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1 de mayo

San José

Trabajador

San José

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini, nobiltà e professione

San Giuseppe era un discendente della casa reale di Davide, inserendosi così nella linea dinastica promessa dalle Scritture. A dispetto di quanto tramandato dalla tradizione agiografica e dalla rappresentazione iconografica del buon vecchio, san Giuseppe non era anziano, bensì un uomo giovane, di fede salda, dal cuore generoso e innamorato di Maria. Nella città di Nazareth, san Giuseppe svolgeva la professione di artigiano dedito alla lavorazione del legno, esercitando il mestiere di falegname per sostenere la propria quotidianità. Nel corso della sua esistenza terrena, il Martirologio attesta che Giuseppe sostenne economicamente la Sacra Famiglia con il proprio lavoro manuale, adempiendo ai propri doveri con dedizione. Inoltre, proprio attraverso questa attività quotidiana, Giuseppe introdusse Gesù alla professione e alle dinamiche del lavoro umano.

Il fidanzamento e la prova della fede

San Giuseppe si fidanzò con Maria conformemente alle consuetudini ebraiche dell'epoca, legandosi alla Vergine di Nazareth per svolgere la funzione di padre putativo del Figlio di Dio. Presso il popolo ebreo il fidanzamento equivaleva legalmente al matrimonio, aveva la durata di un anno e non prevedeva la coabitazione né i rapporti coniugali. Al termine dell'anno di fidanzamento si celebrava una festa per l'ingresso della sposa nella casa dello sposo, con cui cominciava la convivenza coniugale. Se la fidanzata concepiva un figlio durante il periodo di fidanzamento, lo sposo attribuiva il proprio nome al nascituro. Se la promessa sposa era ritenuta responsabile di infedeltà, poteva essere deferita al tribunale locale, poiché la legge dell'epoca puniva la donna adultera con la pena di morte per lapidazione a seguito di un processo infamante. Nel Vangelo di Matteo si narra che Maria rimase incinta per opera dello Spirito Santo prima di andare a convivere con Giuseppe. Di fronte a questa realtà misteriosa, Giuseppe, riconosciuto come uomo giusto nel Vangelo di Matteo, decise di ripudiare Maria in segreto per non esporla all'infamia pubblica. Nel linguaggio biblico il termine giusto definisce colui che ama lo spirito e la lettera della Legge divina in quanto manifestazione della volontà di Dio.

La chiamata dell'Angelo e l'assenso

Mentre Giuseppe ponderava sul da farsi, un Angelo del Signore gli apparve per rassicurarlo e gli disse di non temere di prendere con sé Maria come sposa. L'Angelo rivelò a Giuseppe che la gravidanza di Maria era opera dello Spirito Santo e preannunciò che Maria avrebbe partorito un figlio al quale egli avrebbe dovuto imporre il nome di Gesù. L'Angelo spiegò che Gesù avrebbe salvato il suo popolo dai suoi peccati, manifestando il disegno divino della Redenzione. San Giuseppe manteneva la piena libertà di accettare o rifiutare il disegno divino, poiché nella dinamica della vocazione la chiamata divina rispetta sempre la libertà e il libero arbitrio delle creature. Spinto dall'amore per Maria, san Giuseppe scelse di accettare il progetto di Dio, superando le convenzioni sociali, i costumi dell'epoca e la prudenza umana per accogliere il mistero dell'Incarnazione del Verbo. Le Scritture attestano che Giuseppe eseguì gli ordini dell'Angelo del Signore e accolse la sposa con sé. San Giuseppe ubbidì con prontezza all'Angelo, esprimendo il proprio assenso all'opera della Redenzione in un atto che affianca l'assenso espresso da Maria.

La Santa Famiglia e la prima chiesa domestica

Dopo aver compreso la propria missione, san Giuseppe si consacrò interamente a Maria con tutte le sue forze, diventando per lei sposo, custode, discepolo, guida e sostegno. Sia i dotti sia i semplici fedeli si interrogano frequentemente sulla natura matrimoniale dell'unione tra Giuseppe e Maria, la quale fu vissuta nella verginità. Il Vangelo secondo Matteo descrive l'unione come un matrimonio verginale e una piena comunione di vita. Secondo il teologo Stefano De Fiores, il legame sponsale tra Maria e Giuseppe comportava un amore profondo non finalizzato alla sessualità e alla procreazione. Entrambi i coniugi amavano il silenzio, condividevano una profonda fede, un'attitudine all'umiltà e vivevano una comunione spirituale e di cuori. Nella lettera enciclica Redemptoris Custos, papa Giovanni Paolo II ha definito la coppia formata da Maria e Giuseppe come il vertice da cui la santità si diffonde sulla terra. Il matrimonio tra Maria e Giuseppe rappresenta la prima chiesa domestica della storia e anticipa la condizione celeste descritta nei Vangeli di Luca e Matteo, costituendo una prefigurazione terrena del Paradiso e della trasfigurazione dell'umano nel divino. Tra tutti i santi, Giuseppe è considerato il secondo per vicinanza a Gesù e alla Vergine sia durante la vita terrena sia nella dimensione celeste.

Il silenzio, la morte e la figura storica

Il testo del Nuovo Testamento non riporta alcuna parola pronunciata da san Giuseppe, confermando quel carattere di nascondimento che rappresenta la sua cifra distintiva sia durante la vita terrena sia dopo la morte. Vittorio Messori ha rilevato che il rimanere celato ed emergere progressivamente nel tempo costituisce una componente del ruolo di san Giuseppe nella storia della salvezza. San Giuseppe era verosimilmente già deceduto all'inizio della vita pubblica di Gesù, dato che non viene citato nel racconto delle nozze di Cana. La data e il luogo della morte di san Giuseppe sono ignoti, così come la collocazione della sua tomba, che rimane sconosciuta a differenza di quella del patriarca Abramo, vissuto molti secoli prima. Nonostante la sua grandezza, san Giuseppe rimane tuttora una figura relativamente poco conosciuta, ma la tradizione riferisce che la sua intercessione permette di ottenere innumerevoli grazie.

Il culto, il patrocinio e la devozione dei Papi

Numerosi Ordini e Congregazioni religiose, associazioni, pie unioni, sacerdoti, laici, studiosi e persone semplici si sono posti sotto la protezione di san Giuseppe. Papa Pio IX ha proclamato san Giuseppe patrono universale della Chiesa cattolica, ed egli è venerato anche come patrono dei lavoratori, dei moribondi e delle anime del purgatorio. Il patrocinio di san Giuseppe è ritenuto efficace per ogni tipo di necessità e richiesta dei fedeli. Santa Teresa d'Avila, nel sesto capitolo della sua Autobiografia, dichiarava di aver scelto san Giuseppe come proprio avvocato e protettore spirituale, testimoniando di essere stata soccorsa in difficoltà legate all'onore e alla salvezza dell'anima, e affermando che qualsiasi grazia chiesta a san Giuseppe viene senz'altro concessa da Dio. Tra i papi devoti figurano il beato Pio IX, san Pio X, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II. Quest'ultimo ha dichiarato di recitare quotidianamente preghiere rivolte a san Giuseppe e nel 1989 ha pubblicato l'Esortazione apostolica Redemptoris Custos per promuovere la devozione al santo. Il recentemente canonizzato Papa Giovanni XXIII aveva considerato l'idea di assumere il nome pontificio di Giuseppe al momento della sua elezione al soglio di Pietro, a motivo della sua profonda devozione verso il santo falegname di Nazareth. Nessun pontefice nella storia della Chiesa ha mai adottato il nome di Giuseppe, poiché esso non appartiene alla tradizione papale, ma Papa Giovanni XXIII avrebbe assunto volentieri il nome di Giuseppe I se le circostanze lo avessero consentito.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San José?

San José se celebra el 1 de mayo como San José trabajador, en la jornada en que en muchos Países se celebra la fiesta del trabajo.

Di cosa è patrono San José?

San José es el patrono de la Iglesia universal, de los trabajadores, de los moribundos y de las anime purganti.

San José obrero, que, carpintero de Nazaret, proveyó con su trabajo a las necesidades de María y Jesús e inició al Hijo de Dios al trabajo entre los hombres. Por lo tanto, en el día en que en muchas partes de la tierra se celebra la fiesta del trabajo, los trabajadores cristianos lo veneran como ejemplo y patrón. — Martirologio Romano