28 de noviembre
Beato Daniel Gómez Lucas
Religioso y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione
Daniel nacque ad Hacinas, in provincia e diocesi di Burgos, il 10 aprile 1916. Il paese natale di Daniel si trova vicino alla secolare Abbazia di Silos. La famiglia di Daniel aveva una condizione socio-economica semplice, tipica dei muratori e dei proprietari di bestiame dell'epoca. L'ambiente familiare era caratterizzato da dedizione al lavoro e forti convinzioni religiose. Daniel fu educato alla pietà e alla morale cristiana all'interno della sua famiglia. Si ritiene che la formazione religiosa infantile di Daniel sia stata eccellente.
La vocazione di Daniel nacque spontaneamente in un contesto in cui si conoscevano i Missionari Oblati. Due cugini di Daniel erano missionari Oblati. Il cugino Padre Simeón Gómez fu missionario in Ceylon, l'attuale Sri Lanka. Il cugino Padre Sinforiano Lucas fu professore a Sant'Antonio in Texas, Provinciale di Spagna, Assistente Generale della Congregazione a Roma e vescovo nel vicariato apostolico di Pilcomayo in Paraguay. All'età di dodici anni Daniel entrò nel seminario minore di Urnieta, in Guipúzcoa.
Durante il periodo in seminario, Daniel entrò in contatto con la persecuzione religiosa, diversa da quella del suo paese natale. Durante le passeggiate nel paese vicino di Hernani, i seminaristi venivano insultati e bersagliati con pietre. Padre Ignacio Escanciano testimoniò che i seminaristi parlavano di come sfuggire a un eventuale incendio del seminario causato dall'odio religioso. Durante i viaggi di vacanza, chi riconosceva i seminaristi faceva loro il gesto del taglio della gola, a volte brandendo un coltello. Nonostante il clima ostile, Daniel proseguì il suo percorso religioso.
Daniel entrò nel noviziato di Las Arenas, dove emise i primi voti nel 1935. Successivamente si trasferì a Pozuelo per continuare gli studi ecclesiastici. Daniel si distingueva per la costanza nella cura della vita interiore e per l'impegno e l'entusiasmo negli studi. Daniel era un grande appassionato di sport. Daniel appariva sempre ottimista, di buon umore e fiducioso.
Arresto e prigionia
Dopo essere stato arrestato nel convento di Pozuelo, Daniel fu trasferito alla Direzione Generale di Sicurezza. Il 25 luglio i quindici giovani Oblati furono rimessi in libertà e si ritrovarono senza documenti in una Madrid per lo più sconosciuta. I giovani si organizzarono secondo le direttive dei superiori formando piccoli gruppi per passare in ossequio e trovare rifugio. Daniel fu l'ultimo a trovare rifugio e si recò nella casa del sarto José Vallejo, che confezionava le loro tonache e dove era già ospitato il gruppo più numeroso di Oblati. La famiglia del sarto li ospitò fino al loro secondo e definitivo arresto avvenuto il 15 agosto. La signora Dulce, moglie del sarto, faceva visita ai religiosi in carcere per circa tre mesi portando loro notizie degli Oblati rimasti liberi.
Padre Porfirio Fernández, sopravvissuto, raccontò di essere arrivato l'undici del mese insieme a José Guerra alla casa del sarto per ricongiungersi con dodici compagni. Il dodici del mese, giorno della festa del Pilar, ricevettero le ostie consacrate e trascorsero la giornata in adorazione a turno, facendo la comunione al tramonto per la prima volta dopo la partenza da Pozuelo. Il tredici trascorse senza incidenti fino al momento di coricarsi. A mezzanotte suonò il campanello e si presentò la polizia. Padre Porfirio dormiva sul pavimento insieme a Daniel Gómez e altri cinque compagni. I poliziotti li videro in quella posizione e non fecero domande, poiché la loro condizione di clandestini era evidente. Arrivarono due automobili che li trasportarono tutti insieme al commissariato. La famiglia che li ospitava non fu coinvolta, grazie a Dio. Furono radunati in una grande sala che all'inizio conteneva pochi prigionieri in silenzio. A metà mattinata la sala era così affollata che era impossibile sedersi sul pavimento. Elenchi e perquisizioni casa per casa venivano avviati durante le ore notturne. Al calare del buio venivano prese decisioni e a mezzanotte tutti i presenti, compresi i civili, furono caricati su un furgone cellulare. I civili riconobbero il percorso e dissero che li stavano portando al carcere Modelo, destinazione che fu poi confermata.
Daniel rimase nel carcere Modelo fino alla metà di novembre. A metà novembre gli ultimi tredici Oblati destinati al martirio furono trasferiti nella Scuola degli Scolopi in via Hortaleza a Madrid, adibita a prigione e nota come Carcere di San Antón. Padre Felipe Díez, un altro superstite, mantenne i contatti con le persone che assistevano gli Oblati prima dell'arresto portando loro i pasti. Alcune persone raccontavano le condizioni in cui si trovavano in carcere. I prigionieri in carcere soffrivano la fame. I prigionieri in carcere erano pieni di pidocchi. I prigionieri rimanevano sempre saldi nella fede. I prigionieri mantenevano un autentico spirito di carità gli uni con gli altri. Padre Felipe sottolinea l'eroico spirito di fede con il quale vissero un lungo periodo di tragedia.
Il martirio
L'unica ragione che i miliziani avevano per arrestarli era che erano religiosi. I religiosi arrestati non sapevano niente di questioni politiche. I religiosi non si erano mai dedicati a questioni politiche. Dal primo momento dell'arresto, ognuno di loro era consapevole che sarebbe stato ucciso per la propria condizione di religiosi. Dentro di loro si diffondeva lo spirito di perdono. Dentro di loro era presente il desiderio di dare la vita per la Chiesa, per la pace della Spagna e per coloro che pensavano li avrebbero fucilati. L'unico movente che li guidava era soprannaturale, poiché umanamente perdevano tutto. Erano coscienti che se fossero stati uccisi sarebbe stato per odio verso la fede. Quasi tutti loro furono uccisi per odio verso la fede.
Il 28 novembre Daniel fu prelevato dal carcere insieme ad altri dodici Oblati. Fu immolato insieme agli altri dodici compagni a Paracuellos del Jarama lo stesso 28 novembre. Al momento della morte Daniel aveva vent'anni. La nascita è avvenuta a Hacinas, in Spagna, il 10 aprile 1916. La morte è avvenuta a Paracuellos de Jarama, in Spagna, il 28 novembre 1936.
Una vida entregada al Señor
La historia de Daniel Gómez Lucas comenzó en la localidad de Hacinas, donde nació en el año mil novecientos dieciséis. Con tan solo doce años de edad, sintió la llamada del Señor y tomó la decisión de ingresar en el seminario menor de Urnieta. Aquel fue el primer paso de un camino de formación que lo conduciría, años más tarde, a comprometerse plenamente con la vida religiosa. Su dedicación al estudio y a la oración se consolidó cuando, en el año mil novecientos treinta y cinco, emitió sus primeros votos, consagrándose así a la congregación de los Oblatos.
La paz de su vida conventual se vio interrumpida por el clima de inestabilidad que atravesaba la nación. Tras pasar por diversos lugares como Las Arenas, Pozuelo y Madrid, su camino se cruzó con la violencia de la época. Fue arrestado en Madrid junto a otros miembros de su comunidad religiosa, iniciando entonces un periodo de cautiverio que puso a prueba su entereza espiritual. Durante su detención, primero en el conocido como Cárcel Modelo y posteriormente en el centro penitenciario de San Antón, Daniel mantuvo la serenidad propia de quien ha puesto su vida en manos de la Providencia. Finalmente, el veintiocho de noviembre de mil novecientos treinta y seis, fue conducido a Paracuellos de Jarama, donde fue fusilado, entregando su espíritu al Padre y completando así su sacrificio como mártir de la fe.
La memoria y el culto
La figura del beato Daniel Gómez Lucas es honrada hoy por la Iglesia universal como un modelo de coherencia y amor a Cristo. Su sacrificio no ha quedado en el olvido, sino que permanece vivo en la oración de los fieles, quienes encuentran en su historia un motivo de esperanza y fortaleza espiritual.
El reconocimiento oficial de su santidad tuvo lugar bajo el pontificado del Papa Benedicto XVI, quien procedió a su beatificación en el año dos mil once. Este acto litúrgico confirmó la validez de su testimonio y permitió que su nombre fuera inscrito en el santoral, otorgando a los creyentes un intercesor que vivió su fe con sencillez y valentía hasta el martirio. Su memoria se celebra cada año el veintiocho de noviembre, fecha elegida para conmemorar el día en que culminó su entrega. En esta jornada, los fieles se reúnen para recordar su vida y encomendarse a su protección, reconociendo en él a un joven que supo darlo todo por el Reino de Dios, convirtiéndose en un faro de luz para las generaciones venideras que buscan seguir el camino de la santidad.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Daniel Gómez Lucas?
La sua ricorrenza si celebra il 28 novembre, giorno in cui subì il martirio.