1 de mayo
Beato Clemente Septyckyj
Sacerdote y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Dalla politica al chiostro
Il soggetto nasce il diciassette novembre 1869 a Prilbiči, nella regione di Leopoli, sesto figlio del conte Ivan Šeptickij e di Sofija Fredriv. Al battesimo gli viene imposto il nome di Kazimir-Marija. Tra il 1888 e il 1890 compie gli studi a Monaco e successivamente a Parigi. Nel 1892 consegue la laurea in giurisprudenza a Cracovia. Entrato nell'arena pubblica, nel 1900 viene eletto al parlamento austriaco in qualità di deputato. Nel 1901 entra a far parte del Consiglio Nazionale a Vienna. Nel 1907, a seguito dello scioglimento del parlamento austriaco, abbandona la vita politica. Si dedica alla gestione della tenuta ricevuta in eredità, edificandovi una chiesa in pietra destinata ai cattolici di rito bizantino. Nel 1912 entra nel noviziato dei benedettini situato a Beuron. Decide di fare ritorno al rito tradizionale dei suoi antenati, seguendo l'esempio del fratello Roman-Andrej. Nello stesso anno comincia il noviziato presso il monastero studita bizantino di Kamenica, situato in Bosnia. In Bosnia emette i voti monastici e assume il nome di Kliment. Il ventotto agosto 1915 viene ordinato sacerdote. A partire dal 1918 ricopre la carica di igumeno nel monastero studita di Sklinov. A Sklinov si impegna nel rilancio delle tradizioni monastiche basate sugli insegnamenti dei Santi Padri orientali. Nel 1926 assume il ruolo di igumeno del monastero studita di Univ. Nella nuova carica di igumeno attribuisce fondamentale importanza alla celebrazione della Divina Liturgia. Si caratterizza per lo zelo nel rispetto dei voti monastici e della regola. Mantiene uno stile di vita parsimonioso ed è rigoroso nell'osservanza del digiuno. Si distingue per la capacità di giudizio e per l'umiltà nella vita spirituale. I suoi rapporti con i confratelli si basano sul principio della libertà in Cristo. Nel 1936 la Congregazione Orientale gli affida il compito di redigere, insieme al metropolita Andrej, il typikon per i monaci studiti. Nell'autunno del 1937 si reca a Roma per sottoporre il typikon a Papa Pio XI per la ratifica. Nel 1939 torna a Roma per portare a Papa Pio XII i saluti del fratello metropolita Andrej, affetto da una grave malattia.
La tempesta della storia e la guida della Chiesa
Nel 1939 la regione della Galizia viene occupata dalle forze sovietiche. L'NKVD giustizia i familiari di Leon, uno dei fratelli di padre Kliment. Viene emessa un'ordinanza di condanna a morte contro padre Kliment, ma le autorità sovietiche uccidono per errore un sacerdote polacco al suo posto. Nel 1939 viene arrestato Jan Šeptickij, nipote di padre Kliment. Nel 1940 viene assassinato Aleksandr, un altro fratello di padre Kliment. Il nove ottobre 1939 il metropolita Andrej Šeptickij si avvale dei requisiti speciali concessi dalla Santa Sede per nominare padre Kliment esarca dei greco-cattolici di tutta la Russia. La carica di esarca era rimasta vacante in seguito al decesso di padre Leonid Fëdorov. Il diciotto settembre 1940 si tiene a Leopoli, in forma clandestina, il primo Concilio degli esarchi greco-cattolici per i territori dell'Unione Sovietica, a cui partecipano I. Slipyj, padre Nemancevič, il vescovo N. Čarneckij e padre Kliment. Durante il Concilio viene definito un piano d'azione per consentire la sopravvivenza della Chiesa greco-cattolica di fronte alle intenzioni repressive dello Stato sovietico. Dal tredici al sedici giugno 1941 si svolge segretamente a Leopoli il secondo Concilio degli esarchi. In questa assemblea si stabilisce di redigere un catechismo e si affronta il tema della formazione dei futuri sacerdoti. Dal nove al quindici giugno 1942 ha luogo il terzo Concilio, svolto sotto l'occupazione tedesca. Padre Kliment interviene al Concilio sostenendo la necessità di privilegiare il rito bizantino per la Russia. Rivendica l'autonomia dei cattolici di rito bizantino rispetto al rito latino e si oppone alla latinizzazione promossa dalle autorità ecclesiastiche polacche. Offre protezione e rifugio agli ebrei perseguitati durante la seconda guerra mondiale. Nell'aprile del 1945, dopo l'arresto dell'episcopato, l'esarca Kliment assume la guida di fatto della Chiesa greco-cattolica in Ucraina. Promuove incontri settimanali il giovedì per i sacerdoti, esortandoli a resistere alle minacce e alle provocazioni per custodire la fede. Nel novembre 1945 viene costretto ad abbandonare Leopoli per trasferirsi a Univ.
Il martirio e la beatificazione
Il cinque luglio 1947 viene tratto in arresto e condannato a una pena di otto anni di prigionia. Viene trasferito a Kiev e detenuto nel carcere interno del Ministero della Sicurezza dello Stato. Successivamente alla condanna viene condotto prima a Mosca e poi nel carcere politico di Vladimir. Durante la detenzione gli viene offerta la scarcerazione immediata in cambio dell'adesione all'ortodossia. In prigione versa in precarie condizioni di salute, essendo affetto da una cataratta che gli impedisce di leggere. Soffre di acuti dolori alle gambe provocati dall'umidità della cella, ma raramente esprime lamentela. Mantiene un atteggiamento sereno e sorridente durante la prigionia. Muore all'interno del carcere di Vladimir il primo maggio 1951. Viene proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II il ventisette giugno 2001 durante il suo viaggio apostolico in Ucraina.
La vida de servicio
La trayectoria del beato Clemente Septyckyj comenzó en su tierra natal de Prilbiči, en Ucrania. Con el paso de los años, su inquietud espiritual lo condujo hacia el noviciado en el monasterio estudita de Kamenica. Fue allí donde, en el año 1915, recibió la ordenación sacerdotal, iniciando una etapa de servicio consagrado que lo llevaría a transitar por diversos lugares significativos, tales como Cracovia, Sklinov, Univ y Leopoli. Su ministerio no se limitó a las tareas internas de la vida monástica, sino que se expandió hacia la atención de las necesidades de su pueblo.
En el año 1939, el metropolita Andrej le encomendó la responsabilidad de ser esarca de los greco-católicos de Rusia. Esta misión se desarrolló en un contexto histórico particularmente difícil. Durante la segunda guerra mundial, el beato Clemente manifestó una caridad heroica al ofrecer refugio y protección a numerosos judíos que huían de la persecución. Este gesto, nacido de su profunda convicción religiosa, lo convirtió en un baluarte de la dignidad humana. Su entrega no pasó inadvertida para las autoridades del régimen soviético de aquel entonces. En el año 1947, fue arrestado y sometido a un juicio injusto, que culminó con una condena de ocho años de privación de libertad. Finalmente, en el año 1951, entregó su alma al Señor mientras se encontraba en la prisión política de Vladimir, en Rusia, sellando así su vida con el testimonio del martirio.
El recuerdo litúrgico
La figura del beato Clemente Septyckyj es venerada hoy en toda la Iglesia como un modelo de fidelidad a la vocación sacerdotal y de valentía evangélica. Su memoria se mantiene viva gracias al reconocimiento oficial de su sacrificio. El día 27 de junio del año 2001, el papa Juan Pablo II lo inscribió en el catálogo de los beatos, celebrando su entrega absoluta como un testimonio de luz ante las tinieblas de la opresión del siglo veinte.
En el martirologio romano, el beato Clemente es conmemorado como mártir, ocupando un lugar especial en la oración de los fieles. Su vida nos invita a reflexionar sobre la importancia de la coherencia entre la fe profesada y las acciones cotidianas, especialmente en momentos de prueba. Al recordar su paso por lugares como Vladimir, la Iglesia reconoce en él a un hombre que, incluso en la soledad de la cárcel, supo mantener su confianza puesta en Dios, convirtiendo su sufrimiento en una ofrenda de amor por sus hermanos. Su ejemplo continúa inspirando a quienes buscan vivir el Evangelio con sobriedad, entrega y caridad sincera.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Clemente Septyckyj?
La ricorrenza liturgica si celebra il primo maggio di ogni anno.
Di cosa è patrono il Beato Clemente Septyckyj?
Le fonti biografiche ufficiali non menzionano patronati specifici attribuiti al santo.
En la ciudad de Vladimir en Rusia, beato Clemente Šeptyckyj, sacerdote y mártir, que fue prior del monasterio estudita de la ciudad de Univ y, en el tiempo en que vigía un régimen hostil a Dios, perseverando en la fe mereció alcanzar la morada celeste. — Martirologio Romano