3 de abril
Beato Gandolfo de Binasco Sacchi
Sacerdote franciscano
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e la vocazione
Gandolfo nacque a Binasco, in provincia di Milano, intorno al 1200, nel seno della nobile ed agiata famiglia Sacchi. Si sa ben poco riguardo alla sua infanzia e alla sua gioventù, ma la sua adesione al Vangelo segnò una svolta fondamentale quando entrò nell'ordine francescano mentre San Francesco d'Assisi era ancora in vita. Secondo i suoi biografi, prese i voti a Palermo verso il 1224 e il 1225, abbracciando pienamente la regola del santo di Assisi e ricevendo l'ordine sacerdotale.
Subito dopo aver ricevuto l'ordine sacerdotale, il frate iniziò la sua intensa attività missionaria, conducendo un'austera vita di solitudine e percorrendo le regioni limitrofe per predicarvi la parola di Dio. Il martirologio attesta con chiarezza questo suo stile di vita e lo definisce sacerdote dell’Ordine dei Minori. Negli anni successivi, precisamente nel 1256, ricevette l'ordine di aprire il Convento di Termini Imerese, sempre in provincia di Palermo, ampliando la presenza francescana nel territorio.
Il cammino verso Polizzi e i primi prodigi
Verso la fine del gennaio 1260, Gandolfo si diresse verso Polizzi insieme a Fra Pasquale, recandosi ad accogliere l'invito della Comunità polizzana per predicare la Quaresima. I due frati si fermarono a riprendere le forze nei pressi di Polizzi, in Contrada San Leonardo, località oggi chiamata Contrada San Gandolfo. Proprio in quel luogo avvenne il primo miracolo del santo patrono.
Nei pressi di una fontana, Gandolfo scorse un giovane muto che cercava un giumento insieme al padre. Il santo rincuorò il giovane e il padre, e poco dopo il giumento venne effettivamente ritrovato. Contestualmente, il giovane muto riacquistò immediatamente la parola dopo l'incontro con il santo, suscitando meraviglia e gratitudine.
Gli ultimi giorni e il transito
Giunto a Polizzi, Gandolfo fu accolto in una casa alle porte della città da una donna detta Pisana. Successivamente andò a soggiornare all'ospizio annesso all'ospedale di San Nicolò de Franchis, trascorrendo in questo luogo l'ultimo mese della sua vita, che coincise con il periodo della Quaresima che si accingeva a predicare. La sua ultima predica fu quella del Mercoledì Santo, tenuta il 31 marzo 1260.
Gandolfo morì il 3 aprile 1260, giorno di Sabato Santo, confortato dai sacramenti e dalla tenera devozione dei polizzani. Affrontò il trapasso adagiandosi su un giaciglio composto da un fascio di sarmenti e da un tronco d'albero. Le date biografiche stabilite confermano il suo percorso da Binasco, a Milano, dove nacque intorno al 1200, fino a Polizzi Generosa, a Palermo, dove si spense il 3 aprile 1260.
Le reliquie e il culto
Subito dopo la morte, il corpo fu traslato dall'Ospedale di San Nicolò alla Chiesa Madre e adagiato sulla nuda terra. Alcuni giorni dopo la sepoltura, nello stesso luogo si videro alcuni ceri accesi, un'usanza che proseguì sino al 1320. Nel 1320 i devoti polizzani decisero di dare una degna sepoltura alle reliquie del frate: le ossa furono raccolte in una bianca tovaglia di lino, deposte sui gradini dell'altare maggiore, ripulite dal terriccio e lavate prima con l'acqua e poi col vino, per essere infine collocate in una cassa di legno e riposte in un sepolcro più degno.
Nel vecchio sepolcro, che accolse le spoglie per un secolo, spuntarono prodigiosamente fiori di gelsomino, e lo stesso miracolo dei fiori si manifestò nel vino usato per lavare le ossa. I cittadini di Polizzi chiesero quindi al Vescovo di Cefalù di proclamare il frate Patrono della Città di Polizzi e di introdurre due feste liturgiche, una per la morte e una per il rinvenimento delle reliquie.
Nel 1482 la cassa di legno con le spoglie fu collocata all'interno di un'arca marmorea opera di Domenico Gagini. Nel 1549 la cassa fu rivestita con lamine d'argento dall'argentiere Di Leo, e intorno al 1579 fu collocato sopra la cassa il busto argenteo del Santo. Attualmente le reliquie sono custodite nella Cappella di San Gandolfo, all'interno della Chiesa Madre, nella navata destra, e vengono portate solennemente in processione la terza domenica di settembre sopra una grande vara.
La vida
El beato Gandolfo nació en el año mil doscientos en Binasco, en la provincia de Milán. En su juventud, sintió el llamado a la vida consagrada, trasladándose a Palermo, donde ingresó en la Orden de los Hermanos Menores y emitió sus votos religiosos hacia los años mil doscientos veinticuatro o mil doscientos veinticinco. A partir de ese momento, su camino estuvo marcado por el servicio itinerante y la predicación, llevando el mensaje de Cristo a diferentes puntos de la geografía siciliana.
Su labor fue incansable y fecunda. En el año mil doscientos cincuenta y seis, fundó el convento de Termini Imerese, una obra que permitió consolidar la presencia franciscana y ofrecer un refugio de espiritualidad para los habitantes de la zona. Su vocación misionera lo llevó a continuar su labor pastoral durante años, manteniendo siempre un espíritu de oración y sencillez. En el año mil doscientos sesenta, mientras se encontraba en la localidad de Polizzi Generosa, se dedicó a predicar los sermones de la Cuaresma, fortaleciendo la fe de aquellos que lo escuchaban. Poco tiempo después, el tres de abril de ese mismo año, entregó su alma al Señor en la misma ciudad de Polizzi Generosa. Su vida, caracterizada por la austeridad y el compromiso con los más necesitados, sigue siendo un modelo de fidelidad para todos los creyentes que valoran el sacrificio y la humildad en el seguimiento de Jesucristo.
El culto
La devoción al beato Gandolfo ha perdurado a través de los siglos, consolidándose como un pilar en la vida de los habitantes de Polizzi Generosa. Tras su fallecimiento, su memoria fue preservada con gran veneración por la comunidad local. Un momento fundamental en la historia de su culto ocurrió en el año mil trescientos veinte, cuando sus reliquias fueron trasladadas a la Iglesia Madre, un lugar que desde entonces se convirtió en el centro de la devoción popular hacia su figura.
La Iglesia celebra su memoria cada año el día tres de abril, fecha que marca su tránsito a la vida eterna. Además de esta conmemoración litúrgica, existe una tradición profundamente arraigada que incluye una procesión solemne el tercer domingo de septiembre, en la cual los fieles honran su legado y la presencia de sus reliquias. A través de estos actos, el pueblo renueva su fe y agradece la intercesión del beato, quien es honrado como un protector cercano y un modelo de santidad. Su culto es, ante todo, un testimonio de cómo una vida entregada a Dios en la sencillez y el trabajo constante puede seguir iluminando el camino de las generaciones futuras, invitando a la oración y al servicio desinteresado.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il Beato Gandolfo de Binasco Sacchi?
Si festeggia il 3 aprile, giorno della sua morte, e la terza domenica di settembre con la solenne processione delle reliquie.
Di cosa è patrono il Beato Gandolfo de Binasco Sacchi?
È patrono della città di Polizzi Generosa.
En Polizzi en Sicilia, beato Gandolfo de Binasco Sacchi, sacerdote de la Orden de los Menores, que condujo una austera vida de soledad y recorrió las regiones limítrofes para predicar la palabra de Dios. — Martirologio Romano