7 de agosto
Beato Giordano Forzatè
Abad benedictino de Padua
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Dalla giovinezza alla guida del monastero
Il beato Giordano nacque a Padova intorno al 1158, appartenendo alla nobile casata dei Forzaté Transelgardi. All'età di sedici anni, la notte del 4 marzo 1174, fuggì spaventato da un furioso incendio che distrusse i tre quarti di Padova. Trovò rifugio nel piccolo monastero di San Benedetto, situato fuori città. Per i venti anni successivi non si hanno notizie documentate su di lui, ma condusse certamente una vita esemplare. Nel 1195 era priore del medesimo monastero di San Benedetto.
Il priore fece ricostruire il monastero in due sezioni divise da alte mura, una per i monaci e l'altra per le monache. Al centro del monastero vi era una chiesa comune per le funzioni religiose di entrambi i ramificazioni. Fra il XIII e il XIV secolo nella diocesi di Padova vi erano circa venti monasteri benedettini doppi. A lavoro finito, il priore Giordano piantò al centro del cortile delle monache la bacchetta di corniolo usata per tracciare i confini. Lo stecco arido germogliò diventando una pianta vigorosa con foglie e frutti dotati di virtù taumaturgiche. La tradizione riferisce che, nel tempo, alla morte di ogni membro della famiglia Forzaté, un ramo dell'albero si seccava fino a disseccarsi del tutto alla morte dell'ultima discendente. Successivamente dal ceppo spuntarono altri germogli. Il 2 dicembre 1811, in seguito alla soppressione del monastero, l'albero prodigioso fu trapiantato nell'orto dei Capodilista, ramo collaterale dei Forzaté.
Ambasciatore di pace e missione ecclesiale
Il beato Giordano non fu solo abate e guida dei suoi religiosi, ma anche ambasciatore di pace per Padova e per l'intera Marca Trevigiana. Una miniatura del XIV secolo lo raffigura a cavallo in partenza per una missione pacificatrice. Nel 1216 negoziò la pace tra Treviso e Belluno come delegato di papa Onorio III. Svolse inoltre il ruolo di arbitro tra Ezzelino da Romano e Rambertino podestà di Verona durante un incontro nel palazzo vescovile di Padova. Nel 1234, insieme al vescovo di Treviso, negoziò la pace tra Padova e Treviso. Successivamente negoziò anche la pace tra Padova e Vicenza. L'attività religiosa di Giordano fu intensa, venendo delegato dai papi Innocenzo III e Gregorio IX per varie missioni presso i vescovi delle città venete. Fu visitatore apostolico presso i monasteri delle diocesi suddette. Fu presente come consultore della città di Padova e partecipò all'elezione del nuovo vescovo nel 1229. Dopo la morte di sant'Antonio nel 1231, fu incaricato insieme ad altre persone autorevoli di allestire il processo sulla vita e sui miracoli del santo. Fu anche consigliere spirituale della beata Beatrice d'Este.
La persecuzione, la prigionia e il ritorno a Padova
Le tensioni tra le città venete portarono alla caduta di Verona e Vicenza nelle mani di Ezzelino da Romano. Nonostante gli sforzi di Giordano Forzaté per evitarlo, il 25 febbraio 1237 anche Padova fu occupata da Ezzelino. L'abate Giordano lasciò allora il monastero di San Benedetto e si ritirò nel castello paterno di Montemerlo. Il contemporaneo sant'Antonio da Padova ebbe anch'egli incontri persuasivi con Ezzelino. Nel 1237 Ezzelino III lo accusò di congiurare per la sua caduta. Fu fatto rinchiudere nelle prigioni del castello di San Zenone, vicino a Bassano del Grappa, nonostante l'intercessione del vescovo di Padova, del clero, dei monaci e dei cittadini. Nel 1239, dopo due anni di prigionia, l'imperatore Federico II, trovandosi a Vicenza, volle vedere Giordano e lo affidò in custodia al patriarca di Aquileia. Non sentendosi sicuro, il priore fuggì a Venezia nel monastero cistercense della Celestia, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 7 agosto 1248.
Il culto e la memoria del beato
Il corpo del beato fu riportato a Padova nel 1260 e sepolto nella chiesa di San Benedetto. La venerazione come beato iniziłò subito dopo la traslazione del corpo. Nel 1300 gli fu dedicato un altare proprio. Il culto si intensificò progressivamente grazie ai continui miracoli attribuiti alla sua intercessione. Papa Clemente XIV confermò il suo culto il 6 settembre 1769. Dopo la soppressione del monastero avvenuta nel 1811, il corpo fu traslato dapprima nella cattedrale di Padova. Successivamente, il 9 novembre 1952, il corpo fu trasferito nella chiesa parrocchiale di San Benedetto.
Una vida de servicio y entrega
La trayectoria del beato Giordano Forzatè comenzó en su ciudad natal de Padua, donde experimentó los desafíos de su época desde muy joven, viéndose obligado a huir del incendio de la ciudad en el año 1174. Este suceso providencial lo llevó a refugiarse en el monasterio de San Benedetto, lugar que se convertiría en el centro de su ministerio. Como abad, Giordano dedicó sus esfuerzos a la restauración de esta comunidad, transformándola en un monasterio doble que fomentaba la vida de oración y el trabajo bajo la regla benedictina.
Su influencia trascendió los muros del monasterio, extendiéndose por diversos lugares como Montemerlo y San Zenone. Entre los años 1216 y 1234, Giordano actuó como un hábil delegado papal, desempeñando el delicado papel de mediador para negociar la paz entre las ciudades vénetas que se encontraban en conflicto. Su autoridad moral fue ampliamente reconocida, lo que le permitió participar activamente en el proceso de canonización de San Antonio de Padua en el año 1231, un momento clave en la historia de la espiritualidad cristiana.
Los años finales de su vida estuvieron marcados por la tribulación. En el año 1237 fue encarcelado por Ezzelino da Romano, sufriendo el rigor de la prisión hasta su liberación en 1239. A pesar de haber recuperado su libertad, su camino lo llevó finalmente al exilio en el monasterio de la Celestia en Venecia, donde entregó su alma a Dios en el año 1248. Su vida, caracterizada por la búsqueda de la concordia y la firmeza en la fe, continúa siendo un ejemplo de perseverancia para quienes buscan servir al Señor en medio de las dificultades del mundo.
El culto al beato
La memoria del beato Giordano Forzatè fue consolidada por la Iglesia cuando el Papa Clemente XIV confirmó su culto en el año 1769. Este reconocimiento oficial permitió que su testimonio fuera honrado por los fieles, reconociendo en su figura a un hombre que supo armonizar la vida contemplativa con una activa participación en la construcción de la paz social.
Actualmente, su festividad se celebra de manera universal el día 7 de agosto, fecha en la que los creyentes elevan sus oraciones recordando su intercesión. Asimismo, en la ciudad de Padua, donde su presencia fue fundamental para el desarrollo de la vida religiosa, se celebra una memoria especial el día 13 de agosto, permitiendo que la comunidad local mantenga vivo el recuerdo de su ilustre hijo y abad benedictino.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia il beato Giordano Forzatè?
La sua memoria liturgica si celebra il 7 agosto, mentre per la città di Padova la festa si tiene il 13 agosto.
En Venecia, beato Giordano Forzaté, abad, que fue fundador de monasterios en Padua y, no pudiendo evitar, a pesar de sus esfuerzos, la ruina de la patria, como pío exiliado se durmió en la paz del Señor, dejando un ejemplo de honestidad, integridad de costumbres y ciencia. — Martirologio Romano