce che spiegava che quella spina era conficcata nel cuore da quei sacerdoti che, dimentichi del loro carattere, offendevano con le loro infedeltà il Celeste Padre. Da allora iniziò a farsi strada in lei l'idea di un'opera riparatrice nei riguardi dei sacerdoti. Per ubbidire ai consigli del direttore spirituale, il 1° febbraio 1885 Teresa entrò tra le Clarisse, nel monastero romano della Santissima Concezione, presso la basilica di San Pietro in Vincoli. Il monastero era così severo che le sue abitanti erano definite le sepolte vive. Il 2 febbraio 1886, un anno dopo l'ingresso in monastero, compì la vestizione e prese il nome di suor Maria Serafina del Cuore di Gesù Trafitto. A causa della malferma salute e di alcune prove di carattere soprannaturale, fu costretta a lasciare il monastero il 2 dicembre 1886. Nel giro di due settimane dal ritorno a casa, Teresa si riprese completamente e riprese ad andare a pregare fuori di casa, eleggendo a suo luogo prediletto la cappella del Sacro Cuore della chiesa parrocchiale di San Rocco a Frascati, che versava in condizioni di abbandono. Mentre si occupava di restaurarla, riaffiorava in lei il desiderio di portare anime al Signore, particolarmente quelle dei sacerdoti.
I primi passi della fondazione
Padre Pellegrini intervenne suggerendole di entrare in contatto con Maria Rosaria, una donna che aveva fondato una piccola comunità chiamata Vere amanti del Cuore di Gesù. Inizialmente Maria Rosaria abitava da sola presso la canonica della chiesa di San Lorenzo in Damaso a Roma, e quando ebbe le prime compagne si era trasferita in un appartamento vicino alla chiesa di Santa Maria del Pianto nel ghetto. Dopo un primo colloquio, Teresa si trasferì dalla donna che voleva farsi chiamare poveretta del Cuore di Gesù. La vita comunitaria quasi priva di regole, lo squallore dell'ambiente e le stranezze della fondatrice misero a dura prova Teresa, ma il direttore spirituale la esortava comunque a ubbidirle. Quando Maria Rosaria si ammalò di tubercolosi, Teresa si prese cura di lei fino alla morte, avvenuta nel novembre 1887, nonostante l'avesse osteggiata apertamente. Ritornata a Grottaferrata e compreso che non valeva la pena di rientrare in famiglia, Teresa si trasferì in casa di Enrichetta Spalletta, donna sposata e senza figli, che le diede una stanza in affitto. Quando alcune amiche presero a venirla a trovare sempre più spesso, fu necessario traslocare di nuovo, prima in casa Consoli, dove fu raggiunta dalla prima compagna, Clorinda Canestri, sorella dell'amica e omonima Teresa. Il 2 ottobre 1889, non molto tempo dopo la morte di Clorinda, Teresa Casini, Teresa Canestri e Angelina Mascherucci si associarono per fare vita comune nella nuova sede di casa Roncaccia. Per sottrarsi al problema dell'affitto, Teresa si sottopose all'umiliazione della questua per ordine di padre Pellegrini e vendette inoltre la propria parte di eredità per costruire una casa propria. Il 12 ottobre 1892 arrivarono le chiavi della nuova abitazione e il 17 ottobre la piccola comunità prese possesso della nuova dimora. Il 2 febbraio 1894 il gruppo prese il nome di Vittime del Sacro Cuore, costituendo un nuovo Istituto di clausura stretta. L'uscita di Angelina, gravemente malata di tubercolosi, fu il prezzo da pagare per permettere l'ingresso di altre giovani. Il 1° aprile 1896 arrivò il decreto di lode dal vescovo di Frascati, e nel noviziato era presente Teresa Casini, nota come suor Maria Teresa del Cuore di Gesù Trafitto e madre fondatrice.
Lo sviluppo e le opere apostoliche
Madre Teresa rimase fedele al suo ideale nonostante le difficoltà materiali e le imposizioni di padre Pellegrini, mossa dalla convinzione che un sacerdote santo sia la salvezza di chi lo avvicina. Successivamente interruppe i rapporti con il suo antico direttore di spirito a causa dei suoi troppi impegni e, dopo aver lungamente pregato, trovò un nuovo direttore spirituale in padre Joseph Gallois dei Maristi. Su esortazione del cardinale Francesco Satolli, vescovo di Frascati, le Vittime del Sacro Cuore abolirono la clausura e si aprirono a realizzazioni esterne. Nel 1910 madre Teresa inaugurò a Grottaferrata il primo laboratorio per educare le figlie del popolo, una forma indiretta per promuovere vocazioni sacerdotali all'interno delle famiglie. L'educandato fu successivamente trasferito a Roma per evitare incomprensioni con i padri Basiliani, e la Fondatrice si trasferì a risiedere stabilmente a Roma. Il 1° novembre 1916 l'istituto cambiò nome in Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù, mantenendo lo stesso spirito. Ai laboratori femminili si aggiunse l'iniziativa dei collegi Piccoli amici di Gesù, il cui nome fu suggerito dal terzo direttore di madre Teresa, don Giuseppe Perrone. Tali collegi sorsero dal 1925 con primi passi risalenti al 1922, avendo lo scopo di accogliere ed educare fanciulli inclini al sacerdozio per avviarli al seminario a dodici anni. Durante la prima guerra mondiale nacque anche l'ispirazione di accogliere sacerdoti anziani, malati e bisognosi in case specifiche. Monsignor Fortunato Maria Farina, vescovo di Foggia e Troia e Servo di Dio, fornì un grande aiuto all'espansione dell'opera, avendo precedentemente aiutato il beato don Giustino Russolillo nello sviluppo della Società delle Divine Vocazioni. Grazie al vescovo Farina nacque un collegio dei Piccoli amici a Orsara, il primo fuori dal Lazio.
Il tramonto e la morte
Nel maggio 1925 la salute di madre Teresa subì un improvviso tracollo e fu colpita da paralisi mentre si preparava per la posa della prima pietra di una nuova casa. Si riprese, ma dovette tornare definitivamente a Grottaferrata nel 1930. Costretta a letto, madre Teresa accoglieva suore, sacerdoti e seminaristi bisognosi di consolazione. Dal 18 marzo 1937 la situazione di salute si aggravò ulteriormente e il medico e il confessore padre Daniele Barbiellini-Amidei la raggiunsero per amministrarle l'Unzione degli Infermi. Madre Teresa partecipò al rito cosciente e con un filo di voce, e la crisi parve superata nel giro di una settimana data la grande serenità dell'ammalata. Il 2 aprile il confessore tornò e lei rispose di sentirsi tanto tranquila e di sentire Dio vicino. Passata la mezzanotte del 3 aprile, madre Teresa entrò in agonia e si spense alle ore 5 all'età di 72 anni a Grottaferrata. I solenni funerali furono celebrati nella parrocchia del Sacro Cuore, preceduti da una Messa nell'abbazia di Grottaferrata, e il corpo fu tumulato nella cappella delle Zelatrici del Sacro Cuore del cimitero locale, accompagnato da una folla che la considerava già santa. Un anno dopo si registrò il primo frutto dei Piccoli amici con l'ordinazione sacerdotale di don Cosimo Petino, passato al Pontificio Seminario Romano. La fama di santità fu riconfermata in occasione della traslazione dei resti nella cappella della Casa madre di Grottaferrata. Nel 1952 fu avviata la fase diocesana del processo per l'accertamento dell'eroicità delle virtù, conclusa nel 1962. Il 20 maggio 1965 i resti mortali furono nuovamente ricogniti e traslati nella chiesa della Casa Generalizia delle Oblate in via del Casaletto a Roma. La fase romana della causa di beatificazione si svolse dal 1982 al 1985 e fu convalidata l'8 novembre 1985. La positio super virtutibus fu consegnata alla Congregazione vaticana per le Cause dei Santi nel 1991. Il 22 ottobre 1996 si tenne la riunione dei consultori teologi e il 20 maggio 1997 quella dei cardinali e vescovi membri della Congregazione. Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che dichiarava Venerabile madre Teresa Casini il 7 luglio 1997.
Il miracolo e la beatificazione
Il caso di Jacob Ronald Sebest, detto Jack, residente a Campbell nella diocesi di Youngstown in Ohio, è stato esaminato come miracolo per la beatificazione. A cinque anni Jack cadde in una piscina durante una festa e rimase sott'acqua per undici minuti. Trasportato in ospedale, gli fu diagnosticata una sindrome da annegamento con coma post-anossico, e i medici dissero che se fosse sopravvissuto avrebbe avuto danni cerebrali permanenti. Il padre del bambino chiamò le Oblate, le quali risiedevano nella diocesi di Youngstown dal 1949 e gestivano l'asilo e la scuola elementare frequentati dai bambini della famiglia Sebest. Due suore vegliarono insieme ai genitori, e altre due giunsero l'indomani mattina dando un santino della loro fondatrice alla madre del piccolo, che lo mise sotto il cuscino del bambino. Meno di quarantotto ore dopo l'accaduto, verso le 19 di venerdì 27 giugno 2003, il bambino diede segni di risveglio muovendo braccia e gambe, nella solennità del Sacro Cuore e mentre nella cappella delle suore si stava celebrando la Messa. L'indomani Jack venne deintubato, due giorni dopo poté mangiare cibi solidi e infine fu dimesso. Venne istruito il tribunale diocesano per l'inchiesta sul miracolo per accertare che fosse scientificamente inspiegabile. L'inchiesta diocesana si svolse dal 13 dicembre 2007 al 19 marzo 2009 e fu convalidata il 5 febbraio 2010. La commissione medica della Congregazione per le Cause dei Santi diede parere positivo il 22 maggio 2014, i consultori teologi lo confermarono il 20 novembre 2014 e i cardinali e vescovi membri il 20 gennaio 2015. Il 22 gennaio 2015 papa Francesco ricevette il cardinale Angelo Amato, prefetto delle Cause dei Santi, autorizzando la promulgazione del decreto sul miracolo. Madre Teresa Casini è stata beatificata sulla piazza della cattedrale di San Pietro Apostolo a Frascati il 31 ottobre 2015. La memoria liturgica è stata fissata al 29 ottobre, anniversario del suo Battesimo, per le sue suore e la diocesi di appartenenza.
La diffusione dell'istituto
Le Suore Oblate del Sacro Cuore sono di diritto pontificio dal 5 dicembre 1947. Dal 1946 le suore assistono i sacerdoti nelle parrocchie, nelle case del clero e ovunque la loro presenza sia richiesta. L'istituto è oggi diffuso in Italia, negli Stati Uniti d'America, in Brasile, in Perù, in India e in Africa. Negli Stati Uniti sono presenti in Ohio, in Brasile nello Stato del Maranhão, in Perù nella regione di Lima, in India nello Stato del Kerala e in Africa in Guinea Bissau.
Il cammino di una fondatrice
La vicenda biografica di María Teresa Casini si intreccia indissolubilmente con la storia della Chiesa tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Nata a Frascati nel 1864, ha avvertito fin dalla giovinezza una chiamata particolare che l'ha condotta a fondare, nel 1894, l'istituto delle Vittime del Sacro Cuore. Questo primo nucleo di consacrate rappresentava il desiderio profondo della fondatrice di offrire la propria vita in riparazione e preghiera, un ideale che ha continuato a maturare nel tempo. Con la necessaria evoluzione del carisma, nel 1916, l'istituto ha assunto la denominazione di Suore Oblate del Sacro Cuore, consolidando la propria missione in un contesto ecclesiale che richiedeva una presenza attiva e contemplativa al tempo stesso.
L'attenzione di María Teresa verso il futuro della Chiesa si è manifestata in modo concreto a partire dal 1922, quando ha dato inizio all'apertura di collegi destinati ai fanciulli che manifestavano un'inclinazione verso il sacerdozio. Questa opera educativa ha rappresentato un pilastro fondamentale del suo apostolato, testimoniando la sua cura materna per le vocazioni. La sua vita, trascorsa tra le località di Frascati, Roma e Grottaferrata, si è conclusa nel 1937 in quest'ultima città. Il riconoscimento della sua santità è avvenuto attraverso tappe significative: dopo essere stata dichiarata Venerabile da Papa Giovanni Paolo II nel 1997, il suo percorso è giunto al compimento con la beatificazione presieduta da Papa Francesco il 31 ottobre 2015. La sua figura rimane un punto di riferimento per la capacità di coniugare la preghiera intensa con il servizio concreto verso le nuove generazioni.
Il culto e la memoria
Il culto della Beata María Teresa Casini invita i fedeli a riflettere sul valore del sacrificio e sulla sollecitudine verso il dono della vocazione. La sua figura è celebrata con devozione, ricordando la testimonianza di una donna che ha saputo trasformare la propria vita in un'offerta continua al Sacro Cuore di Gesù. La sua memoria liturgica, fissata al 29 ottobre, assume un significato particolare poiché coincide con l'anniversario del suo Battesimo, richiamando così l'importanza della grazia sacramentale che ha guidato ogni sua scelta.
Sebbene la ricorrenza del 3 aprile sia indicata come momento di memoria, la Chiesa invita a contemplare la sua intercessione in ogni tempo, specialmente per coloro che sentono nel cuore la chiamata al servizio sacerdotale e religioso. La sua beatificazione non rappresenta solo un traguardo storico, ma un incoraggiamento per ogni cristiano a vivere con coerenza il proprio battesimo, offrendo le proprie fatiche quotidiane per il bene della comunità. Attraverso le Suore Oblate del Sacro Cuore, il suo spirito continua a operare, mantenendo viva la luce di una testimonianza che non si è spenta con la sua morte a Grottaferrata, ma che continua a illuminare il cammino di quanti si affidano al suo esempio di dedizione e umiltà.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata María Teresa Casini?
La memoria liturgica è fissata al 29 ottobre per le sue suore e la diocesi di appartenenza, mentre la sua nascita al cielo si commemora il 3 aprile.