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28 de noviembre

Beato Ángel Francisco Bocos Hernandez

Religioso y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione

Il religioso si chiamava fratello Ángel F. Bocos. Nacque a Ruijas in Cantabria, nella diocesi di Santander, il 27 gennaio 1883. Si sa molto poco della sua famiglia d'origine e nel certificato di battesimo il padre figura come sconosciuto. Alla morte della madre fu accolto dallo zio Felipe Hernando, parroco di Quinasolmo. Ricevette da suo zio una educazione solida e cristiana che pose le basi per il suo futuro cammino spirituale. Entrò nel noviziato oblato all'età di diciassette anni. Iniziò il suo percorso religioso il 31 dicembre 1900 con l'aspirazione di consacrare la sua vita a Dio come fratello, ossia come religioso non sacerdote. Emise la prima oblazione temporanea nel 1901 e successivamente emise l'oblazione perpetua nel 1907.

Il cammino nella vita consacrata

Visse in diverse comunità oblate durante i suoi trentacinque anni di vita consacrata. Ebbe modo di risiedere nelle comunità di Madrid, ad Aosta e San Giorgio Canavese in Italia, e a Notre Dame de Lumières in Francia. Il luogo in cui viveva la comunità oblata a Lumières era un santuario della Santissima Vergine. Il fratello Ángel Bocos si distingueva negli esercizi di pietà che si svolgevano nella cripta del santuario. Monsignor Félix Erviti conobbe il fratello Ángel Bocos nel seminario minore di Lumières. Monsignor Félix Erviti fu superiore dello scolasticato di Pozuelo e primo Prefetto Apostolico del Sahara Occidentale, ed aveva conosciuto gli Oblati in Francia ricevendo lì la sua formazione religiosa. Non ebbe più contatti con lui dopo il suo trasferimento in un'altra comunità avvenuto dopo il 1925.

Il servizio a Pozuelo e le virtù quotidiane

Tornò in Spagna nel 1925. Fu destinato inizialmente al noviziato di Las Arenas in Vizcaya al suo ritorno in Spagna. Fu trasferito nel 1929 a Pozuelo a Madrid per l'apertura dello scolasticato, entrando a far parte di quella comunità. Prestò validi servizi nella comunità di Pozuelo, soprattutto occupandosi della cucina. Era un eccellente cuoco. Svolgeva il lavoro in cucina da ventiquattro anni nonostante i dolori fisici. Era disposto al sacrificio, servizievole, pio e dotato di buona capacità di adattamento. Aveva un carattere tranquillo, pacifico, umile e calmo. I tre fratelli coadiutori vivevano la carità collettiva verso il prossimo ed erano una testimonianza ammirevole per gli altri. Padre Ángel Villalba visse con i fratelli della comunità di Pozuelo e lasciò testimonianze su di loro. Padre Felipe Díez, un altro superstite, sottolinea lo spirito di sacrificio esemplare dei fratelli coadiutori nei diversi ministeri. Inviò una lettera al Superiore Generale dell'epoca, Monsignor Agustín Dontenwill. Dalla lettera si deducono la sua tenacia, rassegnazione e pazienza davanti alle avversità fisiche come i dolori allo stomaco e a una gamba. Offriva le sue sofferenze e il suo lavoro per la maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime.

La persecuzione e il martirio

Durante la prigionia nella casa di Pozuelo, il capo dei miliziani lo obbligò a seguirlo in cucina sotto vigilanza. Il capo dei miliziani gli disse di cucinare per tutti ma che, in caso di mancanze, queste dovevano riguardare i suoi e non i miliziani. Fu fatto prigioniero insieme a tutta la comunità il 22 luglio 1936. Fu portato a Madrid e rimesso in libertà il venticinque luglio. Tentò di cercare un rifugio sicuro dopo essere stato liberato. Fu nuovamente arrestato il quindici ottobre e condotto al Carcere Modelo. Incontrò quasi tutti gli Oblati di Pozuelo all'interno del Carcere Modelo. Fu trasferito al carcere di San Antonio un mese più tardi. Era il più anziano dei martiri, avendo cinquantatré anni. Fu prelevato dal carcere di San Antonio il 28 novembre 1936 per essere giustiziato. Fu giustiziato insieme ad altri dodici Oblati a Paracuellos del Jarama.

La memoria e il processo canonico

È stato difficile trovare testimoni che lo conoscessero a causa della sua età e della famiglia ridotta. Monsignor Félix Erviti è uno dei pochi testimoni su di lui. Don Ricardo Quintana fu Delegato diocesano delle Cause dei Santi nell'Arcidiocesi di Madrid. Don Ricardo Quintana presiedette come giudice tutto il processo diocesano. Don Ricardo Quintana provava simpatia verso questo Servo di Dio ed era convinto che fosse un vero santo, sebbene pochi parlassero di lui nel processo. Don Ricardo Quintana attribuì all'intercessione del fratello Bocos il suo veloce recupero da un grave incidente.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Ángel Francisco Bocos Hernandez?

La sua memoria liturgica si celebra il 28 novembre, giorno in cui subì il martirio a Paracuellos del Jarama.