1 de mayo
San Pelegrino Laziosi
Religioso
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e giovinezza ribelle
Pellegrino nacque a Forlì verso l'anno 1265, inserendosi fin dalla nascita nel contesto della nobile casata dei Laziosi. Durante la sua giovinezza, la città di Forlì fu teatro di gravi disordini popolari che scaturirono da un interdetto lanciato da papa Martino IV. Nel pieno di questi tumulti si trovava in visita al convento forlivese il Priore Generale dei Servi di Maria, san Filippo Benizi, il quale cercava di riportare la pace esortando i cittadini a sottomettersi nuovamente all'autorità papale. San Filippo Benizi venne brutalmente percosso e scacciato dalla città proprio mentre compiva quest'opera di riconciliazione. All'età di diciotto anni, Pellegrino faceva parte del gruppo dei cittadini ribelli che contestavano l'autorità della Chiesa. Diverse fonti storiche e racconti successivi riferiscono che fu proprio il giovane Pellegrino a colpire san Filippo con uno schiaffo.
La conversione e l'ingresso nei Servi di Maria
Quel gesto violento segnò profondamente la coscienza del giovane, avviando un cammino interiore di profondo pentimento che lo condusse a una radicale conversione di vita. Non esistono testimonianze certe sui dettagli e sulle modalità specifiche di questo cambiamento spirituale, ma la tradizione custodisce il ricordo di un momento decisivo. All'incirca all'età di trent'anni, collocabile tra il 1290 e il 1295, Pellegrino fece il suo ingresso formale nell'Ordine dei Servi di Maria. Si ritiene che sia stato lo stesso san Filippo Benizi a concedergli l'abito religioso, suggellando così la riconciliazione e il perdono. In deroga alle consuetudini e alle regole antiche dell'ordine, Pellegrino svolse il periodo di noviziato a Siena anziché a Forlì. Una volta concluso il noviziato, superati i trent'anni di età, venne inviato nuovamente a Forlì, la sua città d'origine, dove rimase stabilmente per il resto della sua lunga vita.
Rigore penitenziale e la malattia
Nel convento di Forlì, Pellegrino si distinse per l'estrema fedeltà e il rigore assoluto nell'osservare la Regola del suo ordine. Era solito sottoporsi a severe pratiche penitenziali, tra le quali prediligeva la disciplina rigorosa di rimanere costantemente in piedi senza mai sedersi. Questa faticosa penitenza di restare eretto durò ininterrottamente per ben trent'anni. Attorno ai sessant'anni di età, la prolungata postura in piedi gli causò una grave piaga alla gamba destra, originata da complicazioni alle vene varicose. L'infezione e la malattia alla gamba peggiorarono progressivamente fino a raggiungere una tale gravità che i medici dell'epoca stabilirono l'inevitabile necessità di amputare l'arto per salvare la vita al religioso.
Il miracolo della guarigione
Nel corso della notte precedente il giorno stabilito per l'intervento chirurgico, Pellegrino si alzò dal letto e con grande fatica si recò nella sala capitolare del convento. Giunto sul posto, pregò con immenso fervore davanti all'immagine del Crocifisso per impetrare la guarigione dalla sua infermità. Dopo essersi addormentato sugli scanni della sala, visse un sogno profondo in cui vide Gesù scendere dalla Croce per stendere la mano e liberarlo definitivamente dalla malattia. Al suo risveglio, confortato da quella visione, ritornò con le sue forze nella propria cella. Il mattino seguente, il medico giunto puntualmente per eseguire l'amputazione constatò con stupore la completa e avvenuta guarigione della gamba. L'evento miracoloso incrementò notevolmente la profonda devozione che gli abitanti di Forlì già nutrivano per lui.
La morte e i prodigi delle esequie
Pellegrino morì il primo maggio del 1345, consumato da uno stato febbrile che ne esaurì le ultime forze terrene. Durante le sue esequie, caratterizzate da una straordinaria e commossa affluenza di popolo, si verificarono due clamorosi miracoli che confermarono la sua santità. Nel corso dei funerali, il santo liberò una donna posseduta dal demonio. Sempre durante le medesime esequie, si sollevò prodigiosamente dalla bara per benedire un uomo cieco, restituendogli miracolosamente la vista. A testimonianza della venerazione speciale riservata a pochi eletti, venne sepolto all'interno di un loculo ricavato direttamente nella parete anziché sotterra. Il Martirologio lo ricorda a Forlì come religioso dei Servi di Maria, distinto per la devozione a Gesù e la sollecitudine verso i poveri, in perfetta coerenza con la sua scelta di farsi servo della Madre di Dio.
Il culto e la canonizzazione
La devozione nei confronti di Pellegrino si diffuse rapidamente in Italia e nel resto del mondo parallelamente alla progressiva espansione dell'Ordine dei Servi di Maria. Il quindici aprile 1609 papa Paolo V ne autorizzò formalmente il culto con il titolo di beato, ratificando ufficialmente una devozione popolare che era già esistente da tempo immemorabile. Successivamente, il ventisette dicembre 1726, papa Benedetto XIII lo ha solennemente proclamato santo. Nella sua rappresentazione artistica, l'iconografia lo immortala quasi sempre sorretto dagli angeli nel momento in cui Gesù scende dalla Croce per risanarlo. I fedeli continuano a rivolgersi a lui con fiducia, invocandolo come protettore celeste contro i tumori e le malattie cancerogene, mentre la città di Forlì lo custodisce con amore filiale riconoscendolo come proprio compatrono.
La vita
La parabola umana di San Pelegrino Laziosi ebbe inizio a Forlì, dove nacque nel 1265. Durante la sua giovinezza, il suo carattere ardente lo portò a essere protagonista attivo nei conflitti politici dell'epoca, partecipando a diciotto anni alle agitazioni contro la figura di papa Martino IV. Tuttavia, il Signore aveva disegnato per lui un percorso diverso, lontano dalle contese del mondo. Superata la soglia dei trent'anni, il suo cuore fu toccato dalla chiamata divina, che lo condusse a lasciare ogni ambizione terrena per abbracciare la vita religiosa nell'Ordine dei Servi di Maria.
Il suo noviziato si svolse nella città di Siena, luogo dove iniziò a forgiare la sua nuova identità di monaco. La sua devozione si espresse attraverso forme di ascesi particolarmente intense, tra cui spicca la scelta di praticare, per ben trent'anni, la penitenza di rimanere sempre in piedi. Questa forma di sacrificio fisico fu accompagnata da una costante preghiera, che lo sostenne anche di fronte a una grave piaga alla gamba destra. La guarigione miracolosa da questa infermità segnò profondamente il suo spirito, rafforzando la sua fede e il suo legame con il creato. San Pelegrino Laziosi concluse il suo pellegrinaggio terreno il primo maggio 1345 nella sua città natale di Forlì, lasciando un'eredità di umiltà e di totale abbandono alla volontà di Dio, che fu successivamente riconosciuta dalla Chiesa con la canonizzazione proclamata da papa Benedetto XIII nel 1726.
Il culto
Il culto verso San Pelegrino Laziosi si è consolidato nei secoli, radicandosi profondamente nella memoria della Chiesa e, in modo particolare, nel cuore degli abitanti di Forlì, di cui è patrono. La sua memoria liturgica viene celebrata ogni anno il primo maggio, giorno in cui si ricorda il suo transito verso la vita eterna.
La testimonianza del Santo è oggi un punto di riferimento spirituale per i malati di cancro, che vedono nella sua storia di sofferenza guarita un segno di speranza per le proprie battaglie personali. La sua canonizzazione, avvenuta nel 1726 per opera di papa Benedetto XIII, ha sancito ufficialmente la santità di questo religioso, rendendo il suo esempio accessibile a tutti i fedeli. Coloro che soffrono nel corpo trovano in San Pelegrino un intercessore potente, capace di portare le loro suppliche dinanzi al trono di Dio, ricordando costantemente che ogni croce, se vissuta con fede, può trasformarsi in un cammino di santificazione e di pace interiore.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Pellegrino Laziosi?
La festa di San Pellegrino Laziosi si celebra il primo maggio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1345.
Di cosa è patrono San Pellegrino Laziosi?
San Pellegrino Laziosi è riconosciuto come compatrono della città di Forlì ed è invocato dai fedeli come protettore speciale contro i tumori e le malattie cancerogene.
En Forlì, san Pelegrino Laziosi, religioso de la Orden de los Siervos de María, que, en coherencia con su condición de siervo de la Madre de Dios, resplandeció en la devoción hacia el Hijo Jesús y en la solicitud por los pobres. — Martirologio Romano