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28 de septiembre

Beato Bernardino de Feltre

Religioso

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e formazione giovanile

Il beato è comunemente detto Bernardino da Feltre. Bernardino nacque a Feltre nel 1439, nel corso del quindicesimo secolo. Era il figlio primogenito del nobile e facoltoso Donato Tomitano e di Corona Rambaldoni. Sua madre Corona era cugina del celebre educatore Vittorino. Il beato fu battezzato con il nome di Martino. Da fanciullo mostrò un ingegno precoce ed era avido di letture. Fece rapidi progressi negli studi umanistici, tanto che a undici anni leggeva e parlava il latino con facilità. Ebbe come maestri Guarino Veronese, Damiano da Pola e Giacomo da Milano. Fu studente di diritto a Padova ed era ammirato da tutti per la serietà della condotta e l'intelligence. Interpretò come segni ammonitori del cielo la morte repentina e immatura di tre suoi professori universitari. I tre professori amati da Martino erano Zaccaria Pozzo, il Romanello e Giacomo de' Zocchi.

La vocazione e l'ingresso tra i Minori

Ascoltò la predicazione a Padova del francescano Giacomo della Marca, discepolo di Bernardino da Siena. La parola di Giacomo della Marca convinse Martino a prendere l'abito dei Minori. Assunse il nome di Bernardino in onore dell'apostolo senese, di cui rinnovò l'attività di predicatore. Entrò tra i Frati Minori Osservanti della provincia veneta a Padova il 14 maggio 1456. Compié un rigoroso noviziato nel piccolo convento di Santa Orsola, fuori le mura di Padova. Il padre andò invano a trovarlo per distoglierlo dal proposito, ma Bernardino lo persuase della sua vocazione. Finiti i corsi di teologia a Venezia, fu ordinato sacerdote nel 1463. Insegnò grammatica per alcuni anni.

Il ministero della predicazione itinerante

Il capitolo provinciale veneto lo nominò predicatore nel 1469. Dall'anno 1469 fino alla morte non cessò di predicare. Percorse l'Italia centro-settentrionale molte volte a piedi scalzi. I limiti geografici approssimativi dei suoi viaggi furono Trento-Milano e L'Aquila-Roma. Si trovò spesso in frangenti difficili per avverse condizioni atmosferiche, fame, pericoli di guerre, espulsioni da principi, odio di usurai ed ebrei, e per l'indiscreto zelo di devoti. Tenne ventitré Quaresime a partire dal 1470, una ogni anno tranne nel 1472. Nel 1472 non tenne la Quaresima perché infermo. Stupiva i contemporanei per la resistenza agli strapazzi nonostante la corporatura fragile. Era di statura esigua e amava firmarsi nelle lettere piccolino. Aveva una salute delicata, spesso ammalato e minato dalla tisi che lo condusse a morte. Le sue prediche attiravano uditori senza numero. Le città più illustri se lo contendevano, ricorrendo anche al papa per averlo. Il quaresimale di Padova del 1493 e l'Avvento di Brescia dello stesso anno conservano traccia dei suoi temi di predicazione. Le prediche e gli scritti furono conservati dal francescano Bernardino Bulgarino, suo compagno. Era un oratore vivo che dialogava con il popolo, raccontava spigliatamente e lanciava argute sferzate. Riportò ovunque una buona messe grazie alla sua predicazione.

Battaglia contro l'usura e fondazione dei Monti di Pietà

Lottava contro gli sfacciati costumi delle donne, le ingiustizie legali e le usure. Esortava ai Sacramenti, alla devozione alla Madonna e all'amore per il prossimo, specialmente verso i poveri indifesi. Difese apertamente l'immacolato concepimento della Madonna. Fu promotore dei Monti di Pietà. Istituì i Monti di Pietà come istituzioni contro l'usura. Aprì i Monti di Pietà a Mantova nel 1484, a Padova nel 1491, a Crema e Pavia nel 1493, a Montagnana e Monselice nel 1494. Promosse i Monti di Pietà nonostante la forte opposizione della maggior parte dei suoi confratelli. Sostenne, da esperto giurista, che era lecito esigere il pagamento di un modesto interesse sul mutuo per il funzionamento bancario. Fu inflessibile contro l'usura. Sostenne una grave lotta a Trento nel 1476 accusando gli ebrei di strozzinaggio. La cacciata da Firenze nella Quaresima del 1488 fu causata dal risentimento della Signoria contro le sue denunce sui prestatori.

Prove, carità nella peste e vicende istituzionali

Non fuggì mai le responsabilità del suo ministero. Fu cacciato da Milano dal duca Ludovico il Moro nel 1491 per aver confutato in pubblico un astrologo favorito del principe. A Padova, durante la peste del 1478, continuò a predicare nonostante fosse sconsigliato per il contagio. Mirava a rincuorare la popolazione e a spronare i sani alla cura degli ammalati durante la peste. Diede personalmente l'esempio curando i malati negli ospedali e nelle case private, fino a essere contagiato. Fu vicario provinciale dei Minori osservanti veneti durante l'interdetto lanciato dal papa Sisto IV contro la repubblica nel 1483. Obbedì al Sommo Pontefice durante l'interdetto e ordinò ai frati di lasciare i conventi, pur lasciandone alcuni per il servizio religioso. Ebbe l'esilio perpetuo dal doge come ribelle a causa dell'obbedienza al papa. Il decreto di esilio fu revocato nel 1487. Fu riconosciuto come uomo di pace. Fu chiamato dal papa Sisto IV per ricomporre le discordie civili.

Gli ultimi giorni e la glorificazione

Egli visse a Pavia ed era sacerdote dell'Ordine dei Minori. Interruppe la predicazione pochi giorni prima del decesso a causa dell'aggravarsi del male. Incontrò sereno la morte a Pavia il 28 settembre 1494. Morì a Pavia il 28 settembre 1494. Il beato Bernardino da Feltre, al secolo Martino Tomitano, fu venerato subito dal popolo. Il suo culto fu confermato nel 1654 per l'Ordine francescano e per le diocesi di Feltre e Pavia. I Frati Minori celebrano la sua festa il 28 settembre.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia il Beato Bernardino de Feltre?

La sua memoria liturgica si celebra il 28 settembre.

Qual era il suo nome di battesimo e dove nacque?

Nacque a Feltre nel 1439 e fu battezzato con il nome di Martino Tomitano.

En Pavía, beato Bernardino de Feltre (Martino) Tomitano, sacerdote de la Orden de los Menores, que obtuvo en todas partes una buena cosecha de su predicación, instituyó contra la usura los llamados Montes de Piedad y, hombre de paz, fue llamado por el papa Sixto IV a recomponer las discordias civiles. — Martirologio Romano