12 de agosto
Beato Floriano (Jozef) Stepniak
Sacerdote capuchino, mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la vocazione
Il Beato Floriano nacque a Zdzary, nei pressi di Nowe Miasto, il 3 gennaio 1912, da una famiglia di umili contadini. I suoi genitori si chiamavano Paolo e Anna Misztal. Il giorno successivo alla nascita, il 4 gennaio 1912, ricevette il sacramento del battesimo, occasione in cui gli fu imposto il nome di Giuseppe. La sua infanzia fu segnata dal dolore per la precoce scomparsa della madre, avvenuta quando egli era ancora piccolo, e dal successivo nuovo matrimonio del padre. Terminata la scuola primaria nel paese natale di Zdzary, Giuseppe avvertì un forte e deciso desiderio di studiare per diventare cappuccino. Grazie al sostegno dei frati cappuccini di Nowe Miasto, egli poté ultimare la scuola secondaria superiore. Successivamente, nel 1927, ultimò i suoi studi nel Collegio di San Fedele dei cappuccini di Lomza. Durante il percorso di formazione, pur avendo capacità mediocri, suppliva a tali carenze con una straordinaria diligenza e una costante laboriosità. Il compagno di studi frate Gaetano Ambrozkiewicz lo descrisse come un'anima santa, solidale, franco e allegro, sebbene già allora si distinguesse dai ragazzi giocherelloni e con la testa fra le nuvole. In virtù della sua profonda inclinazione spirituale, aderì al Terz'Ordine di San Francesco quand'era ancora allievo del ginnasio.
La vita religiosa e il sacerdozio
Mosso dal desiderio di consacrarsi interamente al Signore, si rivolse all'Ordine dei cappuccini di Nowe Miasto, dove iniziò il noviziato il 14 agosto del 1931. Insieme all'abito religioso, gli fu attribuito il nome di Floriano. Nel periodo del noviziato si distinse particolarmente per il suo zelo, la generosità e la profonda devozione. Il 15 agosto 1932 emise la professione temporanea e, successivamente, completò con profitto il corso di filosofia. Il cammino di consacrazione proseguì con l'importante traguardo della professione perpetua, emessa il 15 agosto 1935. Terminato questo impegno fondamentale, continuò i suoi studi teologici a Lublino. Al termine del percorso di studi teologici, fu ordinato sacerdote il 24 giugno 1938. Subito dopo l'ordinazione, fu inviato alla Facoltà di Teologia dell'Università Cattolica di Lublino per approfondire lo studio della Sacra Scrittura. Egli aveva apposto di suo pugno sull'immaginetta distribuita in occasione dell'ordinazione sacerdotale una frase emblematica del suo spirito di dedizione: Siamo pronti a darvi non solo il Vangelo, ma la nostra stessa vita.
Il ministero nella tempesta della guerra
Allo scoppio della guerra, avvenuto il 1° settembre 1939, padre Floriano si trovava a Lublino. Nei giorni e nei mesi cruciali del conflitto, a differenza di molti altri che cercavano la salvezza altrove, egli non abbandonò il convento e continuò coraggiosamente a confessare i fedeli. A causa delle persecuzioni in atto, molti ecclesiastici erano costretti a nascondersi, lasciando la popolazione priva di chi potesse officiare i riti funebri. Di fronte a questa drammatica emergenza, Floriano si incaricò personalmente di seppellire i morti con grande coraggio e generosità. Questa instancabile opera di carità cristiana fu interrotta il 25 gennaio 1940, quando fu tratto in arresto dalla Gestapo insieme a tutti i frati del convento. Fu quindi imprigionato nel Castello cittadino di Lublino. L'arresto improvviso rappresentò per lui un forte shock, ma egli non crollò e seppe mantenere l'ottimismo e l'allegria innati che lo caratterizzavano.
La via crucis nei campi di concentramento
Il 18 giugno 1940 fu tradotto al campo di concentramento di Sachsenhausen, vicino a Berlino, insieme ad altri confratelli. Anche in quel luogo di sofferenza inaudita, nel campo di Sachsenhausen, non perse il suo buonumore, nonostante la vita terribile imposta dal lager. Successivamente, il 14 dicembre 1940, fu trasferito al campo di concentramento di Dachau, dove gli fu assegnato il numero di matricola 22.738. All'interno del campo di Dachau, i suoi confratelli prigionieri iniziarono a chiamarlo affettuosamente il padre spirituale del blocco dei condannati e il sole del campo. Tuttavia, il freddo rigido lo afflisse fino a minare profondamente il suo organismo. Essendo un uomo di struttura forte e robusta, necessitava di molto nutrimento, e alla debilitazione progressiva per la fame si aggiunse presto la malattia. Nell'estate del 1942 si ammalò gravemente e fu ricoverato nell'ospedale del campo, comunemente chiamato la corsia.
Il martirio e la gloria celeste
In quel periodo del lager, gli inabili al lavoro e gli infermi venivano destinati, come invalidi, al trasferimento verso luoghi dove si diceva vi fossero condizioni migliori, e a tale trasferimento venne destinato anche Floriano. Dopo alcune settimane, nonostante le razioni di fame e la dura degenza in ospedale, si rimise a sufficienza e fu dimesso. Tuttavia, non fu riportato nel suo blocco dopo la dimissione, ma in quanto convalescente fu trasferito nel blocco ventinove dispari riservato agli invalidi. Il compagno di sventura frate Gaetano Ambrozkiewicz narrò in seguito che frate Floriano Stepniak aveva saputo portare la luce in quell'infelice baracca. Gli uomini chiusi nella baracca degli invalidi morivano di stenti a decine e venivano condotti via a gruppi, e si seppe solo in seguito che quegli sfortunati venivano eliminati nelle camere a gas nei dintorni di Monaco. Nonostante la situazione disperata, Floriano offriva una mite parola di conforto e il suo sorriso di cappuccino ridotto allo stremo agli uomini ridotti a sola pelle e ossa, immersi in un'atmosfera di morte. Quando venne la volta della lettera S del cognome Stepniak, Floriano fu condotto al reparto degli invalidi, nonostante si sentisse bene e fosse pienamente in grado di tornare al lavoro. Fu ucciso con il gas il 12 agosto del 1942, e il suo corpo fu con ogni probabilità cremato nei forni. La morte è avvenuta durante l'invasione della Polonia nel corso della guerra, e il martirio si è compiuto nel campo di prigionia di Dachau, vicino a Monaco di Baviera in Germania. Le autorità del campo recapitarono ai genitori, a Zdzary, l'abito religioso del figlio e avvertirono malignamente i genitori che il figlio Giuseppe era morto di angina. Insieme a lui, anche il sacerdote Giuseppe Straszewski ha condiviso la stessa sorte di fede e persecuzione, ed entrambi sono oggi considerati beati e martiri.
Su vida y ministerio
Jozef Stepniak, conocido en la vida religiosa como fray Floriano, nació en Zdzary, Polonia, en el año mil novecientos doce. Su formación espiritual y académica lo llevó a recorrer diversos lugares, fortaleciendo su convicción de servir al Señor. Tras años de preparación, recibió la ordenación sacerdotal como fraile capuchino el veinticuatro de junio de mil novecientos treinta y ocho, asumiendo su misión con espíritu de humildad y entrega total. Su labor pastoral se desarrolló en diferentes localidades, incluyendo Nowe Miasto, Lomza y Lublino, lugares donde su presencia como sacerdote fue un signo de paz y consuelo para los fieles.
La paz de su ministerio se vio interrumpida por el estallido de la guerra. El veinticinco de enero de mil novecientos cuarenta, fue arrestado por la Gestapo en Lublino, dando inicio a un doloroso camino de sufrimiento. Fue deportado al campo de concentración de Sachsenhausen, donde experimentó la dureza del cautiverio. Posteriormente, el catorce de diciembre de mil novecientos cuarenta, fue trasladado al campo de concentración de Dachau, en Alemania. A pesar de las condiciones infrahumanas y el horror que rodeaba su existencia, fray Floriano mantuvo su integridad y su fe como sacerdote, acompañando a sus compañeros de infortunio hasta el último momento. Su vida terrenal terminó el doce de agosto de mil novecientos cuarenta y dos, cuando fue asesinado en una cámara a gas, convirtiéndose en un testigo valiente de la fe hasta el martirio supremo.
El culto al Beato
La Iglesia celebra la memoria del Beato Floriano el doce de agosto, fecha en la que se conmemora su entrega definitiva a Dios a través del martirio. En este día, se une su recuerdo al de Giuseppe Straszewski, compartiendo ambos el testimonio de una vida ofrecida por la fidelidad a Cristo. Su beatificación es un reconocimiento a su entereza y a su capacidad de mantener la esperanza en medio del sufrimiento extremo del siglo veinte.
Los fieles acuden a su figura buscando inspiración para vivir con coherencia su propia fe, especialmente en tiempos de tribulación. Su recuerdo no solo es un acto de justicia histórica, sino una invitación litúrgica a renovar el compromiso con el Evangelio, recordando que el amor de Dios es más fuerte que cualquier forma de opresión. Al venerar al Beato Floriano, la comunidad cristiana reafirma su confianza en la vida eterna, donde el sacrificio de los mártires encuentra su paz definitiva y su glorificación junto al Padre.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Floriano Stepniak?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il 12 agosto, giorno del suo martirio.
En Dachau cerca de Múnich de Baviera en Alemania, beatos Floriano Stępniak, de la Orden de los Hermanos Menores Capuchinos, y José Straszewski, sacerdotes y mártires, que, al tiempo de la invasión de Polonia durante la guerra, murieron en el campo de prisión en una cámara de gas. — Martirologio Romano