12 de agosto
Beata Victoria Diez y Bustos de Molina
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la formazione
Victoria Díez y Bustos de Molina nacque a Siviglia, in Spagna, l'11 novembre 1903. Ella era figlia unica e crebbe forse un po' soffocata dall'affetto di mamma e papà, i quali erano genitori iperprotettivi e sempre preoccupati per la gracilità della costituzione di Victoria. I genitori avevano una condizione piuttosto modesta, ma a prezzo di non pochi sacrifici riuscirono a far studiare la figlia. Victoria si diplomò maestra nel 1923 e studiò disegno nella Scuola delle Belle Arti di Siviglia. Durante questi anni giovanili, Victoria si trovò interiormente divisa tra il senso del dovere verso la famiglia e un desiderio missionario sempre più insistente. Quasi contemporaneamente conobbe la spiritualità di santa Teresa d'Ávila e ne restò affascinata, avviandosi così verso la maturazione della propria vocazione cristiana.
L'incontro con l'Istituzione Teresiana e l'insegnamento
Victoria entrò in contatto con l'Istituzione Teresiana, un'associazione di laici, uomini e donne, che realizzano la vocazione cristiana nel mondo nei diversi campi educativi, culturali e professionali secondo lo stile dei primi cristiani. Pedro Poveda Castroverde, un sacerdote infiammato d'amore per le anime, aveva fondato l'Istituzione Teresiana. Victoria cercò una sede e fece concorsi per poter insegnare, sentendo che questa realtà poteva rappresentare la piena realizzazione della sua vocazione missionaria. L'Istituzione Teresiana le permetteva infatti di vivere la professione di insegnante come missione evangelizzatrice nella donazione totale a Cristo e al servizio dei fratelli bisognosi, pur restando nel mondo. Nel 1927 Victoria vinse il suo primo concorso di insegnante e ottenne la prima nomina, trasferendosi a Cheles, un paesino dell'Estremadura quasi al confine con il Portogallo, dove restò per un anno scolastico in compagnia della mamma. L'anno successivo Victoria ottenne l'avvicinamento di sede e si trasferì a Hornachuelos, a metà strada tra Cordova e Siviglia, dove era insegnante nell'Istituto Teresiano. Nel 1928 Victoria compì il suo impegno con Dio e con l'Istituzione Teresiana, un passo importante che mise le ali al suo apostolato.
L'apostolato a Hornachuelos e la vita quotidiana
Nel paese di trasferimento Victoria si rimboccò le maniche e si tuffò nel lavoro con grande dedizione. Organizzò e diede nuovo impulso all'Azione Cattolica, programmando corsi serali per le donne lavoratrici e trovando un nuovo locale per la sua scuola. Victoria instauro nuovi rapporti con le famiglie delle sue alunne e riuscì a mettere in piedi una rete di sostegno e aiuto concreto per le bambine più bisognose. Inoltre, organizzò il catechismo per i ragazzi della parrocchia e diventò presidente del Consiglio Comunale, rivestendo così un ruolo di primo piano in paese. A livello personale, Victoria sostenne il suo apostolato con una robusta vita di fede e atti di squisita carità verso le alunne, arrivando non poche volte a privarsi del cibo procuratole dalla mamma per darlo alle alunne bisognose.
La persecuzione religiosa e la testimonianza
Al lo scoppio della guerra civile spagnola e della persecuzione religiosa contro la Chiesa Cattolica, Victoria finì subito nell'occhio del ciclone. La propaganda antireligiosa ingiunse la soppressione del crocifisso nelle aule scolastiche, e Victoria si portò a casa il crocifisso rimosso dall'aula. La propaganda fece inoltre distribuire libri e opuscoli contro la fede cristiana, ma Victoria distrusse meticolosamente i libri e gli opuscoli anticristiani per evitare che influenzassero la formazione morale e religiosa delle alunne. All lo scoppio delle ostilità contro la Chiesa, confessò apertamente la sua fede cristiana. Il 20 luglio 1936 fu assaltata la chiesa parrocchiale e fu arrestato il parroco. L'11 agosto 1936 Victoria venne imprigionata insieme ad altri in una casa adattata a carcere.
Il martirio
All'alba del giorno dopo, diciotto condannati a morte sfilarono per il paese legati a due a due e scortati dai miliziani in direzione della miniera. Victoria era l'unica donna del gruppo dei condannati a morte e subì il martirio mentre esortava gli altri a fare altrettanto; ella incitò e incoraggiò gli uomini, soprattutto quelli che tremavano al pensiero della morte imminente. Giunti alla miniera, dopo un processo-farsa, ciascun condannato fu posizionato accanto alla bocca del pozzo e fucilato affinché il corpo cada direttamente dentro. Victoria fu l'ultima ad essere chiamata. A Victoria fu promessa l'immediata libertà se avesse gridato «Viva il comunismo». Victoria rispose dicendo: «Dico quello che penso: Viva Cristo Re e viva la Madre mia». Le parole di Victoria furono coperte dagli spari che la fecero scomparire insieme agli altri nel pozzo della miniera. Nel novembre successivo i corpi furono tirati fuori dal pozzo della miniera, e il corpo di Victoria fu sepolto nel cimitero del paese. Trent'anni dopo, il corpo di Victoria fu trasferito nella cripta dell'oratorio della Sede dell'Istituzione Teresiana di Cordova.
Il cammino verso la beatificazione
Il processo informativo diocesano per l'accertamento del martirio in odio alla fede di Victoria si svolse dal 24 maggio 1962 al maggio 1963 nella diocesi di Cordova. Il decreto di convalida del processo informativo portò la data dell'11 marzo 1988, mentre la Positio super martyrio fu consegnata nel 1989. La Positio fu esaminata il 16 marzo 1993 dai Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi e, il 1 giugno dello stesso anno, dai cardinali e dai vescovi membri della medesima Congregazione. Il 6 luglio 1993 il Papa san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto di riconoscimento del martirio di Victoria, la quale fu riconosciuta ufficialmente come martire. Il Papa san Giovanni Paolo II beatificò Victoria il 10 ottobre 1993. Nella stessa cerimonia di beatificazione fu beatificato don Pedro Poveda, il quale era stato ucciso in odio alla fede il 28 luglio 1936 a Madrid, pochi giorni prima di Victoria, e successivamente canonizzato il 4 maggio 2003.
Su vida
Victoria Diez y Bustos de Molina nació en la ciudad de Sevilla. Con una vocación clara hacia el servicio y la enseñanza, obtuvo su título de maestra en el año 1923. Este paso fue fundamental en su trayectoria, pues poco después decidió adherirse a la Istituzione Teresiana, un camino que marcaría profundamente su estilo de vida y su apostolado. Su labor docente comenzó en Cheles, pero su dedicación la llevó pronto a Hornachuelos, donde se estableció a partir de 1928, desarrollando una intensa actividad pastoral, educativa y social que la integró profundamente en la comunidad local de la provincia de Cordova.
En el contexto de la guerra civil española, la vida de Victoria enfrentó una prueba definitiva en el mes de agosto de 1936. Durante aquellos días de conflicto y persecución, fue arrestada debido a su condición de creyente y educadora. A pesar de la presión recibida para abandonar sus principios, Victoria se mantuvo firme en su amor a Dios. Conducida hasta las cercanías de una miniera, fue ejecutada por fusilamiento. Su muerte no fue un acto de debilidad, sino una elección consciente y valiente de permanecer fiel a la fe que había enseñado y vivido durante toda su existencia. Su memoria perdura como un ejemplo de dignidad humana y fortaleza espiritual, habiendo sido reconocida oficialmente por la Iglesia a través de su beatificación el 10 de octubre de 1993, bajo el pontificado de Juan Pablo Segundo.
El culto
La Iglesia católica celebra la memoria litúrgica de la Beata Victoria Diez y Bustos de Molina cada 12 de agosto. Este día es una oportunidad para que los fieles, especialmente los educadores, vuelvan la mirada hacia su vida de entrega y servicio. Su figura es venerada no solo por el sacrificio de su martirio, sino por la constancia con la que desempeñó su labor profesional, entendiendo la enseñanza como una verdadera misión de caridad.
Al ser reconocida como patrona de los maestros, su intercesión es invocada por quienes dedican su vida a la formación de la juventud. El recuerdo de su beatificación, ocurrida en 1993, sigue vivo en la memoria de la comunidad cristiana, que encuentra en ella un intercesor cercano y un modelo de laica comprometida. Su vida, aunque breve en años, permanece como un testimonio de luz que invita a la perseverancia en la fe y al servicio generoso en cualquier circunstancia de la vida.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la beata Victoria Diez y Bustos de Molina?
La ricorrrenza della beata Victoria Diez y Bustos de Molina si celebra il 12 agosto.
Di cosa è ricordata la beata Victoria Diez y Bustos de Molina?
Era vergine, maestra nell'Istituto Teresiano e martire, ricordata per aver testimoniato la sua fede cristiana fino al sacrificio della vita a Hornachuelos.
En la pequeña ciudad de Hornachuelos, cerca de Córdoba, en España, beata Victoria Díez y Bustos de Molina, virgen y mártir, que, maestra en el Instituto Teresiano, al estallar las hostilidades contra la Iglesia, confesó su fe cristiana y sufrió el martirio, mientras exhortaba a los otros a hacer lo mismo. — Martirologio Romano